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Autore: fenris    18/07/2021    2 recensioni
Nella cupa oscurità del lontano futuro... c'è solo l'avventura! Centinaia di clan di esploratori e guerrieri si contendono la galassia tra tornei, missioni e guerre in miniatura. Sei ragazzi delle Isole del destino sognano di unirsi a loro, ma i loro sogni vengono infranti in una notte. Un di loro, Sora, si ritrova caricato con un'antica eredità che lo obbligherà ad addentrarsi negli angoli più oscuri della galassia e a scoprire il suo stesso limite.
*Crossover con Star Wars, Spectrobes e altre serie Disney con altri elementi da diversi giochi Square Enix*
Genere: Avventura, Azione, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yuri | Personaggi: Kairi, Riku, Sora
Note: AU, Cross-over, What if? | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Più contesti
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Era finalmente arrivato per Sora il momento di allenarsi con un altro degli studenti di Ercole. Il gladiatore, sapendo cosa avrebbe dovuto affrontare nei prossimi anni, aveva ovviamente scelto la più potente e brutale dei ragazzi che si allenavano sotto la sua guida. Pensava fosse la scelta migliore perchè il giovane portatore di Keyblade si abituasse agli avversari sempre più forti che l'avrebbero cercato, ma questi non la stava pensando allo stesso modo.

 

“ P- piacere, Angela.”, deglutì Sora guardando la ragazza di fronte a lui. Si trattava della stessa gargoyle dalla pelle violetta che aveva visto il giorno del suo arrivo. Era alta quasi il doppio del moro, con artigli affilatissimi su mani e piedi, gambe arcuate e due grandi ali al momento chiuse in un mantello a coprire le robuste spalle.

 

Il petto era protetto( anche se non abbastanza dal punto di vista visivo, se le parti basse del giovane possessore di keyblade erano un indizio sufficiente), da una corazza piuttosto aderente, con ginocchiere e protezioni decorati con ali da pipistrello sulle giunture della ragazza. Il volto violaceo sarebbe stato normalmente piuttosto elegante, dai tratti ben definiti e con lunghi capelli neri che le ricadevano sulle spalle, ma in quel momento l'unico dettaglio di esso che Sora riusciva a vedere erano i suoi denti affilati.

 

“ Piacere mio. E' tutta la settimana che voglio misurarmi con te. Ci andrò piano, non preoccuparti. Mio padre mi ucciderebbe se sapesse che abuso i marmocchi.”, disse Angela, scrocchiando rumorosamente le sue nocche, la coda che si agitava pericolosamente come la più potente dei flagelli.

 

' Qui giace Sora, povero coglione che non sapendo che cazzo succedeva, si fece schiacciare da una Gargoyle alta il doppio di lui.', pensò un impallidito Sora evocando il suo Keyblade e divaricando le gambe per prepararsi allo scontro, augurandosi di uscirne senza un braccio rotto.

 

“ Questo scontro, ricordatevi, dovrà servire a Sora per sbloccare il Cambio forma, il vero aspetto del suo keyblade- istruì Ercole, seduto su una panchina dietro l'arena assieme a Grogu e Phil- Questo potere ti garantirà nuove e utlili abilità. Soprattutto migliorerà ulteriormente il tuo controllo della Forza in preparazione ad addestramenti sempre più difficili, per nuove tecniche. Angela, non devi esagerare, ma assicurati anche di non andarci troppo piano. I suoi prossimi anniversari non si tratterrano di sicuro.”, disse con tono autoritario alla Gargoyle, che annuì. Sora si ricordò in quel momento di un piccolo dettaglio, risalente di poco prima al suo svenimento sull'isola.

 

“ Mhh, forse l'ho utilizzato per qualche secondo quando ho combattuto quel mostro argentato. Per un'istante la lama del mio Keyblade ha cambiato forma mentre davo il colpo di grazia a una delle creature dei pirati. Sembrava una stella a metà, e mi ha dato una potenza incredibile.”, commentò invece Sora, ripensando al potere ottenuto dopo aver evocato per la prima volta il suo keyblade. Ercole fece un fischio impressionato, sapendo che per aver usato così presto, anche se in maniera istintiva, un potere simile ci voleva un'incredibile forza di volontà.

