Recensioni per
Non ho più paura
di Old Fashioned

Questa storia ha ottenuto 47 recensioni.
Positive : 47
Neutre o critiche: 0


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Recensore Veterano
24/02/24, ore 16:51
Cap. 11:

Questo finale è stato una vera bomba!!!
Adrenalina a palla e grande tensione. Ho respirato tutto ciò fino alla fine attraverso Porter. Il percorso che ha fatto è stato proprio ben descritto. Nelle varie recensioni ti ho sempre detto che ho sofferto per lui, in un capitolo ho addirittura pianto perché l'ho percepito estremamente reale, quindi immagina quanto sia stata in sintonia con Axel. C'è da dire che tutte le vicissitudini che l'hanno visto protagonista ci hanno fatto intuire le sue difficoltà e quanto sia stata dura rimettersi in piedi. Porter è decisamente uno dei personaggi che ho più amato. Il suo conflitto interiore e quella luce che ha dentro di sé mi hanno attirata inesorabilmente a lui. Adesso, in questi due ultimi capitoli, l'abbiamo visto spavaldo, con il fucile in mano a battere un sentiero oscuro e tortuoso per i suoi compagni. Come nell'altra tua storia che ho amato, torna frequente il messaggio di fratellanza: un compagno è tuo fratello, fino alla morte. Axel è un virtuoso, ha sofferto e avrebbe potuto affondare nell'autocommiserazione e nei fiumi di alcol e droga, ma ha sempre cercato una fune per uscire da quella fossa in cui era finito. E ci è riuscito. Non ha più paura, è stato temprato dall'esperienza e si è liberato dal demone che lo stava perseguitando, quindi ha esorcizato il male. Ciò che ha subito è stato veramente troppo, Iskander ci spiega il suo punto di vista che è comprensibile. l'America è stata prepotente con la sua terra, ma lui e i suoi compaesani non sono stati di certo migliori, anzi, hanno addirittura usato dei bambini per uccidere gente. Ancora ricordo l'esperienza di Axel che ha dovuto assistere passivamente alla morte della reporter e degli amici. Qui in qualche modo gli ha reso giustizia ed è stato come tornare a respirare dopo che è rimasto troppo tempo sott'acqua. Ha trovato una via, ed è uscito!
Le scene iniziali sono state bellissime: ha preso un mezzo, ha lasciato il campo, è entrato in territorio nemico e ha scovato Iskander. La tensione si poteva tagliare a fette. Axel essendo un marine ha saputo uccidere senza lasciare traccia di sé finché alla fine è riuscito a ultimare il suo scopo.
Il tenente sembra abbastanza turbato mentre Axel, a differenza del prologo in cui l'abbiamo trovato tremante, è praticamente sereno, in pace con sé stesso. Ho impiegato un po' di giorni a leggere per via degli impegni ma ti assicuro che questa storia l'ho davvero aprezzata moltissimo e nei momenti liberi sono corsa a leggere:) te l'ho detto, te lo ridico e te lo dirò sempre: sei bravissimo, hai talento ed io sono qui in attesa di leggere altre tue storie, è un vero piacere per me^^
Finita questa avventura spero di cuore che scriverai altro di questo genere!
Ti abbraccio, alla prossima;)

Recensore Veterano
24/02/24, ore 15:37
Cap. 10:

Abbiamo visto Porter educato, iracondo, addolorato, sull'orlo del precipizio ed adesso ho avuto modo di vedere il soldato che è in lui. La sua esperienza viene fuori subito una volta messo piede in Afghanistan. Non ha nessuna titubanza, anzi, è freddo e risoluto, costantemente in allerta. Mi hai sorpresa e sono contenta di trovare Axel così migliorato. Ho un po' temuto perché ho pensato che i flashback lo avrebbero tormentato, invece no. I vari dialoghi con il tenente sono stati interessanti, anche quando ad un certo punto è stato ripreso da quest'ultimo.
Grazie alle sue esperienze passate sa muoversi in un territorio così insidioso, è riuscito a salvare la pelle al compagno e ha sfruttato le missioni per mandare un messaggio a Iskander: è lì per un confronto. Non lo teme e lo cerca.
Ho avvertito tutta la sua determinazione dettata un po' dall'ira. Insomma, come non capirlo: ha perso i compagni e amici, convive con i ricordi della sua vecchia squadra mentre sta tirando sù queste nuove reclute. In questa occasione abbiamo visto in tempo reale come agiscono in territori di guerra. Ci hai preparato nei flashback a questa realtà così cruda in cui gli stessi bambini si mostrano senza scrupoli, in un certo senso addestrati a combattere. Porter è stanco anche di loro, di questo fantasma che aleggia senza mai palesarsi. E da uno che è appena tornato dall'inferno ci si aspetta proprio tutta questa tenacia.
Alla fine Iskander ha accettato la sfida e dopo aver bloccato la squadra sembra aver condotto Porter nella sua base. Ok, non so cosa aspettarmi per il capitolo finale, quindi sono eufurica perché VOGLIO leggere ogni silaba e godermi questo incontro/scontro (?) Davvero, non so a cosa pensare arrivata a questo punto. Io sono sempre dalla parte di Porter e lo sto adorando come ho adorato Dandaelyon ♡ infatti, Porter è sempre pronto ad aiutare, non vuole assistere ad altre morti, è molto fedele alla sua squadra. Non sta agendo solo e unicamente per sé stesso anche se sembra lì per un suo scopo personale.
Iskander invece saprà parlare la lingua di Axel? Gli dirà perché quel famoso giorno l'ha lasciato in vita? Sarà stata davvero solo "fortuna"?
Ok corro verso il finale.
Complimenti sei un portento
Un abbraccio a prestissimo!

Recensore Veterano
24/02/24, ore 14:36
Cap. 9:

Ciao caro Old^⁠^ eccomi qui ad avanzare con la lettura. Finalmente è giunto il weekend ed io posso procedere spedita verso l'epilogo. Anche se non sono pronta a salutare Porter, so già che mi mancherà perché è un personaggio che mi è piaciuto molto.
È stato un capitolo molto campagnolo, ricco di descrizioni e sensazioni sia positive che angosciose, almeno all'inizio. E bravo il ragazzo, è partito con un auto a noleggio per andare incontro al suo destino. Senza medicine è stato molto difficile per lui, ma ho visto con immenso piacere che, non è tornato indietro ed ha affrontato la boscaglia e le sue stesse paure. In realtà è stato tentato più di una volta di girare i tacchi ma è andato fino in fondo ed ha incontrato persino un lupo.
Lo sciamano non è un nativo Americano né la scimmia del re leone xD ma un eremita che sembra un po' intrappolato nel passato. La sua casa è accogliente e funzionale. Menomale che Porter ce l'ha mostrata con i suoi occhi perché anch'io sono stata curiosa di vedere tutto. La terapia messa in atto dallo sciamano è stata interessantissima. Non è stato difficile abbandonarsi al momento, percepire le sensazioni di Porter. Il flashback, come tutti gli altri, è stato tosto ma stavolta piú chiaro, così da suggerire a Porter che il vero problema sono i sensi di colpa che prova. In effetti lo sciamano l'ha portato a ragionare in modo differente rispetto agli altri suoi colleghi. Anche lui è un professionista e conosce i bisogni fisiologici di Porter, ma con le sue conoscenze sciamaniche l'ha condotto verso una via d'uscita che credo nessuno avrebbe mai pensato. Molto originale, bravo!
Ed è così che Porter ha deciso di abracciare di nuovo le armi. Questo mi ha sorpresa perché non me l'aspettavo ma da lettrice sono stata ben consapevole del forte aiuto e impatto che ha ricevuto Axel da questa nuova cura. Infatti lui per una volta sa quel che deve fare e vuole farlo. Mentre negli altri capitoli l'abbiamo sempre visto spossato e schiavo delle sue sensazioni, qui invece lo troviamo deciso. È sempre terrorizzato ma dentro di sé sa che è la cosa giusta da fare. A questo punto sono pronta a tutto. Faccio sempre il tifo per Porter con la consapevolezza che il finale potrà essere bello strong. Onestamente ti confesso che adoro la tua storia e la tua penna anche per questo: non "infarini" mai la realtà. Se qualcosa è crudo ce lo fai vedere per com'è. Anche i dialoghi sono belli tosti e io aprezzo moltissimo questo genere di narrazione. Anzi spero tanto di leggere altro di tuo, anche in futuro. Tornando al capitolo: la dottoressa mi è piaciuta perché oltre a ricoprire un ruolo importante è stata anche un soldato. Perciò ha compreso Porter e in un certo senso ha acconsentito alla sua iniziativa. Ho questo desiderio di sapere anche di più su di lei e la cicatrice che ha in faccia. Il bello è che ci sono personaggi così profondi, riesco a percepirli da un solo incontro.
Axel adesso cosa farà? Andrà in Afghanistan per incontrarere quel figlio di buona donna di Iskander? Sono stra curiosa.
Detto ciò rinnovo come sempre i miei complimenti🤗 e corro al prossimo capitolo!

