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Autore: Serne700    27/06/2021    3 recensioni
Il Dottore e la sua compagna Amelia Pond, entrano per errore in una spaccatura dimensionale che li porta in un altro universo.
Qui si ritrovano su un pianeta molto simile alla Terra, e incontrano delle navi di un altro universo che hanno subito la loro stessa sorte. In loro soccorso giungono due creature misteriose native del pianeta che si dimostrano amichevoli con loro. Riusciranno a farsi capire?
Genere: Avventura, Comico, Fantasy | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Amy Pond, Doctor - 11, Nuovo personaggio, TARDIS
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Avventura nel multiverso'
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L’universo. Spazio. O in qualunque altro modo venga chiamato.

Ne esiste solo uno? Quanto è vasto?

Sono solo alcune delle domande che hanno solo bisogno di avere una risposta.

Prima o poi, in un futuro lontano o vicino le avremo queste risposte.

Esattamente come sulla terra, anche nel resto dell'universo esistono creature amichevoli e creature ostili.

Quest'ultime, bramano la conquista della Terra e del resto dell'universo da sempre… 

Tuttavia, esiste un uomo che viaggia da anni per risolvere ogni mistero che nasconde l'universo e, allo stesso tempo, si impegna personalmente a proteggere la Terra e lo spazio stesso da coloro che li minacciano continuamente.

Quest’uomo ha un nome. Ma nessuno saprà mai quale sia.

Tuttavia, numerosi sono i nomi con cui la gente lo chiama.

Ma solo uno di questi, è il nome che lui stesso si è attribuito e a cui risponderà sempre ogni volta che viene nominato.

E questo nome è…

“DOTTOREEEEEEEE!!!” gridò una ragazza dai lunghi capelli rossi mentre correva via da degli strani uomini di metallo dal volto totalmente inespressivo, che avanzavano verso di lei a passo rapido con il braccio destro teso in avanti. 

“Tu-Sarai-Cancellata. Cancellare!-Cancellare!-Cancellare!” ripeteva quello in prima fila.

Improvvisamente, di fronte alla ragazza, apparve dal nulla una cabina blu della polizia inglese. Da questa cabina, uscì un uomo alto con dei capelli di media lunghezza e dei bellissimi occhi verdi, vestito con una lunga giacca marrone, una camicia bianca, un papillon e un paio di pantaloni neri. A guardarlo si direbbe abbia circa venticinque anni dato il suo aspetto giovane. 

Era il Dottore!

 

Viaggiatore sia del Tempo che dello Spazio, si auto-attribuì questo titolo come una promessa per aiutare il prossimo nelle sue difficoltà. Dopo essere fuggito dal suo pianeta natale insieme a sua nipote, rubando una navicella chiamata Tardis, trovò rifugio e asilo sulla Terra e da allora considerò quel piccolo pianeta come una nuova patria. I Terrestri che lo conobbero, finivano per seguirlo ovunque andasse, esplorando nuovi orizzonti sia nel tempo che nello spazio. 

Talvolta però, si è creato un enorme quantità di nemici, uno più spaventoso e malvagio dell’altro.

Nonostante questi siano sempre più pericolosi e agguerriti, egli, insieme ai suoi compagni, è sempre riuscito a sconfiggerli grazie al suo enorme intelletto.  

“Salve ragazzi!!!” esclamò con aria allegra, mentre la ragazza si fermò accanto a lui.

“Emergenza! Identità-Riconosciuta. Tu-sei-Il-Dottore. Tu-Devi-Morire-Con-La-Suprema-Cancellazione!” disse sempre l’uomo di metallo in prima fila.

E all’improvviso, dal loro braccio destro, uscì fuori quello che sembrava a tutti gli effetti un cannone laser, con il quale gli spararono contro una moltitudine di colpi.

Tuttavia, questi si dissolvevano prima ancora di riuscire a colpirli entrambi.

“Campo di forza del Tardis. Niente può superarlo! ” disse il Dottore con aria decisa.

“Amelia? Ce l’hai fatta a fare quella cosuccia cara?” aggiunse voltandosi verso la sua amica.

“E me lo chiedi anche? Con il cacciavite sonico è una passeggiata smanettare nei loro computer” disse ridacchiando mentre gli passava il suo cellulare e uno strumento tecnologico con uno strano cristallo verde all'estremità.