 

“ Buono a sapersi, hai già una base da cui partire. Cominciate dunque, e rendetemi orgoglioso.”, ordinò dunque il gladiatore. Angela non fece attendere il suo primo attacco e girò rapida la sua coda, mancando di poco Sora, che saltando all'indietro avvertì tutta la forza dietro quel semplice movimento, sufficiente a muovere un piccolo velo di polvere. Tentò di attaccare ancora a mezz'aria, venendo bloccato da una delle ali della ragazza, che procedette dunque a un frenetico ma preciso contrattacco con i suoi artigli in un vortice di rapidi fendenti che gli fecero guadagnare più di un graffio.

 

Lo spadaccino fu costretto a muoversi con tutta la rapidità sviluppata nei suoi anni di allenamento, schivando altre codate e colpi di artigli che cozzarono sulla lama del Keyblade, diventato un confuso riflesso argenteo nell'aria, mentre lo accompagnava la consapevolezza che il primo errore gli sarebbe costato la vittoria. Angela era molto abile e forte, ma per fortuna di Sora faceva troppo affidamento sulla mera potenza fisica e sulla sua stazza, e doveva solo aspettare un'apertura per attaccare. O così pensava...

 

“ Body slam!”, esclamò il moro, illuminando la chiave tra le sue mani con un fitto alone rosso prima di buttarsi a tutta forza contro la compagna di allenamento, che si protesse con le braccia incrociate prima di venire spinta indietro per alcuni metri dall'impatto della tecnica.

 

“ Meglio di quanto credessi, ragazzino. Credo di dover fare sul serio.”, commentò eccitata la Gargoyle, notando piccoli graffi sanguinanti nei punti che avevano ricevuto l'attacco.

 

Con un largo sorriso zannuto, evocò dal suo prizmod una chitarra elettrica rossa, decorata con piccoli testi e con l'impugnatura a forma di ala. Dopo una piccola prova cominciò a suonare rapida una serie di note. Sora si ritrovò colpito da un urto simile a un pugno, finendo a terra prima di rialzarsi e ricevere un graffio al volto da una scheggia di ghiaccio.

 

“ Non ti aspettavi un Bardo , vero?”, domandò sarcastica la gargoyle, girando meticolosamente i propri artigli tra le corde, generando altre piccole note di fuoco e fulmini.

 

I Bardi erano una classe peculiare e molto pericolosa. Grazie alle loro mistiche canzoni potevano scatenare un grande arsenale di effetti, per potenziare gli alleati o attaccare i nemici con dimostrazioni di potere elementale che poco avevano da invidiare ai migliori incantatori.

 

 

“ Decisamente no.”, ribattè mesto il povero spadaccino, rialzandosi e fortificando la presa sul suo keyblade per prepararsi a uno scontro ora tre volte più difficile. Cominciò a correre in cerchio attorno alla chitarrista mentre questa gli scagliava a ritmo di note contro numerosi attacchi magici nati da quella nuova colonna sonora, colpendolo più volte arrivando quasi a bruciare il suo abito di stoffa rinforzata.

 

Dopo svariati tentativi, Sora riuscì finalmente a parare almeno una manciata di note formate da ghiaccio o fuoco, senza però poter evitare altre bruciature e graffi qua e là, mentre l'assalto diventava sempre più irruento. Riuscì a volte a spedirne qualcuna al mittente, ma Angela era ben protetta dagli attacchi che lei stessa aveva generato. Non a caso gli ricordava il suo primo vero scontro, quando si era ritrovato impotente contro i due scagnozzi di Uncino.

 

Così come loro, anche Angelica si stava avvantaggiato con la sua esperienza e le sue varie abilità in una letterale armonia di tecniche, mentre lui possedeva un arsenale ancora limitato di abilità marziali che non sapeva come sfruttare per renderle davvero efficaci in un duello impari.

 

Un improvviso colpo al muso col bordo della chitarra distrasse Sora dai suoi pensieri. Riuscì ad allontanarsi dalla Gargyole con un piccolo balzo, ignorando il dolore ai denti. Ercole inarcò un sopracciglio, ansioso di guardare la prossima mossa dell'allievo.

 

“ Avanti, Sora, non farti intimidire.”, si disse questi, sentendo il proprio potere scorrere attraverso i Midi chlorian fino al keyblade. Si ricordò di quanto aveva detto Ercole. Ogni volta che utilizzava una tecnica di qualche tipo, diventava uno strumento della Forza. Essa decideva quando un attacco andava a segno o meno. Perso per perso...

