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Autore: Vanessa1995    21/10/2021    0 recensioni
La ff inizia durante la seconda stagione.
Valeria Rogers, cugina di Bonnie, si trasferisce a Mystic Fall. Al contrario della cugina non è una strega, ma la sua famiglia sono lupi mannari però c'è un'altra maledizione che minaccia le donne della sua famiglia una maledizione che le spinge tutte a innamorarsi follemente di uomini sbagliati e che può spingerle persino a tradire coloro a cui vogliono bene pure a uccidere. Valeria accetta di sottoporsi al rituale per annullare la maledizione peccato che per allora potrebbe essere troppo tardi in oltre quando è nata è stato predetto che lei si innamorerà del peggiore di tutti del più pericoloso uomo o creatura che abbia mai camminato su questa terra.
Genere: Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Bonnie Bennett, Elijah, Klaus, Nuovo personaggio | Coppie: Damon/Elena
Note: AU, OOC | Avvertimenti: Incompiuta
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Chiusa la chiamata Klaus posò il cellulare sul divano. Elijah aveva trovato la ragazza erano diciassette anni che Valeria Rogers tormentava i suoi sogni dal 31 luglio per essere precisi. All'inizio sognava una neonata dai capelli scuri e la pelle color marrone chiaro, ma poi era cresciuta aveva incominciato ad andare a scuola. Sapeva tutto di lei e non riusciva a capire perché la sognava nemmeno la Doppelgänger Petrova lo ossessionata così tanto. L'unica cosa che sapeva per certo era che doveva trovarla.
« Chi è Valeria Rogers? » domandò curiosa la ragazza seduta vicino a lui nel punto dove le aveva morso il collo c'era il segno del suo morso sporco di sangue.
« Niente che ti riguarda. » rispose. La sua espressione mutò era spaventoso con le zanne in vista e delle vene scure gli comparvero sotto gli occhi.
Più tardi era nella sua stanza come vampiro non aveva bisogno di riposarsi. Lui e gli altri lo facevano più che altro per abitudine. Si sedette sul letto e ripensò alla telefonata che aveva avuto con Elijah più volte aveva pensato di andare a cercare Valeria per scoprire cosa aveva di speciale quella giovane era una Lupa mannara che non aveva ancora ucciso e attivato la maledizione però non poteva essere quello in centinaia di anni aveva incontrato decine di donne come lei. Cosa aveva di speciale Valeria Rogers.
Si tolse i vestiti e si infilò sotto le morbide lenzuola di seta del letto un'altra cosa del quale non aveva bisogno tuttavia i vampiri amavano circondarsi di cose belle che potevano ottenere facilmente e senza pagare siccome gli bastava soggiogare le persone. Fissò il soffitto a lungo poi chiuse gli occhi. Nel giro di poco si addormentò.

La casa che aveva davanti non era di grandi dimensioni ed era composta da due piani. Prima d'ora non aveva mai visto quella casa. Incuriosito si diresse verso la porta d'ingresso. Provò ad aprire la porta scoprendo che era chiusa a chiave. Sollevò lo sguardo fissando le finestre del piano superiore. Fece un salto raggiungendo il davanzale di una delle finestre. C'era una ragazza che dormiva nel letto c'era una vaga assomiglianza con Valeria, ma non era lei. Saltò sul davanzale della finestra vicino.
« Valeria... » disse in un sussurro era lei n'era certo. Conosceva bene i lineamenti del suo viso e le labbra carnose. Aprì la finestra ed entrò nella camera. Si avvicinò al letto. Dormiva a pancia in su i capelli ricci sparsi sul cuscino. « Presto ti troverò. » disse e le tolse dal viso il ricciolo che l'era scivolato davanti.

