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Autore: Sarnie    28/08/2017    1 recensioni
"Non riesco a guardarmi allo specchio. Mi sono persa ormai."
"E ti sembra giusto? Ti sembra giusto nei confronti di chi crede in te?"
"Nessuno crede in me." disse piano.
Le afferrò nuovamente la mano, stringendola forte e guardandola negli occhi.
"Io credo in te."
Genere: Drammatico, Generale, Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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"Ti prego, non lo fare."
Si stavano osservando, una sul cornicione di quel palazzo, l'altra pronta a correre.
"Perché no? Tanto sono già morta."
"Ma perché sì?"
"Perché." abbassò lo sguardo. "Perché ho paura."
Tra loro c'erano parecchie divergenze ma questo no, questo non doveva capitare.
Si avvicinava, lentamente. "E quindi? Tutti abbiamo paura. Io riesco a trovare almeno una parte in ogni cosa a farmi paura; il fuoco, il buio, ... l'amore! Ma l'importante è affrontarla. Se hai paura, non superi niente. E se continui ad avere paura del fuoco non puoi scaldarti, se continui ad avere paura del buio non troverai l'interruttore della luce, se continui ad avere paura dell'amore... non vivi!"
Arrivò abbastanza vicina, da poter tendere la mano quasi fino a toccare la sua.
"Non devi temere, sarò al tuo fianco per affrontare tutto."
"Ma perché dovrei affrontare la vita, se questa vita mi odia?" Le lacrime scendevano intanto, continuamente, quasi seguendo il ritmo delle parole.
"E allora cambiala! Puoi cambiarla quando vuoi, questa vita, se davvero ti fa così... schifo! L'importante è che segui ciò che vuoi, le tue ambizioni. Solo le tue, non quelle degli altri."
Le afferrò la mano.
"Hai grandi potenzialità, finché ci credi."
"E a cosa devo credere? A me stessa? Per favore."
"Devi credere in te in quanto una persona destinata ad essere qualcuno, smetterla di trattarti male, di odiarti; guardarti allo specchio e riconoscere che puoi farcela."
In quell'istante la ragazza sul cornicione ritrasse la mano, come se fosse appena stata insultata.
"Non riesco a guardarmi allo specchio. Mi sono persa ormai."
"E ti sembra giusto? Ti sembra giusto nei confronti di chi crede in te?"
"Nessuno crede in me." disse piano.
Le afferrò nuovamente la mano, stringendola forte e guardandola negli occhi.
"Io credo in te."

Si trovavano ora stese sul prato di un parco, osservando il cielo coperto di nuvole rosee di tramonto.
Dopo vari minuti di silenzio, una parola, la prima che dopo anni la ragazza riuscì a pronunciare con sicurezza: "Grazie..."
L'altra la guardò per un attimo, con un accenno di sorriso sulle labbra, per poi tornare ad osservare le nuvole. Passò ancora qualche istante in mezzo al silenzio.
"Non ringraziare me."
"E chi devo ringraziare?"
"Probabilmente la persona che mi ha permesso di essere qui ad aiutare gli altri. La persona che mi ha fatto andare avanti nonostante tutto."
"E chi è?"
"Non penso lo saprai mai. E credo nemmeno lei lo sappia."
"È... Tipo un'attrice? Una cantante?"
"Oh no, le attrici mi hanno aiutato a capire chi voglio essere. Lei mi ha aiutato a capire come esserlo. Ma non lo sa. Non lo saprà. Certe volte guardo il cielo e penso a lei. Mi chiedo se si ricorda di me, se ogni tanto mi pensa."
Scese una lacrima, in contrasto con il suo sorriso malinconico. Perché questo sono i ricordi, un ossimoro che accosta felicità e dolore.
"E la risposta mi fa tanto male: no."

   
 
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