Il Dottore li prese entrambi, per poi tornare a parlare con quelle creature: "Cari miei, mi è giunta voce che voi Cybermen volete invadere la Terra su larga scala.. Immagino vogliate di nuovo trasformare tutti gli esseri umani in soldatini di latta come voi.. È corretto?". 

"Corretto. La-Cyberlegione-Ha-Perso-Decine-Di-Cybernavi-Scomparse-Nel-Nulla. Dobbiamo-Ricostruirci-Migliorando-Gli-Umani. Diventeranno-Come-Noi. I-Cybermen-Rimuoveranno-Le-Emozioni-Il-Colore-E-Il-Sesso. E-Daremo-Loro-La-Vita-Eterna. Dopodiché-Niente-Potrà-Impedirci-Di-Migliorare-L'Intero-Universo." spiegò molto chiaramente il Cyberman. 

Il Dottore, sentendo quelle parole terribili, cominciò ad arrabbiarsi. Ma volle comunque dargli una possibilità: "Vi prego di ripensarci, siete comunque abbastanza per vivere una vita tranquilla. Perciò questo sarà il mio ultimatum. Rinunciate all'invasione della Terra!" disse l'uomo con aria terribilmente seria. 

"Richiesta-Respinta. I-Cybermen-Governeranno-L'universo. E-Tu-Non-Potrai-Imperdirlo." rispose subito l'uomo di metallo. 

A quel punto il Dottore non aveva più scelta. Se voleva salvare l'umanità da quei mostri di metallo doveva per forza agire finché era ancora in tempo. Perciò, prese il cellulare di Amelia e cominciò a camminare mostrandolo a loro: “Sapete cos’è questo? Un cellulare!” spiegò il Dottore. 

“I-dispositivi-umani-sono-del-tutto-inferiori-e-inoffensivi” disse sempre l’uomo di metallo mentre lo guardava con i suoi occhi neri.

“Beh normalmente è così, con questo si comunica, si guardano le foto e molti video divertenti! A confronto con la tecnologia di voi Cybermen, questo è solo un giocattolo per bambini ahah!” rispose l’uomo misterioso con aria improvvisamente allegra e divertita.

Ma improvvisamente tornò serio: “Tuttavia. Una cosa può farla, ovvero, compone dei numeri. A cosa mi servono dei numeri? Beh.. Se per caso Amelia avesse trovato un codice particolare… Mi basterebbe un piccolo lettore di schede come… Oh guarda! Proprio questo!” disse tornando improvvisamente gioioso in maniera altamente ironica.

“Però… Avrei bisogno che tutta la Cyber-Connessione fosse sincronizzata con l’intera flotta…” aggiunse con aria pensierosa e apparentemente preoccupata. “Ah! È vero! Ci ho pensato io stesso due minuti fa!” esclamò battendo le mani.

Quelle misteriose creature, intuirono improvvisamente le sue intenzioni e ripresero improvvisamente la loro avanzata verso l’uomo e la ragazza per distruggerli.

Ma ormai era troppo tardi. Amelia aveva già composto il codice della cancellazione della Cyber-Connessione poco prima di essere scoperta. 

“Geronimo!” disse il Dottore in maniera decisa per poi infilare il cellulare nell’incastro del lettore di schede, il quale lesse immediatamente il codice scritto sul telefono.

Subito dopo quel gesto, i Cybermen iniziarono ad urlare tenendosi la testa, mentre la struttura su cui si trovavano aveva iniziato a collassare ovunque.

La ragazza entrò nella cabina con aria soddisfatta, seguita poi dal Dottore, il quale poi si fermò sull’uscio della porta guardando i Cybermen che gridavano per il dolore. 

“Mandate questo messaggio ai vostri superiori. La prossima volta che pianificheranno un’invasione su larga scala della mia amata Terra, dovranno pensarci molte volte. Perché la proteggerò finché vivrò!” disse con aria furiosa per poi chiudere la porta e scomparire con la cabina blu e riapparire nello spazio di fronte alla flotta di Cybernavi che stavano esplodendo una dopo l’altra.

“Sei stata fantastica!!!” esclamò il Dottore alla sua amica per poi darle un bacio alla guancia.

“Salvare l'universo ormai è lo sport giornaliero! Ahah!” rispose la ragazza sorridendogli con quel volto meraviglioso.

 

Amelia Pond. Conosce il Dottore da quando aveva appena otto anni! 

Quando apparve un'inquietante crepa sul muro della sua cameretta, egli precipitò sul suo giardino. A causa di un problema con il Tardis, i due non si rividero per dodici anni, durante i quali venne convinta che il Dottore era solo un amico immaginario. 