Valeria si svegliò di soprassalto e si girò verso la finestra che si era aperta. Bonnie l'aveva avvertita che le finestre erano vecchie e che potevano aprirsi senza una ragione. Scese dal letto e camminò a piedi nudi sul pavimento di legno e chiuse la finestra. Si voltò e vide Rex era infondo al letto dove la sera precedente si era ragomitolato per dormire. Lo faceva spesso a quanto pare gli piaceva dormire con lei.
« Ti ho svegliato io? » chiese dispiaciuta sedendosi accanto a lui e accarezzandogli la schiena pelosa. Il suo pelo era lungo e morbido. « Scusa non volevo. » disse togliendo la mano dal suo pelo si sistemò una ciocca di capelli dietro all'orecchio e si drizzò in piedi. L'era venuta sete.
Scese al piano di sotto attenta a non fare rumore non voleva rischiare di svegliare la cugina. La cucina era piccola la sera prima non c'era entrata. In passato era già stata lì e aveva dei vaghi ricordi di quel posto. Prese un bicchiere dalla mensola sopra al lavandino e lo riempì d'acqua. Si stava portando il bicchiere alle labbra quando notò un barattolo di vetro sul mobile con all'interno dei piccoli fiori viola. Incuriosita posò il bicchiere e prese il barattolo in mano. Lo aprì e ne annusò il contenuto. I fiori avevano un buon profumo non capiva per quale motivo Bonnie gli teneva in cucina.
Salì al piano di sopra e ritornò in camera propria. Si rimise al letto. Il primo giorno in una nuova scuola era sempre il più difficile lo sapeva bene aveva vissuto quell'esperienza decine di volte per colpa del lavoro di Peter, forse avrebbe dovuto convincere sua madre a mandarla a Mystic Fall molto tempo prima solo che se lo avesse fatto non avrebbe imparato a suonare il violino.

La mattina dopo fece la doccia e si vestì in fretta. Quando scese in cucina vide Bonnie appoggiata al bancone della cucina che sorseggiava qualcosa da una tazza. Notò che il barattolo che aveva visto la sera prima era scomparso.
« Dov'è il barattolo con i fiori? » domandò posando una mano sul bancone e voltandosi verso la strega. Quest'ultima posò la tazza dentro al lavabo.
« Verbena è verbena e ho messo il barattolo insieme agli altri. » rispose indicando la mensola a destra di quella sopra al lavandino. Val l'aprì e vide che dentro c'era un barattolo del caffè, uno dello zucchero, del sale, uno con quelle che dovevano essere delle foglie di tè e infine quello con i fiori. Lo prese e chiuse il mobile.
« Perché tieni della verbena in casa? La usi per i tuoi incantesimi o qualcosa del genere? »
« No, me l'ha portata Stefan ieri pomeriggio prima che arrivassi. » spiegò. « Le streghe e i lupi mannari non sono le uniche creature soprannaturali che abitano questo pianeta. »
« Di quali creature stai parlando? »
« Vampiri esistono davvero come esistono le streghe e i lupi mannari. » rispose. « Stefan e suo fratello Damon sono vampiri anche Caroline, ma lei lo è diventato di recente. »
« Caroline Forbes è un vampiro. » esclamò incredula. « Beh, io sono una Lupa mannara e tu una strega quindi non capisco perché mi stupisco tanto. » disse con un sorriso ironico.
« La verbena può essere assunta per evitare di essere soggiogati. I vampiri sono in grado di far fare agli uomini tutto quello che vogliono e rende il sangue tossico. »
Val abbassò lo sguardo sui fiori contenuti nel barattolo. Adesso capiva perché la cugina gli teneva in casa.
« Allora sarà il caso di mangiarne un po' o c'è un altro modo? Come funziona? »
Bonnie aprì il barattolo è prese un pizzico di fiori e gli misi in una tazza pulita che aveva una piccola scheggiatura e ci verso dentro del latte poi gliela porse.
« Si può assumerla in diversi modi. » rispose. « Puoi berla o mangiarla. Elena ne ha un po' nel ciondolo della sua collana. »
« Credo che la berrò. Non mi piace il latte freddo. » disse mettendo la tazza nel forno a microonde e scaldando il latte. Una volta che fu abbastanza caldo ne bevette un sorso. Non aveva un gusto strano per via dei fiori. « Dimmi sono come i vampiri di Twilight? » domandò.
« No, loro se camminano alla luce del sole senza essere protetti bruciano non brillano, possono mangiare cibo umano, sebbene non gli fornisce nutrimento, possono dormire e non ci sarà mai una piccola Renesmee. »
« Ah, bene. » rispose dicendo la prima cosa che gli fosse passata per la mente. Finì il suo latte. « Se gli infilo un paletto nel cuore muoiono? »
« Credo che tutti moriremo se lo facessero. » rispose l'altra con tono scherzoso e Val sorrise.
« Suppongo di sì. » rispose posando la tazza nel lavandino.
« Hai preso tutto quello che ti serve per la scuola? È quasi ora di uscire. » disse lanciando un'occhiata al orologio appeso alla parete sopra alla porta della cucina. « Domani possiamo anche andare più tardi, ma oggi devi passare in segreteria per avere l'orario delle lezioni. » affermò.
« Giusto... Spero che saremo avremo tante lezioni in comuni. » disse e corse al piano di sopra per prendere lo zaino. Portò anche il suo cane al piano di sotto e lo liberò in giardino. « Più tardi dopo la scuola ti porto a fare un giro. » promise tenendo il suo muso tra le mani e guardandolo negli occhi marroni.
« Valeria! » urlò Bonnie. Si voltò e la vide seduta alla guida della sua macchina.
« A presto. » disse val rivolta al cane e poi corse verso la macchina e si sedette davanti sul sedile del passeggero.

