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Autore: Enkai D Higan    03/08/2014    2 recensioni
Prima shot " Intendo... Come cazzo si fa a dire qualcosa di smielato, come fai tu? "
Seconda Shot " Ian Gallagher! You messed with the wrong boy. "
Ho dovuto mettere il Rating arancione perchŔ, essendoci un personaggio come Mickey Milkovich, il linguaggio sarÓ indubbiamente volgare.
Genere: Commedia, Sentimentale, Slice of life | Stato: in corso
Tipo di coppia: Slash | Personaggi: Ian Gallagher, Mickey Milkovich
Note: Raccolta | Avvertimenti: nessuno
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Teach me


[ Ipotetica seconda metà della quarta stagione. ]

Erano tutti - o quasi- riuniti di sotto, attorno al tavolo e all'angolo cottura, pronti per la colazione.
Mickey ancora non si era visto e continuava a dormire al piano di sopra.

< Buongiorno a tutti! - Mandy irruppe in casa, dalla porta sul retro, con una faccia allarmata, facendo voltare alcuni dei Gallaghers verso la sua direzione. - Dov'è quel testa di cazzo di mio fratello? >
Ian alzò lo sguardo, incuriosito, sentitosi chiamato in causa.
< Che succede? > Chiese Lip, avvicinandosi alla ragazza come se avesse occhi solo per lei. 
< Dove cazzo è quella faccia di merda? > Insistette la Milkovich, illuminandosi quando vide scendere finalmente il fratello, svegliato dal rumore e decisamente infastidito. 
< Maledizione, siete tutti così fottutamente assordanti la mattina? - Aveva una faccia insonnata e stanca - come chi la notte aveva fatto altro, invece di dormire... - Che cazzo c'è? > Sospirò, rivolto alla sorella.
< Tua moglie sta partorendo! > Disse digrignando i denti e alzando la voce.
< Dove? >
< All'ospedale, coglione. >
< Che cazzo me ne frega? >

Mandy sembrava un toro in quel momento, probabilmente stava per picchiare il fratello, il quale, intanto, era andato al frigo e aveva continuato a fissare il nulla per abbondanti cinque minuti.

< Ehy, ehy. Calmati, dai. > Intervennè Lip, con un sussurrò dolce e rassicurante, prendendo il viso della ragazza tra le mani.

Lei lo baciò delicatamente per poi finire a limonarselo contro il muro, accanto la porta.

< Congratulazioni! > Disse Ian, con finta indifferenza e felicità beffarda sul viso. Ma quella parola fece più male a lui che a colui al quale era rivolta.
Intanto suo fratello e la sua migliore amica continuavano.
< Che schifo. Andate in camera! > Protestò Carl che, a guardarlo bene, aveva l'aria di qualcuno che era stato deluso -Ian la conosceva bene quell'espressione-. Chissà cosa passava, in quel momento, nella sua testolina. Probabilmente pensava a quando poco tempo prima Bonnie aveva rifiutato il regalo che il ragazzino aveva rubato apposta per lei.
Ian si avvicinò piano all'orecchio di Mickey e gli sussurrò un dolce ma tagliente "Guarda come fa tua sorella, è facile, no?".
Il moro rabbrividì sentendo il respiro del suo ragazzo sulla nuca ma si tirò fuori da quella situazione con un semplice e sorridente "Vaffanculo, Gallagher!".

Dopo pochi minuti, Debbie e Carl erano usciti di casa assieme a Mandy e Lip, e Fiona era tornata in quel locale, dove aveva ottenuto uno scarso profitto dalla sua serata, a cercare di riavere il suo lavoro come cameriera.

Ian era solo in cucina, a cercare di preparare dei "French-toast" alla Gallagher, che consistevano in spennellare da entrambi i lati un sandwich al burro di arachidi con dell'uovo e incenerirlo nel tostapane mezzo rotto.
Mickey era di sopra, che cercava la sua maglietta del cazzo ma non la trovava.

< SCENDI! HO FATTO I FRENCH TOAST! > Strillò Ian.
< TIENI LE TUE MANACCE SUL TUO CAZZO LA PROSSIMA VOLTA! > Rispose il moro irritato e infastidito, scendendo dopo due minuti.
< La tua maglietta è in lavatrice. E te lo avevo anche detto. > Disse il rosso intuendo il problema dal fatto che Mick era sceso a torso nudo - non che gli dispiacesse-.
< Ti va un pugno in un occhio di prima mattina, eh? >
< Stanotte non ti dispiacevano le mie manacce. > Lo schernì.

Il Milkovich si interpose improvvisamente tra lui e il tavolo, gli tolse delicatamente dalle mani il piatto con i toasts e lo poggiò sul ripiano in legno. Poi si voltò nuovamente verso di lui e gli prese il viso tra le mani.

< Le tue manacce non potrebbero MAI darmi fastidio. > 

Scese con le mani prima alle orecchie, al collo, alle spalle.
Seguiva i movimenti con i suoi occhi azzurri e freddi, ma che con Ian si riscaldavano e addolcivano sempre più spesso.
Gallagher trattennè il respiro, godendosi quella particolare e insolita manifestazione d'amore e, quando Mickey si morse il labbro inferiore, il suo battito accelerò.
Il moro arrivò piano alle braccia e poi alle sue mani. 
Giocò con le dita per un po' e poi lo guardò negli occhi : Ian fece fatica a rimanere in piedi.

< Come si fa? > Chiese il moro, di punto in bianco.
< Cosa? I french toasts? Devi cercare di non bruciare un sandwich inzuppato nell'uovo. > Rispose un po' deluso il più alto.
< Intendo... Come cazzo si fa a dire qualcosa di smielato, come fai tu? >

Ian trasalì.

< Gallagher, devo dirti una cosa da  un po', ma non la so dire. > Mickey era un po' agitato, lo si capiva dagli occhi. Il contenuto e la profondità di quelli non riusciva mai a nasconderli.
< Be', non lo so... Io... lo dico. >
< Ian, cazzo. Io credo di amarti. >

Trasalì ancora una volta.
Il moro vide il suo ragazzo fare una faccia strana e divenne ansioso.

< Nel senso che, non è che credo. Cioè, lo so, cazzo. > Si affrettò a dire, sbarrando leggermente gli occhi e credendo di aver completamente sbagliato,ma Ian lo baciò con tutta la passione che aveva in corpo.


Gli piaceva come Mickey diventava quando erano soli.
   
 
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