Storie originali > Introspettivo
Ricorda la storia  |      
Autore: Yume in Wonderland    21/09/2019    3 recensioni
Solo un altro po’ – Mou Sukoshi De
もう少しで
Cosa si può provare nell'istante di un abbraccio?
E non parlo di quei tre secondi scarsi quando un parente ti saluta, parlo di quegli abbracci che si dice riescano a rimettere insieme ogni frammento di un cuore infranto semplicemente stringendoti dolcemente, aggiustando ogni danno, curando ogni ferita.
Una sensazione così piacevole da desiderarla in eterno, e non appena senti le braccia che ti avvolgono lasciare lentamente la presa, non puoi far altro che mormorare: "Solo un altro po'".
Genere: Fluff, Introspettivo, Malinconico | Stato: completa
Tipo di coppia: Het
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Solo un altro po’ – Mou Sukoshi De

もう少しで

 
Non appena le sue braccia mi avvolgono, ogni mia difesa sembra crollare. I miei occhi sbarrati lentamente si socchiudono, celando il loro bruno colore.
Da quanto tempo non sento un tale calore?
Un nodo alla gola mi impedisce di parlare, ma non frena le mie braccia che, lentamente, stringono la sua vita quasi con il timore di spezzar l’unica cosa che dopo anni mi riscalda il cuore.
La mia guancia a contatto con il suo petto sembra andare a fuoco, forse il mio intero volto è paonazzo. Con gli occhi velati di lacrime, mi ritrovo a pronunciare debolmente parole mai dette prima in un contesto simile, con la speranza nella voce e un dolore sepolto da sempre sotto migliaia di cellule.

«Solo un altro po’…»

Neanche un secondo trascorre, sento la sua mano carezzarmi la testa dolcemente. Non capisco il perché di questa premura, ma mentirei se dicessi di non apprezzarla. La mia confusione non accenna a scemare, so di non esserne innamorata e so che lui non lo è di me. Eppure, un calore che non sentivo da anni…
Non posso credere di essere andata avanti tentando di riscaldarmi da sola, a confronto di questo incendio che brucia nel petto, quel che mi concedevo non era altro che la debole fiamma di una candela consumata.

«Sai… ho imparato a stare da sola, adesso. So di non avere bisogno di nessuno. Mi sono rialzata con le mie forze, e con le mie forze ho imparato di nuovo a camminare, senza necessitare di un appoggio… nonostante talvolta finisco col cadere di nuovo, trovo sempre

il modo di rialzarmi» mentre parlo, non mi rendo pienamente conto di come la mia voce si stia incrinando. «Avevo imparato così bene che mi ero totalmente dimenticata cosa si provasse a stare così vicini a qualcuno. Per questo… per questo vorrei stare così solo un altro po’»
I miei occhi stanchi si chiudono, facendo tesoro di quei preziosi istanti che mi erano realmente mancati, ma che avevo completamente dimenticato.

«Sì»

Risponde. Non riconosco il suo tono di voce. Il suo volto indefinibile… non posso collegarlo a nessuno di mia conoscenza. Ma gli sono grata.

«Solo… un altro po’…»

La mia voce si fa poco a poco più silenziosa, mentre mi assopisco cullata dal suo respiro regolare, avvolta dal suo dolce abbraccio.

«Sì»

E la sua voce priva d’identità, mi dà il bacio della buonanotte.

Se solo fosse reale…
Potrei smettere di immaginare e ricordare, stringendo a me un cuscino riscaldato con il mio stesso calore.
Però, alla fine, so che basta aspettare.
La paura, l’ansia, gli attacchi di panico… Tutto ciò un giorno potrà solo essere un ricordo, e io potrò innamorarmi di nuovo senza il terrore di cadere, senza il terrore i far cadere chi mi sta accanto.
Stringo forte a me il cuscino, ingoiando il veleno che giornalmente mi impegno ad ignorare, sotterrandolo sotto migliaia di cellule.
Devo solo avere pazienza.
Devo solo attendere…

«…solo un altro po’»
   
 
Leggi le 3 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Storie originali > Introspettivo / Vai alla pagina dell'autore: Yume in Wonderland