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Autore: Celeste98    20/03/2024    1 recensioni
“Dunque parlo con la signorina Blumarine Brief, è esatto?”
“Sì, ma la prego mi chiami Bulma"
“Ci serve qualcuno per il quale la tecnologia non ha segreti, credi di poter essere tu questa persona?” Allison prese parola accomodandosi sulla scrivania della sua collega con un tono confidenziale. Bulma rimase rifletté in silenzio per alcuni secondi, dopodiché alzò lo sguardo per osservare le due donne
“Sì, penso di poter essere io”
*
“Hai finito di rompere i coglioni?!”
“Lei è Radish Son?”
“Dipende da chi cazzo lo sta cercando”
“Beh, se lei è chi dice di essere allora posso presentarmi. Mi chiamo Hazel Brief e, con molte buone probabilità, credo di essere sua figlia”
Solo piccoli assaggi per conoscere alcuni dei protagonisti di questa nuova storia - o impresa dal mio punto di vista, vorrei vedere quale altro pazzo scrive tutto ciò che gli passa per la testa per poi comporre i capitoli come fossero puzzle.
Si ritorna alle origini con i miei amati Vegebul, nuovi personaggi inediti, rivalutare il personaggio di Radish, ma anche tutti gli altri su cui ora non mi dilungo adesso perché c’è il limite di caratteri.
Se vi ho incuriositi vi aspetto nei capitoli.
Genere: Commedia, Generale | Stato: completa
Tipo di coppia: Nessuna | Personaggi: Altri, Bulma, Nuovo personaggio, Radish
Note: AU, OOC, What if? | Avvertimenti: nessuno
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Capitolo 16: Felici e contenti

Il silenzio non era una delle caratteristiche di Villa Son nel centro residenziale di Beverly Hills. Diciamo che se la casa era silenziosa significava che i suoi due abitanti non erano presenti, chi per un motivo chi per un altro. Era sembrato strano da parte di alcuni studenti che Hazel preferisse fare tutti i giorni il tragitto in auto da casa al campus anziché alloggiarvi come tutti gli altri, ma alla giovane fortunatamente non era mai importata l’opinione altrui. Certo, la stessa vita da campus fa parte dell’esperienza universitaria, ma era qualcosa di cui Hazel si privò volentieri. Decisamente più allettante erano le comodità di casa, senza contare che con il lavoro di suo padre, se fosse andata a vivere al campus non solo lui si sarebbe trovato con la sola compagnia del gatto in una casa troppo grande per due persone, ma avrebbero anche dovuto far combaciare le loro agende e prendere un appuntamento per riuscire a vedersi. No, i due cocciutissimi Son non si sarebbero persi di vista dopo così poco tempo trascorsi insieme neanche per tutto l’oro del mondo.
Non erano ovviamente mancate le litigate, che famiglia sarebbe altrimenti? Ma nessuno dei due riusciva ad andare a dormire senza aver fatto pace, anche se questo significava aspettare le quattro di mattina che Radish staccasse da lavoro o le improvvisate di Hazel nei locali a cui aveva il libero accesso riservato.
A tre anni di distanza quella bellissima villa da copertina era diventata una casa vissuta. Tanto per cominciare le centinaia di sfumature di colori neutri che decoravano gli ambienti erano state sostituite da colori sgargianti che, talvolta, risultavano essere un pugno in un occhio e nessuno dei due sapeva dire a che cosa servisse effettivamente un’insegna neon a forma di pesce sulla parete del soggiorno. I quadri di paesaggi, invece, erano stati sostituiti con fotografie a pannelli che ritraevano la loro famiglia. Solo alcune foto erano incorniciate, poste su una mensola in una cornice doppia: nella prima era stata posta la storica foto di Hazel e Kida abbracciate, nella seconda invece un primo piano di Hazel con Radish scattata a tradimento da Videl nel periodo in cui si scoprì fossero realmente padre e figlia.
In secondo luogo ora, quando i nonni Brief venivano a Los Angeles per qualche giorno, restavano a dormire alla villa anziché stringersi in quattro nel piccolo appartamento di Bulma. O forse sarebbe stato meglio dire ex appartamento di Bulma. Contrariamente a ogni aspettativa di Tarble che dava a lei e Vegeta meno di un anno di relazione, i due sembravano essere diventati una coppia affiatata. Non lavoravano più insieme, Bulma infatti aveva ormai avviato la sua azienda di produzione di videogiochi e stava andando a gonfie vele! Inutile dire che Hazel era la prima a testarli e in una delle stanze di casa aveva sistemato la sua nuovissima console con i caschi per la realtà aumentata. Un vero sballo a detta sua. Vegeta, invece, aveva smesso di partire dall’oggi al domani in cerca di avventure da brivido e avevano trovato un compromesso: ora sceglievano insieme mete per le loro vacanze che andassero bene a entrambi. Chi li conosceva bene ancora non aveva superato lo shock.
