Videogiochi > Kingdom Hearts
Segui la storia  |       
Autore: fenris    20/05/2021    2 recensioni
Nella cupa oscurità del lontano futuro... c'è solo l'avventura! Centinaia di clan di esploratori e guerrieri si contendono la galassia tra tornei, missioni e guerre in miniatura. Sei ragazzi delle Isole del destino sognano di unirsi a loro, ma i loro sogni vengono infranti in una notte. Un di loro, Sora, si ritrova caricato con un'antica eredità che lo obbligherà ad addentrarsi negli angoli più oscuri della galassia e a scoprire il suo stesso limite.
*Crossover con Star Wars, Spectrobes e altre serie Disney con altri elementi da diversi giochi Square Enix*
Genere: Avventura, Azione, Fantasy | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Yuri | Personaggi: Kairi, Riku, Sora
Note: AU, Cross-over, What if? | Avvertimenti: nessuno | Contesto: Più contesti
Capitoli:
 <<    >>
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A

 

Il pianeta Hoth era ancora più gelido del solito in quel periodo dell'anno, e persino alcuni degli Spectrobes che non avevano conosciuto altro che freddo dalla loro nascita avevano deciso di rintanarsi nelle loro tane, una volta fatto provviste il più abbondanti possibili. I pochi che ancora si aggiravano in quelle lande percorse da indicibili tormente non avevano ancora preso abbastanza cibo per i loro cuccioli o erano talmente potenti che non dovevano preoccuparsi del tempo atmosferico.

 

Una di queste si era avvicinato troppo ai membri di una stazione scientifica, arrivando quasi a penetrare le difese pur di mangiare chi si trovava all'interno. Terrorizzati, gli occupanti non avevano perso tempo a mandare una richiesta a chiunque fosse in ascolto per avere protezione. A rispondere era stato il clan Eclipse, e lo stesso capo clan con uno dei suoi collaboratori più fidati si era unito alla missione.

 

 

Il loro accampamento era stato organizzato in fretta e competenza, permettendo ai membri di quella piccola missione di resistere alla terribile bufera che non cessava di imperversare. Le loro tende, fissate al terreno tramite magneti, erano nere come la notte, contrastando con le divise bianche delle poche sentinelle, armate coi migliori fucili che la produzione di massa permetteva, accompagnati da daghe laser o altri tipi di armi bianche.

 

Oltre a loro, l'unico membro del clan fuori dalla tenda era un robusto alieno che aveva ricevuto una convocazione del capo clan. Ricordava in modo grossolano un robusto cinghiale umanoide dalla pelle blu, con tre dita artigliate, lunghe orecchie che scendevano sul collo assieme a una chioma nera che partiva dalle tempie e aveva luminosi occhi gialli a coronare il viso zannuto.

 

“ Desiderava vedermi, mio signore?”, domandò Shan Yu, capo delle forze d'assalto del clan, entrando nella tenda di Darth Vader, suo diretto signore e comandante. Il guerriero era un Seeq, una razza di guerrieri brutali che aveva fatto delle razzie e la battaglia la loro ragione di vita.

 

Shan Yu, pur apprezzando quanto e più dei suoi confratelli le loro usanze, pensava che il loro approccio alla guerra avesse bisogno di più disciplina e tattiche. Aveva cominciato a studiare le strategie militari di altri popoli unendoli alla possanza e all'esperienza della propria razza, applicando questo metodo alle sue truppe personali per cominciare. Ma quando era stato reclutato dal proprio capoclan, era riuscito a farlo su larga scala con milioni di soldati, ottenendo tutta la carneficina e azione che tanto bramava e aveva fatto del suo meglio per ripagare il proprio benefattore come poteva.

 

Darth Vader, che a partire dal suo soprannome si rifaceva agli usi degli antichi Sith, era un'imponente figura di quasi due metri coperto dalla testa ai piedi da una corazza nera, col petto coperto da alcuni circuiti che sembravano suggerire un sistema di supporto vitale, cosa ulteriormente provata dal pesante respiro che usciva dalla sua maschera.

