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Autore: ReaderNotViewer    07/02/2006    6 recensioni
Eserciziario antologico di poesia buffyana. Che cos'é? Leggete l'introduzione e lo scoprirete.
Genere: Poesia | Stato: in corso
Tipo di coppia: non specificato | Personaggi: Un po' tutti
Note: Raccolta | Avvertimenti: nessuno
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Cara Lisachan, spero che questo sia abbastanza serio per i tuoi gusti, perché ti garantisco che per me lo è stato fin troppo! Phoebe e Annalisa: grazie per l’ incoraggiamento. Carillon, mi fa piacere che ti sia piaciuto il mio Preside: io adoravo quello sciocco piccoletto. E ti potrei rispondere che "il mio problema non è l’argomento, è la metrica a darmi il tormento". Potremmo continuare così per delle ore...

Un particolare ringraziamento a Mircalla che mi manda lettori innocenti così come a Jean Genie e a Sinclair, senza l'aiuto dei quali non sarei mai riuscita a venire a capo di questa estenuante creazione.


Miei cari lettori, questa volta la vostra Reader ha faticato molto a tornare, ma non ha mai disperato! Ha combattuto a lungo su due fronti, quello dei decasillabi e quello della poesia d’amore, tanto da chiedersi più di una volta se non avesse fatto il passo più lungo della gamba imbarcandosi in questo componimento a due voci.

Il momento è la fatale notte in cui Buffy perde la verginità e Angel perde l’anima (una notte di grande distrazione, verrebbe da pensare); vorrei che non ci fosse bisogno di dirlo, ma sì, insomma: le parti della Cacciatrice sono in corsivo, quelle del vampiro in carattere normale.



...


INNOCENZA



Poter dire vorrei ch’era estate,
breve, dolce * estate d’Irlanda,
ch’odorava di pane e lavanda;
rammentarne le labbra rosate.

E come l’acqua vuole il giardino,
voglio te così tanto che tremo,
proprio io che, tu sai, nulla temo.


Oggi no, certo, ricordo… e ieri
nemmeno, quella mia prima volta:
una faccia svanita, dissolta
tra i fantasmi di troppi bicchieri.

Non può esservi niente di male
se ti penso con questa dolcezza
e mi sento le gambe di miele
se mi sfiori con una carezza.


Benedetta, semplice e virtuosa
prima notte che non ebbi allora,
che non merito, prode signora
che mi onori col farti mia sposa.

Non mi sento più la mela verde,
né più sono il guanto scompagnato
che sul fondo del mobile vaga,
trascurato finché non si perde.


E non devi temere chi sono:
quel ragazzo sarò che non ero,
innocente, sereno e sincero,
che non deve cercare perdono.

Balla e canta stanotte il futuro:
mi terrai tra le braccia al sicuro,
tra le mie io terrò tutto il mondo.


* dialefe


...


Per chi non lo sapesse, nel diciottesimo secolo, prima di diventare il cattivissimo vampiro Angelus, Angel era un giovanotto irlandese, alquanto scioperato e ubriacone. Alla fine dell’Ottocento, vittima della maledizione di alcuni zingari particolarmente maligni, si trovò caricato di un’anima e di un sacco di rimorsi. Dopo un altro centinaio d’anni, trovò motivazione nell’aiutare la Cacciatrice di turno, Buffy, a compiere il suo sacro dovere. I due però si innamorarono e quando Buffy gli concesse le sue virginali grazie, Angel ne fu così felice da far scattare la cosiddetta clausola della felicità, bastardo inghippo di cui non era a conoscenza, a motivo della quale un momento di perfetta felicità gli avrebbe fatto perdere l’anima. Come potete immaginare, il risveglio che seguì a questa fatale notte fu piuttosto problematico per la povera Buffy, che si trovò all’improvviso a dover fronteggiare, invece del dolce giovanotto della sera prima, il malvagio e beffardo Angelus. Ma non vi preoccupate: dopo tremende peripezie, Angelus ritornò ad essere Angel e alla fine si trasferì a Los Angeles, dove ebbe… una serie tutta per lui.

  
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