Anime & Manga > L'Attacco dei Giganti
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Autore: Mrs_Jaeger    24/08/2021    0 recensioni
I nostri studenti dell'ultimo anno di liceo di Tokyo vanno in gita scolastica, l'ultima che faranno insieme come compagni di classe.
Meta scelta: 𝐇𝐎𝐍𝐆 𝐊𝐎𝐍𝐆.
(Hong Kong Express è un altro film di quel regista ultraterreno e poetico che è Wong Kar-wai).
Genere: Romantico, Sentimentale | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Yaoi | Personaggi: Eren Jaeger
Note: AU | Avvertimenti: nessuno
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Hong Kong.

Questa era la meta scelta per la gita scolastica delle classi dell'ultimo anno di liceo di Tokyo. Il viaggio in aereo era stato tranquillo e adesso gli studenti dell'ultimo anno erano arrivati nella caotica città. Avevano prenotato un bus con cui spostarsi per i tour più lunghi, e la loro tabella di marcia era piena zeppa di impegni e appuntamenti, accompagnati da ore libere e di svago personale.
Avrebbero pernottato presso l'Ibis Hong Kong Central & Sheun Wan, nel centro del cuore culturale e commerciale della città. Dopo che ebbero lasciato i bagagli nelle stanze a loro assegnate, si radunarono nella hall per cominciare la prima tappa di quella che sarebbe stata la loro ultima gita scolastica tutti insieme.
Eren e Armin dividevano una stanza, Connie, Marco e Jean ne dividevano un'altra. Il gruppetto fu tra i primi a scendere nella hall.
Jean non si risparmiò un enorme sbadiglio a bocca aperta.
"Ho un sonno tremendo."
Marco sorrise e strinse tra le mani le bretelle del suo zaino sportivo.
"Saranno giorni pienissimi. Abbiamo un sacco da vedere e da fare, non sto nella pelle".
Armin, con gli occhi che brillavano, annuì concitatamente.
"Anche io! Sono davvero entusiasta!"
Eren si limitò a grattarsi il capo con aria assonnata, e fu il primo ad accorgersi del professor Ackerman, di storia giapponese e generale, che si stava avvicinando. Vestito in modo meno formale del solito poteva essere tranquillamente scambiato per uno studente. Forse era complice la statura, di fatto i ragazzi erano tutti più alti vicino a lui.
"Dove sono i vostri compagni?"
Armin si affrettò a rispondere. Sapevano che il professor Ackerman aveva notoriamente una scarsa pazienza.
"Stanno arrivando anche loro!"
Le porte dell'ascensore si aprirono e altri gruppetti di studenti si avvicinarono. Della sezione 3-A non erano in molti a partecipare, quindi erano stati mischiati assieme alle altre sezioni. Mikasa, Annie, Sasha, Ymir e Christa si ricongiunsero ai compagni.
Connie diede una gomitata a Jean e fece una battuta per farsi sentire soltanto da lui.
"Vedendole vestite così sembrano pure carine".
Il professor Ackerman si guardò intorno.
"3-A, ci siete?"
Sasha borbottò a bassa voce.
"Ma proprio lui doveva accompagnarci? Guardate la 3-B com'è rilassata con la professoressa Ral."
Ymir puntò le mani sui fianchi.
"Be', è giovane, sta facendo ancora tirocinio. Si vede che è passato poco tempo da quando è stata dall'altra parte della cattedra. Non si può dire lo stesso del nano, ho come la sensazione che non fosse giovane dentro neanche da adolescente".
Petra Ral, professoressa di inglese, richiamò l'attenzione dei suoi allievi con voce gentile e gioviale.
"Forza, tutti qui! Attorno al professor Akerman".
I due si scambiarono uno sguardo e lui fece un cenno serio, mentre lei gli sorrideva. Anche la donna era facilmente scambiabile per una studentessa, era anche più bassa del professor Ackerman. Però bastava guardarla negli occhi per scorgervi grinta e intraprendenza.
Quella era una donna tosta.
Il professor Ackerman si schiarì la voce.
"Bene. Non mi dilungherò in chiacchiere inutili, perché abbiamo una tabella di marcia abbastanza rigida da seguire. La nostra prima tappa sarà il Victoria Peak. Si tratta della vetta più alta di Hong Kong, e registra 554 metri di altitudine. Per raggiungerla prenderemo il Peak Tram, costruito e in funzione dal 1888. Vuole aggiungere qualcosa, professoressa?"
Petra fece un cenno e sorrise.
"Preparate le macchinette fotografiche e gli smartphone perché avremo una vista mozzafiato sull'intera città!"
Il professor Ackerman guardò l'orario all'orologio da polso e fece un'espressione annoiata.
"Perché l'unica a mancare è sempre lei. Dov'è la professoressa Zoe".
Hanji Zoe, professoressa di biologia e chimica, arrivò trafelata con l'ascensore.
"Eccomi, ci sono! Non mi abbandonate qui!" esclamò allegra. Il professor Ackerman non commentò e si rivolse ai ragazzi.
"Seguiteci."

