Recensioni di Old Fashioned

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Recensione alla storia Sotto un cielo nemico - 10/01/23, ore 09:53
Capitolo 9: Sotto un cielo nemico
Ciao carissima,
è piuttosto inquietante la situazione di guerra che però è finta, non muori davvero, ma con l'eventuale morte ti giochi la promozione e quindi il futuro.
La coscienza oscilla continuamente tra la contingenza della situazione di guerra e il meta-pensiero su cosa possono aver pensato o inventato i simulatori per mettere alla prova le reclute.
In ogni caso, all'ultimo giorno la simulazione perde una parte della sua connotazione di realismo e si rivela per quello che è, ovvero un modo per far perdere comunque le reclute e per vedere cosa faranno i vari ragazzi una volta prigionieri e interrogati dal nemico.
Ritroviamo la strana fascinazione di Ilyas per Bezbòznij, così più potente del sentimento tenero e un po' ingenuo che sembra legarlo a Dragan. Ilyas per tanti aspetti ammira il generale, prova stima per lui, arriva addirittura a parlarne in termini di rispetto.
La scena finale, caotica e drammatica, sembra essere la conseguenza dello strano contatto che Ilyas ha stabilito dalla terrazza su cui montava la guardia: è come se avesse "evocato" Bezbòznij, il qualche non manca di rispondere alla chiamata, e di metterlo alla prova nella maniera che conosce così bene, ovvero sfidandolo a difendersi.
Un capitolo molto bello, di nuovo complimenti per la precisione nelle operazioni belliche.
A presto!
Recensione alla storia Sotto un cielo nemico - 05/12/22, ore 16:10
Capitolo 8: Nella terra dei lupi
Ciao^^
comincio subito col farti i complimenti per le scene di guerra, perché sono precise e chiaramente ben documentate, senza per questo essere confusive o approssimative.
In questo capitolo è sempre presente un senso come di straniamento dovuto al fatto che le reclute si trovano all'interno di una realtà virtuale, che è quasi come la realtà vera, ma appunto manca qualcosa.
Per Ilyas questo qualcosa è molto chiaro: gli manca la sua metà di lupo. Non sente gli odori (non più degli altri, almeno), non può muoversi come vorrebbe, si sente inerme e nudo. Non gli è venuta meno, però, quella sorta di euforia ferina che lo prende quando si sente con le spalle al muro: anche nella simulazione, quando compare il carro armato e tutti si sentono perduti, ecco che in lui scatta quella voglia di rivalsa che già lo salvò durante la punizione qualche capitolo fa.
La simulazione è progettata per fallire, questo è chiaro, perché il vero carattere di qualcuno si vede nella sconfitta e non nella vittoria, ma Ilyas non si rassegna e continuerà a combattere fino all'ultimo.
Anche il rapporto con Dragan sembra essersi fatto più profondo: l'aria ironica, di presa in giro, che Ilyas aveva sempre avuto nei suoi confronti, sembra aver lasciato il posto a qualcosa di più intimo e profondo.
La prima giornata di combattimenti è andata, ma sono ansioso di sapere cosa succederà nelle prossime. Come sempre bravissima!^^
Recensione alla storia Sotto un cielo nemico - 18/11/22, ore 13:43
Capitolo 7: La Simulazione
Ciao carissima^^
indeterminati corpi c'è qualcosa di analogo alla simulazione: un'esercitazione in cui viene "prelevato" senza preavviso e portato in un posto, nel quale viene simulato un interrogatorio. Chiaramente, trattandosi di un'esercitazione, è tutto finto, non ti possono far male più di tanto e sai perfettamente che dura tre giorni. Nonostante ciò, c'è gente che piange, gente che sbrocca, gente che si riduce in condizioni subumane a forza di frignare e implorare.
Questo per dire che se una simulazione così, alla fine poco più di un gioco di ruolo dal vivo, è in grado di ridurre in quel modo pezzi d'uomini nel pieno della forza fisica e morale, immagina cosa può fare una simulazione nella quale sei immerso in una realtà virtuale con la possibilità di morire o di soffrire "veramente".
Hai saputo creare molto bene il clima di tensione anticipatoria, che ognuno tenta di stemperare come può, senza ovviamente riuscirci. I ragazzi cercano di fare gli spavaldi, ma nessuno alla fine si sente tranquillo fino in fondo.
La descrizione fatta dagli ufficiali, distaccata e asettica, acuisce paradossalmente il senso di aspettativa tormentosa, di ansia anticipatoria, prova ne sia che ognuno tenta di armarsi come può, in vista dei possibili combattimenti.
Ilyas porta con sè solo un coltello, fedele alle sue radici ancestrali, e sono quasi sicuro che nel corso della simulazione lo userà.
Sono davvero curioso di leggere il prossimo capitolo, e come sempre ti invito a non preoccuparti tanto della crudezza dei futuri capitoli: se c'è chi non ha voglia di leggere, ci sono tante altre storie che possono sollazzarlo, e a noi affezionati lettori piace la roba forte, quindi vai tranquilla e posta quel che vuoi!
