Libri > Good Omens
Ricorda la storia  |      
Autore: GladiaDelmarre    03/08/2023    8 recensioni
Ho cambiato infinite pelli nel mio lungo viaggio sulla terra, ma tu le hai conosciute tutte. E soprattutto, hai sempre visto in me più di quanto io volessi mostrarti. Innumerevoli volte ti ho mentito, innumerevoli volte mi hai scoperto.
***
Pensieri di Crowley, un attimo troppo tardi.
***
Spoiler finale seconda stagione.
Genere: Angst, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Slash | Personaggi: Aziraphale/Azraphel, Crowley
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

Ero pronto.

 

Io ero pronto. 

Forse sono sempre stato pronto ad abbandonare tutto per te. 

 

Non ho mai avuto il coraggio di dirtelo - forse non ci avevo mai pensato prima coscientemente -  fino al momento in cui abbiamo temuto di dover combattere l’uno contro l’altro, ed io non riuscivo a vedere altra soluzione se non quella di fuggire dalla Terra che fino ad allora ci era bastata. Mi chiedo dove saremmo ora, se solo tu avessi scelto la mia strada. Seppure ci saremmo ancora. Hai avuto ragione al tempo, forse. 

 

Ma questa volta ho davvero sperato che avresti scelto me.

Non saremmo nemmeno stati i primi a fuggire, non abbiamo più nessuno a controllare le nostre azioni, ma non mi hai comunque scelto. Viene sempre altro prima. Prima di me, prima di noi, prima di un futuro che so di aspettare fin dall’inizio di tutto. Non mi hai mai scelto, non una sola volta nella nostra lunghissima vita, quando io invece ogni giorno ti ho cercato in tutte le mie azioni.

 

Tu che resti fedele al tuo credo, tu che non devii mai dalla tua strada, che non metti mai un piede in fallo. Io, che gravito attorno a te e striscio rapido ad incrociare il tuo sentiero, per poi allontanarmi e tornare di nuovo, attratto da te senza alcuna possibilità di scampo. Come un satellite attorno al suo pianeta, come acqua che corre verso il mare, come la prima Caduta nell’inferno, migliaia di anni fa. E migliaia di volte peggiore. 

Io, che bacerei i tuoi piedi per sentire il sapore della tua pelle.

Io, che leccherei la terra dove cade la tua ombra.

 

Se solo tu sapessi, se solo potessi vedermi. Ed invece resti lì, accecato dalla tua stessa luce, dal tuo desiderio di fare del bene, dalla tua voglia di essere perfetto ai Suoi occhi. 

Ma Lei non sa, non ti guarda, e se lo fa non ti vede mai davvero. 

 

Ho camminato verso di te con quello che resta del mio cuore - cuore di demone, spezzato e storpiato, chitinoso e fremente - e tu mi hai voltato le spalle ogni volta. Perché non sai o non vuoi sapere, perché sei incapace di concentrare tutto l’amore che provi su di un unico essere, perché non sarebbe giusto scegliere qualcuno a dispetto di tutto il creato. E forse hai ragione, ché in fondo non sono degno di tutto questo amore. 

 

Ho cambiato infinite pelli nel mio lungo viaggio sulla terra, ma tu le hai conosciute tutte. E soprattutto, hai sempre visto in me più di quanto io volessi mostrarti. Innumerevoli volte ti ho mentito, innumerevoli volte mi hai scoperto. Come puoi essere cieco in modo tanto arbitrario da non capire il motivo per cui siamo rimasti insieme, l’uno accanto all’altro, per secoli? 

Come hai potuto dirmi che avevi bisogno di me, il volto piegato in una smorfia di sofferenza e gli occhi dolenti, se non è me che vuoi? Sei così egoista da desiderarmi solo perché hai bisogno della mia presenza? 

Pensi all’umanità intera, ma non ti ricordi davvero di me. Sono il tuo compagno, ma solo per quello che ti serve. Forse per un angelo è lecito usare un demone, se è per seguire il Suo scopo.

 

Sì, ci ho sperato davvero, incoscientemente, incapace di pensare ad altro, poco prima di tirarti verso di me per baciarti. Con quella fede sconsiderata che è l’ultima risorsa degli sciocchi e degli amanti non corrisposti. Così ironico, per uno dei Caduti.

Ma poi mi hai guardato negli occhi, e ho visto la mia speranza morire nei tuoi. E quando ti ho baciato sapevo che avrei sentito veleno sulle tue belle labbra, sulla tua bocca piena di incertezza e di paura, e di una sorta di ostinato rifiuto ad abbandonarsi alla mia.

Le tue mani non si sono aggrappate alle mie spalle come avrei voluto. Il tuo corpo non ha risposto come avrebbe dovuto. Ogni tuo gesto era solo un pallido riflesso della mia disperazione. Sapevo che non mi avevi scelto, e così ho voluto baciarti perché quella era la mia unica occasione di farlo. O forse ho voluto mostrarti quello che avresti perso, in un ultimo, vano atto di ribellione da parte mia.

 

Non viaggeremo mai alla stessa velocità, noi due. Non guarderemo mai lo stesso orizzonte. Il tuo sguardo spazia lontano, pianifica un mondo migliore, mentre il mio arriva solo fin dove sei tu.

 

Non ho potuto voltarti le spalle, Aziraphale, perché non c’è altro per me. 

È per questo che ho voluto guardarti mentre andavi via. 

 

Niente dura per sempre.


Nemmeno noi.

 
   
 
Leggi le 8 recensioni
Ricorda la storia  |       |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Torna indietro / Vai alla categoria: Libri > Good Omens / Vai alla pagina dell'autore: GladiaDelmarre