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Autore: Nocturnia    27/03/2022    0 recensioni
"Cerchiamoti un bel vestito, uhm? Qualcosa di elegante e raffinato." mormora, fissandone l'espressione quieta, quasi triste.
"Quello che hai addosso non va più bene." pigola, lasciando cadere Fishbone e stringendosi le braccia attorno il corpo.
Dietro di lei Silco è un'ombra e un sogno.

[Arcane Universe] [Jinx, Silco, Sevika, Singed, Vi, Caitlyn Kiramman]
Genere: Angst, Sentimentale, Triste | Stato: completa
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Caitlyn, Jinx, Vi
Note: Movieverse | Avvertimenti: nessuno
- Questa storia fa parte della serie ' Lying by your side'
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"Man cries, his tears dry up and run out.
So he becomes a devil, reduced to a monster."
- Kouta Hirano -




All beauty destroyed




Mamma, mamma, guarda, ride un bambino puntando il dito verso l'alto.
Piovono brillantini rosa, continua, e sua madre grida - lo trattiene a sé mentre il cielo cade, tra i capelli sangue e brandelli di carne.
Piltover solleva il capo, spalanca la bocca.
Non è possibile, mormora.
Non sta accadendo davvero, nega.
Perché?, prega - piange.
Jinx urla e con lei Zaun.


And everyone is so kind
with the lies that they tell themselves.

Una sedia vuota, un arto mancante.
Non c'è poi molta differenza quando è la tua speranza a essere morta - tra le costole un tum tum pallido, senza ritmo.
Sevika fissa la suola dei propri stivali, tace - le parole un confuso groviglio di grida e bestemmie e lacrime che si era ripromessa di non versare mai più.
Chi è stato, vorrebbe chiedere, ma è una domanda stupidastupidastupida e cerca invece di riavviare il cervello - di collegarlo al resto del corpo.
Singed l'affianca, l'ultimo residuo di cosa?

Un futuro? Una missione? Una famiglia?

"Deve averlo preso lei."
Sevika apre e chiude le dita della mano rimasta, contrae la gola per non far uscire il grido bestiale che minaccia di spaccarle le costole, il petto.
Singed inclina il mento verso di lei, studiandola in silenzio.
"Vuoi sapere come..."
Sevika digrigna i denti, deglutendo.
"Lo vedo." ribatte, e c'è una flessione orrenda nella sua voce - qualcosa che Singed ricorda aver percepito solo quando sua figlia era morta.
Sevika compie un passo in avanti, due - gesti meccanici, rigidi.
Posa lo sguardo sulla sedia crivellata di colpi, riconosce Pow Pow, le marionette deliranti di Jinx.

Mylo, Claggor. Vander.

Si contrae verso l'interno, Sevika: le sembra quasi di rimpicciolirsi - la pelle troppo stretta, la rabbia una forza enorme, che potrebbe distruggere Zaun, Piltover.

Il mondo.

Singed le si avvicina, quieto.
"Non l'avrebbe mai fatto." mormora, ed è allora che Sevika scatta - qualcosa si rompe, strappandosi e schioccando come un elastico logoro.
Afferra la sedia con scritto Powder, sollevando il ginocchio sinistro e spaccandola - sbriciola quel ridicolo nome rosa e bianco, scaraventando al suolo piatti, bicchieri, ogni cosa.
"Non fai mai niente apposta quella piccola merda!" grida, e Singed non batte ciglio quando colpisce la sedia di Vi, mandandola a sbattere contro la parete.
"Una fottuta bomba a orologeria, ecco cosa è sempre stata! Una puttana incapace di controllarsi, una pazza che dovevo ammazzare quando ancora potevo!" continua, sollevando sopra la testa la seggiola di Caitlyn e usandola per distruggere i manichini di Mylo e Vander.
Singed osserva Sevika esplodere - detonare come una delle creazioni di Jinx e spargere attorno a sé un dolore palpabile, denso come i fumi di Zaun.
La vede colpire e colpire e colpire - smettere solo quando non rimangono altro che schegge di legno e una sola, desolante, sedia vuota.

Silco.

Sevika ansima in mezzo a tutta quella devastazione, boccate d'aria che non le restituiranno più quello che ha perso.

