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Autore: LadyYuna94    24/06/2022    0 recensioni
Sequel della mia "Guard Me For Eternity" che è necessario aver letto prima di cominciare questa
"La tua anima gemella giace in un corpo perduto nel passato e rigenerato per un nuovo futuro [...] La sua mente è plagiata e la sua nera arma scintilla come una fiamma nel buio. Una fiamma distruttrice che ha sete di potere [...] Ricorda, figlia del solstizio d’estate, solo tu puoi vincere il gelo nel cuore di un’anima spenta e dimenticata"
Lyn Kon è la meravigliosa figlia adolescente di Rei ed Elena; il giorno del suo sedicesimo compleanno parte per la Cina insieme ai suoi genitori e, come membro della Tribù della Tigre Bianca, deve sottoporsi ad un rito di passaggio, nel quale le verrà predetto il futuro dal Grande Saggio della Tribù. Ma la profezia di cui l'anziano parla non presagisce nulla di buono...
Genere: Fantasy, Romantico, Sentimentale | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Kei Hiwatari, Nuovo personaggio, Rei Kon
Note: Lemon | Avvertimenti: nessuno
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CAPITOLO 1:

- Lyn, sbrigati o faremo tardi!-
- D’accordo, mamma, sono pronta- urlò la ragazza dalla sua stanza, rimirandosi allo specchio.
Come sempre, aveva mentito. La giovane era ancora in pigiama davanti al suo specchio, a spazzolarsi i lunghi capelli neri con accortezza, quando sua madre spalancò la porta.
- Sono venuta a controllare di persona, perché non mi freghi più, sai?- disse Elena poggiandosi allo stipite della porta e incrociando le braccia al petto.
Nonostante sua figlia avesse trasgredito per l’ennesima volta ai suoi ordini, non poteva fare a meno di pensare a quanto somigliasse a lei nei comportamenti. Elena ricordava benissimo quanto tempo perdeva davanti allo specchio alla sua età, non che a trentotto anni non lo facesse più, ma il ricordo di Adele che la chiamava in continuazione dalle scale ce l’aveva ben impresso nella mente.
Quanto avrebbe voluto che anche Lyn avesse più ricordi della cara Adele, la cui improvvisa scomparsa quando la bambina aveva sei anni, aveva lasciato un vuoto immenso a villa Tornatore, ma soprattutto, nel cuore di Elena.
- Hey, siete ancora alle prese con spazzole e gingilli? Tra un’ora c’è il check-in- disse Rei passando in corridoio, mentre tentava di legare alla velocità della luce la sua lunga coda corvina.
- Senti chi parla- esclamarono in coro le donne
- Amore, è un capello bianco quello?- chiese Elena con ironia, Rei la guardò sgranando gli occhi
- Dove? Cosa? Non scherzare- disse agitato lui, correndo verso il primo specchio disponibile ed Elena ridacchiò con sua figlia, per poi sforzarsi di tornare seria di colpo.
- Hai un quarto d’ora, niente scuse- disse la donna, puntando l’indice con finta minaccia verso la giovane, prima di richiudere la porta e avanzare verso Rei.
- Ti prendevo in giro- cominciò lei, per poi scoccare un bacio sulle labbra al marito
- Sai che i miei capelli sono sacri- rispose lui
- Lo so, ma prima o poi dovrai abituartici, vai per i quarantasei...-
- Non ricordarmelo- commentò ironico.
Lyn, nel frattempo, non poteva più rimandare, doveva prepararsi in fretta se non voleva scatenare l’ira dei suoi genitori.
Del resto stavano per affrontare un lungo viaggio solo ed esclusivamente per lei.
Mentre si vestiva e controllava le ultime cose da mettere in valigia, il suono delle notifiche del suo smartphone, suono che conosceva alla perfezione poiché selezionato apposta per un gruppo Whatsapp, la distrasse nuovamente.
Makoto: chi è sveglio?
Lyn: io, oggi parto, dimenticato?
Judy: sto per andare a dormire, quindi siete pregati di non rompere le palle con queste notifiche, grazie. Rispettate la più anziana del gruppo.
