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Autore: stefy_81    19/07/2022    1 recensioni
"Era l’alba di un nuovo giorno quando tre piccole imbarcazioni raggiunsero la spiaggia dorata sotto il promontorio dove si trovava il giovane Reafly. Era un ragazzo di appena tredici anni, i capelli rossi incorniciavano un volto delicato sostenuto da penetranti occhi verdi e uno sguardo vivace di chi è in cerca di rivalsa."
Eragon e Saphira hanno lasciato Alagaesia per sempre come aveva predetto Angela. Nuove ed emozionanti avventure attendono il giovane caliere !
Genere: Avventura | Stato: in corso
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Arya, Eragon, Murtagh | Coppie: Eragon/Arya
Note: Missing Moments | Avvertimenti: Contenuti forti, Tematiche delicate
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ALLERT
Ringrazio prima di tutto Tawariell per aver recensito in maniera fino ad ora positiva la storia! Spero continuarai a farlo
Ho pubblicato un bel po' di  capitoli in più (dal 4° all'8° ) in modo da dare una svolta agli eventi. Vorrei davvero conoscere l'opinione di chi mi sta leggendo, perciò non fate i timidi e lasciantemi un commento !!
Vi aspetto e alla prossima !!!


Il mattino seguente un sole tiepido illuminò un cielo limpido e senza nuvole. La luce penetrò attraverso le tende della camera dove Eragon riposava. Il ragazzo aprì gli occhi e si voltò a guardare in direzione di Arya. L’elfa era sdraiata al suo fianco e lui si sistemò di lato con le braccia incrociate dietro la testa per poterla osservare. Stette così ad ammirarla per alcuni minuti fino a quando Arya non mosse la testa verso di lui. Le palpebre le tremolarono appena prima di aprire gli occhi e sorridergli non appena si rese conto del suo sguardo.

– Buongiorno amore mio – la salutò lui facendo scorrere lo sguardo lungo i suoi lineamenti delicati – älfr erst svo fallegur *[come sei bella] -  

A quelle parole Arya arrossì appena. L’uso dell’antica lingua vincola chiunque la usa a esprimere solo ciò che rappresenta il vero ed Eragon non perdeva mai occasione di utilizzarla per esprimere quello che provava per Arya.

- Erlun ono *[grazie] se continui a dirmelo, potrei finire per crederci… -

- Lo sai che non mi stancherò mai di dirtelo –

Arya si puntellò su un gomito e gli scoccò un bacio sulle labbra pieno di promesse e desiderio. In quel momento, qualcuno li interruppe bussando alla porta. – Tu rimani qui – lo fermò lei puntandogli un dito sul petto. Poi sistemandosi un telo intorno al torace andò ad aprire la porta.

Eragon riconobbe la voce di Alicia. Era venuta ad avvertirli che il re li attendeva nella sala del trono. Il tono della sua voce tradiva una certa urgenza.  

- Grazie Alicia, so la strada puoi aspettarmi li –

La sentì chiudere la porta e tornare a letto per abbracciarsi ancora una volta a lui. Il ragazzo la strinse a sé poi con un sospiro disse solo.  

- Dobbiamo andare, vero? – chiese sapendo già la risposta.

- Temo di sì - gli disse lei appoggiando la testa al suo petto.  

- Che cosa potrebbe essere di tanto urgente? – chiese l’elfa mentre Eragon le accarezzava i capelli corvino in tutta la loro lunghezza. – Non lo so ma anche Saphira… mi sta dicendo di andare –

Arya rivolse ad Eragon uno sguardo corrucciato. – Non intendo toglierti gli occhi di dosso questo volta. Ti ho lasciato per un attimo e ho rischiato di perderti, non lo farò una seconda volta. –

Eragon ebbe un brivido prima di baciarla ancora una volta.

- Non vado da nessuna parte. - 

Con queste parole si alzarono dal letto e dopo essersi vestiti si diressero verso la sala del trono.

Dalla porta poterono scorgere le figure di Murtagh e Jill e subito dopo quelle di Arold e Xavier. Tutte si trovavano in semicerchio intorno a qualcosa che Eragon non riusciva ancora a individuare. Che cos’è questo mistero Saphira, avanti puoi dirmelo?

Pazienta e lo vedrai fu la sola risposta della dragonessa.

- Sire, Arya ed Eragon sono qui – annunciò uno degli intendenti.

I due avanzarono e poterono infine scoprire cosa aveva causato tanto trambusto. Al suolo c’era il giovane Reafly che giaceva a terra dormiente con un cucciolo di drago appoggiato sul petto.

- Li hanno trovati così i maghi che ogni mattina vengono a togliere il sigillo alla stanza – disse il re mettendoli al corrente della situazione.

Saphira tu lo sapevi?

Se non fossi stato impegnato a fare altro, ti avrei avvertito prima… Eragon divenne rosso e si concentrò sul draghetto mentre sentiva Saphira sogghignare.   