 

Accanto a lui si trovava inoltre un piccolo robot, simile a una cupola bianca e blu con due rotori per muoversi. Aveva un unico occhio sul lato destro della testa e diversi scomparti che Shan- Yu sapeva nascondere armi e marchingegni d'ogni tipo. Si trattava di R2- D2, il robot che accompagnava Vader da tempo ormai immemorabile e che lo stesso aveva aggiornato nel corso degli anni coi migliori ritrovati della tecnica.

 

“ Sì, ho ricevuto notizie preoccupanti da Thrawn e Rex, di cui abbiamo bisogno di discutere immediatamente.”, rispose Vader con la sua tipica voce metallica. Prese un piccolo proiettore olografico mentre Shan Yu si sedeva davanti a lui e in breve la tenda fu riempita dagli ologrammi trasparenti degli altri ufficiali del clan.

 

Oltre ai due già presenti, Thrawn e Rex c'erano:

 

Helga Sinclair, capo del loro corpo di spionaggio. Bellissima elfa dai capelli biondi e il fisico asciutto. Pur essendo un membro relativamente nuovo del clan, cui si era unita dopo lo scioglimento di quello cui apparteneva, aveva dimostrato in fretta le sue abilità come combattente e spia;

 

Gideon Tarkin, responsabile dell'amministrazione dei vari pianeti sotto il loro controllo, o come lo chiamavano, Gran Moff. Un umano sui cinquant'anni, amico di lunga data di Vader e dotato di grande esperienza nel suo lavoro.;

 

Grage Granvile, responsabile dello sviluppo scientifico. Era una nana sul metro e dieci dalla pelle scurissima e i capelli tenuti in caschetto, con uno sguardo molto severo.

 

 

L'unica a mancare all'appello era Abigail Tritamarmo, responsabile dell'addestramento delle nuove reclute.

 

“ Lord Vader, lieto di rivederla dopo questa vacanza bruscamente interrotta.”, cominciò Rex, rapidamente ripresosi dalla sua disavventura su Nanairo, con rispettoso segno di saluto al proprio signore.

 

“ Sono anch'io lieto di trovarti sano e salvo, Rex. Dimmi più nei particolari cos'è successo su Nanairo.”, rispose cordialmente il guerriero, che passò i successivi minuti a sentire il racconto dell'attacco della misteriosa Keyblader. I presenti inarcarono più volte un sopracciglio nel sentire di un attacco così semplice e allo stesso tempo violento.

 

 

“ Questo è molto preoccupante. Ma almeno abbiamo scoperto chi ha ucciso Abigail.”, disse grave Helga alla fine.

 

“ Abigail è morta?”, chiese un mortificato Rex, sconvolto non poco dalla dipartita della compagna, che conosceva da ben prima che Vader diventasse capo clan. L'aveva sempre rispettata per il suo rigore e intelligenza, spesso i suoi consigli gli erano stati utili. Non riusciva a credere se ne fosse davvero andata.

 

“ Sì, circa due giorni fa. L'avevo inviata su Dagoba per un esercizio con uno degli squadroni più recenti. Qualcuno l'aveva attaccata e quando le reclute arrivarono lei giaceva a terra, tagliata in due. Chiunque l'abbia attaccata, nello scontro ha distrutto una buona parte della foresta. L'avevo preso per un incidente isolato, ma ora è certo che qualcuno vuole indebolire il nostro clan. E uccidervi è il modo più rapido per farlo.”, spiegò il Sith, conscio che i suoi collaboratori più fidati erano il caposaldo della sua organizzazione quanto lui. Anche se sarebbe stato ovviamente più che capace di tenere insieme il clan e gestirlo nel caso fossero scomparsi, il colpo che avrebbe ricevuto sarebbe stato devastante alla lunga.