Una volta ritrovati, lei, il Dottore e l'allora fidanzato Rory Williams, salvarono la Terra dalla distruzione. Da allora sia il Dottore che la ragazza, viaggiarono per l'universo in lungo e in largo, fino al recente giorno delle nozze con Rory, il quale si unì all'avventura con i due. 

 

“Peccato che tuo marito non sia potuto venire, si sarebbe sicuramente fatto valere!” aggiunse poi l’uomo mentre smanettava tra i comandi di quella strana astronave.

“Già.. Spero che abbia finito di aiutare mio suocero con l'impianto elettrico!” rispose Amelia sorridendo.

Dopo qualche minuto di viaggio però, il Tardis attiva l’allarme di bordo, che sembrava quasi il rintocco di una campana ma molto più profondo.

“Dottore che succede..?” chiese la ragazza preoccupata.

Il ragazzone si mise a controllare attentamente lo schermo. “Il Tardis ha intercettato un segnale!”.

“Un segnale? Che tipo di segnale?” chiese sempre lei.

“Un qualcosa di brevissimo. Durato nemmeno una frazione di secondo. Ma stranamente di una potenza talmente elevata da essere intercettabile a distanza di anni luce!” spiegò il Dottore seriamente.

“E da dove proviene?”

“Proviene da….  Un anno luce di distanza?! Ma non è possibile! Il sistema planetario più vicino è a cinque anni luce da qui e il Tardis non segnala navi di alcun tipo in quel posto!" esclamò il Dottore con aria confusa. 

"Quindi quel segnale è partito dal nulla?" chiese la compagna guardando lo schermo e poi lui. 

"Niente proviene dal nulla… Andiamo a vedere!" disse l'uomo mentre premeva alcuni pulsanti sulla console per poi tirare una leva. La nave scomparve e riapparve vicino alla zona interessata. 

"Eccoci qua!" disse il Dottore mentre osservava sempre lo schermo. 

"Non c'è niente.." intervenne Amelia incuriosita e anche un po' delusa dal vuoto lì presente, tuttavia continuarono ad avvicinarsi lentamente con quella strana navicella all'origine del segnale misterioso. 

Improvvisamente però, gli strumenti cominciano ad impazzire mostrando un picco di energia molto elevato. 

"Wohooooo!!! Eccoloooo!!!" esclamò il Dottore gioioso per la scoperta del tutto inaspettata! 

"DOTTORE CHE COS'È??" chiese la ragazza gridando un po' impaurita. 

"Che tu ci creda o no, abbiamo davanti a noi una spaccatura dimensionale!!! Il segnale è arrivato da un altro mondo!!!" gridò l'uomo sempre più fogato. 

"Un… COSA?!" esclamò Amelia sempre più scioccata. Con il Dottore, tutto ciò che normalmente una persona definirebbe come impossibile, diventerà realtà! Tuttavia molte cose erano nell'ordine del surreale.

"E ti dirò di più! Mi sa che ci siamo avvicinati troppo!" esclamò sempre quell'uomo stranamente con aria fin troppo allegra per un discorso del genere… 

"C-COSA INTENDI DIRE??" 

"Che stiamo venendo risucchiati in quella dimensione!!! Mi è già capitato in passato!!!" spiegò in maniera scandalosa!

Amelia ovviamente era sconvolta: "MA NON È POSSIBILE!!!" 

La console dell'astronave cominciò a fare scintille e le luci perdevano lentamente di potenza. 

"Tieniti forte!! Nuovo mondo arriviamo!!! GERONIMOOOOOOOOOOO!!!!!!" gridò il ragazzone mentre la ragazza urlava rimanendo aggrappata ai comandi. 

Ormai erano andati, si erano completamente lasciati il loro universo alle loro spalle.





 

Nel mentre, in un altro mondo. 

In una galassia lontana lontana… 

 

L'allarme suonava all'improvviso! 

"Attenzione! Attenzione! Rilevato un segnale sconosciuto sull'orbita di Coruscant! Attenzione! Attenzione!" gridava un uomo al megafono, da una stanza molto sopraelevata rispetto alle altre strutture del pianeta.

"Dannazione! Ogni forza bellica del pianeta si trova nei pressi del cantiere della Morte Nera su Endor.." disse un altro uomo con aria seccata e nervosa. 

"Non tutte! Lo Star Destroyer Osiride è ancora al cantiere in orbita per delle riparazioni!" rispose l'ufficiale che ha dato l'allarme. 

