Recensioni per
Nei giardini che nessuno sa
di kamony

Questa storia ha ottenuto 19 recensioni.
Positive : 19
Neutre o critiche: 0


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Recensore Junior
07/05/24, ore 18:50

Oddio, ma questo risveglio è geniale! 🤩 L’idea che la forza si manifesti interiormente è molto interessante e aggiunge profondità alla caratterizzazione e al “funzionamento” degli Ackerman, di cui tutto sommato nom è che Isayama ci abbia spiegato molto. E forse è meglio così: più spazio per l'immaginazione.
Mi è piaciuto anche il fatto che tu sia stata scrupolosa nel motivare le azioni dei personaggi, e di Kuchel in particolare: "fare la vita" per mandare i soldi al nonno, tenere il bambino come forma di ritorno alla vita. Passa dal "subire la vita suo malgrado" (mi è piaciuta tanto questa espressione!) al prendere un'iniziativa coraggiosa come quella di tirare su un figlio da sola in quella situazione e di farlo con dedizione e amore.
Come sempre le tue note sono interessanti quanto la storia. Credo (e spero) che il nome di Levi non sia scelto per niente a caso, penso anche con riferimento al Levi biblico e alla sua tribù. Quanto alla pronuncia, anche a me sembra più corretto leggerlo come è scritto, e soprattutto... ogni volta che leggo "Rivaille" mi sanguinano gli occhi! 😖
La prima volta da prostituta di Kuchel mi sembra che veicoli il senso di orrore rimanendo rispettosa e l'ho apprezzata per questo.
Grazie per questa bella storia e al prossimo capitolo!

Recensore Junior
07/05/24, ore 12:05

Ciao! Mi sono conservata questa storia per un po’ e ora è il momento giusto per leggerla (prima di mettere le mani su Bad boy). Il rapporto conflittuale fra Kuchel e Kenny mi è piaciuto molto (come sai siamo in sintonia su questo!) così come il momento di felicità che, ovviamente, dura un battito di ciglia. All’inizio ci fai credere che Noam sia il padre di Levi, per poi sbatterci in faccia che la realtà è ben più cruda, con tanto di coinvolgimento diretto di Kenny nel fattaccio. Ho apprezzato questa scelta di non edulcorare! 
Vediamo come prosegue la storia 😊
Un abbraccio, a presto!

Recensore Veterano
25/04/24, ore 14:08

Ciao stellina ⭐
Questo capitolo mi ha proprio commossa. Hai saputo parlare molto bene di un personaggio così misterioso. Sono stupita dal fatto che tu sia riuscita anche a "prevedere" alcune cose future che Isayama ha mostrato giusto un paio di mesi fa. Quell' attaccamento al carillon mi ha ricordato il nuovo capitolo che deve uscire, in cui Levi è fortemente legato a un oggetto della sua mamma e fa di tutto per rivendicarlo. Faffo sta ho amato baby Levi. È uno zuccherino, avrei così voluto spupazzarlo, è proprio tenerissimo! I momenti che passano con Kuchel sono davvero resi bene. Levi è innamorato perso e kuchel finalmente ha iniziato ad apprezzarsi. Ha il suo Levi e fa di tutto per lui. Loro non hanno molto ma hanno tutto: l'amore sincero. Ho trovato così carino lo stratagemma per farlo addormentare, così come il coniglietto che Kuchel ha voluto cucire per baby Levi. Hai decisamente trattato con intellighenza la parte che riguarda la pulizia.
Kuchel ha spiegato a Levi che si deve pulire per evitare germi e batteri (che canzocina carinissima 💖) e il piccolo Levi dopo essersi protetto faccia e capelli aiuta la sua splendida mamma<3
In effetti vivono una vita serena e Kuchel fa dei progetti in modo che lei e il suo bambino possano fuggire dalla città sotterranea. Baby Levi con il foulard mi ha fatta sorridere. Infatti, come hai scritto tu, sembra un signorino. Cioè hai scritto di un bambino così coccolone che ti viene voglia di sbaciucchiarlo. Purtroppo la sua mamma si ammala e Levi è impaurito. Addirittura pensa che pulendo casa possa aiutarla a guarire. Ma non accade. Più che altro si può pensare che, il Levi che conosciamo noi, sia fissato con le pulizie proprio per questo. Un po' spieghi la sua grande mania e ossessione e devo dire che ci sta tutta.
Mi è dispiaciuto un casino per il finale e per quel coniglietto che ha accompagnato Kuchel. La parte di kenny legata all'episodio dell'anime è stata come un perfetto missing Moment.
Davvero davvero complimenti. Sei così brava a parlare di Levi:) questa storia finisce nelle preferite<3
Complimenti a te stellina, sei una garanzia:)
Un abbraccio, a presto<3