 

“ Avevamo sentito che Malefica aveva al suo servizio una Sith dalla pelle rossa. Pensate sia la stessa che ha attaccato Rex, lord Vader?”, domandò Grage a sua volta.

 

“ Può essere, ma non vedo il perchè abbia deciso di agire ora. Per anni si è accontentata di essere una spina nel nostro fianco, precedendoci nel prendere qualche missione e artefatto quando le era possibile. Mi ero praticamente convinto che vendicare suo padre non le interessasse. Ed è troppo furba per cercare uno scontro che non può vincere.”, commentò nuovamente Vader, che ormai quasi vent'anni prima aveva ucciso Cornelius, capo della Gilda dei diafani e padre della strega. All'epoca questo lo rese un eroe per buona parte dell'universo conosciuto e quando prese il comando del clan quell'impresa lo aiutò a guadagnare supporto da altre fazioni.

 

Sebbene lo stesso atto gli aveva anche causato più dolore di quanto avrebbe creduto quando infilzò il nero cuore di Cornelius.

 

“ Credo che la risposta potrebbe essere, almeno parzialmente, nell'attacco alle Isole del Destino. Helga, le tue spie nel clan Strecken ti hanno detto qualcosa?”, intervenne dunque Thrawn. L'elfa però si strinse nelle spalle.

 

“ Solo che ha rapito un Mandaloriano venuto lì per un incarico e un paio di ragazzi autoctoni, sebbene del primo non conosca il nome. Non molto su cui lavorare per il momento.”, affermò incuriosendo ancora di più Vader. Nella sua modesta opinione, se Malefica aveva preso quelle tre persone su quasi un milione (assumendo ci fosse lei dietro ovviamente, e che Uncino non agisse per conto suo) era per attirare qualcuno di molto più importante. Ma chi?

 

“ Lord Vader, posso entrare?”, domandò una voce dall'esterno in quel momento, interrompendo la discussione del gruppo di avventurieri. L'uomo diede il permesso e vide entrare uno dei suoi sottoposti, che si inchinò rispettosamente davanti ai suoi superiori.

 

“ Che novità porti?”, domandò secco il signore dei Sith, poco tollerante verso le interruzioni prive di un buon motivo, specie se riguardavano la morte di una stimata compagna.

 

“ Signore, abbiamo trovato l'Artezza! E' a pochi chilometri da qui, e sempre intento a dirigersi nuovamente verso la stazione di ricerca.”, riferì rapido l'uomo e sotto la maschera il capo clan fece un sorriso soddisfatto.

 

“ Perfetto, io guiderò le truppe. Dì loro di prepararsi allo scontro- disse soddisfatto Vader, prima di rivolgersi ai suoi sottoposti- la riunione è da concludersi al mio ritorno, pensate ai vostri doveri nel frattempo.”.

 

“ Sì, lord Vader.”, dissero i suoi luogotenenti all'unisono prima di chiudere la conversazione. Il sith fece dunque cenno a R2 di seguirlo mentre usciva dalla tenda insieme a Shan- Yu, il quale diede ordine a tutti di prepararsi.

 

“ Preoccupato, mio signore?”, domandò Shan- Yu mentre i suoi sottoposti caricavano armi da fuoco ed esplosivi sui loro veicoli, per lo più moto gravitazionali e un paio di camion bene armati. Vader annuì.

 

“ Parzialmente, ma più confuso che altro. Non vedo perchè Malefica, assumendo sia in effetti la responsabile degli ultimi eventi, abbia voluto rischiare un conflitto con re Tritone con quell' ultimo attacco. Se non addirittura una scomunica al suo clan.”, rispose ponderante il Sith.