Recensore Veterano
23/02/24, ore 15:01
Cap. 8:

Questo è stato un capitolo ricco di colpi di scena. Non mi aspettavo che si drogasse, non mi aspettavo l'intervento della polizia né tantomeno il tentato suicidio. Povero ragazzo! Sta risalendo dal girone più basso dell'inferno e ogni tanto cade giù per farsi le scale di nuovo.
Mary è stata un'altra comparsa piacevole da leggere. Non approfondisci molto eppure è molto facile comprendere i suoi sentimenti. Grazie a due battute riesco già ad empatizzare anche con lei. Porter stesso rimane incuriosito della strana terapia della ragazza. Non è monco, ma sta malissimo quindi, come si suol dire: in guerra e in carestia ogni buco è galleria. Anche se si tratta di una terapia in uso di cui ignoravo l'esistenza.
La descrizione dell'effetto della droga è stata senza dubbio interessante e sconvolgente. Porter sembra entrato in quelle case degli specchi che ci sono ai luna park. Rivede la sua immagine rimbalzare e confondersi insieme ad altre fino ad assumere molteplici significati e nuovi aspetti. Certo, l'ha stordito per un po' quindi sarà questa la soluzione definitiva per eliminare il suo disturbo? Ad un certo punto succede l'impensabile e arriva la polizia, gli lancia l'acqua addosso facendogli rivivere un altro flashback disturbante. Ne ha passate veramente tantissime il nostro Axel! Così tante che tenta una specie di intossicazione/overdose che non lo uccide nemmeno. Mio personalissimo pensiero: i suoi compagni dal cielo stanno vegliando su di lui. È stato un miracolo vederlo vivo. Menomale! Mi sarebbe dispiaciuto un casino se fosse morto. Si ritrova in una specie di pozzanghera, fradicio come un pulcino e con un solo pensiero in testa: deve fare qualcosa. Stavolta sembra il destino a suggerirgli la strada da prendere. Afferra la pietra dello sciamano -che non vedo l'ora di vedere - e medita sul serio di andarci. La velatissima ironia mi ha strappato un sorriso. Almeno Porter lo immagina come un nativo Americano che parla in modo bizzarro, con il copricapo piumato e dei poteri ultraterreni. E non come una scimmia con un bastone ed un mango attaccato xD
La mia curiosità sale alle stelle. Voglio proprio vedere dove sarà il luogo in cui si trova questo personaggio, voglio sentirlo parlare e vedere se sarà in grado di aiutare Porter. In cuor mio sono fiduciosa e spero di rivedere questo bel marine completamente guarito.
Questa storia la sto ufficialmente adorando! Grazie per averla scritta e condivisa.
Un abbraccio, a più tardi!
(Recensione modificata il 23/02/2024 - 03:18 pm)

Recensore Veterano
23/02/24, ore 14:15
Cap. 7:

Old:) con un po' di ritardo ricompaio per commentare un altro bel capitolo!
Porter ha festeggiato il compleanno in modo così triste: con un mackflurry che anch'io adoro e una coca cola. Non mi aspettavo nulla di tutto ciò, tantomeno l'incontro che ha avuto in quel bar.
L'atmosfera che abbiamo trovato lì dentro è stata anche allegra. I personaggi del locale l'hanno accolto con grande entusiasmo, anche se Axel in quel momento avrebbe solo voluto rimanere inosservato. Infatti, il barista sembra comprenderlo, quindi allontana tutti quanti offrendogli il primo giro di birra. Le risposte così educate che Porter dà a chiunque mi fanno come sempre scuoricinare per lui. Non credo sia fragile di per sé. A pur sempre subito ciò che ha dovuto subire ed è tornato ad una pseudo normalità, anzi sta cercando di conquistarsela con lacrime di sangue. In molti si sarebbe tolti la vita, Axel invece, anche se sta affondando, cerca in tutti i modi di tornare a riva. Solo che è estremamente difficile. Zeb, che è stato anche lui in guerra, racconta un esperienza estremamente brutta e Axel quando riceve quel ciottolo è così incredulo da ritenerlo un po' fuori di testa. Ok, personalmente non mi aspettavo di scoprire che il prossimo a cui si sarebbe rivolto sarebbe stato proprio uno sciamano. Questo mi incuriosisce, quindi complimenti per l'originalità, vorrei proprio vederlo. Spero già che nel prossimo capitolo faremo la sua conoscenza. Io lo sciamano lo immagino un po' come un eremita, simile alla scimmia del re leone xD chissà se avrò ragione (vabbè non credo sia una scimmia:D) che terapia gli farà seguire? Funzionerà? A sto punto le ha provate tutte, perché scartare questa possibilità?! Io fossi in lui ci andrei.
Porter stesso commenta le assurdità presenti in America: puoi andare ad ammazzare o rischiare di farti ammazzare a diciassette anni, ma ovviamente, la birra non la puoi bere. Che strani (⁠^⁠^⁠)
Ciò che ha visto riflesso allo specchio è stato toccante: un guscio vuoto, rinsecchito, ormai l'ombra del bel ragazzo che era un tempo. Ovviamente il fisico ne ha risentito come la mente. Motivo in più per fare il tifo per lui.
Ti aprezzo come sempre, è un piacere leggerti :⁠-⁠)
Un abbraccio, a prestissimo!

Recensore Master
22/02/24, ore 16:21
Cap. 11:

Eccomi qui. Come vedi, la storia mi ha preso talmente tanto che l'ho finita molto più in fretta di quanto avessi preventivato. Anche se la suddivisione in capitoli brevi mi ha molto aiutato, sarò sincero.
Visto come si era svolto il capitolo precedente, il finale è stato un po' come me lo aspettavo: Porter ha portato a termine il suo piano, pur rimanendo ferito e disobbedendo completamente a ogni ordine o convenzione, che alla fine è ciò che è necessario per colpire nemici come Iskander, completamente privi di ogni norma.
Alla fine, incorrerà sì nei guai, ma alla fine lo sanno anche i superiori che Iskander non è un civile come gli altri. In ogni caso, non è ciò che conta per Axel: la cosa più importante è aver portato a termine il proprio percorso, di ripresa interiore e di rivalsa per i suoi vecchi compagni d'armi.
L'unica cosa che mi ha convinto leggermente meno dell'intera storia compare però proprio in questo capitolo finale, ed è il dialogo con Iskander. L'intero racconto è estremamente realistico, ma quell'ultima scena va secondo me ad assumere toni un po' troppo cinematografici: sia per la lunghezza del discorso appunto, sia per diverse costruzioni molto elaborate che fanno i due per portare avanti le proprie idee, che secondo me stonano un po' col contesto.
In ogni caso ciò non va a inficiare il fatto che la storia mi sia veramente piaciuta nel suo insieme, nel suo essere in grado di raccontare sì una vita, ma anche molto di più, con sottotrame e collegamenti a molti spunti di riflessione sulla gestione americana della guerra, la psicoterapia, le dipendenze, il rapporto con la famiglia... un romanzo completo, in pratica, seppur in forma ridotta.
Davvero complimenti, ancora una volta! è proprio vero che la tua scrittura non delude mai. E come anticipato, la storia finisce ovviamente nella raccolta di preferite.
Alla prossima allora, spero di ritrovarti presto come lettore o come autore in qualche contest!
mystery_koopa

Recensore Master
22/02/24, ore 16:02
Cap. 10:

Porter è tornato in azione ed è più determinato che mai. Forte dell'esperienza vissuta è riuscito a prendere in mano senza problemi un ruolo di comando nella Bravo 1 e ha salvato più volte la vita ai suoi nuovi commilitoni, tutti ragazzini quanto lui, ma ancora pieni degli ideali che si sono portati da casa.
Ovviamente deve imparare a distinguere la sua guerra personale da quella ufficiale e attenersi agli ordini dati, ma penso che, anche se magari non agirà più in modo così esplicito nelle minacce ai civili, ormai abbia il suo obiettivo ben chiaro in testa e procederà determinato verso la vendetta.
Contrariamente ai primi capitoli, estremamente crudi, in questo la guerra è più raccontata "da film". Forse anche per il cambio di prospettiva che l'esperienza gli ha dato.
Non vedo l'ora di proseguire con il gran finale!

Recensore Master
22/02/24, ore 15:41
Cap. 9:

Rieccomi qui, sfruttando una pausa studio :)
Qui, ti dirò la verità, mi hai completamente spiazzato in entrambe le parti del racconto.
Ovviamente anche io mi sarei aspettato un nativo americano come sciamano, ma a parte questo, la ricostruzione dell'incubo più ricorrente, a cui questa volta Porter riesce ad aggiungere un nuovo tassello in cui si arrampica fuori dalla buca. Questo potevo immaginarmelo, dopotutto lo sciamanesimo è noto soprattutto per la possibilità di far accedere le persone in una particolare dimensione onirica, che si avvicina molto ai cosiddetti sogni lucidi. Eppure mai, veramente mai avrei pensato che Axel decidesse di portare la sua voglia di riscatto anche sul piano della realtà, fino al punto di riarruolarsi per rimettersi sulle tracce di Iskander!
La storia prenderà sul finale una tutt'altra piega rispetto ai capitoli precedenti, non ci sono dubbi...
Un po' sono contento di averci visto giusto sulla figura della dottoressa Kauffman: lei racchiude in sé entrambe le dimensioni, il medico della psiche e il soldato reduce dal fronte, ed è la persona che più riesce a capire l'esigenza di Axel. Entrambi sanno che non è psicologicamente adatto al 100% per tornare in Afghanistan, ma anche che probabilmente non lo sarà mai, e che questa è l'unica possibilità che ha per combattere contro ciò che lo tormenta (dentro e fuori dalla sua dimensione interiore).
Ti segnalo un piccolo errore di battitura, praticamente l'unico che ho notato in quelle che saranno 20mila parole di storia: "Abbastanza per far venire l’ansia anche (A) chi non ne soffriva abitualmente."
PS Ho cercato online l'immagine del monte Rainier! Veramente suggestivo, dà proprio quella sensazione di maestosità che già traspare dalle parole.
A presto!

Recensore Master
22/02/24, ore 10:59
Cap. 8:

Tra droga e alcool, Axel ha veramente toccato il fondo.
Non mi sarei aspettato un tentativo di suicidio a questo punto del racconto; pensavo che sarebbe successo molto prima, e che a questo punto ormai il desiderio di farla finita fosse già stato sostituito da un certo tipo di rassegnazione. Forse ha influito anche l'essere stato additato come drogato e persona sbandata e irrecuperabile, non saprei.
Anche oggi mi hai fatto scoprire una cosa nuova, ovvero gli studi sperimentali sulla ketamina come cura per il ptsd. Resta comunque il fatto che, come ogni altra droga tra cui l'alcool, l'effetto è momentaneo e crea dipendenza nel lungo periodo, senza mai giungere a una soluzione definitiva. Certo che essendo seguiti da medici si corrono meno rischi, ma non si recupera una qualità della vita "accettabile".
O almeno, questa è un po' una mia riflessione, magari gli studi americani mi smentiranno.
Per Porter sembra essere arrivato il momento di rivolgersi allo sciamano, un po' come ultima spiaggia. Ma direi che il messaggio importante che il suo corpo gli ha mandato lo ha colto: non vuole morire, ma proseguire e lottare. Solo toccando il fondo se n'è reso conto, spero ne trarrà una spinta per risalire!
Ci ritroviamo nel pomeriggio, almeno un altro capitolo lo leggerò. Il racconto mi ha veramente preso. A prestissimo!
mys.