"Molto bene!" disse l'altro per poi avvicinarsi ad una sorta di dispositivo che ricordava un microfono. "Comandante Cassius! Comandante Cassius! Risponda per favore!"

Nel mentre, nella sala comando di un'enorme nave triangolare attraccata ad una stazione spaziale in orbita, un uomo di corporatura muscolosa, capelli biondi, un occhio celeste e un terzo della faccia con una protesi robotica, vestito con una tunica a doppio petto con colletto tondo bianca, pantaloni neri, un paio di stivali neri, una cintura e uno strano berretto nero con una sorta di medaglione d'acciaio sul davanti: "Qui è il comandante Cassius"

L'ufficiale riprese poi il discorso: "Un segnale artificiale di origine non Imperiale è stato rilevato non molto lontano da voi. Dato che Osiride è la torpediniera più vicima, invii subito una pattuglia ad ispezionare la sorgente. Trasmetto le coordinate". 

"Ricevuto!" rispose il comandante della nave per poi chiudere la chiamata. 

"Fate venire qui la squadriglia Shooting Stars.." ordinò agli altri ufficiali nella sala comandi. 

"Signorsì!" rispose uno di loro per poi accendere il microfono: "Attenzione! La squadra Shooting Stars è richiesta sul ponte di comando! La squadra Shooting Stars è richiesta sul ponte di comando!". 

Dopo pochi minuti, entrarono quattro persone vestite con una tuta nera rinforzata con parti in metallo, una pulsantiera sul petto e un elmo dall'aspetto decisamente tosto. 

"Shooting Stars a rapporto comandante!" disse una ragazza che si direbbe essere il capitano della squadra. 

Il comandante, premette un pulsante sulla sua poltrona e si accese un grande ologramma con una mappa del sistema di Coruscant. Una croce rossa lampeggiante mostra un punto non troppo lontano dall'astronave. 

"A quanto pare un segnale dalla provenienza sconosciuta è stato intercettato sopra di noi. Ignoriamo la fonte, ma non possiamo rischiare che sia un agguato ribelle" disse il comandante passeggiando di fronte a loro tenendo le mani dietro la schiena. 

"Nossignore!" confermò la ragazza per tutta la squadra. 

"Stella quattro, il Perseverance è ancora in fase di riparazione. Corretto?" aggiunse l'uomo guardando la quarta persona. 

"Corretto signore. Non è ancora in grado di ripartire per il momento. Tuttavia oltre alle riparazioni sto provvedendo a sostituire il cannone ventrale distrutto con un nuovo cannone rotante. Darà un miglior supporto per i nostri attacchi di terra." spiegò il ragazzo. 

"Bene, tu continuerai i lavori alla tua nave. Tua sorella sarà trasferita sull'Osiride, ti darà una mano con i lavori e ti farà da copilota. Inoltre sarà la nuova artigliera di soppressione della squadra per facilitarvi con gli assalti" aggiunge sempre il comandante. 

Il ragazzo, sotto l'elmo, sorrise a quelle parole perché aspettava sua sorella da tanto tempo: "Grazie signore!" 

"Saremo orgogliosi di averla come nuovo membro!" esclamò il capitano allegramente. 

"Stella uno, due e tre! Voi partirete immediatamente con i vostri caccia. Vi avvicinerete alle coordinate registrate e se necessario eliminate l'origine." ordinò Cassius guardandoli tutti e tre, i quali risposero insieme con un forte: "Sìssignore!" per poi uscire dal ponte di comando. 

"Ragazzi fate attenzione.. Non sappiamo di cosa si tratta quel segnale.. Anzi qualunque cosa sia è riuscito a superare tutti i blocchi Imperiali!" disse Stella quattro ai tre ragazzi preoccupato per loro. 

Il capitano però volle tranquillizzarlo: "Non preoccuparti caro.. Non sarà nulla di pericoloso! Saremo di ritorno tra qualche minuto."

Un'altra ragazza, ovvero Stella Due, intervenne nel discorso in modo spavaldo: "E poi di cosa ti preoccupi? Finché ci sarà il capitano con noi, siamo praticamente invincibili ahah!"

"Hai ragione! Beh a dopo allora!" disse Stella Quattro per poi abbracciare tutti e tre i suoi amici.



La Shooting Stars. Sono la squadra di punta dell'Osiride. 

Due ragazze e due ragazzi, e la sorella di Stella Quattro che è pronta a diventare la prossima Stella. 