 

La scomunica era l'atto con cui un normale clan veniva ufficialmente considerato dagli altri gruppi della galassia come un'organizzazione criminale. Un clan di avventurieri aveva livelli di libertà estremamente alti e quasi tutti finivano per approfittarsene in un modo o nell'altro. Comunque si erano stabiliti alla fine dei parametri che trasformava degli avventurieri in criminali a tutti gli effetti: distruggere un pianeta, massacri indiscriminati e ingiustificati di civili, traffico di droga, lo schiavismo o sfruttamento in generale in svariate zone e la tortura erano tra i rapidi mezzi per finire sulla lista nera di ogni associazione di avventurieri.


Ovviamente Malefica e altri come lei che desideravano mantenere una parvenza di legalità sapevano come non farsi scoprire, ma il sistema a grandi linee funzionava e i clan mantenevano anche le loro azioni più criminose entro ragionevoli limiti.

 

 

“ Dubito che sarebbe abbastanza da garantirle una scomunica, in caso può semplicemente sbattere fuori Uncino e dargli la colpa. Ma la cosa è comunque ben strana- concordò il Seeq- come pensa di muoversi in caso? Di certo non possiamo lasciare impunita la morte di Abigail.”, concluse con uno sbuffo adirato dalle narici.

 

“ Non ho la minima intenzione di lasciare Abigail invendicata.Per il momento però non faremo niente e continueremo a pensare ai nostri affari. Se e quando Helga ci porterà informazioni concrete sul suo obbiettivo, decideremo se venuta l'ora di spazzare via gli Strecken.”, disse Vader evocando dunque i suoi Keyblade, Lontano ricordo e Portafortuna.

 

 

 

La prima delle sue spade era una chiave nera dalla lama in perfetto stile gotico, con un impugnatura a forma d'ali di pipistrello con un portachiavi a forma di corona e l'estremità appuntita con una gemma incastonata. Il centro della lama era cavo e ospitava una catena.

 

Il secondo era bianco con un'impugnatura simile ad ali angeliche. Il portachiavi era una stella e l'asta si divideva in due parti che culminavano in una lama verde e celeste vagamente simile a uno shuriken.

 

Le due spade volarono via dalle sue mani per trasformarsi in due reattori, da cui si generarono corde d'energia che si attaccarono a un appena materializzato abitacolo a tre posti. Il veicolo appena creato ricordava a grandi linee uno sguscio bianco e nero per il pod racing, uno sport in cui il sith aveva dimostrato grandi abilità fin da bambino. R2 e Shan Yu presero i posti dai passeggeri mentre Vader si mise al volante, facendo rombare il motore alimentato dalla sua stessa energia.

 

“ Non accetto fallimenti quest'oggi- disse freddo al comunicatore collegato al resto dei suoi uomini- torneremo a casa con la testa di quel magnifico animale o non torneremo affatto.”, concluse aprendo dunque la fila di truppe volte al catturare la loro preda.

 

 

 

 

*****

 

Mando era ormai prigioniero da quasi una settimana. Era rimasto chiuso nella sua cella, senza altro da fare che qualche esercizio e mangiare il cibo offertogli da una feritoia. Erano piatti e bevande di buona qualità, gustosi e nutrienti. Malefica doveva volerlo in forze.

 

E la cosa lo preoccupava ancora di più. Nella migliore delle ipotesi la strega voleva semplicemente chiedergli di unirsi agli Strecken, nel peggiore... beh, il mandaloriano aveva collaborato con lei in passato e aveva osservato alcuni dei suoi metodi.

 

La sua principale preoccupazione restava comunque per Grogu. Gli avevano lasciato soltanto l'armatura e l'elmo, anche il suo Prizmod sembrava sparito. Quindi non aveva nessun modo per contattare il figlio e assicurarsi che stesse bene.

 

Mentre stava pensando per l'ennesima volta a come andarsene, la porta della sua cella si aprì. Il guerriero si alzò e mise con cautela la testa fuori per osservare i dintorni. Sembrava essere in una sorta di arena piena di ostacoli artificiali, tra alberi e piccoli muri, più che adatti a essere usati come copertura.