 
“Papà spero che tu sia più presentabile rispetto a quando sono uscita dalla camera più di un’ora fa!” la soave voce di Hazel arrivò alle orecchie del maggiore prima che anche la sua figura attraversasse il corridoio diretta alla propria camera.
“Sono praticamente pronto Hazzy. Pensa per te che sei femmina e sei cerimoniosa per natura”
“Non vengo di là a litigare solo perché altrimenti dopo faremmo tardi, ma nulla mi impedisce di farlo dopo. Maledizione a zia B e a quando ha deciso di volere la cerimonia di mattina!” ebbene sì, il tanto agognato e atteso giorno perfetto era arrivato anche per Bulma Brief. Dopo sei mesi di preparativi tutto era pronto e perfetto per il giorno in cui lei e Vegeta avrebbero detto il tanto temuto lo voglio. Radish ricordava perfettamente il giorno in cui ricevette l’invito: erano a pranzo dai Son per trascorrere una domenica tutti insieme e c’erano anche i coniugi Brief, poi Bulma esaltata più che mai aveva distribuito gli inviti per il matrimonio che si sarebbe tenuto AD AGOSTO!, ricevendo da subito le prime lamentele di Hazel che era stata scelta dalla zia come damigella d’onore. Radish, comodamente sdraiato sulla poltrona, era scoppiato a ridere rendendo immediatamente partecipi gli altri dei suoi pensieri
“Ma chi te la fa fare?! Qui si parla di un’ora in abiti da cerimonia ad agosto. Buona fortuna”  a quel punto Vegeta non si era fatto scappare l’occasione per rispondergli per le rime
“È ironico che tu abbia aperto l’argomento proprio adesso, perché sarai il mio testimone” 
“TI SEI BEVUTO IL CERVELLO?! Quando ti invitato a un matrimonio e ti chiedono di fare da testimone è un tragedia nella tragedia. Peggio c’è solo quando ti chiedono di fare lo sposo! Ecco, adesso ho la prova tangibile che sposarsi deve essere uno di quei crimini della peggiore specie. Sul serio, non posso essere quello che ti fornisce l’alibi nel caso decidessi di squagliartela?” 
Inutile dire che a nulla valsero i suoi tentativi di fargli cambiare idea, tanto più dopo che anche Hazel mise il suo carico affermando che è tradizione per che subito dopo gli sposi, anche damigella d’onore e testimone dello sposo facciano un ballo insieme.
Il suono di svariate paia di tacchi che si muovevano per la casa fece capire all’uomo che mancava poco perché anche le donne fossero pronte per andare e la prima a fare il suo ingresso fu proprio Hazel. Nonostante conoscesse già il suo abito da damigella, dopo un momento di smarrimento Radish fischiò di apprezzamento nella sua direzione, ricevendo in risposta il dito medio alzato.
“Farai concorrenza alla sposa così vestita Hazzy”
“Colpa di zia B che non mi ha lasciato scegliere una tuta, mi sarei sentita meno una bomboniera” l’abito in questione, contrariamente alle lamentele di chi lo indossava, era lungo e così morbido addosso che sembrava fasciarla come una seconda pelle dorata, cosparso di brillantini dalle spalle alla scollatura e poi sulla gonna attraversata da uno spacco che partiva da metà della coscia sinistra. A completare il tutto i lunghi capelli neri erano stati lasciati sulle spalle legati in una spessa treccia da cui sfuggivano ad arte alcune piccole ciocche.
“Sciocchezze, sei splendida”
“Continua a ripeterglielo Radish, magari a te darà retta” nel sentire quella voce femminile Hazel si lasciò cadere su una sedia vicino l’isola e volse gli occhi al cielo, un attimo prima che la nuova arrivata le lasciasse un bacio sulla guancia. La donna si sedette elegantemente accanto a lei continuando a scrivere insistentemente qualcosa sui suo telefono. Vestiva un abito su misura più sobrio di quello della mora, ma non per questo meno bello, era anche questo lungo fino ai piedi ma con un corpetto di pizzo bianco su una gonna di chiffon rosa cipria che unito ai capelli biondi, abbastanza corti da poter essere portati sciolti, la faceva sembrare una principessa.