Recensore Veterano
19/04/24, ore 08:46

Ciao stellina 💕
Un capitolo ricco di introspezione e veramente ben reso. Kuchel è un personaggio ostico da gestire, non si sa nulla di lei, quindi si potrebbe scegliere la via dell'immaginazione per ricostruzione il suo passato. Ma non è facile. Perché le poche informazioni che abbiamo ci fanno intuire la crudeltà del suo passato. Una prostituta sola con un bambino, tra l'altro morta giovanissima. Già questo ti fa accapponare la pelle. E devo dire che, da quelle poche scene che ho visto di lei, mi sembra che tu abbia ricostruito alla perfezione la sua tragedia. La scena della violenza secondo me è stata riportata con grande intelligenza e drammaticità. Ho avvertito il disgusto ma non mi sono sentita disturbata. Certo è questione di gusto personale, ognuno ha il suo grado di tolleranza. Con me si va sul sicuro sempre, sono una lettrice aperta a tutti i generi ^^ quindi, se tu avessi deciso di renderla ancora più dark, avrei sopportato ugualmente.
A un certo punto, Kuchel si è resa conto che nonostante tutto è rimasta incinta. La notizia l'ha freddata. Ha già avuto un'esperienza orribile e, avere un bambino in quel posto per una come lei rappresenta una grossa difficoltà. Ma alla fine ha accolto con amore la vita che le stava fiorendo in grembo e, con nostra grande gioia, abbiamo incontrato baby Levi<3 confesso che la scena di lei che piange mentre stringe il bambino mi ha ricordato la famosa immagine dell'anime. La cosa mi ha super commossa, grazie anche alla tua bella descrizione, di questo baby Levi piccino, caldo e piangente. Se potessi lo sbaciucchierei. Non c'è niente da fare, a me Levi piace in tutte le taglie:P
Sono curiosa di leggere il gran finale. Mi tengo pronta perché so che potrebbe non essere un lieto fine per questa ragazza.
I miei complimenti, hai dedicato una bellissima storia a un personaggio che abbiamo visto pochissimo ma che si preannuncia difficile e profondo.
Un abbraccio, alla prossima!

Recensore Veterano
15/04/24, ore 18:13

Ehilà 😘
Questo pomeriggio, o meglio, questa sera (o tardo pomeriggio xD) l'ho dedicato alla lettura e, ho voluto dare un'occhiata a questa storia così particolare che ha per protagonista la madre di Levi. Di lei non sappiamo nulla in realtà. Mi sono sempre chiesta perché fosse finita in un bordello. Kenny, suo fratello, è un vero killer e avrebbe potuto regalarle un futuro migliore con i soldi che si è fatto. Invece l'ha abbandonata. Quindi appena ho letto di lei, appena ragazzina, innamorata di questo Noam, sono rimasta rapita. Ho trovato il tuo stile anche un po' diverso, e ho notato subito un cambiamento rispetto alla storia con Levi e Maylin. Qui hai voluto dare spazio all'introspezione, a lei che essendosi innamorata inizia a provare nuove sensazioni. Li ho shippati questi due, specie quando Noam si è alzato e le ha confessato di volerla sposare. In effetti ho sperato fino alla fine che Levi fosse stato il frutto di quest' amore. Invece no. Perché l'uomo amato da sua madre è stato ucciso per colpa di kenny. Sei stata brava a renderlo così bene in questo prologo perché mi è sembrato proprio così insensibile come solo lui sa essere. Non credo che sia cattivo. Perché in realtà ha accudito Levi come ben sappiamo, anche se l'ha lasciato. Lui è controverso e difficile da comprendere. E il tipo di persona pronta a sbarazzarsi dei problemi. Infatti quando vede sua sorella incinta non solo la insulta ma le suggerisce di lasciare tutto e sbarazzarsi del piccolo. E nooo! Io adesso sono curiosa di leggere di baby Levi e ti confesso anche un po' emozionata. Sarà un cucciolino! Quindi complimenti stellina perché sei stata originale come sempre e hai deciso di dedicare una storia a questa ragazza che ha sofferto così tanto e non ha avuto nemmeno un momento felice, a parte Levi.
Leggerò con piacere, un abbraccio, a presto 💞