 

Al centro si trovava un piccolo altare verso il cui il guerriero si diresse. Con suo sommo fastidio vide uno degli oggetti contenuti nel suo Prizmod, un'impugnatura argentata simile a quella di un coltello a serramanico, ma priva di lama. Lo prese tra le mani, cominciando a grandi linee a capire il piano della sua carceriera.

 

Ancora una volta i suoi pensieri furono interrotti dal suono di una porta che si apriva, ma di molto più grande. Voltandosi il guerriero vide entrare un'enorme spectrobe gobbo dalla pelle marrone. Il volto era una maschera rugosa con occhietti neri assetati di sangue e poderose mascelle da cui pendevano zanne appena più piccoli dei terribili artigli che ornavano le sue zampe anteriori, quattro per mano.

 

Era un Rancor, un predatore incredibilmente feroce e letale che Mando aveva giù incontrato in passato, cacciandola assieme ai suoi compagni. Da solo e senza armi che potessess usare non era sicuro ne sarebbe uscito vivo stavolta.

 

“ Ah, neanche un attimo di respiro...”, commentò l'uomo osservando l'enorme bestia che avanzava verso di lui prima di ruggire minaccioso la sua sfida. L'uomo dovette schivare rapido un'artigliata e contrattaccò con soffio tonante, che tuttavia rimbalzò sulla pelle dello spectrobe senza troppi danni.

 

Quando il Rancor ringhiò di nuovo contro il mandaloriano, questi si avvantaggiò con le coperture presenti nell'arena per fuggire con tutta l'agilità di cui era capace, schivando sfere di energia sputate dalla bestia, che cominciò a inseguirlo senza quartiere devastando il campo di battaglia come fosse fatto di carta.

 

Il guerriero si ritrovò più volte a portata di quei terribili artigli che schivava con accorte capriole prima di rispondere con precise raffiche di pugni o soffi elementali rivolte a quelli che sapeva essere i punti deboli dell'avversario. Purtroppo, sebbene tutt'altro che scarso nel corpo a corpo, Mando non aveva mai combattuto a mani nude avversari talmente resistenti e ogni volta i suoi soffi, per quanta energia ci mettesse, rimbalzavano contro le squame del Rancor.

 

Alla fine questi riuscì ad afferrare il mandaloriano, sbattendolo più volte per terra prima di scaraventarlo contro una parete dell'arena, lasciandolo dolorante e avvolto da un alone dolorato. Per un paio di secondi la visione di Mando fu quasi inesistente, e potè solo sentire il dolore che lo attraversava da capo a piedi. Quando tornò a vedere, i suoi occhi furono occupati dalla carica furiosa del Rancor.

 

Sapeva che com'era ridotto quell'attacco sarebbe stato fatale, e non aveva la minima intenzione di morire senza essersi almeno assicurato che Grogu stesse bene. Era costretto a utilizzare l'arma che aveva giurato di non sguainare mai in battaglia.

 

Prese l'impugnatura datagli prima dello scontro e vi canalizzò tutta l'aura dorata che aveva accumulato . Dall'impugnatura si generò una sottile lama nera, ricurva sulla punta e avvolta da una linea bianca. Spiccò quindi un lungo balzo diretto verso il Rancor, diretto proprio verso le sue fauci.

 

“ FENDENTE FURIOSO DI MANDALOR!”, esclamò girando su sé stesso e sparando contro il Rancor una potentissima mezzaluna di energia oscura. Il Rancor spinse in avanti il muso ruggendo prima di bloccare l'attacco con un'artigliata ricoperta di energia rossa.

 

Le braccia dello spectrobe sarebbe dovuto essere sufficienti a bloccare un meteorite, ma ciònonostante l'attacco di Mando tagliò in due entrambi gli arti della creatura prima di proseguire verso il torace in uno schizzo di sangue. La bestia urlò dal dolore sentendo la vita abbandonarlo lentamente e con un gesto di pietà Mando saltò nuovamente, decapitandolo per porre fine alle sue sofferenze prima di atterrare con l'armatura lorda di plasma.