Tutto.

Zaun non regala altro che macerie e sangue.


Taste what fell from grace
Wanna taste what fell from grace
Run away from the faith
Let's race if you wanna taste.

Ti cercheranno.

La vetrina esplode, ride con lei - stride nell'aria verdastra dei Black Lanes.

Hai attirato qualche attenzione.

Jinx scavalca i vetri rotti, lasciando dietro di sé scie di sangue e pelle - tagliandosi lungo i polpacci, le cosce.

Ti stai facendo male.

Carica Fishbone sulla spalla già livida, lo punta addosso il commesso rannicchiato in un angolo.

Jinx.

"Sono io, io io io!" trilla lei, sul viso una smorfia a metà tra il folle e l'addolorato.
Un sospiro, ed è quasi come sentirlo respirare dietro di lei - le dita sulla nuca, tra i capelli.
Jinx amplia il sorriso fino a mostrare tutti i denti, sollevando il mento verso l'alto.
"Il tuo vestito migliore, baby boy." cantilena, schioccando la lingua contro il palato.
Il commesso si rialza, Jinx spara - gli fa saltare prima un piede, poi l'altro.
"Oh. Oh, scusami. Non ne faccio mai una giusta." chiosa, portandosi una mano alla bocca.

Sei solo una maledizione, un cazzo di problema!

Il commesso - Reveck, se legge bene il cartellino - sbatte freneticamente i moncherini sul pavimento, facendo schizzare sangue ovunque.

Hai ucciso milioni di persone! Le hai fatte esplodere!

Jinx tira ancora di più gli angoli della bocca - vuole sentire male; spaccarsi la faccia fino a quando non resterà altro che un dolore impossibile da sopportare, che la ucciderà e smetterà di gridarle contro.

Di farla sentire piccola, inutile, sbagliata.

"Se lo meritavano." sibila, saltando oltre il bancone e pestando il braccio supplice di Reveck.
"Dovevo fargliela vedere." continua, spostando a forza giacche, camicie, pantaloni.
"Dovevano bruciare tutti, tutti." ringhia, e per un attimo - un istante - è il volto di Powder quello che la fissa dallo specchio rotto.

Jinx.

Powder muore; si scioglie e lascia posto a lei - occhi enormi, pieni di lacrime; guance striate di nero e sporco, un corpo spezzato, sottile.
Reveck cerca di sollevarsi sui gomiti, Jinx alza appena il braccio destro - spara, e non presta neppure attenzione alla sua testa che si sgrana all'indietro, aprendosi in un fiore di ossa e materia cerebrale.

Sei maledetta perfetta.

"Cerchiamoti un bel vestito, uhm? Qualcosa di elegante e raffinato." mormora, fissandone l'espressione quieta, quasi triste.
"Quello che hai addosso non va più bene." pigola, lasciando cadere Fishbone e stringendosi le braccia attorno il corpo.
Dietro di lei Silco è un'ombra e un sogno.


'Cause everyone is so blind
To the truth that they're ugly inside.

Il Concilio dei Clan è caduto.
Il Concilio dei Clan è stato distrutto - spolpato come fosse niente; un pugno di idioti da far esplodere e ridurre a una poltiglia di carne molliccia e acida.
Piltover ha visto caderne i pezzi su tutti loro come un presagio e una promessa - la cifra di un dolore che solo una maledizione può evocare.

Jinx; nomen omen.

Caitlyn le appoggia una mano sulla spalla, riservandole uno sguardo morbido, comprensivo.
"Tua sorella è morta." le dice, e sono invece durissime le sue parole - vere.
"Powder non esiste più: ha scelto chi essere."

Chi amare.

Violet inspira con forza, la guarda - adesso devi farlo anche tu, Vi.
Attorno a loro la città brucia come gli occhi di Jinx.


You wanna mess around?
They gonna take you down, down, down
Wanna slide and turn
Such a lovely way to burn, burn, burn.

Seduta sulla riva del lago assomiglia a un arlecchino triste; un bambina spaventata e sola.

Perché lo sei; ma io ti ho insegnato a resistere, Jinx.

Ruota le dita nell'acqua fredda, ricordando quando lui l'aveva immersa senza lasciarla andare mai - quando il mondo era ancora al suo posto.