 

“ COLPO DISPERATO!”, ruggì il ragazzo. Corse verso Angela col keyblade avvolto da una sorta di tremolio visibile all'occhio nudo, che rende difficile dirigere la traiettoria. Angela riuscì a spostarsi per tempo, procurandosi solo un leggero taglio al ventre scoperto... prima che lo spadaccino si voltasse improvvisamente, il keyblade avvolto da una nuova potente luce sotto lo sguardo impressionato di lei ed Ercole.

 

“ Cambio Forma. Forza stellare!”, esclamò istintivamente Sora prendendo il keyblade con entrambe le mani. Tra scintille di energia e un forte boato, esso assunse la stessa forma con cu aveva ucciso il mostro della montagna, sostituendo la semplice lama a chiave con una a forma di stella mentre il manico diventava azzurro.

 

La lama dentata impattò sulla chitarra con una forte onda d'urto che anche gli spettatori poterono avvertire, sfregando sul metallo rosso in una pioggia di scintille mentre anche la Gargoyle sembrò indietreggiare per un istante di fronte a quell'improvvisa forza.

 

Angela emise un ringhiò soddisfatto e sferrò l'ennesimo calcio, che stavolta il ragazzo schivò con una velocità di molto superiore per poi colpirla alla schiena con un Break rapido.

 

Un'aura violetta circondò Angela, diminuendone la rapidità e permettendo a Sora di schivare nuovamente il successivo colpo di coda e quindi incrociando le loro armi quando la gargoyle in uno scontro di scintille, generate tanto dallo scontro tra chitarra e keyblade che tra i loro sguardi.

 

Ercole osservò attentamente, avvertendo nell'aria i flussi di Forza generati dai due ragazzi. Non v'era dubbio che il potere di Sora stesse crescendo piuttosto in fretta, e questo anche considerando il duro allenamento cui lo stava sottoponendo.

 

' Paperino, chi è questo ragazzo? E perchè l'hai mandato proprio qui?', si chiese mentre i due si separarono, col chiaro intento di riprendere subito l'assalto. Con un secco movimento che nascondeva la forza di un rombo di tuono, interruppe il duello, avendo visto abbastanza per quella giornata.

 

“ I miei complimenti a tutti e due. Siete maturati molto, c'è solo da rifinire qualche sbavatura qua. E vi metterete sotto a dovere per farlo, o non sono più l'asso del colosseo.”, disse il Gladiatore entrando nell'arena. I due ragazzi fecero sparire le armi e si inchinarono l'uno di fronte all'altro, prima di stiracchiarsi col fiatone per rilassare i muscoli provati dalla lotta.


“ Grazie, maestro. Migliorerò ulteriormente, gliel'assicuro.”, disse Angela grata. Ercole le diede dunque una lista di suggerimenti sul come migliorare ulteriormente, in particolare riguardo l'uso troppo aggressivo della tecnica e delle sue canzoni, e domandò a Sora di mostrargli il keyblade, tornato alla forma originaria,cosa che il moro fece subito.

 

“ Interessante. Sembra basarsi soprattutto sul potenziare le tue abilità, fisiche e non, se la tua performance è una prova sufficiente.”, osservò l'avventuriero più anziano, avvertendo l'energia dell'arma splendere come una piccola stella davanti ai suoi occhi azzurri prima di lasciarla andare.

 

“ In effetti mi sono sentito molto più forte e rapido da quando lo evocai la prima volta, e oggi la sensazione era ancora più intensa. Quindi è questa l'abilità del mio keyblade? Funziona come un unico potente buff?”, domandò Sora, prendendo la spada con entrambe le braccia e portandola sotto la sua testa per osservare meglio il metallo scintillare sotto la luce del sole.

 

“ Lo reputi troppo modesto per te?”, chiese di rimando Ercole, ma l'allievo scosse la testa.

 

“ Tutt'altro, credo non potesse esserci di meglio. Così non dovrò perdere tempo a imparare tecnice di auto potenziamento. ”, affermò sorridente Sora, dando qualche altro fendente all'aria con la sua spada, che lasciò una scia argentata. Ercole rise di gusto. In effetti le tecniche di buff rivolte solamente all'utilizzatore erano un'autentica seccature da apprendere. Ecco perchè anche i guerrieri più esperti ne apprendevano due o tre al massimo prima di dedicarsi agli stili elementali e ad altre abilità più versatili.