Il liceo di Mystic Fall si trovava poco lontano dalla casa di Bonnie. Parcheggiarono la macchina nel grande parcheggio della scuola e la diciassettenne scese dal auto.
« Vuoi che ti accompagno in segreteria? » domandò la cugina chiudendo a chiave la macchina.
« No, ci andrò da sola. » rispose pensando che non sarebbe stato poi così difficile trovare la segreteria e al massimo avrebbe chiesto ad uno studente.

Bonnie aveva dormito male quella notte. Aveva avuto un incubo dove la cugina per colpa della maledizione si innamorava di un serial killer ed insieme uccidevano tutta la scuola. Si augurava che gli spiriti si sbagliavano o che per lo meno sarebbe riuscita a fermare Val prima che gli uccidere tutti.
Entrata nell'edificio scolastico andò dritta al suo armadietto. Aveva bisogno di alcuni libri e quaderni che erano al suo interno.
« Ciao, dunque tua cugina? » disse Caroline facendola sussultare. Chiuse la porta del armadietto e infilò i libri e i quaderni nella borsa che portava a tracolla.
« Caroline mi hai detto che hai scoperto qualcosa che la riguarda, ma che volevi dircelo quando c'eravamo entrambe. » disse Elena intromettendosi nella conversazione dietro di lei c'era Stefan.
« Venite. » disse afferrando Elena per una mano e trascinandola in un'aula vuota. Caroline e Stefan le seguirono. L'aula veniva normalmente usata per le punizioni alla fine delle giornate. Ogni giorno c'era qualcuno che ci finiva e passava una o due ore con uno dei professori più noiosi che c'era a scuola magari in direzione si auguravano che gli studenti spaventati alla prospettiva di annoiarsi a morte non avrebbero combinato più pasticci.

« Dunque di cosa si tratta? » chiese Stefan intrecciando le braccia.

« Telero non è più l’unico lupo mannaro in città. Valeria e la sua famiglia possiedono il gene della licantropia. » spiegò. « e non è tutto. Le donne della sua famiglia sono state maledette. »

« Maledette?! » ripeté Elena.