Nati sui pianeti Lothal e Naboo, Stella due e tre nel primo e Stella uno e quattro nel secondo, nel periodo tra la Guerra dei Cloni e la nascita dell'Impero Galattico. 

All'età di sedici anni, le loro famiglie li iscrissero gratuitamente alla Marina Imperiale, in modo da garantirgli un futuro lontano dalla miseria a cui sarebbero stati destinati. Si conobbero durante il periodo di addestramento alla Royal Imperial Academy su Coruscant, legando segretamente moltissimo fin da subito. Vennero poi trasferiti sull'Osiride sotto il comandante Cassius. 

Viaggiano ognuno sulla propria nave per gli scontri spaziali, mentre per le missioni a terra, viaggiano sul Perseverance, la nave di Stella quattro e secondo quartier generale della squadra. 

Chi osa offendere questi soldati o chi sta loro a cuore, viene ripagato con un offesa dieci volte superiore. Tuttavia, per chi è gentile e sensibile nei loro confronti, sono disposti a viaggiare da un capo all’altro della galassia solo per lui.

 

"Capitano dobbiamo correre! A dopo Stella quattro!" disse Stella tre salutando il suo amico. 

I tre ragazzi corsero direttamente verso l'hangar principale dove li attendevano i loro caccia. 

 

"D-Dottore dove siamo..??" chiese Amelia al proprietario della bizzarra navicella. 

"Non lo so.. Fammi dare un'occhiata." le rispose mentre riaccendeva lo schermo del Tardis. 

Sorprendentemente, il monitor mostrava che si trovavano su un pianeta, precisamente sopra il mare di quel pianeta. 

La composizione atmosferica di quel pianeta era tale e quale a quella terrestre.

Lo scanner, inoltre, mostrava la presenza in lontananza di terraferma e miliardi di forme di vita. 

 

"Non so dove ci troviamo, ma sicuramente questo pianeta è estremamente simile alla Terra!" spiegò il Dottore con interesse. 

"Anzi, diamo un'occhiata alla mappa stellare, magari è completamente differente ma tentar non nuoce!" aggiunse poi mentre osservava sul computer le stelle presenti in quel momento sopra di loro. 

E, incredibilmente, la mappa stellare era completamente uguale a quella presente nei cieli della Gran Bretagna verso le dieci del mattino. Inoltre, era pure presente la Luna con la stessa faccia rivolta verso la Terra. 

"Amy! Che tu ci creda o no, questa è proprio la Terra! E inoltre sembrerebbe che ci troviamo nel Mare del Nord a qualche chilometro dall'Inghilterra!" spiegò allegramente il Dottore! 

Amelia, naturalmente, sì sentì più rassicurata: "Ah allora siamo a casa.. Meno male..!"

L'uomo, mentre guardava lo schermo, volle ricordarle che non erano realmente a casa: "No.. Siamo vicini ad una Gran Bretagna.. Ma siamo in un universo che non è il nostro. Inoltre se guardi bene.. Questa Gran Bretagna ha un aspetto diverso! È completamente al contrario! L’unica spiegazione possibile, è che su questa Terra le placche tettoniche della Pangea si sono spostate in maniera differente rispetto alla nostra. Inoltre, non sappiamo se la popolazione sia amichevole o ostile… In ogni caso, poco prima di entrare nella fessura, ho attivato il campo di occultamento, non potranno rilevarci".

“Hai ragione..” sospirò la ragazza

Tuttavia, la ragazza notò anche degli strani punti sul radar di prossimità molto vicini a loro: "Dottore! Non sono espertissima.. Ma credo che abbiamo compagnia!"

"Hai ragione! Sembrerebbero tre veicoli. Vediamo un po' di cosa si tratta!" le rispose per poi puntare le telecamere sui tre veicoli vicini a loro. 

Le immagini mostrarono tre piccole navicelle, di cui due uguali e una diversa. 

Le due uguali, sono delle navette, una prevalentemente verde smeraldo e l'altra su un rosa scuro, con una cabina di pilotaggio sferica e delle ali laterali con quattro punte in avanti. 

La terza, invece, aveva sempre la cabina sferica come le altre ma con tre ali invece di due, inoltre è colorata di nero e di fucsia. 

Sebbene i loro colori fossero piuttosto carini, la loro struttura era tutto fuorché rassicurante. Era ovvio che fossero navi militari. 

"Saranno amichevoli..?" chiese Amelia un po' preoccupata. 