 

“ Lieto di vederti ottimista, perchè è ora di cominciare a lavorare sul serio, c'è molto altro che i keyblade nascondono. Prima di cena leggi tutti i libri di magia che puoi, è ora di cominciare a scagliare qualche incantesimo come si deve.”, ordinò l'insegnante. Sora sospirò e si diresse nella biblioteca dell'arena, il lavoro di un avventuriero non finiva proprio mai a quanto pare.

 

*****

 

Riku non sapeva cosa pensare di quanto successo negli ultimi giorni. L'unica certezza era la sua preoccupazione per la propria casa e i suoi amici, al punto che non aveva neanche pensato a un modo per scappare, cosa che sarebbe stata comunque inutile.

 

Era stato separato da Kairi mentre erano ancora svenuti, per poi trovarsi in quella che sembrava una caserma assieme a molti altri soldati, scoprendo con sua somma rabbia di avere un collare che bloccava i suoi Midi chlorian. Gli uomini presenti l'avevano trattato bene, dandogli del cibo e riparando la sua attrezzatura, ma avevano rifiutato di dirgli alcunchè su quanto successo sull'isola.

 

L'archittettura era in un ovvio stile gotico, quasi totalmente nero e verde con svariati spuntoni e bellissime vetrate, rappresentanti scene di battaglie o balli dai mille colori diversi.I letti erano a buona distanza gli uni dagli altri, fornendo a ogni occupante dell'edificio il proprio spazio per mettere le proprie cose e stabilire la propria privacy .

 

La maggior parte dei soldati presenti erano orchetti o goblin di qualche tipo, armati con corazze nere della loro misura e piccoli forconi o fucili laser. Erano stati abbastanza gentili con lui, trattandolo come uno di loro, ma senza dargli la minima spiegazione e spesso ridacchiando tra loro quando pensavano che non guardasse. Cosa che cominciava a distruggere i suoi già fragili nervi, già provati dalla consapevolezza che scappare non aveva senso.

 

Finalmente, un giorno venne avvicinato da un uomo. Era apparentemente normale, non fosse stato per la confidenza con cui si muoveva, estremamente confidente e privo di gesti inutili, l'avrebbe preso per un impiegato con problemi di calvizie che cercava di apparire più elegante di quanto non fosse.

 

“ Giovanotto, a nome della nostra padrona domando scusa per questo primo periodo di incertezza e nel ritardo per una dovuta spiegazione. Sono qui per parlarti e rispondere a ogni tua domanda.”, cominciò lo straniero con tono amichevole, porgendo una mano a Riku, che non la prese inizialmente.

 

“ Oh, finalmente una spiegazione del cavolo. Dove sono, chi mi ha portato qui? E che volete farmi.”, chiese l'albino, che stava a malapena trattenendo la sua reazione, i propri Midi clhorian che andavano a fuoco seppur incapaci di funzionare normalmente.

 

 

“ Sei nel quartiere generale del clan Strecken, su Tenebrae. E hai ragione a essere infuriato, ti abbiamo tolto troppo in poco tempo. Ma ti assicuro che non è nostra intenzione danneggiarti in alcun modo.”, spiegò l'uomo con un tono comprensivo, accompagnandosi con gesti molto cortesi e cauti.

 

“ Tenebrae, eh? Un nome che è tutto un programma. Ma che volete da me?”, disse sarcastico Riku. Stan non potè che mostrare un sorriso amichevole a quel commento. Forse l'uomo non era così terribile, ma considerando che gli Strecken erano uno dei clan che tenevano ben nascosti la loro base principale e che non di rado sfioravano il limite che li separava da degli autentici criminali, il fatto che ora ne conoscesse il nome non era una buona notizia.