Solo che tu non lo sapevi.

Un fruscio, un mormorio nel silenzio.
Jinx sfrega il naso contro la manica rimasta, addosso nulla più dei brandelli dei suoi vestiti - di se stessa.
Continua a piangere e non riesce a fermarsi - non ci riesce mai, ed è stato proprio questo a...

Non dirlo.

Non si sopravvive alla perdita; non è possibile riparare quello che si è rotto.

Sei più forte di così, Jinx.

"Stronzate." squittisce, sulle labbra lacrime e sale.
Si stropiccia le palpebre con forza, sporcandosi di nero fino la fronte.
È convinta che se si impegnerà abbastanza lui tornerà; che forse Singed potrà aiutarla, salvarlo come lui ha fatto con lei.

"Non può morire, dottore; non lo farà."

I pensieri si rincorrono senza un ordine preciso e Jinx prova ad afferrarne uno, poi l'altro - si taglia e sanguina a ogni tentativo, ma non ha importanza perché solo uno rimane fermo nel mezzo di tutta quella confusione.

Silco.

"È colpa mia."

No.

"Sono una maledizione."

No, Jinx.

"Rovino tutto ciò che tocco." singhiozza, sbattendo i piedi nell'acqua e strappandosi alcune ciocche di capelli.

Click.

Jinx nasconde il viso contro le ginocchia sbucciate, assapora il dolore come la giusta punizione - non potrà mai più stare bene ed è ora che si abitui perché se lo merita.

Jinx. Mia piccola, perfetta, Jinx.

Accanto a lei il corpo di Silco è freddo come il suo cuore.


When the mirror's laughing
Time takes over
You should know
We're rotting away.

Zaun conosce un'alba stordita, confusa.
Si solleva un popolo che ha conosciuto solo la perdita, il lutto: che si è preso il proprio spazio nel mondo, strappando pezzo dopo pezzo qualcosa a Piltover - a se stesso.
Sevika osserva la città inspirare, nel cielo nubi pesanti, gonfie.
Posa la mano sulla scrivania di Silco, sfiorandone la superficie lucida, immacolata.
Vi picchietta sopra l'indice, percependo ancora l'odore dei sigari che era solito fumare, il leggero retrogusto di whisky e qualcosa di più speziato, forse una colonia o un bagnoschiuma.
Si ferma quando incontra la tazza che Jinx aveva decorato per lui - Silly Silco, aveva canticchiato; Silly Silco assomiglia a te quando sei arrabbiato, aveva riso.
Le dita tremano, bruciano dalla voglia di afferrarla e stringerla e scagliarla contro il muro più lontano - distruggerla. Distruggi, Sevika; fai quello che sai fare meglio.

Uccidi, e annichilisci.

La solleva, preme i denti tra loro - libera un solo, furibondo, rantolo tra le labbra socchiuse e...

"È molto bella, Jinx."

Sevika si lascia andare sulla poltrona vuota e si scopre ancora capace di piangere.


I never felt like this before
I think I might just want some more
I never felt like this before
I think I might just

Un tre pezzi nero e bordeaux - bottoni dorati, rever a lancia.
Jinx continua a lasciar scorrere le dita tra i suoi capelli, pettinandoli all'indietro - memorizzandone la consistenza, il peso.
Sa cosa fa la morte alle persone; come riduce i loro corpi, la loro memoria, ma per adesso Silco è uguale a prima - a quando allungava la mano verso di lei e...
"Devo averti fatto molto male."
Sono stato peggio.
Jinx libera un singhiozzo strozzato, che risuona nel silenzio come uno sparo.
"Cosa hai provato? Mentre i proiettili ti attraversavano - mentre ti colpivo." mormora, sconfitta.

Mentre ti tradivo - ancora e ancora e ancora.

L'occhio mutato di Silco la fissa, quieto.
Non mi hai mai tradito, Jinx.
"Ti ho ucciso."
... sì.
Jinx si ferma, posandogli entrambe le mani sul viso.
"Avevi ragione."
Allunga le dita verso la cravatta, cercando di annodarla come le aveva insegnato - movimenti impacciati, lenti.
"Powder è morta."
Il nodo un po' storto, unghie scheggiate di blu e rosa conficcarsi nella stoffa, cercare di trattenerlo a sé - con lei.
"Non avrei mai dovuto ascoltarli."