Recensore Junior
05/01/23, ore 17:47

Forse perché c'è il Levi ma questa parte della storia mi è piaciuta davvero molto.
Vorrei complimentarmi con te per un dettaglio molto importante, ovvero che hai avuto la coerenza di aver lasciato intatto che il padre di Levi sia stato un cliente della madre come viene fatto intuire nel canon. Sarebbe stato più semplice e forse più accattivante aver dato a Kuchel la consolazione che il figlio fosse frutto di un amore tragico, invece così è tutto molto più verosimile. Anche il fatto che non sia morta per aver contratto una malattia venerea l'ho trovata una soluzione smart e originale da parte tua. Le scene tra madre e figlio sono 'pane e cioccolata', davvero dolci e nel senso meno smielato del termine. La dignità che hai regalato a questa donna è davvero toccante, pur in una condizione davvero avvilente riesce a crescere un figlio in modo ineccepibile con delle accortezze, tipo quella del carillon, davvero delicate e squisitamente materne, come anche quando preparano il tè insieme. E potrei continuare citando quasi tutto il capitolo. Fanciulla mia hai cesellato un piccolo gioiello di rara bellezza che come sempre va ad incastonarsi alla perfezione con la trama canonica. Sono abbastanza certa che Isayama approverebbe le tue scelte sai? Soprattutto la parte riguardante la 'mania' di Levi per la pulizia. La tua spiegazione non solo è plausibile, ma anche molto ben ragionata e te lo dico con certezza perché sono una di quelle persone a cui pulire infonde la calma. Mi sono rivista nel piccolo Levi che tentava di smorzare la sua disperazione e la sua paura pulendo freneticamente le mattonelle di quella stanza, che poi era il suo modo per tentare di rimettere a posto le cose, come se quella 'magia' potesse far guarite la madre. Non da meno sono le spiegazioni da te date per gli altri due 'simboli' per eccellenza di Levi, ovvero il foulard, bianco e il tè di cui ho già parlato poc'anzi.
Ho adorato come hai ricollegato vari pezzi delle tue fanfic che ho letto e comunque hai un'accortezza per i dettagli che ci fa solo capire il tuo viscerale amore per Levi che io condivido con te.
La fine è il tocco da maestro, una scena che conosciamo ma raccontata dal tuo personale punto di vista e che ricongiunge la tua storia al filo conduttore del canon, in modo naturale come tu sai fare.
Tanto di cappello e grazie per questa beve, intensa e bellissima storia.
(Recensione modificata il 05/01/2023 - 05:51 pm)

Recensore Junior
04/01/23, ore 15:57

La prima parte è un bel pugno nello stomaco, ma sei stata attenta nel non calcare troppo la mano. Con poche parole azzeccate hai descritto un'immagine forte e rivoltante, davvero brava!
Applicare la forza (oh santa peppa! Mi sembra di parlare di star wars!) degli Ackerman a Kuchel in questo modo come hai pensato tu è davvero interessante e anche abbastanza realistico, da parte mia l'ho trovata una gran bella pensata, ragionata e anche acuta. 
L'altra parte del capitolo al contrario è proprio bella, la paragono ad un fiore che sboccia in un letamaio. Ho amato il grande coraggio e la forza d'animo di Kuchel che fa una scelta davvero temeraria dettata da l'amore più puro che esiste. La trama fila bene e continua ad amalgamarsi con il canon che è un piacere.
Tra l'altro ho molto gradito le tue note condividendo pure le tue considerazioni. Caso strano anche io il mio Levi preferisco chiamarlo come fai tu! Eh eh eh….  
Ancora i complimenti per questo prodotto e ci sentiamo la prossima volta!

Recensore Junior
03/01/23, ore 11:35

Buongiorno fanciulla eccomi pronta a gustarmi i tuoi nuovi scritti.
La prima reazione che mi sale sulle labbra leggendo questo capitolo  è: whaoo!
Hai preso un  argomento poco considerato e ci hai costruito su un inizio davvero interessante.
Tanto è poetica la prima parte, tanto è cruda la seconda ma non in maniera pesante o forzatamente tragica, piuttosto direi molto vicina al canon, cosa che io amo molto.
Kenny l'ho trovato assolutamente perfetto è lui non c'è niente altro da aggiungere.
Di Kuchel non sappiamo nulla, se non un paio di flash con Levi tra le braccia che ci fa intuire che sia una mamma dolce e che adora il suo bambino, il resto è affidato alla nostra fantasia cosa che a te non manca, infatti l'nizio di questa storia che ti sei inventata come da tuo marchio di fabbrica si intreccia alla perfezione con il canon e potrebbe benissimo farne parte senza stonare.
Questa frase: 'Quella vita appena sbocciata, si era seccata come un germoglio su cui era stato versato del veleno' l'ho trovata bellissima, poeticamete amara, ma delicata nel descrivere un argomento così particolare che molte donne hanno vissuto sulla loro pelle, mi complimento davvero.
Per ora il lavoro da te svolto mi pare molto buono ci sentiamo nei prossimi capitoli.

