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Autore: Himeno    14/07/2014    7 recensioni
La vita continua ma questa volta i protagonisti nn saranno quelli che conosciamo noi ma i loro figli che dovranno salvare Wonder da un triste destino. Spero che gradirete questa ff come il suo precedente "Amore Eterno" baci da BlackRose91^^
-STORIA MOMENTANEAMENTE SOSPESA- La continuerò non appena avrò finito almeno una delle mie storie in corso
Genere: Generale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Altro Personaggio, Un po' tutti
Note: nessuna | Avvertimenti: Spoiler!
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Amore Eterno'
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Capitolo 17

 

-Quindi è andata così?- disse Ruy dopo aver sentito ciò che era accaduto a Marion e Smeralda. Prima invece sono stati lui con Poomo a raccontare. Quando erano alla loro ricerca e a proposito di Eclipse.

-Già. Ma non mi hai detto com’è possibile che quel ragazzo abbia lo stesso nome che usava nostro padre- disse Marion.

-Mi ha detto che nostro padre lo ha salvato quand’era un bambino e che da allora è il suo eroe. Il suo esempio da seguire-

-Capisco- disse lei per poi sbadigliare. Era decisamente l’ora di andare a dormire.

-Poomo, domani puoi riuscire ad aggiustare lo schermo con il radar? I nostri genitori avranno provato a contattarci e senza ottenere risposta saranno preoccupati- disse Desideria.

-Sicuro, principessa. Domani mi metterò sotto con le riparazioni- acconsentì il folletto.

-Bene, ora è meglio andare a dormire. Buonanotte ragazze, buonanotte Poomo- disse il principe della Luna andando a letto.

-Buonanotte a tutti- risposero gli altri per poi seguire l’esempio del ragazzo.

Si erano addormentati subito, appena toccato il letto. Ma non la principessa della Luna a cui non faceva che pensare a quell’Eclipse. Nonostante abbia intravisto poco del suo volto mascherato, la ragazza aveva l’impressione di conoscerlo. Aveva dei bellissimi capelli argentati, colore che lei adorava perché le ricordava la luna. Per non parlare degli occhi. Di un azzurro zaffiro. Erano di una tonalità più chiara rispetto ai suoi color cobalto. Quel ragazzo emanava fascino e mistero a cui lei non riusciva a resistere. E poi… già una volta aveva sentito quei brividi lungo il corpo ed era stato quando aveva toccato il principe Alam. Pensandoci i due si assomigliavano parecchio forse è per quello che Eclipse le sembrava famigliare. Il colore dei capelli e degli occhi erano uguali ma di Eclipse non era riuscita a vedere bene i lineamenti del viso per via della maschera nera che indossava. Il principe Alam aveva dei bei lineamenti e un portamento davvero regale. Nel pensare a lui, Marion si ritrovò ad arrossire.

“Che cosa sto pensando? Perché ho avuto quei brividi nel toccare il principe ed Eclipse? Non è possibile che siano la stessa persona. Alam è un principe dai modi impeccabili mentre Eclipse…mi  è sembrato tutta un'altra cosa. Entrambi li conosco pochissimo, li ho visti solo una volta, ma penso siano due persone completamente diverse”

Comunque non era il momento per pensare ai ragazzi. Ora la loro missione era più importante. La principessa doveva pensare a sconfiggere il male e a ritornare sana e salva su Wonder insieme alle sue cugine, Ruy e Poomo. Nient’altro aveva più importanza.

E con quest’ultimi pensieri, si addormentò.

 

I sovrani si trovavano ancora a controllare i terreni ai confini dei loro regni. Dove prima c’era stata confusione adesso regnava il silenzio. Crateri neri danneggiavano il paesaggio e piante morte intorno a loro. Dopo aver visionato la situazione nel regno dei Gioielli e in quello di Mera Mera, Shade e Bright insieme ad Auler e Atreju, il marito di Lione, si erano spostati alle rovine del regno della Luna. Anche lì lo stato del terreno non era delle migliori. All’interno dei crateri non avevano trovato niente ma avevano l’impressione che “qualcosa” ci era stato. Qualcosa che cadeva dal cielo per abbattersi su Wonder.

-Neanche qui abbiamo uno straccio di indizio- disse Shade.

-Già. Ma direi che per oggi può bastare. Manderemo delle guardie intorno ai luoghi martoriati per controllare 24 ore su 24- disse Bright.