« Si, centinai di anni fa Elizabeth, l’antenata di Valeria, era corteggiata da due uomini un contadino che era anche un lupo mannaro e un cavaliere. Lei scelse il cavaliere e lui arrabbiato chiese aiuto ad una strega per vendicarsi e lei lanciò una maledizione sulle discendenti di Elizabeth condannandole ad innamorarsi follemente di un uomo a causa di questo potente legame dettato dal amore e dalla magia lui era in grado di comandarle e addirittura a spingerle ad uccidere se lo desiderava. »

« Quindi in città ci sono due lupi mannari Tyrell e tua cugina che da un momento al altro potrebbe innamorarsi di qualcuno che potrebbe spingerla ad uccidere tutti. » osservò Stefan.

« Propongo di tenerla lontana da Damon. Sarebbe proprio il tipo. » commentò acida la vampira.

« No, non sono sicura però credo che… le donne della sua famiglia sembra siano tutte destinate ad innamorarsi di uomini dai capelli e gli occhi chiari e penso che potrebbe esserci un nesso. » disse incerta la strega.

« Allora Damon non è il suo tipo, per fortuna. » disse Caroline.

« Katherine non deve sapere di tua cugina. Ha bisogno di un lupo mannaro completo per qualche motivo. Sa già di Tyrell ed è bene che non sappia di Valeria. » disse Stefan abbassando le braccia.

« Si, credo che tu abbia ragione. » concordò la strega. « Non dovevo permetterle di venire qui. A quanto pare sono stati gli spiriti ha spingerla a venire qui vogliono che annulli la maledizione. »

« Cosa ti occorre per annullare la maledizione? » domandò Elena.

« è complicato… si può annullarla solo nel mese di marzo, con la luna piena, l’anno dev’essere bisestile, la ragazza deve avere tra i 19 e i venticinque anni e deve partecipare volontariamente al rituale. Ah ed è necessario che beva il sangue di un o di una discendente di colei che lanciò l’incantesimo. »

« Più semplice non poteva essere? Perché dev’essere tutto così complicato. »

Si lamentò la vampira bionda scendendo dal banco sul quale si era seduta quando erano entrati. Si sentì il trillo della campanella.

« Andiamo a lezione. Cercherò Valeria e la metterò in guardia nei confronti di Katherine. » disse la Bennett aprendo la porta.

Purtroppo scoprì che non aveva lezione con Valeria quella mattina e dovette aspettare la pausa pranzo. Quando entrò in mensa cercò con lo sguardo Valeria in mezzo a tutti i studenti presenti e la vide che era seduta ad un tavolo vicino ad una delle colonne era in compagnia di Jeremy, il fratellino di Elena. Prese il cibo e dopo aver pagato andò dritta da loro.

« Salve, allora Valeria com’è andata la tua prima mattina nella nuova scuola? » domandò. Avrebbe voluto parlarle subito di Katherine però c’erano altri ragazze seduti al tavolo e non sapeva come affrontare l’argomento.

« Bene, direi bene. A parte il fatto che ho scoperto che dopo domani ci sarà un test di storia, ma spero che la professoressa mi dia un giorno in più per prepararmi. Un giorno in più dovrebbe essere sufficiente per prepararmi per il compito. » disse portandosi alle labbra la forchetta.

« Penso che non sarebbe una cattiva idea se stessi a casa a studiare. Posso portare io a spasso Rex così potremo legare. »

Le piaceva il cagnolino però il vero motivo era che a casa sarebbe stata al sicuro. I vampiri non potevano entrare in una casa se non venivano invitati. A parte che pensandoci bene, probabilmente pure lei poteva invitare la vampira ad entrare e se per caso Katherine avesse bussato alla porta fingendosi Elena? Doveva metterla in guardia su di lei lo stesso.

« Va bene, nessun problema. Sono sicura che diventerete amici. » disse Valeria staccando un pezzettino di pane dalla piccola pagnotta che aveva sul vassoio.

« Valeria c’è una cosa importante di cui ti devo parlare, ma non posso farlo qui. » disse abbassando il tono della voce.

Pochi minuti dopo uscirono dalla mensa e la condusse infondo alla tromba delle scale che permettevano di raggiungere i vari piani del edificio. A quell’ora la sotto non doveva esserci nessun lì.

« Cosa c’è? » chiese Val appoggiando la schiena contro la parete a destra delle scale.