Recensore Master
28/08/22, ore 20:44

Che storia commovente, dolce e anche dedicata, malgrado i temi trattati siano piuttosto pesanti! Sei riuscita a coinvolgere ed emozionare, senza bisogno di artifici o di calcare la mano sugli aspetti più ricchi di pathos, ma semplicemente raccontando.
La vicenda di Kuchel e di Levi bambino è triste di per sé, non c’era bisogno né di edulcorarla né di esasperare i lati più crudi (scivolare nel melodramma sarebbe stato un attimo… ma a te non succede mai!). Ma tu hai raccontato, con grande sensibilità, il “dietro le quinte”, sei entrata in punta di piedi nella vita e nella mente di questa donna sfortunata, che, malgrado l’abisso in cui è caduta, mantiene intatti la sua dignità e il suo animo puro. Soprattutto, preserva a tutti i costi il suo bambino (non certo il “figlio dell’amore”) dal degrado materiale e morale che li circonda, mostrandogli, attraverso piccoli gesti, rituali che appartengono solo a loro, che il Bello e il Bene esistono, e lui se li merita, come tutti gli altri. Come hanno sottolineato anche gli altri recensori, questo “imprinting” ha permesso a Levi di non perdersi del tutto (nonostante Kenny) e lo ha reso l’uomo che è da adulto, con il suo carattere spigoloso, le sue ferite aperte, ma con il suo immenso coraggio e la sua umanità. Penso che l’eredità più grande di Kuchel sia proprio la speranza, la non rassegnazione a un destino ineluttabile: c’è sempre una via d’uscita, una possibilità di riscatto, anche dove non sembra. Poi sappiamo come tutto questo sia stato messo al servizio dell’Umanità, perché qualcuno ha saputo incanalarlo nel modo giusto… Ma questa è un’altra storia.
Mi è piaciuta davvero molto, brava!

Recensore Veterano
22/08/22, ore 17:33

Quello che ho sempre pensato di te come autore qui su efp è la tua coerenza. Scrivi fanfiction sensate e con una loro logica, rispetti le opere originali e ci metti il tuo, personalizzandole ma senza stravolgerle. Leggo ora dell'infanzia di Levi e penso: "ecco sì, sarà andata così di sicuro!". Levi fissato cone le pulizie, Levi che sa usare bene i coltelli, Levi che ama starsene per conto suo. Eccolo qua, tutto  quanto. Ce lo hai saputo spiegare alla perfezione. 
Che infanzia, porca miseria. In una stanzetta del bordello, in perenne attesa della mdre che smonta dal mestiere. E la perde la mamma, per un brutto male. Il tetano, eh? mica male, come idea. La povera donna muore ma senza contagiare suo figlio, sennò non avremmo il soldato più forte.
Poi arriva l'avanzo di forca... ma questa è un'altra storia, e lo sappiamo bene.
Questo epilogo è un pugno nello stomaco: ti arriva alle viscere, ti scuote e ti fa piegare in due.
Una storia bella e intensa. 
Complimenti e bentornata, di nuovo
Ciauzz
K.-L.

P.S. è da un po' che ci penso.. perché non ti metti a scrivere a quattro mani con innominetuo? fareste il botto.

Recensore Veterano
22/08/22, ore 16:45

Molto azzeccato e sensato quello che hai pensato per la vita di Kuchel, che ha dovuto rassegnarsi a fare la vita come unica chance possibile. A casa non ci poteva tornare, era ricercata per la morte del ragazzo nobile e se si vive nel Sotterraneo che cosa poteva fare di diverso?
La prima scena è davvero per stomaci forti, anche se non hai eagerato con dettagli scabrosi, ma hai rappresentato cose che purtroppo accadono soprattutto in certi contesti di violenza e di degrado. Povera ragazza. Meno male che è una Ackerman pure lei e che grazie alla forza primigenia di questa famiglia riesca a sopravvivere alle umiliazioni del lavoro in un bordello. Almeno la nascita di Levi è un regalo del destino per lei e sarà la sua prima ragione di vita.
Levi nasce a Natale e credo che questo fatto sia emblematico, ricorda la Nascita per antonomasia e penso che l'arrivo di Levi in quel mondo distopico e assurdo sia l'inizio di qualcosa di speciale.
Ciauzz,
 