“Oppure potreste evitare di coalizzarvi perché continuerò a sentirmi un pesce fuor d’acqua”
“Oh ma quello è risolvibile, tesoro” esclamò Diamond raggiungendoli a sua volta, completando l’appello degli abitanti attuali della casa tutti riuniti in cucina “c’è l’open bar”. Infine, com’era nel suo stile, Diamond aveva scelto un abito variopinto con la scollatura a cuore in cui si alternavano fasce di colore blu, verde chiaro e acquamarina, solo una stola quasi impalpabile aveva il compito di coprire le braccia tatuate durante la cerimonia, le piccole treccine ora dei colori dell’arcobaleno erano state tirate su in una sorta di coda di cavallo conferendole un aspetto sbarazzino che dava abbastanza nell’occhio, soprattutto sapendo che accanto a lei ci sarebbe stato Radish nel suo completo total blu senza cravatta.
“Ditelo che avete deciso di farmi litigare con qualcuno oggi, non negate perché è evidente che vi siete messe d’impegno”
“Ovvio. Altrimenti ci annoiamo” i commenti riuscirono per un momento a stemperare l’atmosfera, abbastanza da permettere ad Hazel di alzarsi dallo sgabello senza perdere l’equilibrio sui tacchi.
“Dunque gente. In quanto damigella io devo andare da zia B per le foto, mentre tu papà, che sei il testimone di Vegeta”
“Gradirei che smettessi di ricordarmelo” ovviamente Hazel neanche prestò attenzione a quell’interruzione, continuando il proprio discorso come se nulla fosse
“Devi essere da lui per un ultimo brindisi da uomo libero e assicurarti che arrivi incolume all’altare. Posso stare tranquilla o devo fare la spola dai lati opposti della città?” Radish, con il suo classico broncio infantile che aveva recuperato dal repertorio quando conobbe sua figlia, le rivolse un’espressione offesa.
“Malfidata”
“Certo che lo sono, dopo mesi di preparazioni al fianco di zia. Anzi ho appena deciso che strada facendo chiamerò Rosicheena e Videl giusto per stare tranquilla. Ora, prima di fare veramente tardi, vogliamo andare Lazy?” la bionda sorrise dolcemente alzandosi dal proprio posto, con la sua innata eleganza che fece sospirare teatralmente Diamond con tanto di sguardo sognante.
“Certo amore. Guidi tu o preferisci che ci pensi io?”
“Io. Ho bisogno di muovermi. Ci vediamo in chiesa, se tardate ve ne farò pentire” e, dopo aver entrambe lasciato un bacio sulla guancia degli altri due, uscirono dall’appartamento dirette al parcheggio sotterraneo.
“Ti ho già detto che sei bellissima?” Lazuli sorrise quando le dita di Hazel si intrecciarono nelle proprie e ricambiò immediatamente la stretta.
“E tu sei uno schianto, dovresti vestirti più spesso così”
“Nah, mi piaccio come sono. Altrimenti entreremmo in competizione”
Lazuli era una splendida giovane donna dai capelli biondi e glaciali occhi azzurri, di circa sei anni più grande di Hazel che, contro ogni aspettativa, si innamorò della mora a prima vista, inconsapevolmente ricambiata. Ciò avvenne a una festa universitaria nella casa di una confraternita a cui Hazel era stata trascinata dalla sua amica Videl. Di suo non era interessata a entrare in una confraternita o andare alle feste, ma anche Radish si era messo d’impegno nel dirle di non precludersi nessuna delle esperienze che gli anni del college avevano da offrirle. Seguendo il consiglio di suo padre aveva indossato la sua giacca di pelle e si era recata alla sede della Delta Kappa Alpha. Lazuli se ne stava per conto proprio a rigirarsi tra le mani un bicchiere mezzo pieno di birra ormai calda, guardando quasi con disgusto gli studenti più ubriachi che si cimentavano in imprese idiote. Iniziarono a parlare con un pretesto che col tempo dimenticarono entrambe, dopodiché Hazel preparò due dry martini come le aveva insegnato suo padre, affermando distrattamente che nelle vacanze di primavera avrebbe lavorato al Corydoras. Mai si sarebbe aspettata di trovarsi davanti la bionda conoscente proprio nella prima sera di lavoro, reclamando il famoso dry martini perfetto che la minore le aveva promesso.