« C’è un altro vampiro che si aggira per la città. »

« E chi sarebbe? »

« Si chiama Katherine ed è identica ad Elena. I vampiri non possono entrare in casa se non sono invitati. Se Elena dovesse venire a casa tu non devi assolutamente invitarla ad entrare. Hai capito? » domandò guardandola dritto negli occhi. « Valeria è importante devi fare molta attenzione. »

« Va bene, se Elena viene a casa non la inviterò ad entrare. Ho capito. »

Pensando che fosse il momento di raccontarle della seconda maledizione che perseguitava la famiglia le raccontò quello che era successo la sera precedente di quello che le avevano detto sua nonna ed Elizabeth. Tralasciò solo la parte dove credevano che si sarebbe innamorata di un mostro.

« Mia madre perciò ha abbandonato me e mio padre per colpa di questa maledizione? È colpa sua se si è innamorata di Peter? »

« Probabilmente si e possibile che sarebbe successo lo stesso. Come ti ho detto in passato ci sono state donne che hanno rotto il legame e l’amore si è rivelato vero e non solo dovuto alla magia. »

« Ha tua nonna Peter non è mai piaciuto. Pensavo che dipendesse dal fatto che per colpa sua mia madre ci ha lasciati invece adesso mi chiedo se il suo astio nei suoi confronti non dipendeva dal fatto che sapeva che il loro amore poteva non essere vero. »

Abbassò lo sguardo per un istante e risollevò la testa.

« Se penso a quanto abbiamo sofferto. A quante volte io e mio padre ci siamo chiesti se non era colpa nostra e per anni l’ho odiata e magari la odio tuttora, nonostante il fatto che dica che l'ho perdonata. »

« No, Valeria non è stata colpa vostra. L'unico colpevole qui è il cavaliere che fece maledire la tua antenata. » disse stringendole le spalle. « Io posso spezzare la maledizione, ma dovremo attendere due anni perché serve un anno bisestile. » disse guardandola negli occhi. « Però tu devi essere d'accordo. »
« Non voglio rischiare di innamorarmi di qualcuno e abbandonare i miei figli come ha fatto mia madre. »
Aveva le lacrime agli occhi. La cugina l'abbracciò e le accarezzò i capelli.
« Andrà tutto bene. Dobbiamo solo aspettare due anni. Tu nel frattempo cerca di tenerti lontano dai ragazzi con i capelli biondi e gli occhi chiari. »
« Perché cosa c'entra? » domandò perplessa.
« Credo che ci sia un nesso tra la maledizione e il fatto che alla fine vi siete tutte innamorate perdutamente di uomini con quell'aspetto. Può darsi che quel narcisista del cavaliere avesse un aspetto simile. » ipotizzò.
« Si, certo suppongo che abbia senso. Mio nonno materno, il padre di mia madre, aveva i capelli biondi e gli occhi grigio chiaro » rammentò. « Invece l'uomo con cui la mia bisnonna scappò era un uomo già sposato e aveva i capelli e gli occhi chiari. »
« È una specie di miracolo che tu non sia bionda con gli occhi azzurri. » scherzò.
« Si, in effetti. » rispose divertita. « Ora andiamo. Abbiamo entrambe lezione. »
Adesso che aveva messo in guardia sua cugina si sentiva più tranquilla.