Murtagh si girò a guardare il fratello con una espressione sorpresa sul volto. Abbiamo un nuovo cavaliere

Gli disse mentalmente. Eragon lo ricambiò felice di cabiare discorso. Già…

Nonostante tutto non mi sembri affatto stupito

Hai ragione, ma neanche tu …

No fratello anche se qualche domanda me la sto ponendo. Eragon gli annuì mentalmente entrambi consapevoli che qualcosa non tornava.

Arya nel frattempo si era chinata sul piccolo e posandogli una mano sulla fronte disse rivolgendosi a tutti:

- Il piccolo deve essere crollato esausto. Troppe emozioni tutte insieme –

- Ma come ha fatto ad entrare se la sala era sigillata? – Chiese il Re Arold,

Fu Arya a intervenire ancora una volta.

- Per rompere una magia c’è bisogno di un’altra uguale o più forte – rispose Arya in tono pacato. – e i draghi più di tutti ne sono legati in un modo che nemmeno noi elfi comprendiamo appieno. Non bisogna stupirsi di quello che accade in loro presenza. –

In quel momento Reafly si mosse e tutti si girarono a guadarlo.

Reafly batté gli occhi un paio di volte e si stiracchiò emettendo un sonoro sbadiglio prima di rendersi conto di tutti gli occhi puntati su di lui.

- Alla buon’ora ragazzo! – lo rimproverò bonariamente Xavier con più entusiasmo del dovuto. Era evidente il sollievo dell’uomo nel vedere che stava bene.

Reafly si tirò subito su stringendo di istinto il cucciolo di drago a sé. Il drago svegliato anche lui dai movimenti del ragazzo iniziò a pigolare.

- Stanotte non riuscivo a dormire – iniziò a biascicare non sapendo come iniziare a raccontare quello che era successo quella notte. Passò il suo sguardo da l’uno all’altro viso – Qualcuno mi chiamava – concluse quindi finì con il guardare il drago.

- ho trovato la porta della stanza aperta e sono entrato –

- Non devi darci altre spiegazioni Reafly. Quello che successo stanotte è a dir poco eccezionale –

Era stata Arya a parlare. Realfy guardò prima l’elfa poi cercò con lo sguardo Murtagh ed Eragon. I due cavalieri erano dietro di lei e gli sorridevano.

- Arya ha ragione, non devi preoccuparti. Piuttosto come ti senti? – gli disse Murtagh posandogli una mano sulla spalla.

- Io non lo so… sono un po’ stordito – il cucciolo emise in risposta una serie di pigolii. Reafly gli sorrise debolmente poteva sentire la sua suggestione di fronte ai due cavalieri. Si passò il dorso della mano destra sulla fronte. A quel movimento il Gedwey-ignasia sul suo palmo brillò. Reafly scostò la mano ancora dolorante e rivolgendo il palmo in alto la girò.

- Sarà bene che vada a riposare nella tua camera – gli disse Arya. – Ti accompagnerò io se non vi dispiace – disse l’elfa aiutandolo ad alzarsi. Reafly si lasciò guidare

Re Arold guardò il ragazzo mentre si allontanava con Arya per poi girarsi versi i due cavalieri.

- Ed ora cosa avete intenzione di fare? – disse il re affascinato e allo stesso tempo turbato – So molto bene che questa guerra non vi appartiene ma Reafly ne è coinvolto. Lo addestrerete come cavaliere dei draghi? –

Eragon e Murtagh si guardarono negli occhi ma prima che potessero parlare vennero interrotti da Xavier che si inserì nel discorso

- Non è una decisione che può essere presa adesso – disse con tono protettivo. – Realfy è ancora un bambino. Non combatterà a meno che non sia astrattamente necessario e lo dovrà solo per difendersi –

Arold sostenne lo sguardo duro di Xavier.

- Capisco perfettamente le tue preoccupazioni capitano. Ma sai bene che quello che proponi non è realistica. La regina non si farà il minimo scrupolo per annientarlo non appena capirà che il ragazzo è una minaccia. Che lo voglia o no Reafly deve essere pronto a affrontarla. – fece una breve pausa prima di proseguire scegliendo bene le parole.

- Reafly è un bambino, è vero, ma in questo momento su di lui che pesano le sorti dei nostri popoli. –

Murtagh ed Eragon guardano prima il re poi il capitano. In quel breve frangente aveva stabilito che avrebbero preparato il ragazzo e il suo drago a ciò che li aspettava. Gli avrebbero insegnato il significato del loro legame che aveva radici profonde legate alla notte dei tempi. Ma lasciare che combattesse, era tutt’altra cosa e in ogni caso sarebbe dovuto passare almeno un anno primo che i due compagni fossero in grado di affrontare una battaglia.

Se non sbaglio eri solo qualche anno più grande di lui quando ti ho conosciuto. Lo raggiunse mentalmente Murtagh. Alle parole del fratello Eragon ripensò a tutte le difficoltà passate prima di raggiungere gli elfi e ricevere un’adeguata istruzione. A come aveva cresciuto Saphira da solo nella sua fattoria di nascosto dal cugino Roran e lo zio Garrow. Di come avesse appreso i rudimenti della magia durante il suo viaggio con Brom quando aveva deciso di fuggire da Carvahall per inseguire i Ra’zac e vendicarsi della morte dello zio. Tutto il suo cammino era stato stata sempre in salita. Non aveva avuto il tempo di guardarsi indietro o pensare a quello che era giusto per lui e Saphira.