Ridendo divertite erano arrivate all’auto di Radish scelta per l’occasione, una Ford Mustang 5.0 v8 GT argento. Alla fine l’uomo era riuscito a far appassionare anche Hazel ai motori e, anche se non faceva gli azzardi di suo padre alla guida, la giovane aveva imparato ad apprezzare la guida sportiva.
 
“Volevo assicurarmi che non mi avessi detto una balla, non hai idea di quante stupidate si inventi la gente per attirare l’attenzione”  con il benestare di Radish e dei colleghi, Hazel aveva avuto il permesso di allontanarsi dal bar così le due munite dei propri cocktail si erano appartate ad un tavolo rotondo in un angolo del locale in cui era possibile chiacchierare senza sgolarsi.
“In realtà non mi sorprende che succeda” esordì sorseggiando il mojito analcolico che aveva preparato, avendo promesso a Radish di non bere alcolici durante le ore di lavoro “Sei bellissima, credo sia normale voler attirare la tua attenzione in ogni maniera possibile, anche se poi si rivela essere controproducente”  un attimo dopo Lazuli si era sporta fino a poggiare le proprie labbra su quelle della più giovane ma, contrariamente a ogni aspettativa, Hazel non approfondì il bacio.
Il giorno dopo si occupò dello scarico merci insieme a Radish e alcuni degli altri colleghi, Lazuli, che se avesse conosciuto il suo indirizzo avrebbe chiarito il tutto già la notte prima, la raggiunse lì con tutta l’aria di chi aveva bevuto uno o due caffè di troppo quella mattina e un imbarazzo palpabile che nelle poche volte in cui avevano interagito Hazel non aveva mai notato nella bionda.
“Andrò dritta al punto. Riguardo ciò che è successo ieri sera, ecco... Ecco, sì, di solito sono più brava a capire i segnali ma evidentemente... Uff” con un sbuffo Lazuli interruppe la loro passeggiata e le si pose di fronte per affrontarla nonostante Hazel la sovrastasse in altezza di almeno una decina di centimetri.
“Anzi no, io sono sicura di aver interpretato bene i segnali che ho ricevuto, quindi adesso spiegami: perché ieri non hai ricambiato il mio bacio?” Hazel si trovò a sgranare gli occhi per un momento, prima di sospirare.
“Avevi bevuto Lazuli e non volevo dover affrontare il discorso da mattina dopo in cui giustifichi un errore dovuto all’alcol” un’espressione strafottente si dipinse sul viso di Lazuli.
“Mettiamo bene in chiaro una cosa, Hazel Brief: io odio essere respinta. Quindi ti do cinque secondi per rimediare al tuo errore di ieri, altrimenti mi toccherà prendere provvedimenti. Uno... Due” ogni parola del conto alla rovescia era un passo nella sua direzione, ma Hazel rimase ferma.
“Tre... Quattro” le dita pallide si strinsero intorno alla maglietta “cinque” dopodiché la tirò verso di sé, Hazel non oppose resistenza. Un attimo dopo le mani di Lazuli affondarono nei suoi capelli neri, le proprie si arpionarono ai fianchi della bionda e le loro labbra si incontrarono in un vero primo bacio appassionato, incuranti dei passanti che camminavano loro intorno.
 
“Beh parlaci un po’ di te, Lazuli. Sei anche tu di Los Angeles o dintorni?” Gine annuì vigorosamente alle domande di Bonnie prima di aggiungerne a sua volta
“E state insieme da tanto? Scusa la curiosità cara, ma è la prima volta che Hazel ci presenta qualcuno che frequenta e nessuno di noi si aspettava una ragazza. Non che abbiamo qualcosa in contrario, per carità” per nulla offesa dal commento, Hazel non si lasciò sfuggire l’occasione di dire la propria, non mancando di avvolgere il fianco della sua ragazza con un braccio
“Sul serio? Papà invece ha cominciato ad accennarmi alle ragazze dopo neanche una settimana che abbiamo confermato l’effettivo legame di sangue. Per un momento ho avuto il dubbio di aver scritto lesbica in fronte”
“Era impossibile non notarlo Hazzy” commentò anche Radish facendole un cenno con il bicchiere di Jack Daniel’s.
“Stiamo insieme da quasi un anno, signora Son” fortunatamente Lazuli decise di intervenire prima che padre e figlia arrivassero a lanciarsi qualcosa giusto per infastidirsi a vicenda.