Recensore Master
22/02/24, ore 10:39
Cap. 7:

Le mie recensioni sono tutte uguali, dico sempre che il capitolo mi è piaciuto tantissimo e mi ha colpito, ma che ci posso fare se è sempre così XD
Vedo che la mia riflessione di poco fa sull'età per bere e per arruolarsi è stata riproposta anche dallo stesso protagonista. Non sapevo che fosse possibile arruolarsi anche a diciassette anni, col permesso dei genitori... la cosa risulta ancor più grottesca, se possibile.
L'autoanalisi davanti allo specchio, con cui Axel ricostruisce il suo percorso di vita fisico e psicologico, è un'immagine veramente d'impatto.
L'atmosfera che ha ritrovato nel bar è un po' quella che si sarebbe aspettato, ma le esperienze comuni hanno comunque dato la possibilità di "inserirsi" all'interno di un gruppo e di scoprire esperienze anche più dure della sua, considerando che al ritorno dal Vietnam era ancora più difficile trovare qualcuno disposto a darti una mano per superare quanto vissuto.
Certo, tutto mi sarei aspettato trovasse nel bar tranne che il contatto di uno "sciamano", ma a questo punto sono curioso. Non ho proprio idea di come un individuo di questo tipo potrebbe aiutarlo, ma a questo punto vale la pena tentare tutto, no?
Forse Axel non è fragile come crede, deve solo rendersene conto.
Continuo ancora a leggere :)

Recensore Master
22/02/24, ore 10:14
Cap. 6:

Buongiorno Old :)
Un altro capitolo insolitamente breve per i tuoi standard, ma ancora una volta pregno di significato.
I gruppi di aiuto reciproco sono un argomento abbastanza complesso e che più o meno posso dire di conoscere, almeno dal punto di vista organizzativo (ho dato un esame a riguardo meno di un mese fa). Così come gli alcolisti anonimi non affermano di far guarire dall'alcolismo, ma mirano a rendere i membri "malati, ma non praticanti" allo stesso modo non saranno queste sedute a far superare a Porter i traumi del passato, ma potranno dargli sicuramente degli strumenti per gestirli! Soprattutto, degli strumenti più su misura per lui, visto che né i metodi psicologici, né quelli dritti al punto di suo padre hanno avuto alcun effetto positivo.
Ho come l'impressione che ci andrà alla fine, a quel bar per reduci, e forse lì trarrà qualche stimolo per risollevarsi.
Il fatto che tu abbia sottolineato che legalmente Axel non ha ancora l'età per bere fa veramente impressione considerando quello che ha vissuto, ancor di più perché c'è andato volontario, spinto da ideali e da incoscienza giovanile (e forse anche dal mito del padre) più che da una vera consapevolezza della realtà.
Ancora una volta ti faccio i miei complimenti, continuo subito la lettura!

Recensore Master
21/02/24, ore 22:41
Cap. 5:

Buonasera Old!
Un altro capitolo molto molto interessante, stavolta incentrato sui flashback relativi ad altri momenti traumatici non trattati in precedenza, mostrando un certo dualismo tra azioni compiute attivamente (anche se magari obbligato dalle circostanze, come nel caso del sospetto ragazzino kamikaze) e azioni subite (in prima persona o dai commilitoni, che anche in questo caso seguono l'ormai solita fine, completamente massacrati).
Mi è piaciuta molto anche la figura della dottoressa dell'esercito: comprensiva ma al tempo stesso anche decisa, forse proprio per l'esperienza sul campo che era mancata alle altre figure professionali incontrate da Porter. Penso che seguire i suoi consigli non potrà che fargli bene, e anche un gruppo d'aiuto reciproco di veterani sembra fare al caso suo. Soprattutto perché sembra che le sue dipendenze da alcool e farmaci per sfuggire al dolore stiano aumentando...