Mylo, Claggor. Vander.

Jinx gli liscia le pieghe della giacca, evitando i punti in cui sa percepirebbe la pelle bruciata rientrare e slabbrarsi in fori incrostati di sangue e stoffa.
Scivola con il pollice lungo il sopracciglio dell'occhio ferito - l'iride un rosso vivo, pulsante.
"Nessuno di loro."

Vi compresa.

Jinx si china verso il basso, posando la fronte contro quella di Silco e chiudendo gli occhi.

"Posso dormire con te?"
"Sei cresciuta per queste cose, Jinx."

Gli solleva le braccia, allacciandosele alla vita - respira un odore che nemmeno la morte è riuscita a portarsi via.

"Il mio bagno non è la tua sauna personale, Jinx."

Respira, e per un attimo è di nuovo a casa - il battito del Last Drop una percussione costante tra le costole, nei pensieri.

"Jinx!"
"Cosa?"
"Come diavolo sei entrata?"
"Segreto."

Nella sua mente, per la prima volta, non c'è altra voce se non quella di Silco.


There's no
Nothing left for me
When all beauty's destroyed.

Zaun vivrà.
Zaun continuerà a camminare - a resistere.
Zaun si è solo fermata un momento per commemorare; per ricordare.
"I Chem Baron sono in agitazione."
Sevika solleva il viso, addosso null'altro che una maschera di dolore mutato in determinazione e ossessione.
"Karvyq è l'unico che sembra non voler compiere alcuna azione contro... be', quello che resta."
Singed la guarda, Sevika risponde al suo sguardo senza esitazione.
"Quanti uomini ci restano?"
"Adesso che Piltover ha dichiarato guerra?"
Sevika indurisce la linea della mandibola, arriccia appena un angolo delle labbra.
"Non sanno ancora chi ha ucciso Silco, ma sono al corrente della caduta del Concilio."
Nessuna replica.
"E vedono in questo una possibilità."
Sevika ricorda l'ammonimento di Silco a Finn - ma adesso siamo circondati da parassiti come te, che hanno dimenticato da dove vengono. Che sapore avesse l'aria infetta dell'Undercity - che per troppo tempo di sono crogiolati nel sole concesso da Piltover - annuisce.
"Chiama Karvyq."
Singed tace, aspetta.
"E anche gli altri Chem Baron." aggiunge, posando la mano sullo schienale della poltrona di Silco.
Sevika si piega leggermente in avanti, combattuta - dilaniata dalla sensazione di star occupando un posto non suo, a cui non ha diritto.

Che ha rubato a un sogno.

"Il potere è di chi se lo prende." sussurra, e Singed inspira con forza - annuisce.

Con ogni mezzo possibile e fottendosene della morale.

La pesante doppia porta in metallo e legno si chiude, Sevika libera un respiro che non si era accorta di aver trattenuto.
Dietro quella scrivania non si era mai sentita più piccola.


Slide, shake your bones out if you wanna ride
Throw your head back, make you feel alive
The kind of bad that make you feel good.

Galleggia con lui, Jinx.
Si era svegliata che la notte era ormai trascorsa - Zaun un profilo lontano, coperto da una nebbia densa, malsana.
Si era sollevata e per un attimo - un desolante istante - aveva creduto d'essere ancora nel letto di Silco, i piedi aggrovigliati nel lenzuolo di cotone e il suo respiro lungo la nuca, tiepido.

"Ho avuto un incubo."
"Uhm."
"Di quelli brutti."
"Perché ne esistono forse di belli, Jinx?"

Jinx è fredda - nelle ossa, sulla pelle - e non c'è una reale differenza tra lei e Silco - oh, stupidina: certo che c'è. Lui è morto.

E io anche.

Lo guarda e il cuore le si schiaccia nel petto - si contrae con una tale forza da renderla insensibile a nulla che non sia il proprio dolore.

"Non ti avrei mai lasciato a loro; mai."

Jinx accartoccia la faccia in una serie di smorfie, dondola avanti e indietro - ignora le proprie dita sporche di sangue, le ferite che il suo corpo indossa come punizioni.