Makoto: e dai, Judy, un po’ di vitalità, hai ventidue anni, cazzo!
Judy: senti, la sottoscritta mentre voi dormivate o giocavate alla Play, era al campus, poi a lezione di violino, poi a quella di tennis e infine ha dato anche una mano alla nonna e papà in laboratorio, coglioncello.
Makoto: che eleganza.
Lyn: non ditelo a me, sto per affrontare questo viaggio così lungo, andrò a conoscere i membri della Tribù di mio padre, a detta della mamma è gente parecchio strana…
Judy: auguri, non vorrei essere nei tuoi panni neanche per un migliaio di dollari.
Makoto: ma tu hai già un migliaio di dollari, quanto fattura il PPB all’anno? Milioni? Miliardi forse?
Judy: più di quello che il tuo cervellino di artropodo possa immaginare
David: e piantatela, sto cercando di studiare, porca puttana!
Makoto: signore e signori, ecco a voi l’uomo dell’ultimo minuto.
Judy: trasmettergli un metodo d’insegnamento non è servito a nulla, si riduce a studiare sempre l’ultimo giorno.
David: squadra che vince non si cambia, ha sempre funzionato. Lyn, in bocca al lupo per il tuo viaggio in Cina, tienici aggiornati!
Lyn: lo farò senz’altro, sperando di avere uno straccio di connessione. Stando ai racconti di papà, vivono in una condizione di assoluta semplicità. Mi immagino già a dormire su un cumulo di paglia questa notte, che palle.
Judy: oh no, portati dietro una tenda da campeggio, è sicuramente meglio.
Lyn: credo seguirò il tuo consiglio! Comunque, ora devo andare, vi aggiorno!
La giovane si truccò alla velocità della luce e tirò un sospiro di sollievo trionfante quando arrivò sull’uscio di casa nell’esatto momento in cui i suoi genitori stavano caricando sul taxi gli ultimi bagagli.
- Tesoro, hai Driger con te?- chiese Rei, carezzandole la testa
- Non me ne separo mai, papà, lo sai- rispose Lyn sorridendo
- Brava ragazza, ora andiamo, altrimenti rischiamo di perdere il volo-
Elena si scambiò un’occhiata con sua figlia abbastanza eloquente, prima di salire in auto e quando il viaggio proseguiva ormai da un po’ di minuti, Lyn guardava il paesaggio scorrere fuori dal finestrino persa nei suoi pensieri.
Era una bellissima giornata di sole a Roma e si chiese se anche in Cina il tempo sarebbe stato ugualmente bello e l’aria tiepida come quella a cui era abituata in Italia.
Rei era molto agitato da mesi ormai riguardo questo evento, agitazione che era riuscito a trasmettere persino a sua moglie e sua figlia, solitamente molto calme.
Sin dal giorno in cui Lyn era venuta al mondo, la Tribù della Tigre Bianca, pur non avendola mai davvero vista, l’aveva riconosciuta come legittima erede che sarebbe succeduta a Rei, in futuro. In virtù di questo, la giovane doveva rispettare tutte le tradizioni previste dalla piccola congrega da cui proveniva suo padre, una di queste era presentarsi al cospetto del Grande Saggio al compimento dei sedici anni.
Per gli abitanti del villaggio, il sedicesimo compleanno rappresentava una sorta di rito di passaggio tra l’età infantile e quella adulta, da quel momento in avanti potevi sposarti, avere figli e scegliere un’arma per proteggerti. Questo passaggio doveva essere sancito con una “chiacchierata” tra colui o colei che compiva gli anni e questa figura spirituale a cui tutti i membri della tribù guardavano come ad una specie di santone.
O almeno, era quello che sua madre era riuscita a capire, visto che Rei non era mai sceso per davvero nei dettagli e aveva evitato di fornire troppe informazioni perché sosteneva che Lyn dovesse viverlo in prima persona.
La prospettiva, però, di passare un paio di giorni in un posto isolato dal mondo, dove non conosceva nessuno e, soprattutto, aveva a stento l’acqua corrente a disposizione e un giaciglio per dormire, metteva la piccola di casa Kon assolutamente a disagio. Ma Rei ci teneva tantissimo e Lyn avrebbe fatto di tutto per suo padre.