Non sei stato poi così male intervenne Saphira.

Tu Saphira sei di parte. rispose di getto anche se non poteva negare di essere lusingato dalle sue parole.

- Faremo quello che in nostro potere con i mezzi che ci sono concessi – disse sapendo che c’erano tante cose ancora da stabilire. Murtagh annuì il proprio consenso.

-Xavier non ti devi preoccupare per il ragazzo perché ora non è più solo, avrà sempre il suo drago al fianco e avrà anche noi, se lo vorrà. -

- Non può sottrarsi alle sue responsabilità – finì di dire Murtagh. Il cavaliere sapeva bene che fuggire non avrebbe fatto altro che rimandare l’inevitabile. Lui aveva fatto quell’errore molti anni fa, rifiutando di accettare il suo retaggio come figlio di Morzan. Farlo gli aveva portato solo guai e altra sofferenza. Avrebbe fatto di tutto per evitare a Reafly di ripetere il suo stesso errore.

Arold si andò a sedere sul trono – Ora potete andare. Pensate con libertà a quello che intendete fare. Conferirò con il consiglio reale uno di voi sarà chiamato a parlare –

Una volta uscita dalla sala Xavier si voltò verso i due cavalieri – Spero sappiate quello che fate. Io adesso vado dal ragazzo - scoccò ad entrambi uno sguardo eloquente.

- Aspettate, Comandante – Murtagh lo afferrò per un braccio e gli si parò davanti prima che potesse allontanarsi.

- Sappiamo come ti puoi sentire in questo momento –

- No, cavalieri voi non lo potete sapere. –

Xavier allora scrollò le spalle – Non è questo il punto, i genitori di Reafly… ma forse è meglio che vi racconti tutto dal principio. – si fermò restio per un attimo a proseguire.

- Venti anni, poco prima di essere promosso capitano delle guardie ero un semplice tenente a capo di una squadra di esploratori. Fu allora che conobbi Phill, il padre di Reafly.

A quell’epoca la regina orinò il primo dei tanti viaggi in direzione di Alagaësia. Io e Phill facevamo parte della stesso equipaggio – guardò in viso i due cavalieri che lo stavano seguendo con attenzione.

- Nel corso di quelle prime esplorazione Phill conobbe una donna. Serena. Si innamorarono e al momento di ripartire per Zàkhara, lei lo seguì abbandonando la sua famiglia e la sua terra. Quella donna è la madre di Reafly. – lasciò che le sue parole sortissero il loro effetto prima di proseguire.

- Ora capite, se la regina venisse a conoscenza di questo, la sua famiglia sarebbe in grave pericolo. –

- Reafly ha fratelli o sorelle? - gli chiese Eragon preoccupato.

- Sì ha una sorella, Rebekha. Ha un paio di anni in più di Reafley. Perché lo chiedi? –

Eragon sospirò quindi guardò Murtagh. – Perché ci sono alte possibilità che una delle altre tre uova si schiuda proprio per lei. –

- Eragon non è detto. – gli rispose Murtagh scuotendo la testa.

- Ma è molto probabile, non lo puoi negare. Guada noi. –  Murtagh ci pensò un attimo poi annuì. Tutto tornava a girare intorno ai legami di sangue.

- Ora devo andare dal ragazzo- disse Xavier che intanto si era liberato dalla presa, lasciando i due cavalieri a riflettere sulle sue rivelazioni.    

                          ***

Arya era appena uscita dalla stanza di Reafly quando scorse il capitano.

- Si è appena addormentato, era ancora molto agitato e il piccolo drago con lui. –

- Non doveva accadere –

Arya lo guardò con compassione - Non siamo noia decidere. Ma stai certo che insieme possono farcela -

- È quello che mi hanno detto anche Eragon e Murtagh – Xavier esitò un attimo indeciso se proseguire o meno.

- Puoi fidarti di loro – gli disse Arya intuendo quello che provava l’uomo in quel momento. Xavier si chiese se gli avesse letto nel pensiero o semplicemente i suoi sentimenti erano ben stampati sul suo volto.

- Ho promesso alla madre di Reafly di proteggere il figlio da qualsiasi pericolo e intendo mantenere questa promessa.-

- Anche noi vogliamo la stessa cosa per Reafly, il figlio di Serena ci è caro quanto lo è per voi –

- Ma come fai a sapere di… -

Arya lo scrutò per un attimo prima di parlare - Ho impiegato un po' ad arrivarci. Continuavo a chiedermi cosa poteva aver permesso all’uovo di schiudersi. Poi mi sono ricordata della vostra venuta Capitano, quasi venti anni fa. Non ho conosciuto personalmente Serena ma so per certo che deve essere una donna eccezionale. Ricorda quello che ti sto dicendo. Tu hai molta ascendenza sul ragazzo. Potresti ostacolarlo come dargli la giusta direzione – Arya gli scoccò uno sguardo eloquente.

- Lo terrò a mente. –

                          ***



  
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