Anime & Manga > L'Attacco dei Giganti
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Autore: Luschek    24/07/2021    1 recensioni
Tratto dal testo:
Sia lui che Reiner si sdraiano – o meglio, il secondo si stende su un fianco – e sollevano lo sguardo verso l’alto – ancora. Nessuno degli altri due esprime i propri pensieri, ma Bertolt sa che le loro menti sono proiettate altrove, in un’altra terra al di là del mare – a casa.
Sebbene vi siano talmente tanti chilometri a dividerli dalle loro famiglie, tutti e tre sono rincuorati di essere sotto lo stesso cielo che i loro padri e le loro madri osservano. Non è solo quel pensiero a rassicurarli, perché col tempo hanno imparato che loro sono già a casa.
{Storia partecipante alla challenge "Our Summer - If we're together, feel like summer" indetta sul forum Torre di Carta}
Genere: Fluff, Hurt/Comfort, Introspettivo | Stato: completa
Tipo di coppia: Het, Shonen-ai | Personaggi: Annie Leonhardt, Berthold Huber, Reiner Braun
Note: Missing Moments, What if? | Avvertimenti: nessuno
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Casa è dove siamo Noi 

 

 

Prompt: 28. Notte stellata 

 

«Hai fatto progressi?» 

Annie non guarda né Bertolt né Reiner in faccia, quando quest’ultimo le pone quella domanda. La ragazza osserva il cielo nero puntinato di bianco.  

«Annie» la richiama Reiner, stavolta alzando il tono della voce.  

È allora che la ragazza scrolla il capo, sospira e volge il broncio verso l’altro ragazzo. Bertolt vorrebbe capire quali pensieri si celi dietro quel fastidio, ma rimane in silenzio. Il suo unico compito è quello di assistere alla scena – e sperare che non nasca alcun conflitto tra gli altri due.  

«Ho un nome che potrebbe condurci alla famiglia Reiss.»  

Reiner sbatte le ciglia, sorpreso, mentre Bertolt incassa il capo tra le spalle. Quello significa che forse faranno progressi nella loro missione. O forse no.  

«Kenny Ackerman» pronuncia Annie, laconica.  

Reiner scuote le spalle e, senza che lo dica a voce, Bertolt sa che è infastidito da quel cognome. Ackerman è sinonimo di guai. Avere a che fare con un altro di loro è un problema, soprattutto se vi è soltanto Annie ad affrontarla. Loro non possono seguirla fin dentro al Wall Sina, altrimenti desterebbero sospetti.  

«Non fate quelle facce» li rimprovera la ragazza, che si allontana dai ceppi su cui sono seduti lui e Reiner.  

Senza aggiungere nulla, Annie si siede sull’erba. È un gesto che lei compie quando non vuole discutere più. Quando ha bisogno di loro. Bertolt sente le guance accaldate e, girandosi verso Reiner, nota che l’altro lo fissa.  

«L’unico che fa facce strane qui è Bertolt» lo schernisce l’altro ragazzo, il quale si alza e raggiunge Annie sul prato. È un misero tentativo di allentare la tensione, ma Reiner riesce bene nel suo intento, perché Bertolt balbetta in sua difesa: 

«Non… è vero!» 

Anche Bertolt si affretta a raggiungerli e si piazza tra i due. Quello è il suo posto. 

«Comunque sia, troveremo un modo, Annie. Non dovrai fronteggiarlo da sola» mormora Reiner. Anche l’amico, così come la ragazza, ha rivolto l’attenzione al cielo stellato.  

Bertolt non segue il loro esempio, però. Preferisce osservare il modo in cui la mano di Reiner scivola sulla propria, mentre Annie si sdraia sull’erba e come lui stesso, poco dopo, si permetta di stringere con la sua mano libera quella della ragazza.

Sia lui che Reiner si sdraiano – o meglio, il secondo si stende su un fianco – e sollevano lo sguardo verso l’alto – ancora. Nessuno degli altri due esprime i propri pensieri, ma Bertolt sa che le loro menti sono proiettate altrove, in un’altra terra al di là del mare – a casa.  

Sebbene vi siano talmente tanti chilometri a dividerli dalle loro famiglie, tutti e tre sono rincuorati di essere sotto lo stesso cielo che i loro padri e le loro madri osservano. Non è solo quel pensiero a rassicurarli, perché col tempo hanno imparato che loro sono già a casa.  

Le labbra di Reiner si posano sulle proprie in quel momento: improvvise, morbide e necessarie. Bertolt spalanca gli occhi dalla sorpresa, nonostante l’altro sia stato delicato, poi li socchiude e si gode il sapore dell’altro nella propria bocca finché questo non si allontana.  

In silenzio, osserva Reiner sorridergli e poi sporgersi verso Annie per stamparle un bacio sull’angolo della bocca.  

La ragazza socchiude un occhio, come se infastidita, ma volta il capo quanto basta per baciare meglio l’altro.  

Il cuore di Bertolt galoppa ed impazzisce definitivamente quando Annie gira il capo verso di lui. Mentre osserva l’altra, Reiner gli si accoccola al petto e adagia il capo nell’incavo del suo collo.  

Forse dovrebbe essere lui a sporgersi verso di lei, ma – come sempre – lascia che sia Annie ad avvicinarsi e baciarlo. Bertolt ne ignora il motivo, ma ogni volta che la ragazza appoggia le labbra sulle sue, lei serra le palpebre. Spera che lo faccia perché gli piaccia e non perché immagina qualcun altro al posto di lui. 

Quando si staccano, Annie rimane stesa nella posizione di prima e non si avvicina. Bertolt le lancia un’occhiata, prima che Reiner indichi il cielo e mormori: 

«Sta passando una stella cadente.» 

È allora che tutti e tre volgono contemporaneamente lo sguardo al cielo – e desiderano rimanere a casa per sempre. 

 

Note dell’Autrice 

No, non ho spiegazioni razionali per questa storia, volevo solo scrivere dei ReiBeruAni!  

P.S. non mi sono dimenticata dei Ratti! In questi giorni uscirà il prossimo capitolo + una raccolta sui missing moments della storia, perché sono tantissimi! 

   
 
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