-Non ci resta altro da fare- disse Atreju e Auler annuì ai suoi compagni.

Stanchi, si fermarono vicino al lago Stella a riposare. E a quel punto, per togliersi per un po’ la tensione e la paura dovuti agli ultimi avvenimenti, Auler sorrise e guardò Shade.

-Ho saputo che stai per avere un altro figlio. Congratulazioni, amico-

A quei complimenti, Shade arrossì leggermente.

-Congratulazioni anche da parte mia, Shade. Sono sicuro che anche questo pargoletto sarà bellissimo come i gemelli. Non può essere altrimenti. Fine è una splendida donna e neanche tu scherzi- disse Atreju gioviale.

Il cobalto lo guardò. Con i suoi capelli biondo cenere e gli occhi azzurri, Atreju era sempre stato un bell’uomo. All’accademia, era stato anche lui abbastanza popolare tra le ragazze ma quello che lui adorava di più era lo sport. Ed era per questo che Atreju aveva sempre ammirato Fine, bravissima in ogni attività sportiva. Shade ne era stato geloso una volta ma quando capì che tra loro c’era solo rispetto e ammirazione in ambito sportivo, il biondo gli era diventato sempre più simpatico. Infatti fu felice quando sposò Lione. Erano una coppia meravigliosa ed erano sempre i benvenuti alle partite di calcio e di volley che organizzavano nel regno della Luna. In verità erano i benvenuti in tutto.

-Grazie, amici. Sono davvero felicissimo per questo nuovo arrivo-

-Non ne dubitiamo- ridacchiò Bright insieme agli altri due sovrani.

-A proposito di figli, quand’è che tua figlia darà una possibilità a uno dei miei? Taron e Fly sono seriamente interessati- fece l’occhiolino il re dei Gioielli.

-Auler, sai benissimo che Marion non è interessata a quelle cose- alzò gli occhi al cielo, il cobalto.

-Ne sei proprio sicuro, paparino?- lo prese in giro Bright.

-Che vorresti insinuare, Bright?- disse rivolgendogli un occhiataccia.

-Che all’ultimo ballo ho visto tua figlia piuttosto interessata a un certo principe dai capelli argentati- lo provocò ancora l’amico.

-Ah sì, l’ho notato anch’io. Mi sembra che si tratti del principe Alam Shadow di Lunaria. Mi ha detto Bibi che è molto popolare in accademia quindi se fossi in te, Shade, mi preoccuperei per la tua bambina- disse Atreju provocandolo anche lui.

-Smettetela di dire scemenze! Per Marion è ancora presto. Ha solo 12 anni-

-Fine si è innamorata di te a 8 anni perciò non è mai troppo presto- sbuffò Bright.

-Se è per questo Rein si è presa una cotta per te da prima degli 8 anni, Bright- gli ricordò Auler.

-Già, è vero- sorrise il re del regno Solare facendo l’occhiolino.

Shade, stanco di sentire quei discorsi, si allontanò un attimo dal gruppo per darsi una rinfrescata al lago Stella. Certe volte i suoi amici sapevano essere proprio irritanti. Marion era la sua bambina e non avrebbe permesso a nessun ragazzo di corteggiarla almeno finché lei non avesse compiuto 30 anni. Fine lo rimproverava sempre per questo ma che ci poteva fare lui se era uno di quei padri iperprotettivi con le figlie? Lui era un tipo geloso di suo. Lo era anche di Fine, lo era di sua madre Maria e anche di sua sorella Milky. Aveva fatto il diavolo a quattro quando sua sorella si fidanzò con Narlo. Non che avesse niente contro il principe del regno della Goccia. Ma sua sorella era sua sorella.

Si sciacquò il viso con la fresca acqua del lago e guardò il suo riflesso.

-Fine Fine Fine- e dopo aver pronunciato per tre volte il nome della sua amata regina, il re vide una stella passare. Sorrise.

La romantica tradizione del lago Stella era famosa a tutti. Se dopo aver pronunciato il nome della persona amata tre volte ti vedi passare una stella, vuol dire che quella persona è la tua anima gemella.