 

“ Concordo sul nome, troppo da edgelord, ma ti assicuro che non vogliamo farti niente di così terribile. Ti abbiamo condotto qui su ordine del nostro capo clan, lady Malefica. Lei ha dei... piani per te. Neanch'io so esattamente di quale natura, ma ha già trovato qualcuno che ti addestrerà per i prossimi mesi. Desidera ti unisca a noi con tutti i vantaggi che la cosa comporta. Io mi chiamo Stan. Sono il responsabile di questo reggimento e ti mostrerò cosa c'è in serbo per te se accetti.”, disse l'uomo, offrendo la mano a Riku, che stavolta ricambiò volentieri. Era decisamente una presa forte, ma vi avvertì qualcosa di strano. Incuriosito guardò meglio il viso del suo 'superiore' e vide dei cerchi concentrici negli occhi. Dovevano essere artificiali, probabilmente era un cyborg o un androide di qualche tipo.

 

Il duo si addentrò nei meandri della fortezza del clan, decorata con varie tonalità di nero, verde e viola a perfetta somiglianza della signora di quel luogo. Stan spiegò al ragazzo la struttura gerarchica del clan e gli disse della strumentazione della fortezza in cui si trovavano, o almeno di quella più semplice e necessaria alle esigenze di tutti i giorni. Riku osservò distrattamente la mensa super attrezzata del luogo dove membri di varie razze si stavano rifocillando, posta proprio accanto a una larga bacheca delle missioni, divise per difficoltà e ricompensa.

 

La maggior parte degli avventurieri presenti che non appartenevano agli orchetti con cui Riku aveva trascorso l'ultimo periodo sembravano andare a una convention di edge lord. Samurai con corazze nere, cavalieri oscuri ricoperti da spuntoni, maghi neri i cui abiti riportavano simboli demoniaci e moltro altro ancora. Forse un po' esagerati, ma a modo suo li trovò fighi.

 

Tra tutti un enorme guerriero avvolto da una corazza violacea, un'elmo con due pesanti corna a ricoprirgli totalmente il volto, mentre in mano teneva un bizzarro spadone diviso in segmenti. La forza che emanava era enorme e i suoi occhi gialli emanavano grande esperienza e carisma. Si liberò con precise menate della maggior parte dei compagni e dopo pochi secondi spesi a guardare la bacheca, si scelse una missione tra le più difficili, passando poi accanto al ragazzo e al suo accompagnatore.

 

“ Chi è quell'uomo?”, domandò Riku, una volta che il cavaliere fu fuori portata d'orecchi, sebbene fu certo per un istante che si fosse voltato a guardarlo. Era l'atteggiamento con cui si era sempre immaginato Darth Vader: elegantissimo, quasi assente nei suoi modi di fare, ma carismatico e dotato di una potenza smisurata.

 

“ Garland, il cane da guardia di Malefica e Talon, e uno dei nostri assi. Stagli il più lontano possibile. Anche quand'è di buon umore come oggi tende ad avere il Firaga facile. Specie sulle reclute.”, ri raccomandò Stan, prendendolo per una spalla e proseguendo nel tour, ignorando il commento di Riku sul non essere una recluta, finchè non arrivarono alla palestra.

 

Lì, con sua enorme sorpresa, trovò ad aspettarlo la stessa Malefica. La strega alata era vestita completamente nella sua armatura nera, una pesante corazza in stile gotico ricoperta da complesse rune e geroglifi. Attorno a lei si trovavano ologrammi semi solidi di molti guerrieri e spectrobe, ricoperti da fiamme verdi e scintille in una visione quasi dantesca.

 

“ Ah, Riku, lieta di incontrarti finalmente. Spero la tua permanenza qui sia stata piacevole per il momento.”, disse la strega, avvicinandosi con le braccia aperte e un sorriso amichevole sul viso verdognolo. Riku si sentì immediatamente a disagio a guardarla avvicinarsi come un enorme pipistrello.

 

“ Lady Malefica.... E'... un piacere fare la sua conoscenza. E sì, sono stato bene.”, deglutì l'albino, sentendo l'incredibile potere della Gria avvolgerlo come un guanto di pura tenebra, osservando il suo sguardo verde pallido con un groppo in gola.

 

Era quello il livello che aveva desiderato raggiungere per tutta la vita? Quasi gli fece paura.

 

“ Complimenti, ci ho quasi creduto- ridacchiò con un suono cristallino la donna- Dove hai imparato a mentire, se posso permettermi?”, chiese con un tono che non lasciò a Riku nessuna possibilità di rispondere.

 

“ A casa. I miei genitori non volevano diventassi un avventuriero, visto che mio nonno era morto sul campo, ma io continuavo a ad allenarmi in segreto e a cercare libri sulla Forza.”, confessò sudato l'albino e Malefica allargò il suo sorriso, portando le dita al mento di lui per carezzarlo quasi con affetto.