 

L'uomo ansimò pesantemente, lasciando andare la spada e sedendosi a terra.

 

“ Salve, Djin Djarin. Mi complimento per la vittoria.”, disse in quel momento una voce che Mando riconobbe come quella di Malefica. Sopra l'arena si aprì uno scompartimento, rivelando la suddetta strega seduta su un trono raffigurante un drago nero.

 

L'aspetto della donna ricalcava a dovere sia la sua fama di manipolatrice che quella di signora delle arti oscure. La Gria aveva una pelle dal colorito verde chiaro, coperta per lo più da un pesante mantello nero che ne nascondeva il fisico da esperta avventuriera, lasciando scoperte solo le ampie da pipistrello. Il volto era ben affilato, contorniato da penetranti occhi gialli e due corna ricurve che svettavano dal cranio.

 

“ Preferisco Mando.”, disse freddo il guerriero, osservando l'espressione divertita della strega, desiderando di essere avere il suo jetpack per raggiungerla e strozzarla.

 

“ Coraggioso e sfrontato oltre che abile. Qualità che apprezzo nei miei sottoposti .”, rispose suadente Malefica, portandosi un dito alle labbra verdi.

 

“ Non mi sembra di aver mai accettato di lavorare per te.”, notò il mandaloriano, stringendo nervosamente le dita sulla sua lama nera.

 

“ Già, ma fortunatamente ci sono metodi per inserirti nel mio clan che non richiedono la tua totale cooperazione.”, affermò la capo clan facendo apparire alcune scintille verdi tra le sue mani. Mando si portò una mano al viso e cadde a terra, sentendo linee di energia diffondersi per tutto il suo corpo portando con sé un dolore indicibile. Era come...

 

“ E' come se i tuoi Midi clorian stessero andando a fuoco, vero?”, domandò Malefica sorridente, stringendo la mano e alzandosi per osservare il guerriero dimenarsi sotto di lei, come una tirannica dea che si bea del dolore dei mortali.


“ Solo... una domanda. Avete voi mio figlio?”, chiese questi tra un gemito e l'altro di dolore, l'armatura percorse da forti scosse color smeraldo.

 

“ No. Crediamo che sia scappato dall'isola assieme al ragazzo che avreste dovuto recuperare. E che i miei complici cercano. E' fortunatamente nei miei poteri assicurare la mia sicurezza. Se obbedirai ai miei ordini, non gli sarà mai fatto alcun male se dovesse incrociare le nostre forze.”.

 

“ Come posso fidarmi di te? Non ci vuole molto a capire che vuoi solo la Dark saber dalla tua parte. E io ho giurato di difenderla con la vita, se necessario.”, protestò Mando, lottando contro il dolore che si faceva strada nel suo corpo, stringendo i denti finchè non riuscì ad alzarsi. Con sua grande sorpresa però quelle fitte sparirono e si ritrovò la mano di Malefica sulla spalla, quasi a carezzarlo.

 

“ Renderò questo ben chiaro, Mando. Sono una sadica come il chip nel tuo collo dimostra, sono ancora più assetata di potere di mio padre e non mi faccio il minimo potere a schiacciare chiunque si metta sulla mia strada alla prima occasione. Ma non sono né una stupida, non ho la minima intenzione di complicarmi la vita.”, disse la strega passando le dita color giada sull'elmo del suo prigioniero, che sentì un brivido di paura scorrergli lungo la spina dorsale.

 

Poteva fare una sola cosa per sé stesso e per Grogu. Anche a rischio di sacrificare l'onore che aveva sempre difeso sin dalle guerre per Mandalor.

 

“ E va bene. Almeno per il momento mi unirò a voi Strecken. Quali saranno i miei compiti?”, domandò infine, certo che, arma apocalittica o meno tra le mani, non era stato reclutato per svolgere comuni missioni. Malefica sorrise soddisfatta, convincerlo era stato ancora più facile di quanto credesse.