Recensore Veterano
21/02/24, ore 22:26
Cap. 6:

Buonasera caro Old:)
Io la scorsa recensione avevo detto che non avrebbe più ceduto all'alcol, Porter non sembra così d'accordo con me, ci sta, ma spero che troverà una soluzione ai suoi problemi, magari con il gruppo. L'alcol gli auguro di toccarlo ad una festa o quando sarà in buona compagnia. È impossibile non adorare questo personaggio, ho scoperto anche di essere protettiva nei suoi confronti. Ogni volta che c'è qualche brutto ricordo o gli incubi, vorrei poterlo aiutare. Forse perché come già ti ho detto, Axel lo percepisco estremamente reale. È una storia contemporanea, che tratta di una realtà oscura ma vera, inoltre hai saputo rendere benissimo quest'uomo. Normale che io sia convinta di conoscerlo, in un certo senso.
Lennie mi sta simpatico. Sembra che parli la stessa lingua di Axel, quindi mi auguro che lo possa aiutare attraverso questa terapia. L'incubo della fossa viscida e maleodorante è stato estremamente ansiogeno. La mente di Axel è come una SIM smagnetizzata. Non riesce più a fare nulla allo stesso modo, a vedere le cose per quelle che sono. Credo che sia anche stremato fisicamente. Imbottito di medicine, senza un attimo di tregua, non può nemmeno riposare in santa pace. Un inferno in pratica.
Non so cos'accadrá adesso che ha ricevuto quel numero. Sono curiosa di scoprire ogni cosa. Sono rimasta impietrita quando ho scoperto la sua età. Diamine, è giovane, dovrebbe pensare a tutt'altro che a questo. Il paradosso è che non può prendere l'alcol, ma ha subito l'esperienza di un veterano di guerra a soli vent'anni.
Sul treno si è verificato un altro episodio spiacevole: ha rivisto il suo compagno che addirittura lo schernisce. È stato forte anche per me, leggere della fine violenta di quel soldato. Axel rivive la scena dietro le palpebre in continuazione. Lo vediamo così angosciato che, alla fine si trova ad avere un disguido con la donna spagnola.
Io, capitolo per capitolo continuerò a incrociare le dita per Porter. Sono molto curiosa di continuare:)
Sei grandissimo!
Un abbraccio a presto

Recensore Veterano
21/02/24, ore 17:05
Cap. 5:

Eccomi qua:)
La dottoressa è stata veramente d'aiuto per Axel, l'ha portato a ragionare attraverso una serie di domande e l'ha un po' scosso dal suo stato di 'intorpidimento'. In effetti penso abbia azzeccato alla grande ciò che il padre di Porter avrebbe voluto fargli capire -in modo più brusco-
Sì trova in una fossa, non è morto, è semplicemente in coma ma deve fare qualcosa per riprendersi. Noi viviamo il turbamento di Porter, quindi non ho nemmeno pensato che fosse autocommiserazione, ma che fosse tutto estremamente difficile. E lo è. Deve imparare a camminare, a riprendersi, a scrollarsi di dosso quella bruttissima esperienza per tornare più forte di prima.
I flashback sono sempre intensi e a questi adesso si sommano le allucinazioni. Leggendo, mi sono resa conto che i bambini quando vedono i soldati, usano degli anglicismi e poi combinano qualcosa di orribile. Cioè, mi ero resa conto anche prima ma solo adesso ho collegato il tutto (⁠^⁠^⁠)
È difficile in questi casi dire che abbia agito bene. Quel bambino aveva tredici anni, ma li avrebbe uccisi tutti se Porter non fosse intervenuto. Il peso che ha nel cuore è molto grande. Dovrà innanzitutto perdonarsi e seguire una terapia come si deve, senza andare a zonzo da una psicologa all'altra. Comprende che anche ai suoi occhi questi dottori sono tutti uguali: non fanno che fare domanda su domande e in sostanza ci sono pochi risultati.(continuo a farti i complimenti per la veridicità delle sedute)Io da lettrice faccio il tifo per lui e lo comprendo perché vediamo e sentiamo tutto ciò che lui vede e sente. Siamo nella sua testa. In casi così delicati è difficile anche esprimersi, penso sia giusto rispettare questo profondo dolore senza giudicare. Sembra una via crucis con tutte le stazioni! Questa croce però, non la può portare da solo. Cosa farà? Non penso che si butterà nel tunnel di alcol e fumo anche se a fine capitolo lo vediamo incollato a una bottiglia.
Mi spiace anche vederlo terribilmente solo. I suoi genitori non sono molto affettuosi, i suoi fratelli neppure. Non ha una ragazza o un ragazzo. L'unica consolazione è arrivata da un gatto randagio che ha deciso di nutrire. Questo mi spiace perché lui è un brav'uomo. Si nota. Avrà i suoi scatti d'ira, però riesce a correggersi, si pente. Se non fosse per questo disturbo di cui soffre sarebbe una di quelle persone pacate che trasmettono serenità. Un Golden boy.
La visione del compagno con le viscere di fuori come serpi rosa e grigie è stata crudissima. Wow, complimenti per queste similitudini.
È una storia molto ben fatta. Sia perché è scritta bene, ma anche impostata bene. C'è dietro una gran cura e tanto impegno, si nota. Quindi complimenti 👏🏻 immagino non sia stata una passeggiatina per te, ma il lavoro ti è uscito una meraviglia.
Ad ogni capitolo rimango sempre positivamente sorpresa.
Un abbraccio alla prossima
(Recensione modificata il 21/02/2024 - 05:11 pm)