Il Dottore però, prima di allarmarsi, volle verificare personalmente: "Beh chiediamoglielo! Mi basta entrare nei loro canali di comunicazione!" spiegò il Dottore mentre smanettava tra i comandi. 

Dopodiché, prese la cornetta del telefono fisso e contattò le tre navicelle: "Salve! Sono il Dottore! Chi siete voi?". 

A rispondere, fu una voce femminile: "Eh? Chi è lei? Da dove ci contatta?!" 

"Come ho detto, sono il Dottore e vi parlo dalla cabina blu volante accanto a voi!" le rispose il pilota con aria gioiosa. 

"AH! Ehm.. Qui è Stella Uno, capitano della squadra Shooting Stars, della Marina Imperiale! Abbiamo intercettato uno strano segnale, tuttavia quando ci siamo avvicinati alla sorgente, i nostri strumenti sono totalmente impazziti e siamo entrati in una sorta di tunnel che ci ha portati fin qui.." disse la ragazza con aria preoccupata..

Il Dottore comprese quindi che la spaccatura dimensionale, che li aveva trascinati fin lì, si estendeva pure in un ulteriore universo, oltre al suo e a quello in cui si trovavano in quel momento. 

"Oooooohh così anche voi siete finiti nella spaccatura dimensionale!! Che figo!! Dunque era aperta anche in un altro universo!" rispose il Dottore con fin troppa euforia.. 

Il capitano, naturalmente, non era entusiasta quanto lui, anzi non lo era proprio… 

Tanto che si insospettì leggermente sulla causa di tutto ciò: "Aspetta- Tutto ciò è opera tua Dottore??"

Egli, ovviamente non c'entrava nulla, di conseguenza volle chiarire subito: "Cosa? No! La spaccatura dimensionale è un evento estremamente raro che può accadere casualmente! Nessuno può controllarlo!" 

La ragazza non sapeva se credergli o meno.. Però il problema fondamentale, a quel punto, era se esistesse un modo per poter tornare sull'Osiride: "Non so chi tu sia Dottore.. Però fammi capire, siamo tutti quanti in trappola per caso..?". 

Amelia, sentendo quella domanda più che legittima, intervenne subito nel discorso con molta preoccupazione: "Per favore no…" 

Il Dottore, osservò di nuovo il computer del Tardis, il quale mostrò che lo squarcio dimensionale era ancora lì presente, ma assottigliato e inattraversabile.

Si fermò qualche secondo a pensare, osservando ogni dato disponibile sul computer.. 

Gli venne in mente una teoria, ma per poterla confermare, aveva bisogno di sapere un dato particolare dalla Shooting Stars: “Ragazzi! Potete dirmi per favore quanta energia vi è rimasta alle vostre navi?”

I ragazzi consultarono subito i loro dati e, con triste sorpresa, notarono che la loro autonomia era letteralmente agli sgoccioli.

“Non è possibile!!! Quando siamo partiti avevo il TIE completamente carico, ma ora è rimasta al massimo un’ora scarsa di autonomia!!!” esclamò la prima stella con aria impaurita.

“Anche il mio capitano!!” esclamarono contemporaneamente i due sottoposti.

A quel punto, il Dottore potette così arrivare subito alla conclusione: "A quanto pare ragazzi, diciamo che lo squarcio si è chiuso, ma non a chiave. 

Nel senso che, per aprire una qualsiasi porta a chiusura automatica, noi usiamo l’energia del nostro braccio per aprirla. Tuttavia appena la lasciamo, questa si richiude dietro di noi.

Lo stesso fa questa fessura dimensionale. Ovvero che per aprirsi, ha bisogno di energia. 

In questo caso, l’energia delle nostre navi. 

Una volta attraversata, la fessura non ha ricevuto più energia, quindi si è automaticamente richiusa come una porta.” spiegò molto dettagliatamente.

Poi aggiunse subito: “Possiamo ritornare a casa nostra ragazzi… Ma prima dobbiamo ricaricare le nostre navi per poter riaprire la fessura. Per la mia ci vorranno circa ventiquattro ore" spiegò il ragazzone. 

La prima stella, ovvero il capitano, comprese che la situazione non era di certo delle migliori, ma per ricaricare le loro navi, ci voleva meno tempo e avevano pur sempre fretta di tornare a casa: "Per le nostre ci vogliono circa 6 ore di esposizione al sole per ricaricarsi.. Magari ci avviamo prima noi nel pomeriggio..” 