La giovane nutriva una sorta di venerazione per i suoi genitori, non solo perché erano perfetti come mamma e papà, ma anche e soprattutto perché erano stati ed erano ancora dei grandi Beyblader come sperava di diventare lei, un giorno.
Da quando suo padre le aveva parlato dell’incontro con questo Saggio e le sue profezie, Lyn aveva riflettuto parecchio su cosa avesse potuto svelarle e se, soprattutto, i responsi le sarebbero piaciuti, dunque appuntò già una serie di domande da porgli, tra queste figurava quella sul suo futuro da blader e, soprattutto, l’amore.
A sedici anni era normale fantasticare sull’uomo dei sogni, sua madre glielo ripeteva spesso e la ragazzina non poteva fare a meno di pensare che lei era stata davvero fortunata. Insomma, suo papà era un figo da paura e le sue compagne di classe facevano gli occhi a cuore quando Rei passava a prenderla a scuola. Certo, neanche la sua mamma scherzava, anzi, stilista di mattina e allenatrice di Beyblade di pomeriggio e quando uscivano a cena, era un’icona di stile ed eleganza. Lyn era innamorata dei look di Elena e, come tutte le bambine del mondo, da piccola amava giocare con i vestiti e le scarpe della sua mamma. Da qualche tempo, addirittura, si scambiavano gli abiti come due sorelle.
La ragazza aveva preso il meglio da entrambi i genitori, il corpo e il portamento regale di Elena e i lineamenti particolari con i colori di Rei.
- Piccola, sei piuttosto silenziosa e non è da te, tutto ok?- le chiese Elena, quando arrivarono in aeroporto.
- Sto bene, mamma, pensavo solo a come sarà calarsi per qualche giorno in una realtà diversa da quella a cui sono abituata, tutto qui- si confidò la ragazza
- Rilassati, di certo non arrostiremo selvaggina su un ramo e staremo seduti intorno al fuoco. Tuo padre ricorda i tempi in cui la Tribù non aveva nessun contatto col mondo esterno, sono passati più di vent’anni dall’ultima volta che c’è stato anche lui- la rassicurò sua madre
- E tu che ne sai se non è peggiorata la situazione? Sai che non vivo senza le mie telefonate notturne con Judy e gli altri- Lyn si stava iniziando ad agitare ed Elena capì chiaramente che non era soltanto per la mancanza di comfort che si sarebbero trovate di fronte, al villaggio.
- Amore, lì ci sono tantissimi ragazzi della tua età, credo abbiano trovato il modo di entrare nel ventunesimo secolo- ironizzò la donna
- Sarà...-
- Coraggio, pensa a me che dovrò conoscere i vecchi amici di tuo padre che, con tutta probabilità mi odiano perché è colpa mia se Rei vive ormai a Roma da anni e, inoltre, dovrò rivedere la sua ex, con cui l’ultima volta me le sono date di brutto a Beyblade- disse Elena sbattendo le ciglia, riuscendo a strappare un sorriso a Lyn.
- D’accordo, sei messa peggio, confermo- rispose la ragazza
- Ecco, allora smettila di lamentarti e fila, su- le ordinò con un sorrisetto Elena
Lyn fece spallucce e sbuffando interiormente seguì i suoi genitori al gate.

Durante il volo Rei ed Elena ricordarono i primi momenti passati insieme su un aereo, la prima volta che avevano affrontato un lungo viaggio era stato quando erano andati a New York da Max a chiedergli di diventare un Guardiano.
- Sembra solo ieri e invece...- cominciò Elena nostalgica
- Sono passati diciassette anni, caspita- osservò Rei scuotendo la testa
- Tu, però, sei sempre la rompiballe di un tempo- disse l’uomo dagli occhi ambrati
- E tu il bisbetico che ha l’ansia di rivedere i vecchi amici, non sei cambiato di una virgola- ribatté sua moglie
- Hai solo qualche capello bianco in più, ma tutto sommato...- continuò Elena e a Rei sparì il sorriso
- Piantala con questa storia dei capelli bianchi, per essere uno sotto i cinquanta, me la cavo ancora abbastanza bene- disse fiero Re
- Confermo, tutte le mie amiche vogliono sapere quando divorziate così da farsi avanti con te, papà- si intromise divertita Lyn
- Visto?- resse il gioco lui
- Cosa? Pf, dì alle tue amiche che hanno perso in partenza, la tua mamma è ancora un osso duro e lui non ha occhi che per me, vero amore?- chiese la donna a suo marito che non poté fare a meno di trattenere una risata, quella melodia meravigliosa che dopo così tanti anni ancora riempiva il cuore ad Elena.