Recensore Veterano
22/08/22, ore 16:21

Sai come si dice, no? Il sangue non è acqua. Abbiamo un soldato micidiale, il più forte di tutti, quello che alla fine farà quadrare il cerchio nella lotta contro i Giganti. Ma da dove attinge la sua forza, il suo spirito?  Ed ecco che ci fai conoscere Kuchel un po' meglio, la mamma di Levi. Una ragazza che solo a prima vista è un po' come le altre, a prima vista non pare essere nulla di speciale. E invece sa essere di forte spina dorsale: sa riprendersi da un dolore grande e sa emanciparsi da quel tagliagole di suo fratello.
Ha coraggio da vendere, la ragazza. Fa un mestiere ingrato, ma lo fa con dignità, per procurarsi di che vivere e per mantenere l'anziano nonno.
Cerca la strada più difficile ma alla fine se la sa cavare alla grande, e non deve rendere conto a nessuno. Proprio come Levi, con l'unica differenza che lui almeno può contare sul comandante Smith e sul Corpo di Ricerca. Ma si sa: le donne hanno una marcia in più, sanno combattere anche con poco nella vita, noi maschi abbiamo bisogno spesso di affidarci a qualcuno o a qualcosa, un ideale per esempio.
Davvero un bell'inizio di storia, passo agli altri capitoli.
Mi fa piacere che sei tornata a scrivere, ringrazio innominetuo per avermi indicato questa storia da leggere: merita davvero.
Ciauzz
K.-L.

Recensore Junior
16/08/22, ore 17:29

Come nei capitoli precedenti, sei riuscita anche in questo davvero bene a raccontare vicende misere con garbo e leggerezza. Leggerezza che non è superficialità, affatto, ma un concetto inteso nel senso in cui non sei mai stata lì a calcare all'eccesso gli aspetti più degradanti o tristi per fare "scena". Hai sempre detto né meno, né più di quanto sarebbe stato necessario a descrivere umanamente certi aspetti della vita che ti sei immaginata per il personaggio di Kuchel, e per questo equilibrio ti faccio i miei complimenti sentiti, perché farsi prendere dal dramma strappalacrime a tutti i costi è un attimo, e cedere a dire di più di certi aspetti degradanti o persino pruriginosi avrebbe reso il racconto squallido.
Ho apprezzato anche molto come hai raccontato del rapporto madre-figlio come lo hai immaginato, senza sentimentalismi eccessivi ma raccontando questo legame profondissimo, breve ma che ha cementato in Levi le fondamenta della sua personalità in dettagli che poi lo caratterizzeranno anche da adulto. Mi piace pensare che l'empatia e la bussola morale di Levi vengano da questa donna, il Giapponese Sadico ci ha restituito questo rapporto solo ed esclusivamente in quell'immagine di una giovane madre che tiene in braccio un bambino con amore, e credo che ci si possa, volendo, leggere tutto questo. Arriverà Kenny, e di certo anche lui plasmerà moltissimo la sua personalità, ma il retaggio di Kuchel rimarrà sempre, in un certo senso salvandolo non meno di quanto la preparazione che Kenny gli ha dato a quella vita violenta ha fatto.
Se non fosse stato che hai ripubblicato di recente Blades probabilmente il dettaglio del carillon lo avrei dimenticato, la one shot sul tè la ricordo vagamente, ma comunque bene in concetto, e poi è un dettaglio intrinseco del personaggio in fondo, mi piace che tu abbia utilizzato dei piccoli dettagli dei tuoi headcanon trasversalmente alle tue storie come una specie di firma. Il fatto che sua mamma potesse avergli trasmesso l'amore per il tè tra l'altro coincide per altro con i miei di headcanon sul personaggio, quindi è un dettaglio che mi è piaciuto tantissimo..
Grazie per aver scritto questa breve ma intensissima storia, e per averla condivisa soprattutto. Come sai anche io ho una visione sul tema che non somiglia nemmeno lontanamente a questa, eppure nei tratti fondamentali leggendo la tua mi sembra di essere - prendi l'espressione con le pinze - a casa mia. È bello di tanto in tanto leggere qualcosa di così affine alle tue idee e alla modalità di esprimerlo che ti ci senti proprio a tuo agio.
Complimenti!