"Il Concilio, Piltover: possono bruciare, tutti."

Apre la bocca in un grido muto, incapace di prendere forma - consistenza.

"Ho bisogno di te come mai prima, Jinx."

Si spezza, Jinx, e non c'è più niente che possa rimetterla insieme - renderla di nuovo integra, viva.

"Sei mia figlia; non ti abbandonerei mai."

Le voci tacciono - morte - nella testa solo lei - la sua rabbia, la sua agonia.

"Non piangere."

Jinx scuote la testa fino a quando non fa male, trattiene un gemito che si spegne presto in un assolo disperato, inconsolabile.

"Tu mi ami?"
"A cosa devo questa domanda?"

Riapre gli occhi, posandoli sul lago - quieto, a malapena increspato dal vento.

"Sì o no?"
"... certo che ti amo, Jinx; sei mia..."
"Non in quel modo."

L'acqua richiama a sé tutto quello che ha lasciato andare molto tempo prima.


And everyone is so torn
Between truth and a false veneer.

Piltover vincerà; questo dicono.
Piltover farà vedere loro chi comanda - cosa succede a chi osa sfidare il suo potere.

A chi si è permesso di introdurre morte e miseria nella loro bellissima equazione di ricchezza.

Piltover avrà giustizia, motteggiano; , dove Zaun gridava vendetta loro avrebbero invece dispensato democrazia ed equità.
Caitlyn si muove inquieta al fianco di Vi, ascolta le parole di suo padre - le sue promesse.
Ha occhi pieni di lacrime, Caitlyn, eppure non ne versa nessuna: rimane immobile mentre viene eretta la lapide in memoria dei caduti - per primi i membri del Concilio che avevano provato a guidare quelle bestie verso una giusta e ragionevole pace.

Jayce Talis, Mel Medarda, Salo. Shoola, Bolbok, Hoskel.

Cassandra Kiramman.

Pace, l'avevano chiamata; sconfitta, aveva sibilato Silco.

Abbandono, era stata invece la parola di Jinx.

Vi si umetta le labbra, allungando la mano verso quella di Caitlyn.
"Mi dispiace." mormora.
È colpa mia, vorrebbe aggiungere, ma Caitlyn le afferra le dita e stringe - china il capo, nascondendosi dietro una cortina di capelli nerissimi e lucidi.

"Prigioniera? Jinx non è trattenuta da Silco, idiota. Lavora con lui."

La folla applaude, commossa; Caitlyn rafforza la presa sulla sua mano, irrigidendo la linea nelle spalle, quella della schiena.

"Il suo nome è Jinx!"

Vi solleva lo sguardo al cielo - terso, pulito.

"Tutti ci hanno tradito, tutti: Vander. Lei. Siamo solo noi, Jinx."

Piltover le risponde con il suono scrosciante degli applausi al Consigliere Marcus Kiramman - padre, vedovo.

"Mi dispiace, mi dispiace, mi dispiace. Mi dispiace, Silco."

Vi chiude gli occhi e piange una sola, asciutta, lacrima per tutto ciò che era stato e non sarà mai più.


God, the kinda wrong that make you feel right
The little death that make you feel alive
The kinda shouldn't that mean that you should.

C'è qualcosa di etereo nel modo in cui il corpo di Silco affonda nel lago - di elegante, e triste.
Jinx ripete i movimenti che gli aveva visto fare la sera della sua (ri)nascita - lo inclina leggermente in avanti, una mano sulla nuca, l'altra ancora stretta nella sua.

"Jinx, smettila: sei grande."
"Per cosa?"
"Per questo."
"Oh, Silly Silco: è solo un bacio."

Si immerge con lui, Jinx, rifiutandosi di lasciarlo andare - scendendo sempre più giù, dove l'acqua diventa nera e fredda.

"Jinx."
"Lo so, lo so: non è appropriato."

I polmoni le bruciano, ma non ha importanza - non più.

"Jinx."
"Mi piace come dici il mio nome; mi fa sentire amata. Importante."

Ondeggiano attorno a loro fili azzurri e bianchi e Jinx si chiede se sia possibile rimanere così per sempre - se morire sia un po' come nascere.