Per la maggior parte della sua vita, Shade l’aveva considerata una cosa stupida finché non incontrò la rossa principessa del regno Solare. Lei aveva cambiato il suo mondo. Fin da bambino, quando suo padre morì e si era ritrovato l’unico maschio con una madre malata e una sorellina neonata, il suo sogno era sempre stato di diventare un bravo medico per riuscire a curare la genitrice. E anche un bravo giardiniere. Adorava le piante e prendersi cura di loro. All’accademia, grazie all’anziano giardiniere, aveva imparato molto e gliene sarebbe stato grato per l’eternità.

In quegli anni tutti i suoi sogni sono diventati realtà, o almeno in buona parte. Nonostante non sia tra i compiti di un re, si prendeva sempre cura del suo giardino reale. E poi non era diventato un medico ufficiale ma aiutava volentieri i dottori se avevano bisogno di un erba medicinale o semplicemente di un supporto. E sua madre era guarita grazie a uno di loro dopo anni di cure speciali e alle sue erbe. I suoi studi non erano stati del tutto inutili alla fine. Soprattutto quando da piccoli i suoi figli, in particolare Marion, non facevano che ferirsi mentre giocavano. Sorrise divertito nel ricordare. In effetti, in quelle occasioni era stato molto comodo avere lui come pronto soccorso. Ruy non piagnucolava mai e anche se ferito, preferiva curarsi da solo. Diceva che ne andava del suo “orgoglio di uomo” o qualcosa del genere. Perciò con lui bastava dargli la cassetta del pronto soccorso e faceva da sé. Ma con Marion era tutta un'altra storia.

 

*Inizio Flashback*

 

-Sob Sob… PAPAAAAAA’!- urlò piangendo la sua piccolina. Fin da quando era venuta al mondo aveva degli ottimi polmoni e corde vocali. La sua voce si poteva sentire anche negli altri regni.

Lui era corso via da una riunione appena l’aveva sentita. Era così che andava quando si trattava dei gemelli, soprattutto di Marion. Non importava dove fosse, lui ci sarebbe sempre stato per i suoi bambini.

Lasciando di stucco i suoi ministri, re Shade lasciò la sala del consiglio e raggiunse sua figlia nella sua stanza. Tutta rossa e piena di lacrime, appena vide il padre, Marion corse da lui.

-Papà… fa male…- disse tra i singhiozzi.

-Cosa, tesoro? Fai vedere- disse dolcemente il cobalto inginocchiandosi di fronte a lei per vedere dov’era la bua.

-Qui- disse la bambina indicandogli il suo ditino dove era graffiata e sanguinava. Poi Shade notò il vaso dei fiori in frantumi sul pavimento ai piedi del comodino.

-Volevo cambiare l’acqua ai fiori ma poi… si è rotto…- disse la bimba piangendo ancora.

Il re gli sorrise intenerito e gli prese il dito dove cominciò a succhiare via il sangue. Marion si calmò e guardò il padre togliere via il dolore.

Dopo aver tolto il sangue dalla ferita, Shade tirò fuori da una tasca un cerotto e lo mise sul dito della figlia.

-Ecco fatto! Ora la bua passerà. Via bua, via dalla mia bambina- disse scacciando il dolore e facendo sorridere la piccola.

-Grazie, papà- disse Marion abbracciandolo stretto con un enorme sorriso.

-Tesoro, dovrai smetterla di essere così piagnucolona, se no nessun ragazzo ti sposerà mai- scherzò il padre. Anche se lui sapeva che la sua piccola era troppo bella per non ricevere in futuro delle proposte di fidanzamento. Modestamente era degna figlia di suo padre e di sua madre. I lineamenti e la maggior parte del carattere li aveva presi dalla sua fantastica mamma. Tuttavia Marion aveva preso di più da parte sua. I più anziani del suo regno dicevano che la piccola somigliava molto a sua nonna Maria quando era bambina. Shade gli dava ragione. Lui stesso aveva preso l’aspetto da sua madre e Marion uguale.

-Non mi importa. Io non mi sposerò mai, papà. Voglio stare con te, mamma e Ruy per sempre-

-Oh la mia piccola principessa- sorrise per poi abbracciarla anche lui.

Magari fosse vero.