Il resto della giornata trascorse tranquillo. Valeria e Bonnie rientrarono a casa insieme. Val si mise a giocare con il suo cane in giardino. Avrebbe giocato un po' con lui poi avrebbe incominciato a studiare Storia.
« Bonnie vai da qualche parte? » domandò alla strega che stava uscendo di casa erano rientrate da scuola da dieci minuti o un quarto d'ora e la Bennett stava camminando lungo il sentiero che conduceva al cancelletto della ricezione che circondava il giardino.
« Si, devo andare da... Elena. » rispose. « Starò via un'ora più o meno. Tu ricordati solo se viene qualche sconosciuto, non importa se il postino, non invitarlo ad entrare. » disse intenta a cercare le chiavi della macchina nella borsa.
« Bonnie guarda che non sono una bambina di sette anni. Non aprire le porte agli sconosciuti e non farli entrare in casa sono regole che valgono anche per gli umani. »
Lanciò la pallina di gomma del cane che finì vicino ad un cespuglio a due o tre metri di distanza. Solo poco dopo sedendosi alla scrivania nella sua camera le venne in mente che la casa di Elena era poco lontana. Insomma non c'era bisogno di prendere la macchina. Scrollò le spalle e aprì il libro di Storia.
Aveva appena finito di studiare quattro delle pagine del argomento da studiare quando sentì il suono del campanello. Guardò l'orologio della radio digitale a destra della scrivania era passata mezz'ora da quando Bonnie se n'era andata possibile che fosse lei.
Scese al piano di sotto e aprì la porta. Fissò allibita la persona che aveva davanti: era Elena. La maglietta era diversa da quella che aveva indossato quella mattina al contrario i pantaloni parevano gli stessi e indossava lo stesso ciondolo che le aveva il giorno precedente e pure quella mattina.
« Ciao Valeria, c'è Bonnie? » chiese. Val intrecciò le braccia e la fissò con sospetto.
« Credi che io sia stupida Katherine? Sai dovresti fare più attenzione all'abbigliamento se vuoi impersonare bene Elena. » disse acida fece per sbatterle la porta in faccia, ma la finta Elena riprese a parlare.
« Valeria sono io! » esclamò. « Katherine non può soggiogarmi Stefan ha messo della verbena nel mio ciondolo e hai ragione indossò una maglia diversa però è solo perché mi sono macchiata. » disse infilando la mano in mezzo alla porta.
« Se fossi veramente Elena sapresti che Bonnie adesso è a casa tua. » esclamò. Incominciava davvero ad arrabbiarsi la vampira doveva pensare che era proprio stupida.
« Ti sbagli Bonnie non è a casa mia. »
Rimase in silenzio ripensando al fatto che la strega aveva preso la macchina per andare a casa della sua migliore amica quando abitava lì vicino. Varcò la soglia d'ingresso e la Rogers rimase per un attimo in silenzio a fissarla.
« Sei tu sei Elena allora perché sei venuta a cercare Bonnie a casa quando dovrebbe essere da te? »
« Potrei sbagliarmi, ma è probabile che ti ha mentito. A me aveva detto che sarebbe rimasta a casa per prepararsi per il test di matematica. » affermò.
« e perché lo avrebbe fatto? »
« Temo di saperlo. Vieni con me. » disse aprendo la porta. Val la seguì fuori e salirono sulla sua macchina.
La Gilberta la condusse fino ad una villa che sorgeva vicino al bosco, probabilmente la casa era piuttosto vecchi eppure ben curata. Al cancello, quando erano entrate nel parco, Val aveva notato una grande S. Davanti alla casa era parcheggiata la macchina di Bonnie insieme ad altre. Elena scese dalla macchina sbattendo la portiera e Val la seguì di corsa.
Entrata nella villa la riccia si guardò attorno impressionata dal arredamento elegante ed antiquato c'era una scala che conduceva al piano superiore.
« Cosa ci fai qui Elena e chi è lei? » chiese un ragazzo poco più grande di loro dai capelli rossi e gli occhi azzurri.
« Cosa sta succedendo Damon? » domandò arrabbiata Elena. « Perché Bonnie mi mente dicendo che resterà a casa con la cugina e invece viene qui. Cosa mi state nascondendo? »
Lo sguardo del vampiro cadde su Valeria e le sue labbra si curvarono in un sorriso. Ad una delle dita portava un grosso anello.
« Ah, tu devi essere Valeria la cugina di Bonnie è un piacere conoscerti. »
« Damon non ci provare. » lo rimproverò il fratello uscendo dalla stessa stanza dal quale era arrivato il fratello seguito da Bonnie e Caroline.
« Mi dispiace signorina Rogers sembra che il nostro amore sia ostacolato. » disse il vampiro prendendolo la mano destra e sfiorandole il dorso con le mani. La diciassettenne sentì le guance avvampare.
« Damon, per favore. » insistette Stefan. Damon, che pareva anche il più vecchio, sollevò gli occhi al cielo.
« Oh, ti ho mai detto quanto sei noioso? »
« Cosa ci fate voi due qui? » domandò Bonnie.
« Stavo per farti la stessa domanda. Non dovresti essere a casa di Elena in questo momento? » esclamò arrabbiata Val. Se le avesse detto che andava a casa dei Salvatore e che Elena non doveva saperlo non le avrebbe detto niente e sarebbe stata più gentile con la Gilbert quando era venuta a casa.
« Ci stavo andando, ma poi.... »
« Non mentire Bonnie! » esclamò. « State pensando di tendere una trappola a Katherine, vero? » chiese Elena. Aveva senso volevano proteggere lei ed Elena per questo avevano mentito ad entrambe.
« Elena non possiamo passare tutto il tempo a chiederci se quella che abbiamo davanti in realtà sei tu o Katherine. » disse Damon. « Quanto a Valeria l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno e che Katherine venga a sapere che in città c'è qualcun altro con il gene del lupo mannaro. »
« Perché? » domandò permessa Val. « Questa vampira odia i lupi mannari? »
« Oh, ogni vampiro sano di mente odia i lupi mannari dato che il vostro morso è mortale per noi anche se vale solo dopo che lo siete diventato a tutti gli effetti. » spiegò Damon con un sorriso sardonico.
« Ha bisogno di un lupo mannaro. Non ne conosciamo il motivo, ma attireremo Katherine in una trappola e dopo averla catturata la rinchiuderemo nella cripta dove non rappresenterà più un pericolo. »
A parlare questa volta era stata Caroline.
« Chi altro ha il gene del lupo in città? » chiese curiosa Val.
« Tyller Lokwood. » rispose Bonnie. Ricordava vagamente Tyller era il figlio del sindaco se non ricordava male. I membri della sua famiglia avevano ricoperto spesso quella carica come se fosse una specie di tradizione di famiglia.