"Non è quello che vuoi."
"Invece sì."
"... non va bene."

Jinx inspira, ingoia un fiotto di acqua salmastra e gelida.

"Solo questa volta."
"... non è una linea che possiamo attraversare e poi fare finta di niente, Jinx."
"E quello che voglio io non ha importanza?"
"Sai che non è così."

Preme le palpebre tra loro, cade e cade e scivola - la mente leggera, il corpo pesante.

"Allora mostramelo; provami che sono importante - che non mi abbandonerai mai."

L'acqua la schiaccia, la mano di Silco la conforta - sempre.

"... sarai la mia morte, Jinx."

Jinx riapre gli occhi, osservandolo un'ultima volta - svuotando la propria memoria per fare posto a quella di Silco.

Alla sua bocca sulla propria, al mezzo sorriso che le riservava quando erano da soli e Zaun sonnecchiava ancora - le ore scivolare pigre, indolenti.

Jinx si chiude in se stessa e lascia che l'acqua liberi entrambi.


Well no one wants to be alone
In the wake of their faults and fears.

Sono due parti di uno stesso organismo, Piltover e Zaun, eppure da oggi li divide una ferita insanabile - una squarcio creato dal dolore di una singola persona.

"Jinx è Zaun."

Imbraccia la sua arma migliore, Piltover; lorica dorata, scettro bianco in pugno.
Ride, Zaun, perché è lei quella che combatte con le nocche sbucciate e il sangue tra i denti; lei quella che si veste di stracci e ti colpisce da tergo, girando la lama nella tua carne e sorridendo.
Sevika li guarda uno per uno, si assicura che il suo sguardo sia limpido, sicuro.
"Andremo in guerra."
Karvyq inclina il mento verso di lei, neutro.
"Il Concilio piangerà i suoi morti, poi verrà da noi."
Lenare picchietta con le dita metalliche sul bracciolo della sedia, pensierosa.
"Non possiamo farci trovare divisi." insiste, e Karvyq le rivolge uno sguardo consapevole, che scava, e sembra lasciarle i pensieri nudi, esposti.
"I nostri interessi devono coincidere."
Lenare alza un sopracciglio, sulla punta della lingua una domanda - scomoda, a cui Sevika non vuole rispondere.

Chi ha ucciso Silco? Chi ha osato colpire uno di noi?

Karvyq indulge in un sorriso storto, seguendo con i polpastrelli argentati il tatuaggio che gli decora il petto.

Un amore proibito - pagato con il sangue e il rimpianto.

"Vander parlava di pace, ma con quei cani grassi e viziati non ho mai pensato fosse possibile." dichiara, nella sua voce una nota morbida, di cui Aurelie doveva essersi innamorata subito.
Petrok e Saito si guardano, ridacchiano e nelle orecchie di Sevika quel suono è veleno.
"Cazzo, sì: andiamo a prenderci un Piltover Deluxe." concordano, e Voss arriccia le labbra sui denti, disgustata.
"Siete degli animali."
"Animali che difendono il territorio." sputa Petrok, e Lenare accavalla le gambe, silenziosa.
Voss liquida entrambi con un gesto distratto della mano, tornando poi a Sevika.
"Chi ha colpito il Concilio?" chiede, e Karvyq amplia il sorriso, sollevando il posacenere decorato di rosa e verde di Silco.
Sevika gli concede un'occhiata obliqua, mantenendo il respiro calmo, regolare.
"Non ha importanza."
"Io credo ce l'abbia." mormora lui, rigirandosi l'oggetto tra le mani.
"La loro pace era solo una servitù."
Karvyq libera un piccolo hum di gola, reclinando il capo verso di lei.
Sevika lo fissa senza arretrare, ma quello che vede non le piace per niente.
"E Silco." prosegue poi, posando i gomiti sulle ginocchia "Ucciso."
Gli altri Chem Baron lo fissano con attenzione, bestie il cui guinzaglio è stato improvvisamente spezzato.
Karvyq sospira con fare melodrammatico, premendo le labbra in un sorrisetto condiscendente, che sa troppo.
"Difenderemo Zaun." le conferma, seguito anche dagli altri.
"È casa nostra." ammette, ed eccola la scintilla selvatica che anima tutto ciò che cresce nell'Undercity - quella fame che non si spegne mai.
"I Topsider possono baciarmi il culo per quello che me ne frega." ringhia, e Lenare lo accompagna con una risata leziosa, crudele.
Sevika tace, lo segue con lo sguardo mentre si alza, avvicinandosi a lei e lei soltanto.
"Gliel'avevo detto a Silco." sussurra, inclinandosi verso il suo orecchio - sfiorandolo con le labbra, il respiro.
Karvyq posa il palmo della propria mano sul tatuaggio, schiudendo le dita - nell'inchiostro tutto ciò che resta del suo unico, grande, amore.

