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Autore: Hiroshi84    27/03/2020    2 recensioni
Questo racconto, ambientato in Austria, tratta di un cane riottoso che sceglie di allontanarsi dal suo padroncino per vivere allo stato libero.
Passano molti anni, finché un giorno...
Genere: Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna
Note: nessuna | Avvertimenti: nessuno
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Da bambino, avevo un cane di nome Cipro, ed era talmente riottoso che si rifiutava di farsi toccare. Se qualcuno provava anche solo a sfiorarlo, reagiva ringhiando e mostrando i denti. In alcuni casi tendeva persino a mordere. 
Non posso dire che Cipro fosse del tutto anaffettivo, in quanto, tra i componenti della mia famiglia, esternava una certa predilezione per me. Ad esempio, quando litigavo con i miei fratelli, si metteva in mezzo a favore del sottoscritto, abbaiando come un forsennato. Oppure nei momenti in cui mi sentivo triste, si accucciava accanto a me e mi guardava con quegli occhietti scuri che trasudavano empatia. Insomma, a modo suo mi voleva bene.
Nel corso del tempo, visto che nessuno aveva coraggio o voglia di cimentarsi nella toelettatura, il pelo di Cipro cresceva arruffato e sporco al punto da sembrare un barbone anziché un barboncino. Per ovvi motivi, in casa non poteva più rimanere e di conseguenza dovemmo relegarlo in una cuccia posizionata in un angolo del giardino.
Alla fine, un barbone lo divenne per davvero poiché decise di andarsene, saltando la recinzione. Difatti, appena mi accorsi che la sua casetta era vuota, piansi per giorni. 
A distanza di tanti anni, stamane, mentre passeggiavo nella Kiebachgasse, una delle vie di Innsbruck, chi vedo? Proprio lui. L'ho subito riconosciuto, malgrado apparisse invecchiato, dimagrito e spelacchiato. Si è avvicinato scodizolando ed io, con gli occhi lucidi, senza esitazione gli ho accarezzato la testa, il collo e la schiena. Me lo ha permesso, per di più emettendo dei guaiti di una tenerezza indescrivibile.
All'improvviso, forse per l'emozione, si è accasciato a terra. Il "bastardo" mi ha lasciato di nuovo. Immagino che stia attraversando il Ponte dell'Arcobaleno.
Beh, almeno per la prima e unica volta ho avuto la soddisfazione di coccolare il mio cagnaccio.
   
 
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