L'occasione che Elijah aspettava da anni si era presentata a lui sotto forma di un adolescente dai capelli neri. Aveva intenzione di piantare un paletto di quercia bianca nel petto di suo fratello, l'unico in grado di uccidere un Originale, e lo avrebbe messo nella sua bara per centinaia di anni aveva permesso a suo fratello di fare quello che voleva, ma da tempo ormai aveva compreso che Klaus rappresentava una minaccia e non solo per gli umani del quale si nutriva. Finora non aveva deciso cosa fare: poteva rapire Valeria e Rogers e poi fingere di "offrirla" ha suo fratello. Non aveva intenzione di fare del male alla ragazza. Se tutto fosse andato per il verso giusto sarebbe tornata a casa sana e salva nel giro di qualche ora o al massimo un giorno senza alcun ricordo di quello che era successo.

Bonnie sapeva che Elena era arrabbiata odiava il fatto che tutti rischiassero le loro vite per lei, ma rischiare la propria vita per il bene di qualcuno era una cosa normale quando gli volevi bene. Quella sera la famiglia di Tyrell avrebbe tenuto la sua tradizionale festa in maschera avevano deciso di non annullarla, nonostante la morte del signor Lockwood pochi mesi prima.
« Mi dispiace se per colpa mia Elena ha scoperto tutto. » disse dispiaciuta sua cugina entrando nella stanza. Al contrario della sua amica fortunatamente sembrava decisa a tenersi lontano dai guai.
« No, la colpa è stata mia è solo che pensavo che se avessi saputo la verità avresti fatto qualche sciocchezza. » disse prendendo la maschera e dirigendosi verso la porta. Valeria si fece da parte per lasciarla passare e la seguì fino alle scale.
« Fai attenzione. » disse dalla cima delle scale quando fu arrivata infondo.
« Stai tranquilla. »