Recensore Veterano
20/02/24, ore 21:33
Cap. 4:

Rieccomi:⁠-⁠D
Un capitolo lungo ma fluido, è stato un gran piacere leggere anche se ho trovato Axel sempre sofferente. Tutto inizia con un ritorno, non proprio bellissimo in America. È così strano vedere come il suo amico monco sia molto più positivo di lui, questo fa riflettere sugli effetti che ognuno di quei soldati ha subito della guerra. Di sicuro Axel è tornato distrutto e spezzato dentro, e come non capirlo. Non mi aspettavo i flash back, è stato un altro colpo di scena. Il primo riguarda l'arrivo in Afghanistan, di come i soldati hanno ammirato il paesaggio e della bomba che ha strappato via le gambe ad uno di loro. Poi si ritorna immediatamente alla realtà, in modo del tutto naturale.
Il saluto della madre è stato così sincero e affettuoso, quello del padre pessimo. Come può rimanere dispiaciuto di trovare il figlio vivo e incolume? È un personaggio che di certo non è d'aiuto a Porter e che spero cambierà. Anche se lo vedo impuntato nelle sue idee.
Axel è una persona molto carina. La scena con quel gatto è stata dolce e triste allo stesso tempo. Peccato che i flash back seguiti dall'ansia e dagli scatti d'ira lo abbiano portato a vivere come un automa. Inizialmente per anestetizzare il dolore ha deciso di bere e fumare. Ma questa "soluzione" è momentanea. Quindi va dalla psicologa. Gli sguardi che si è trovato a ricevere dagli altri pazienti sono stati cattivi, decisamente. Ma comprendo la situazione e ho molto apprezzato la seduta che ha avuto con questa donna. Ho trovato quest'ultima molto professionale e comprensiva. Ti faccio i complimenti per la ricerca e per averci fatto vedere tutte queste terapie. Non è la prima volta che leggo di un simile argomento però è sempre bello scoprire cose nuove ed il test infatti è stato una scoperta! Io comprendo perfettamente la rabbia di Axel. Mi spiace solo vederlo così dispiaciuto dopo che il momento è passato. Non è colpa sua. Anzi, è anche così bravo a tenersi tutto dentro. Questi scatti di rabbia sono credibili e tipici del suo disturbo.
Il padre come ti ho detto prima non comprende assolutamente nulla di ciò che sta vivendo il figlio. Pensa solo a quella che è la vita da soldato senza tenere di conto i bisogni reali di Axel.
Portarlo a sparare è stata un'idea così cretina. Lui ha visto il figlio annegare in fiumi di alcol e a fumarsi anche le dita e che fa? Gli porge un fucile●⁠_⁠_⁠●.
Secondo me è fuori come un balcone.
Axel sbotta e inizia ad elencargli tutto quello che ha passato. Non è lui a volere tutto ciò, sta anche cercando di riprendersi ma è difficile. Il percorso sarà lento e doloroso. Come ti ho detto spero in un finale agro dolce. Sono ben consapevole che guarire del tutto è impossibile. Ma ciò non mi impedisce di fare il tifo per Axel.
Come sempre un capitolo molto bello, scritto bene e con uno stile limpido e chiaro.
I miei complimenti come sempre!
Un abbraccio e alla prossima!

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