 

“ Lieto che tu lo chieda. In questo periodo abbiamo guadagnato molte nuove reclute, incluso un altro ragazzo molto talentuoso proveniente dalle Isole del destino. Vorrei che tu li addestrassi al meglio delle tue abilità, ho grandi progetti per ognuno di voi. Ma prima di cominciare vai nella tua vera stanza, ti meriti il riposo del guerriero.”, concluse dunque la donna drago con una pacca sulla spalla di Mando, che avvolto da fiamme verdi si ritrovò in una versione più grande, illuminata e decorata della sua prima cella.

 

 

 

Vedendo il suo prizmod sul letto, vi si buttò in cerca di notizie ultimi su quanto successo dal momento della sua cattura, sperando di trovare qualcosa su Grogu, ma l'unica cosa che trovò fu la notifica della sua entrata nel clan .Strinse i pugni, sentendosi impotente mentre Malefica lo obbligava ad accettare nuovi studenti, a sostituire Grogu come se niente fosse. In un impeto di rabbia sbattè il pugno avvolto di beskar sul muro della sua prigione.

 

“ Ah, ti aspettavo. Le guardie discutevano sul nuovo arrivo ed ero curiosa chi avesse attirato l'attenzione di Malefica o Talon.”, disse una voce femminile, rispondendo al colpo sul muro.

 

“ Lieto di non essere solo in quest'incubo. Capita spesso che prenda guerrieri contro la loro volontà?”, chiese curioso il Dragone, strisciando sul suo comodo letto.

 

“ Non troppo. Malefica ha i soldi e la parlantina sufficiente a portare dalla sua parte quasi chiunque. Usa i chip solo sa quando vuole qualcuno a tutti i costi e neanche le minacce funzionano. Come nel mio caso. Sono stata rapita durante una missione falsa. Mi domando a volte se la mia famiglia mi stia ancora cercando”, sospirò la misteriosa voce, piena di un tono di rimpianto e tristezza.

 

“ Posso sapere come ti chiami e da quanto sei qui?”.

 

 


“ Della Duck, per servirti. Ormai sono qui da quasi dieci anni.”, fece di rimando la donna. Mando sputò un polmone. Se la sua compagna di prigionia era chi diceva di essere, scappare sarebbe stato ancora più difficile di quanto pensasse. Ma allo stesso tempo, lei sarebbe potuta essere la sua unica chance di andarsene.

 

“ Mi chiamo Djin Djarin. E' un piacere fare la tua conoscenza, Della. Troveremo un modo per fuggire, in un modo o nell'altro.”.

 

*****

 

Il pianeta Felucia era un bellissimo incubo a occhi aperti posto in uno dei tanti sistemi dell'orlo esterno. Ricoperto da piante talmente velenose che un solo respiro avrebbe paralizzato alcuni degli Spectrobes più potenti, con le specie residenti adattate anno dopo anno a mimetizzarsi e uccidere con incredibile rapidità.

 

I pochi che vi si recavano erano disperati in cerca di cure quasi leggendarie, avventurieri rinnegati in cerca di una morte onorevole o un nascondiglio, o alcuni dei più abili combattenti ed esperti di sopravvivenza della galassia.

 

Ventus si poteva considerare un misto tra il primo e il terzo gruppo. Bisognoso di rimettersi in forze dopo anni di riposo forzato, si era diretto lì una volta che si era svegliato nella sua stanza nel Castello dell'oblio. Desideroso di far tornare il suo fisico ai fasti di un tempo, aveva cominciato a sfidare i predatori delle aree meno pericolose del pianeta, fuggendo da loro o confrontandoli in duelli aperti per diverse settimane.

 

Il ragazzo si sdraiò sul suo improvvisato rifugio, un enorme fungo colorato la cui puzza tendeva a tener lontano i carnivori durante la notte. Aveva l'aspetto di un sedicenne, con corti capelli biondo scuro a porcospino, occhi azzurri e un viso rosato. Indossava una camicia divisa tra bianco e nero con larghi pantaloni, sulla spalla teneva il suo Cosmolink, una vecchia versione del Prizmod.