Cenere e desiderio.

Sevika inspira, mantiene un'espressione neutra, concentrata.
"L'amore uccide, Silco." bisbiglia, poco più di un refolo d'aria - impalpabile.
Karvyq si scosta appena quel che basta per cercarle gli occhi - scuri, pieni di un sentimento che riconosce come dolore, rabbia.

Tenerezza.

"E quella ragazzina sarà la tua maledizione." conclude, raddrizzando le spalle in una posa elegante, fluida.

Nomen omen.

Sevika tace e si prepara alla guerra.


Dirty little animals
It makes your blood run hot
It makes your spit taste sweet
It makes you feel more alive
Than you have ever been.

Una ragazzina che si trascina dietro un'arma più grande di lei, nulla più.
Una ragazzina spigolosa, dai cui fianchi pendono cartucce vuote - attorno a lei finalmente il silenzio.
Un orfano di Zaun la guarda, sollevando una mano verso di lei - cercando di toccare la testa dello strano pesce.
Jinx lo ignora, proseguendo per la sua strada - un passo davanti all'altro, lungo la schiena rivoli di sudore e acqua.

Jinx.

L'avevano chiamata in tanti modi; da sgorbio a scarafaggio, qualcuno persino mostro, ma per lei non aveva mai avuto alcuna importanza.

"C'è un mostro in ognuno di noi, Jinx."

Ehi, ci facciamo un Undercity Deluxe?, avevano persino bisbigliato alle sue spalle alcune guardie del Last Drop ed era toccato a lei ridere quando la voce era giunta alle orecchie di Silco.

"Hai una sola fortuna, ragazzo;

Jinx si porta una mano al volto, copre un sorriso asimmetrico, troppo grande per il suo viso - storto e deformato dall'agonia.

la lama è affilata."

Lo Shimmer batte in lei, pulsa al ritmo sincopato del suo cuore - si riverbera tra le costole, facendole venir un'improvvisa voglia di ballare e gridare e far esplodere qualcosa, qualsiasi cosa.

"Potevo fare da sola."
"È una questione di rispetto, Jinx."

Ed è sangue e delirio, Jinx; pelle tesa su ossa e muscoli e follia - un'arma carica senza sicura e dal grilletto facile.
Si blocca, inciampando nei suoi stessi piedi e fermandosi nel mezzo degli Slums.
"Li ho uccisi."
Sì.
"Li ho uccisi tutti." ripete, e sotto la pioggia è minuscola, Jinx - un profilo tagliuzzato e rotto.
Si lascia cadere a terra, abbracciando Fishbone e posando la guancia contro la metà sfregiata del muso dello squalo.
"Gliel'ho fatta vedere." mormora, e qualcuno le tocca una spalla, poi il fianco - si siede vicino a lei, reclinandole il capo contro una camicia morbida, tiepida.
La mia preziosa Jinx, la blandisce la voce di Silco.
La mia bellissima Jinx, lusingano le sue labbra contro la tempia, sulle palpebre stanche - tra i pensieri, dove il passato giace morto, ripudiato.
"Sono stata brava, Silco?"

"Mi ami ancora, Silco?"

Sempre, Jinx, le dice, e quando riapre gli occhi lui è lì, con lei.

Intatto, vivo.