Il Dottore glielo proibì assolutamente, perché sarebbe stato praticamente un suicidio: “Non fatelo assolutamente!!! Per rimanere aperta, ha assorbito gran parte dell’energia del mio Tardis oltre alla vostra! Vi assicuro, che l'energia presente nella mia nave è di gran lunga superiore dell’energia presente in una Supernova! Ciò significa che se tentaste di attraversare la fessura con le vostre sole navi, dovreste solo sperare che non si apra. Altrimenti se entrare nella fessura, si scaricherebbero dopo poco e non uscireste mai più. Rimarreste intrappolati nel vuoto tra i due universi per l’eternità… Quindi per favore, capisco la vostra fretta, ma abbiate pazienza…”

I tre ragazzi rabbrividirono al solo pensiero… Non sapevano minimamente chi fosse il Dottore… Tuttavia, data la sua sicurezza nel parlare, capirono che non stava dicendo fesserie..  

“V-va bene Dottore… Tuttavia, qui c'è solo il mare aperto.. Se non troviamo un posto sicuro dove atterrare e lasciar ricaricare le nostre navicelle siamo perduti.."

Sebbene avessero trovato il modo di tornare a casa, la situazione è davvero critica... 

Tuttavia, quando tutto sembrava di poche speranze, i radar delle quattro navicelle mostrarono due oggetti non identificati venirgli incontro. 

Il Dottore avvisò subito tutti: "Ragazzi! Fermi tutti! Qualcosa sta venendo verso di noi a grande velocità! Saranno qui tra circa cinque secondi!" 

Qualunque cosa stesse arrivando da loro, viaggiava ad una velocità di oltre mille e duecento chilometri orari. 

Tutte le navi si fermarono a mezz'aria, sia per risparmiare un po' di energia e per attendere questi oggetti in arrivo. Il capitano della Shooting Stars si era leggermente allarmato, ma, prima di attivare le armi del suo Tie, volle vedere cosa fossero. 

In poco tempo, giunsero due strane creature viventi molto bizzarre, una bianca e rossa con gli occhi dorati, e un'altra bianca e blu con gli occhi rossi, che ricordavano moltissimo due moderni aerei da guerra. Queste creature cominciarono subito a svolazzare intorno alle loro navicelle per osservarle da vicino con curiosità.

"Uuuh e questi cosa sono?" chiese Stella Due incuriosita. 

Nel mentre, la creatura rossa si affacciò di fronte alla cabina del Tie del capitano e la guardò in faccia. Nonostante la tuta imperiale non avesse un aspetto rassicurante, la creatura non sembrava affatto intimorita. Anche la ragazza, non si sentiva affatto minacciata da quella strana creatura, anzi al contrario, si mise pure a ridacchiare e la salutò con la mano: "Ma ciao! Ahah!" 

La creatura, stranamente, sembrava aver totalmente compreso il saluto, infatti le fece un sorriso anche parecchio adorabile! 

“Che nessuno interferisca, non sembrano avere cattive intenzioni!” aggiunse sempre lei.

Anche la creatura blu si affacciò alle cabine degli altri due Tie, osservando i piloti al loro interno. I due piloti, la salutarono con la mano e questa sembrava reagire con allegria. 

"Beh si direbbero due creature native del pianeta e, se non altro, sono molto amichevoli! E pure molto intelligenti visto che capiscono i saluti!" spiegò il Dottore per poi scansionarli e vedere come sono fatti: "Tutto sommato sembrerebbero essere dei draghi. E la cosa parecchio strana è che sono completamente ricoperti di piume ma di vetro-" 

La prima stella, però era comunque preoccupata per la loro autonomia: "Sono veramente carini.. Però dobbiamo sbrigarci a trovare un posto tranquillo dove fermarsi a ricaricare le nostre navi o non torneremo mai più a casa, o peggio ancora finiremo in mare…" 

Finito quel discorso, le due creature si spostarono verso una direzione, facendogli poi un occhiolino. 

"Sbaglio o vogliono che li seguiamo?" chiese Stella tre aggiungendo poi: "Ma aspetta! Ti hanno davvero sentita?? E ti hanno pure capita??"

"È vero! Com'è possibile che possano sentirci da dentro le cabine?" chiese il capitano. 

Il Dottore provò a dare una spiegazione ma allo stesso tempo ci pensava molto:

"La mia nave è in grado di tradurre tutte le lingue a tutti quanti.." 

"Allora è per questo che ci capiamo a vicenda!" realizzò Stella due. 