 

Il suo sguardo rivolto alle stelle era estremamente preoccupato. Anni prima aveva ricevuto una terribile ferita e per salvarlo il suo insegnante l'aveva messo in stasi prima di partire per una pericolosissima missione coi suoi due compagni, Aqua e Terra. Prima che i suoi occhi si chiudessero, aveva sentito che l'avrebbero svegliato appena tornati. E invece, assumendo che gli strumenti del Cosmolink fossero intatti, aveva dormito per ben dieci anni. E il suo risveglio era a sua volta collegato al risveglio di qualcun'altro, con cui aveva avuto modo di parlare brevemente.

 

“ Aqua, Terra, maestro... che cosa vi è successo?”, si domandò il giovane jedi prima di alzarsi con una capriola e oscillare lo sguardo tra le stelle sopra di lui e la fitta giungla sottostante.

 

“ Bah, inutile piangere sul latte versato. Sora si è ormai svegliato e dovrà continuare qualsiasi cammino abbia scelto. Raggiungerò il clan Disney e andremo insieme a cercarlo.”, concluse infine evocando il suo keyblade, Memoria perduta. Era color avorio, con un'impugnatura che ricordava ali d'angelo con un portachiavi a forma di tornado. L'asta era dritta e terminava con una punta simile a una lancia, mentre la lama vera e propria ricordava un'ala insanguinata.

 

Ricopertosi anche con la sua tuta spaziale, colorata di varie tonalità di verde con due piccole vetorri che andavano dietro la testa, lanciò l'arma per aria e saltato in aria atterrò su una davola alata come il suo keyblade e dello stesso colore. Battendo il piede sulla superficie metallica, il veicolo partì nell'iperspazio, portanto il suo proprietario alla ricerca delle risposte che tanto desiderava.

                                                                                                        *****

Mando/ Djin Djarin
Alleanze: Duchessa Freya di Mandalor, Grogu e chiunque lo paghi abbastanza.
Razza: Umana
Classi: Dragone, Cavaliere Oscuro, Tiratore( si riferisce sia ad arcieri che pistoleri) e qualche tecnica da Monaco
Punteggio Midi clorian: 24.100

Thrawn
Alleanze: Clan Eclipse, la propria specie
Razza: Chiss
Classi: Mago Rosso, Cacciatore, Pilota 
Punteggio Midi clorian: 21.500
                                                                              *****

Saaaaalve a tutti. Soffro come sempre da sindrome di ' Temo di aver fatto un'enorme cazzata nel raffigurare certi personaggi( specie Vader e Malefica)', quindi se avete rassicurazioni, e soprattutto critiche, da farmi, sono  benvenute. Per Malefica mi sono inspirato in minima parte alle figure di Carmilla e Leonore dell'anime di Castlevania, mentre per Vader ho provato a immaginarmi una versione che ha subito un pò meno traumi( non che manchino, spero di ritrarre abbastanza presto il suo background) che è al comando della sua organizzazione e che ha accanto persone cui freghi qualcosa di lui aldilà del suo ruolo. Ho già iniziato il prossimo capitolo, che introdurrà anche ufficialmente l'ultimo membro del party di Sora. Voglio vedere se indovinate chi è. P.S. Grace viene dalla serie animata di Big Hero 6, dov'è la nuova rettrice dell'università dei protagonisti. La defunta Abigail Tritamarmo viene invece dal film Monster University ed Helga proviene da Atlantis. Della è la madre di Qui, Quo e Qua. Uso la versione più recente, dal reboot di Ducktales.
                                                                                 *****

  
Leggi le 2 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<    >>
Torna indietro / Vai alla categoria: Videogiochi > Kingdom Hearts / Vai alla pagina dell'autore: fenris