Jinx gli circonda la vita con le braccia, percependone la consistenza solida sotto le dita, contro il petto.
"Ho freddo."
Lo so.
"Sono così stanca." mormora, ma è sempre più sottile la sua voce - debole.
Puoi riposare adesso, Jinx.
"Non te ne andrai?"
No.
"Me lo prometti?"
Silco le accarezza i capelli, scostandole alcune ciocche bagnate dalla fronte.
Jinx si aggrappa la bavero del suo cappotto, raggomitolandocisi dentro - tabacco e una nota speziata, che ricordava averla cullata attraverso gli incubi e la paura e il desiderio.
Sì.

Sarò sempre con te, Jinx; in te.

La pioggia continua a cadere, incurante; ricopre Zaun, le sue miserie e le sue grandezze.
Si mescola ai liquami tossici, danza tra le fessure del cemento, creando disegni impossibili e che le assomigliano - rotti e spezzati come solo che cose uniche sanno essere.

"Quando non ci sarò più..."
"Oh, Silly Silco; tu non morirai. Sei vecchio, ma non così tanto."
"... è un'eventualità che devi prendere in considerazione e..."
"No."
"... Jinx."
"No. Tu non mi abbandonerai. Me l'hai promesso."

Silco si aggrapperà a quelle parole fino al suo ultimo respiro e oltre.


****


"L'abbiamo trovata."
Sevika si volta, tra le dita un bicchiere di brandy e in gola troppi rimpianti.
"Negli Slum." specifica Singed.
Gli rivolge uno sguardo interrogativo, lucido di alcol e stanchezza.
"È ridotta uno schifo, ma è viva."
Sevika posa lo sguardo sulla pistola colorata che ha gettato nel primo cassetto della scrivania - Pow Pow! L'ho chiamata così perché fa un sacco di rumore, Silly Silco.
Singed inclina il capo verso la spalla, Sevika richiude il cassetto con un calcio secco.
"Posso mandare qualcuno a prenderla."

"Si chiama Jinx e da questo momento è sotto la mia protezione."

Stringe le dita attorno il bicchiere, percependolo scricchiolare - gemere, e incrinarsi.
"Ha con sé l'arma che ha usato sul Concilio."
Nessuna risposta.
"Sarebbe utile averla con noi."
Sevika fissa fuori dalla finestra, un riflesso di come Singed aveva visto fare a Silco centinaia di volte.
"Non sappiamo tutta la storia."
Gli ha sparato e l'ha ucciso, vorrebbe ribattergli Sevika, ma sceglie di tacere, trattenendo a sé il dolore, la rabbia.
"Sevika." la chiama, neutro.

"Quella ragazzina è una mina vagante, Silco: diventerà sempre più difficile controllare le sue crisi."

Sevika chiude gli occhi, inspira con forza - li (ri)vede; Silco seduto dietro la scrivania e Jinx raggomitolata sulle sue gambe anche quando era ormai inappropriato farlo, braccata dai suoi fantasmi e dalle sue paure.

Da grida che alcune volte era quasi certa d'aver sentito anche lei.

Sevika preme le labbra tra loro, sbatte le palpebre una, due volte - scaccia una puntura molesta e liquida che minaccia di diventare altro e...

"Sei a casa, Jinx."

"No." dice, ed è egoista il dolore - violento e vendicativo e crudele.
"Lasciala in quel vicolo sporco e buio." aggiunge, bevendo un sorso di brandy.
"Non è più una di noi." conclude, serafica.

Che se la mangino gli incubi e i ratti; che si divertano con la figlia prediletta dell'ex Occhio di Zaun i reietti delle sue strade. Che sia l'Undercity Deluxe di chiunque abbia le palle di provarci a ficcarci una mano in quelle mutande.

Singed annuisce brevemente, ritirandosi - lasciando dietro di sé un vago odore di reagenti chimici e sangue.

Non è colpa sua, Sevika.

Sevika chiude gli occhi, lancia il bicchiere contro la parete - crash; vetro e argento.
"Lo è sempre stata." bisbiglia, e chissà se anche Jinx lo vede - se è davvero lì, con tutti loro, oppure è solo un'emanazione di quella piccola mente psicotica e folle e delirante e...

"Ti voglio bene, Silly Silco."

Nel silenzio del Last Drop la voce di Jinx e quella di Silco sono l'eco di un futuro nel quale aveva creduto fino alla fine.




"I wish I had been born a storm.
No heart, no tears, just a terrible gale."
- Kouta Hirano -


   
 
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