"Sì ma non dovrebbero sentirci ugualmente dall’esterno… a meno che… UUUUUUHHHHH!!!! CI SONO!! SONO TELEPATICI!!" realizzò il Dottore con tanta euforia.

“Allora cosa stiamo aspettando? Seguiamoli!” esclamò la compagna del Dottore.

Detto ciò le quattro navi seguirono le due misteriose creature, fidandosi ciecamente.

Il tutto era fin troppo insolito… Persone totalmente sconosciute l’uno all’altra, perse in un mondo parallelo, si affidano a due creature mai viste prima per avere una qualche possibilità di uscirne da quella situazione prima impensabile.

A quanto pare il multiverso è reale! Per il Dottore, come aveva detto prima di essere risucchiati, non è una cosa nuova. Molto tempo prima, venne risucchiato precisamente in una dimensione, nella quale era presente anche in essa una Terra, sulla quale stavano letteralmente trasformando la popolazione in Cybermen uguali a quelli sconfitti poco fa. Comunque, sembrerebbe che aver seguito quei due strani esseri sia stata una buona decisione.

Infatti, il radar del Tardis indicava che li stavano conducendo proprio in un centro abitato, proprio sulla riva del mare. Inoltre, sembrava proprio essere abitato da persone normali proprio come sulla Terra.

“Ragazzi! Terra in vista! Ci stiamo imbattendo in un paese abitato da umani. Disattivo il sistema di occultamento, almeno potranno rilevarci sui loro radar!” spiegò il Dottore spegnendo il sistema di occultamento.

“Umani? Allora sono come noi! Meglio ancora, almeno eviteremo di dare troppo nell’occhio…” disse il capitano con un po’ di sollievo almeno per questo.

Amelia intervenne subito nel discorso: “Anche voi siete umani?! Allora siete capitati nella compagnia giusta! Ahah!”

Stella due, sentendo la voce di Amelia, le sorse un dubbio su quella strana cabina blu volante: “Scusate, ma siete in due in quella piccola cabina blu? Ma non state un po’ strettini?” 

Il Dottore provò a rispondere senza troppe complicazioni ridacchiando: “Ti assicuro che dentro è molto più larga e comoda di quanto sembri da fuori ahah!”

“Ehm.. poi ce lo spiegherai per bene ahah!” rispose il capitano ridendo.

Sembrerebbe che in poco tempo si sia sviluppato un buon rapporto tra i ragazzi, e a questo punto, il Dottore volle sapere l'unica cosa importante che non aveva ancora chiesto ai tre Imperiali: “Capitano! Quali sono il nome tuo e quello dei tuoi amici?”.

I tre ragazzi, gli risposero esattamente in ordine di numero partendo dal capitano: “Io sono Erika!”, “Il mio nome è Hanami”, “E il mio è Milo”.

Anche la compagna del Dottore volle introdursi a loro: “Io sono Amelia Pond! Ma potete chiamarmi semplicemente Amy!”.

Soltanto un nome mancava da sapere. Ed Erika quindi lo chiese subito con curiosità: ”E qual'è il tuo nome Dottore?”

Nessuno doveva sapere il suo reale nome. Tuttavia, il suo titolo era già perfetto di suo come nome: “L’hai detto, io sono il Dottore!”

E senza volerlo, la ragazza pronunciò la domanda preferita di quell’uomo: “ si ma… Dottore chi?”

Egli fu molto felice di sentire quella bellissima domanda e le rispose allegramente ma in maniera decisa: “Soltanto il Dottore cara! Con l'articolo determinativo, non dimenticarlo!”






Ciao a tutti!
Come promesso, ecco a voi il remake del primo capitolo!
Con una trama perfezionata e disegni nuovi di zecca ahah!
Ci tengo a precisare, che i personaggi della Shooting Stars eccetto "Stella Quattro e Stella tre" sono a cura mia solo in parte,
infatti i diritti appartengono anche alle persone che rappresentano.
Quest'ultime, hanno dato la loro approvazione per la creazione della storia.
Per quanto riguarda l'ultimo disegno, la parte in digitale è a cura mia, mentre lo sfondo fatto a matita è a cura di mia sorella, la quale ha fatto decisamente un ottimo lavoro!

In ogni caso, non scordiamoci il disegno originale con cui ho iniziato l'intera storia, che ovviamente inserisco qui sotto!
Spero vi piaccia questa nuova versione! ;)
A presto!

 
 
   
 
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