 

*Fine Flashback*

 

Adorava tantissimi i suoi figli in egual misura ma con le figlie femmine è più complicato. Ruy era un maschio e non aveva problemi a rifiutare le avance delle femmine. Marion, essendo una ragazza, era più delicata e Shade sapeva che al mondo c’erano un sacco di ragazzi malintenzionati. Lei non sarebbe riuscita a contrastare le attenzioni di un corteggiatore e perciò aveva bisogno di qualcuno che la proteggesse. E infatti c’erano suo padre e suo fratello. Anche se Fine non smetteva di ricordare al marito che prima o poi Marion avrebbe trovato qualcuno di speciale e a quel punto sarebbe stato questo qualcuno a proteggerla.

Shade non voleva questo. Non voleva vedersi portare via la sua bambina. Finalmente aveva capito cosa aveva provato il suocero quando lui e Bright corteggiavamo le sue figlie. Non era per niente facile. E non invidiava di certo il suo amico nell’averne due di figlie femmine.

Sospirando, il re della Luna si alzò e fece per ritornare dai suoi amici ma un luccichio nero che proveniva da vicino al lago attirò la sua attenzione. Si avvicinò con cautela ma fu inutile. Quella luce nera si espanse e andò ad avvolgere Shade.

-Ahhh- gemette per la sofferenza e il dolore che in quel momento lo colpirono per tutto il corpo. L’oscurità lo consumò e in un attimo fu tutto finito. Il suo aspetto era rimasto lo stesso ma dentro di lui ora albergava il potere della pietra oscura. Ridacchiò fiero della sua nuova trasformazione.

“Dite addio a quel rammollito del benevolo re Shade. Ora le cose andranno molto meglio” pensò con un sorriso maligno per poi ritornare indietro dagli altri.

-Ehy Shade. Ce ne hai messo di tempo per tornare- disse Bright appena lo vide.

-Scusate, mi sono intrattenuto più del dovuto al lago Stella- rispose il cobalto nascondendo per ora il suo lato oscuro.

-D’accordo ma ora dobbiamo davvero ritornare nei nostri regni- disse Auler.

Così si avviarono insieme nel luogo dove avevano lasciato le loro astronavi e lì si salutarono.

-Ci vediamo per gli altri controlli dopodomani. A presto ragazzi- disse Atreju e se ne andò poi fece lo stesso il re dei Gioielli. Le loro mogli sarebbero tornate con l’astronave del regno della Luna come avevano deciso quella mattina. Le donne avevano bisogno di più tempo per stare tra di loro, avevano detto. Chi le capiva era bravo.

Rimasero solo Bright e Shade che si fissarono per un istante.

-Stai bene, Shade?- chiese d’un tratto il biondo. Non sapeva il perché ma sentiva che c’era qualcosa che non andava in lui. Percepiva qualcosa da quando il suo amico era ritornato dalla sua passeggiata.

-Certo, Bright. Mai stato meglio- gli sorrise.

-D’accordo. Se lo dici tu- disse poco convinto.

-Non preoccuparti. Ora andiamo che così ci prenderemo un bel bicchiere di vino nel mio castello mentre le donne staranno per i fatti loro fino a stasera-

-Hai ragione. Andiamo- sorrise all’amico lasciando perdere le sue sensazioni per ora. Forse si stava davvero preoccupando per niente e tutta quella tensione degli ultimi tempi lo avevano scombussolato troppo.

Presero l’astronave e si allontanarono dal lago Stella per fare ritorno al castello della Luna.

In lontananza qualcuno vide l’astronave andarsene e rise soddisfatto.

“Fai il tuo lavoro pietra oscura. Con re Shade in nostro potere, presto avremmo il regno della Luna e all’arrivo del mio signore, tutta Wonder sarà ai nostri piedi”

 

Continua…

 

Ciao a tutti! Finalmente un nuovo capitolo! Stavolta ho voluto incentrarlo su Marion e il crescente interesse in Eclipse e Alam, sul rapporto padre/figlia e… sulla trasformazione di Shade. L’ultima parte è la mia preferita :P Come avrete notato nel precedente Amore Eterno, mi piace trasformare i nostri personaggi in cattivi XD Nel prossimo ci sarà una chiacchierata genitori e figli visto che con l’impianto guasto non sono riusciti a sentirsi nel regno Albaron. E poi farò passare qualche settimana prima di rilevare il secondo diamante. Mi pareva brutto fargli trovare un diamante al giorno. Sarebbe stato troppo sbrigativo. Nel frattempo che succederà con Shade? Chi lo sa? :P Ci sentiamo nel prossimo capitolo e grazie a chi segue la mia storia. Davvero grazie di cuore! Bacioni!

 

   
 
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