La stessa bellissima e contagiosa risata che aveva anche la loro adorata Lyn.
- Sì, ridete ridete, intanto anche i ragazzini agli allenamenti mi fanno i complimenti- si difese Elena e Rei sgranò gli occhi, smettendo di ridere per un attimo
- Devo farmici un giretto a questi allenamenti, voglio vedere che gente c’è e quanto si impegnano- disse Rei mettendosi a braccia conserte e cercando di mascherare la sua gelosia.
- Chiederemo la lista dei partecipanti allo zio Takao- concluse Lyn
Poi Rei ed Elena si scambiarono una delle loro occhiate profonde, una di quelle con cui comunicavano col pensiero e lei poi posò il capo sulla spalla di lui, che di tutta risposta, le diede un bacio tra i capelli.
Lyn sorrise teneramente a guardarli e sperò, ancora una volta, di trovare un amore speciale proprio come quello con cui era cresciuta come esempio e si chiese per un attimo se il Saggio fosse in grado di fornirle una risposta tanto elaborata quanto complicata su una cosa così incredibile come l’amore.
Sentì il cellulare squillare e il suo sorriso si allargò ulteriormente.
- Chi è?- non poté fare a meno di chiedere Elena vedendo l'espressione di sua figlia.
- Makoto, dice che ha già cominciato ad allenarsi per le qualificazioni ai campionati del mondo- disse Lyn, senza staccare gli occhi dallo schermo del telefono
- Tutto suo padre- commentò Rei
- Già, questo viaggio mi ha bloccata, altrimenti avrei cominciato anche io. Mi sembra passato un secolo da quando ho lanciato Driger l’ultima volta- disse Lyn
- Sono ai tuoi ordini, quando vuoi- rispose Elena
- Allenati con calma, Makoto è sotto pressione perché è il campione in carica, deve difendere il titolo e sa bene che gli darai molto più filo da torcere rispetto allo scorso anno- rispose sicuro Rei
Lyn e Makoto, il figlio maggiore di Takao, si erano scontrati alla finale degli ultimi campionati del mondo in Corea, l’anno precedente. Era stato un match emozionante, al meglio di tre e il primogenito di casa Kinomiya aveva tenuto alto l’onore della famiglia, vincendo il suo primo titolo mondiale in un campionato maggiore. Inoltre, Takao festeggiava il suo quinto anno come Presidente della BBA dopo la morte del Maestro Daitenji, quindi era stata una celebrazione in toto.
Lyn non ci stava, da quel giorno si era ripromessa di allenarsi molto più duramente in palestra con sua madre, che era stata designata come allenatrice ufficiale di Beyblade nella sede italiana dell’associazione.
Ma Elena Tornatore, era un discorso a parte.
Sua madre era una sorta di eroina di guerra, lei aveva riportato quello sport agli antichi splendori, la Prescelta che aveva sconfitto il Team delle Tenebre poco prima che lei nascesse. Elena pretendeva il meglio quando si trattava di Beyblade e Rei non era da meno ed era stata proprio questa costanza e questa caparbietà, trasmessa dai suoi genitori, a farla arrivare in finalissima.
Lyn giurò a sé stessa e a Makoto che al campionato successivo non avrebbe conquistato la vittoria tanto facilmente. E aveva tutta l’intenzione di mantenere quella promessa.


Salve a tutti! Sì, non ho resistito ho postato già il primo capitolo del sequel, di modo da trovarmi perfettamente a pubblicare una volta a settimana nel week-end e poi sono curiosissima di sapere se questa storia vi piacerà <3
Un bacione a tutti <3


 

   
 
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