Recensione alla storia Sotto un cielo nemico - 27/10/22, ore 14:24
Capitolo 6: La caccia
Ciao carissima,
scusa se ho aspettato tanto a rispondere, ma fare un commento idiota a un capitolo così bello e profondo mi sarebbe parso di cattivo gusto^^
Vedo due grandi temi in questa storia di caccia: il rapporto tra uomo e Natura, o se vogliamo il patto ancestrale che è stato stipulato nella notte dei tempi, e i rapporti di gerarchia e autorità.
In origine la caccia era un rito, prova ne sia che già innumerevoli geroglifici preistorici ne illustrano le fasi e le mettono n connessione con le grandi forze e le divinità della Natura. L'uomo stipula un patto, o perlomeno dovrebbe farlo nella più onorevole delle ipotesi: gioca con l'animale una partita letale, o lui o la preda, e la gioca ad armi pari. Nella caccia si vince o si muore, l'animale fugge o diventa preda, l'uomo mangia la sua carne o muore di fame. Tutto però fa parte di un enorme circolo di morte e rinascita: morte della carne, rinascita in altre creature che se ne nutrono. La vita del singolo ha un termine, quella della Natura è infinita. Qundi anche il singolo, in quanto parte della Natura, possiede una scintilla di eternità.
La caccia quindi è un rito, una celebrazione. Necessita di concentrazione e abbandono da parte dell'officiante, che è il cacciatore. È necessario immergersi nei ritmi della Natura, farli propri, abbandonare la propria parte umana e civilizzata.
Bezboznij incarna bene questo sincretismo uomo-natura: è un ufficiale, appartiene a un esercito, ma sa spogliarsi della sua patina di civiltà per entrare in una dimensione altra, quasi sciamanica. Entra in sintonia col leopardo, ne assume il pensiero e le sensazioni, "diventa" lui, in un certo senso.
E lo domina. Perché lui può, perché ne ha gli strumenti. Perché combattendo ad armi pari con la belva si è guadagnato il diritto di disporre di essa e della sua libertà. Esattamente come il leopardo, a parti invertite, lo avrebbe sbranato e divorato.
È un patto di sangue che esige rispetto e non può essere disatteso.
Ilyas assiste. La sua doppia natura di animale e di uomo gli conferisce la capacità di essere il ponte, l'anello di congiunzione tra mondo della Natura e mondo degli uomini. È anche lui uno sciamano, in un certo senso, che percepisce il rito della caccia attraverso due canali: i sensi umani e una profonda, atavica, ancestrale percezione animale, che lo fa entrare nel leopardo, gli fa provare la sua rabbia e la sua ferocia, ma gli fa anche percepire, con canali più profondi e incisivi rispetto alle sensazioni umane, l'autorità di Bezboznij, il suo status di capo.
Il generale ha voluto che il ragazzo vedesse tutto giò, perché sicuramente coglie in cui qualcosa di animale, di selvatico, e in qualche modo sente che non potrebbe esserci per lui una manifstazione più efficace della sua autorità e della sua capacità di dominare.
Le punizioni inflitte sul campo di manovra non sono per Ilyas che una sfida a cui rispondere, ma si vede bene quanto sia rimasto colpito dalla caccia in generale e dall'episodio del leopardo in particolare.
Tutto questo pippone, che spero non ti abbia annoiata troppo, per dire che è un capitolo bellissimo e farti tanti complimenti!^^
A presto!
(Recensione modificata il 27/10/2022 - 02:26 pm)
Recensione alla storia Sotto un cielo nemico - 08/10/22, ore 18:22
Capitolo 5: You're my home
Ciao^^
"Tu sei la mia casa". Per Ilyas, la casa è Aisha. Non importa dove sia, con chi sia (posto che ovviamente sia trattata nel migliore dei modi), è solo lei che gli dà il senso di casa, di calore, di famiglia.
Ilyas, di una sgradevolezza imbarazzante con chiunque, ha per la sorella un affetto sollecito e quasi morboso, un misto di premure e sospettosità nei confronti di chiunque la avvicina.
La trasformazione per Aisha è avvenuta, e forse lui si rammarica di non essere presente, di non poterla guidare nell'apprendimento dei suoi nuovi poteri.
La famiglia adottiva, che è composta da due brave persone, è da Ilyas più che altro tollerata, sebbene russa, perché in effetti i due coniugi trattano Aisha con ogni riguardo, ma soprattutto la apprezzano e le vogliono bene. Questo per Ilyas è il più grande dei meriti, tant'è che addirittura "concede" a Voznjak di fargli in un certo senso da padre, lo ascolta parlare della simulazione senza mandarlo a quel paese, sebbene lui abbia già le sue idee, strutturate e ben radicate, in proposito.
Sa già cosa farà durante questa famigerata simulazione e di certo non si lascerà convincere dalla "voce della ragione", ovvero l'uomo saggio e attenpato che quelle cose le ha già vissute di persona. Ma non sarebbe Ilyas se non fosse così.
A questo punto sono proprio curioso di vedere cosa succederà effettivamente durante la simulazione. Cosa succede se si muore nella realtà virtuale? Che ripercussioni ci sono sul corpo fisico e reale?
Come sempre bravissima, a presto!^^