 

“ Già, anch'io tendevo a rubare i libri di mio padre senza che lui lo sapesse. Mi dilettavo di studi necromantici e molto altro ancora, lui voleva … rallentarmi per così dire. Aveva ottime ragioni per farlo ovviamente.”, disse suadente, facendo apparire accanto a sé una delle creature che avevano accompagnato i pirati sull'isola. Istintivamente Riku saltò all'indietro e formò nella mano una scarica elettrica per distruggerla, ma era già svanita a un nuovo ordine di Malefica.

 

“ Questi esseri si chiamano Heartless. Sono sostanzialmente una personificazione del Lato oscuro, nati dagli infiniti pensieri e sentimenti che percorrono ogni giorno la nostra galassia. Molto utili come soldati di massa, se sai come evocarli.”, spiegò la Gria.

 

“ Perchè me lo sta dicendo? Cosa vuole da me?”, domandò cauto il ragazzo, sentendo un nodo alla gola che sembrava impedirgli di respirare.

 

“Sei diretto, qualità che apprezzo. Voglio semplicemente che tu ti unisca a noi Strecken e ti alleni il più possibile fino a diventare un altro dei nostri assi, il generale di intere armate di queste creature. Ho già il maestro per te, ti farà diventare molto forte, finchè non riuscirai a sconfiggerlo.”.

 

“ Lo farò volentieri, se mi dice dove sono i miei amici e cos'è successo davvero sull'isola.”, sibilò Riku dopo lunghi secondi di riflessione, sapendo che non c'era modo di discutere contro una simile offerta, se tale si poteva chiamare. A Malefica però non servì che un'occhiata penetrante per far tremare il ragazzo, che fece alcuni passi indietro con lo sguardo pieno di terrore.

 

“ Dunque, per quanto riguarda l'attacco alle Isole del destino, non posso nasconderlo. Siamo stati noi. Volevamo alcune persone scatenare confusione a riguardo, e abbiamo fatto quanto in nostro potere per farlo. Ma l'unica dei tuoi amici che abbiamo preso è la ragazza dai capelli rossi, suppongo. Non è qui, l'abbiamo consegnata ad alcuni nostri alleati. Non so cosa vorranno fare con lei.”, disse deliziata Malefica.

 

Riku sentì avvicinarsi un infarto. Alleati, quando si trattava del clan Strecken, non poteva riferirsi a nessuno di buono. Nella peggiore delle ipotesi Kairi si trovava nelle prigioni di schiavi degli Hutt.

 

 

E per rapire alcune persone avevano scatenato quel disastro, arrivando quasi a distruggere un'intera popolazione e attirarsi l'ira di Atlantica? Ma chi poteva valere tanto? Forse Sora, con quella strana arma che aveva evocato. Non sapeva neanche dove fosse finito però, perciò almeno per il momento non c'era che una cosa da fare per proteggere Kairi.

 

“ Va bene, farò ciò che vuole, mia signora.”, disse infine lo spadaccino, inchinandosi sotto lo sguardo compiaciuto della strega e sperando di non aver fatto la scelta sbagliata.

                                                                                                                                *****

Salve a tutti, spero che stiate bene. Mi scuso per il ritardo nell'aggiornare, volevo prima portarmi un pò avanti con altri capitoli, visto che su suggerimento di un amico sto pensando di prendere una pausa dalla scrittura per un pò in modo da lavorare alla tesi. Di per sè è quasi finita, ma è un pastrocchio che devo sistemare. Mi auguro intanto che il capitolo sia di vostro gusto, questo e il prossimo serviranno più che altro a stabilire alcuni punti sul gruppo di Sora( Grogu e Angela prenderanno il posto di Paperino e Pippo, non si fosse capito) e su altri eventi di world building, ci sarà anche qualche citazione alla Marvel nel prossimo capitolo.

Angela è la figlia di Golia, protagonista di Gargoyles, probabilmente una delle migliori serie animate disney e del dark fantasy in generale.
Garland è il cattivo del primo Final Fantasy è uno dei principali antagonisti di Dissidia.
Stan viene da Aaron Stone, altra serie tv Disney, dov'è la spalla robotica del protagonista.

A presto.

  
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