Recensore Master
15/08/22, ore 10:12

Non potevi farci un regalo migliore di questa piccola perla di minilong.
Se si ama un personaggio profondamente, è cosa buona e giusta vagliarne il background, per accogliere tutto, di esso, sin nelle piccole sfumature.
Tu con questa novella ci hai meravigliosamente parlato di Levi. Non ancora e non solo il "Soldato più Forte dell'Umanità", ma il bimbo delicato che ascoltava il carillon attendendo la sua mamma, con il coniglietto di pezza stretto al petto: ecco che così ce lo rappresenti in modo assolutamente pertinente e canon, e ce lo fai amare, se possibile, ancora di più. Non si può leggere questa storia senza sentirsi il cuore stringere.
Tutto parla di lui.
Del perché ami tanto la pulizia, in modo quasi ossessivo-compulsivo; della sua difficoltà ad aprirsi agli altri e a celare il suo animo, profondo e delicato, quasi come per proteggerlo.
Neppure le brutture vissute al fianco di Kenny, suo zio, potranno mai insozzarlo. Levi non può essere sporcato: né nei Sotterranei, né durante la guerra contro i Giganti. Il fango non gli può rimanere addosso, perché, anche se per poco tempo, è stato amato in modo puro ed assoluto da una madre straordinaria, ed una scintilla di quella purezza, di quel chiarore rimarrà sempre accesa.
Anche lei, Kuchel, in quanto Ackerman e donna di animo nobile, nonostante il mestiere degradante e le terribili esperienze di vita, è rimasta pura, intoccabile.
La bellissima immagine che hai inserito ha qualcosa di iconografico: al momento del rilascio della recensione presa dal flusso del pensiero mi era sfuggito di dirti cosa ne pensassi. Chiedo venia, provvedo adesso a dirti che è davvero bella e commovente.
Ci hai mostrato fiori nati dal fango, luce pura che emerge dal buio.
Non possiamo, noi Lettori, che ringraziarti per questo dono, lo ribadisco.
Quest'opera dimostra la tua bravura come Autrice e il tuo animo delicato come persona. Non dobbiamo scrivere solo per divertire, avvincere, incuriosire, emozionare, ma anche per elevare l'animo e l'intelletto. Scrivere non è mero esercizio di stile, ma anche mostrarci come persone nella vita reale.
E tu, con questo racconto, hai omaggiato in modo nobile il personaggio di Levi ed onorato il lavoro di Isayama.
Abbiamo bisogno di carezze buone per l'anima.
Grazie di cuore per la dedica, e grazie ancora di più di esserci come Autrice.



 
(Recensione modificata il 27/08/2022 - 06:22 pm)

Recensore Junior
08/08/22, ore 00:28

È una realtà incontrovertibile che la prostituzione sia sempre stata e purtroppo sarà una risorsa estrema, specialmente per donne in difficoltà che non hanno più altre strade. Pochissimi fortunati scelgono di farlo con cognizione di causa, ma per lo più anche nello scegliere c’è sempre una motivazione data dalla disperazione.
Il caso che ci racconti è questo, una vicenda ancora più triste per via che questa disperazione non è solo materiale, Kuchel non lo fa solo per mantenere se stessa e il nonno, ma per punirsi di un peccato che non ha nemmeno commesso. Non ha scelto lei di essere imparentata con quell'individuo lì e di certo non ha nessuna responsabilità in quell'omicidio, eppure la vive come una colpa da espiare. Come non bastasse il fatto che la responsabilità sua caduta su di lei e la stiano braccando per questo.
La parte in cui ci racconti dell'esperienza in se l'ho trovata molto appropriata, secondo me non potevi raccontare meno e hai fatto bene a non dire di più, intanto ci hai spiegato di questa grandissima benedizione che è per Kuchel il fatto che la forza degli Ackerman in lei si manifesti come una sorta di velo che la protegge, che la tiene al sicuro almeno mentalmente.
Rimane comunque una donna in una situazione angosciosa e terribile, se non che qualcosa che avrebbe potuto essere un problema arriva invece come una benedizione insperata. E si potrebbero usare luoghi comuni e parole trite e ritrite per descrivere la speranza e la voglia di vivere, il significato e la motivazione che questa nuova vita le danno, ma preferisco non farlo anche perché l'hai detto tu in modo assolutamente esaustivo.
Rimane una vicenda piena di angoscia e tristezza, ma molto bella.

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