Passò qualche minuto poi uscì di casa e chiamò un Rex. Aveva bisogno di distrarsi e non le veniva in mente un modo migliore che andare a fare una passeggiata con il suo amico a quattro zampe. Uscì dal giardino e chiuse a chiave il cancelletto. Aveva già portato Rex a fare una passeggiata quel giorno e può darsi che si sarebbe limitata a portarlo al parco che era illuminato anche a quell'ora.
Si incamminarono verso il parco. Avevano fatto pochi metri quando la bestia incominciò ad aggirarsi e ad abbaiare. La diciassettenne si fermò.
« Cos'hai Rex che ti prende? » chiese non era da lui comportarsi in quel mondo. Sentì un rumore alle proprie spalle e si voltò. Il cuore incominciò a batterle all'impazzata nel petto. Aveva paura che potesse saltare fuori. « C'è qualcuno? » domandò sforzandosi di mantenere la calma. Istintivamente mise la mano dentro la borsetta dove teneva lo spray al peperoncino. Aveva iniziato a girare con uno nella borsa dopo essersi trasferita da sua madre che abitava in una città più grande rispetto a quella dov'era cresciuta con suo padre e quindi con più pericoli. In verità quasi tutte le volte che si erano trasferiti erano andati a vivere in città piuttosto popolate.
Sentì come una presenza qualcuno vicino a lei durò un secondo o meno poi qualcosa le colpì la testa e tutto diventò buio.

Katherine non era più una minaccia Bonnie era riuscita ad intrappolarla nella cripta non avrebbe più costituito una minaccia. Avevano scoperto che cercava la Pietra di luna e la strega aveva avuto un'idea: avrebbe affidato la pietra a Valeria. Katherine non sapeva della sua esistenza e anche se lo avesse scoperto in qualche modo avrebbe pensato che Valeria era una semplice umana. Alla festa aveva parlato con la strega che aveva aiutato la vampira e che si era tirata indietro quando aveva scoperto che era una Bennett. A quanto pare erano lontane parenti.
La ragazza entrata in casa tirò fuori la pietra dalla borsa.
« Val! » chiamò. « Valeria. » ripeto quando la cugina non rispose. Pensando che forse stava dormendo salì al piano di sopra e bussò alla porta della sua camera. Non ricevendo risposta l'aprì. Rimase ammutolita nello scoprire che Valeria non c'era. Confusa entrò nella stanza. Il letto era intatto, il libro e il quaderno di storia erano rimasti sulla scrivania.
Non c'era segno di Val in tutta la casa. Quando si rese conto che pure Rex non c'era si rilassata pensando che probabilmente lui e la sua padrona erano andati a fare una passeggiata.
Attese che la cugina rientrasse a casa. Dopo un po' andò a dormire, ma all'una si svegliò che aveva sete. Aprì la porta della stanza di Valeria e si rese contò con grande stupore che non c'era e il letto era intatto. Preoccupata corse di sotto in giardino.
Una volta fuori si guardò attorno, ma del cagnolino non c'era traccia.
« Rex! Rex! » provò a chiamare. Sentì abbaiare e corse verso il cancelletto lo aprì permettendo al cane di entrare. Aveva il guinzaglio questo significava che Val lo aveva portato a fare una passeggiata, ma perché era rientrato da solo?
Corse in casa e velocemente compose un numero dopodiché rimase in attesa che le rispondessero.
« Qui l'ufficio dello sceriffo a quest'ora non c'è, ma come posso esservi d'aiuto? » rispose una voce maschile dal altro capo del ricevitore era uno degli uomini della madre di Caroline e l'aiutava a far si che la città fosse un posto sicuro.
« Sono Bonnie Bennett. Mia cugina Valeria Rogers è scomparsa. Ha portato il cane a fare una passeggiata e non è ancora rientrata. Il cane è tornato senza di lei. » spiegò passandosi una mano tra i capelli era molto preoccupata: che fine aveva fatto Valeria? Perché non era rientrata?

   
 
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