Il vagone del tram, prenotato appositamente per loro, era molto spazioso al suo interno, con ampie vetrate e sedili in legno

Il vagone del tram, prenotato appositamente per loro, era molto spazioso al suo interno, con ampie vetrate e sedili in legno. Il professor Ackerman e la professoressa Ral si erano seduti molto avanti, probabilmente per lasciare privacy ai ragazzi. Erano stati imitati poco dopo dalla Zoe. Quest'ultima sembrava la più estasiata, in fondo era conosciuta come una che si emozionava per tutto.

Eren sedette quasi buttandosi di peso su una delle panchine. Mikasa prese posto accanto a lui. Entrambi si voltarono per dare un'occhiata ai compagni. Armin era seduto sulla fila adiacente alla loro, da solo.
Dietro di lui c'erano Marco e Jean, accanto -e quindi dietro Eren e Mikasa- aveva preso posto Annie e Sasha.
Dietro di loro Ymir e Christa e sull'altra fila Connie.
Il tram partì e la professoressa Zoe parlò alzando la voce.
"Ragazzi, buon viaggio!"
"Buon viaggio, prof!"

La vista si fece subito magnifica. L'aria si raffreddò un po', mentre il tram attraversava gallerie in mezzo al verde e continuava a salire. Le silhouette dei grattacieli svettavano verso il cielo, creando un effetto contrastante. Mikasa si fece più vicina a Eren per guardare dal vetro, mentre lui commentava:
"E noi un'ora fa eravamo lì. Chissà quanto sono piccole le persone, da qui".
"Già. Le finestre dei grattacieli sembrano puntini".

Tutti se ne stavano coi nasi e le facce contro il vetro.
Jean si morse un labbro.
"Lasciatemi nel verde e non riportatemi più indietro."
Connie ghignò dietro il suo sedile e si inerpicò, poggiando i gomiti e costringendo Marco a farsi un po' più in là.
"Con quella maglietta moriresti già stanotte. Ma se vuoi possiamo dire al prof che vuoi essere scaricato qui."
Marco rise.
"Sono certo che Jean si inventerebbe qualcosa per sopravvivere."
"Ehi, infatti non mi sottovalutate, sono stato in campeggio una volta o due."
Connie ghignò ancora.
"Questa è natura selvaggia, amico."
"Allora dovrò chiedere al prof di scaricarci te. Torna al tuo posto-" replicò Jean, dandogli una gomitata per farlo rimettere seduto composto. Marco scosse il capo con un sorriso e tornò a concentrarsi sulla vista.
Se poi Jean la ingombrava un po', be', non era un problema.

Armin guardava dal suo vetro con occhi sgranati, sinceramente interessato. Sin da bambino aveva avuto il desiderio di viaggiare e vedere quanti più posti possibile. La vista della città lo meravigliava, esercitava su di lui un fascino nascosto e indescrivibile. Sembrò pensarci su e, per associazione di idee, gli venne istintivo voltarsi verso la ragazza che esercitava su di lui esattamente quel tipo di potere.
Strinse i pugni per darsi coraggio.
Posso provarci. È rischioso perché è seduta più indietro, ma magari è voltata dall'altra parte, verso il suo finestrino. Sì, ci provo.
Armin si voltò lentamente, cercando di fare l'espressione più impassibile che gli riuscì. Guardò prima le teste di Eren e Mikasa, quasi appiccicate contro il vetro. Poi si spostò sui sedili di dietro. Sasha gli occupava la vista, mentre sgranocchiava di nascosto una merendina.
Spostati un po'...ti prego...
Eccola.
Annie aveva un'espressione distante e quieta. I suoi occhi azzurri erano fissi sul panorama. Poi, lentamente, si sentì osservata e voltò il capo, incontrando gli occhi di Armin. Lui sobbalzò e si voltò di scatto, dandosi mentalmente dell'idiota.
Stupido che sono. Non ho un minimo di esperienza o sicurezza. Spero non ci abbia dato peso.
Coraggiosamente si voltò di nuovo. Aveva deciso che questa volta le avrebbe semplicemente sorriso, ma lei stava di nuovo guardando fuori dal finestrino con espressione assorta.

Levi guardava dal vetro con espressione seria e mansueta.
"Questa sì che è aria pulita. Non quello schifo che respiriamo in città tutti i giorni."
Petra ridacchiò.
"Sapevo che lo avresti detto."
Erano colleghi, ma soltanto davanti i ragazzi si davano del lei. In fondo si potevano considerare amici, erano usciti spesso a bere qualcosa insieme per via di Hanji, che li invitava continuamente. Petra ci andava sempre volentieri, Levi pensava di poter rifiutare solo otto volte su dieci, quindi di tanto in tanto concedeva la sua presenza.
Levi sospirò lievemente.
"Hong Kong è piena di smog. Sto seriamente pensando di girare con una mascherina."
Aggrottò la fronte sentendo i gemiti euforici di Hanji, che sul sedile accanto guardava fuori.
"Tsk. Non sa mai controllarsi, la quattrocchi."
Hanji ricambiò con un sorriso, per niente toccata dall'offesa.
"Sei tu quello con la scopa nel sedere, Levi".
Petra cercò di non ridere e voltò il capo dall'altro lato, nascondendo la bocca dietro una mano. Levi però la fissò in silenzio.

   
 
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