“Sono di Santa Monica, sto frequentando un master in gestione d’impresa al Los Angeles City college e nel frattempo lavoro come fotografa, lavoro che mi ha portato a spostarmi molto negli ultimi mesi e per questo non c’è stato occasione di conoscerci prima. Che altro dire... Non parlo con mio padre da quando ho fatto coming out, la mia matrigna è una stronza interessata più al nostro conto in banca che ad altro e ho un fratello gemello che è anche il motivo per cui ho conosciuto Hazel, dal momento che mi ha trascinato a una festa universitaria con lo scopo di attirare l’attenzione dei lumaconi che giravano intorno alla ragazza che aveva puntato. Va bene come breve riassunto?”
“Quindi non stai con Hazel per i soldi?” al contrario dei presenti che reagirono con espressioni più o meno accigliate alle parole di Turles – Gine gli tirò persino uno scappellotto alla testa – Lazuli rimase impassibile.
“Semmai per un momento era possibile il contrario, signor Son, almeno secondo mio fratello. Vede alla maggiore età ho ricevuto una piccola fortuna da mia madre e un posto assicurato nell’azienda di cosmetici di cui è CEO, per non parlare del fatto che Hazel si sia presentata a me come Hazel Brief che lavorava saltuariamente al Corydoras, non come Hazel Son figlia di Radish Son il milionario che si è fatto da sé. Col senno di poi credo che questa incomprensione sia stata un collante tra di noi, perché neanche lei aveva la più pallida idea di chi io fossi” con uno scatto felino e l’espressione di chi non ammetteva repliche, Gine tirò un secondo scappellotto alla nuca del figlio
“Ecco, belle figure che ci fai fare ogni volta che apri bocca” 
“Bene, direi che per oggi basti così. Sicuramente avremo modo di raccontare nuovamente il tutto con i dovuti approfondimenti non al prossimo pranzo di famiglia” detto ciò Hazel si alzò dal suo posto e porse una mano alla sua ragazza per aiutarla a fare altrettanto “Se la memoria non m’inganna, sono in debito di un ballo”
“Che memoria di ferro, signorina Son”
Hazel non è mai stata una cima nella danza, motivo per cui quando cominciò a frequentare Lazuli decise di iscriversi a un corso di ballo in cui trascinò Radish. Di tutte le attività padre-figlia fatte in quegli anni, nessuno dei due avrebbe mai ipotizzato che anche il ballo vi sarebbe potuto rientrare, o almeno non il ballo da sala. Comunque ne era valsa la pena se ora poteva orgogliosamente eseguire i passi di quel valzer senza sembrare ridicola.
“Hulalà! Sembra proprio che qualcuno si sia esercitato” ridacchiò Lazuli seguendo il ritmo che Hazel stava dettando.
“Ovviamente. Non vorrei mai fare sfigurar la mia ragazza” replicò Hazel sfoggiando un mezzo sorriso divertito specchio di quello di suo padre. Lazuli sorrise ancora, se possibile ancora più felice di prima ed Hazel di rifece gli occhi a quella vista.
Chiacchierarono del più e del meno tra una piroetta e una giravolta durante tutto il ballo, poi, quando la musica cambiò, una voce profonda richiamò la loro attenzione.
“Dite che mi è concesso un ballo con mia figlia?”
“Certamente” replicò la bionda cedendogli il posto ed Hazel si ritrovò ad allungare le braccia per intrecciare le dita dietro il collo di suo padre. La pelle chiara era segnata dalle tracce d’inchiostro dei nuovi tatuaggi che aveva aggiunto negli anni non solo sulle braccia ma un po’ ovunque su tutto il corpo. Per esempio aveva replicato il tatuaggio della giarrettiera di pizzo intorno alla coscia come quello di sua zia, invece sull’avambraccio ce n’era uno che aveva fatto insieme a Radish e lo avevano identico: due mani, una maschile e l’alta femminile, che si stringono il mignolo. Era la loro promessa e non gli interessava se gli altri non lo avrebbero capito.
“Quando sei diventata una donna?” Hazel ridacchiò imbarazzata, ma Radish continuò imperterrito “Sul serio, solo ieri eri una ragazzina con pessimo gusto nel vestire e oggi invece sembri una modella appena scesa dalla passerella” Hazel si prese del tempo per riflettere su quella domanda. A volte, soprattutto quando era con Lazuli, faticava a riconoscere in se stessa la bambina che troppo presto aveva dovuto rinunciare alla propria madre. Oppure ragazzina che era stata a sedici anni, quando si armò di tutto il coraggio che possedeva per suonare quel campanello e trovarsi per la prima volta faccia a faccia con suo padre, un uomo che fino ad allora non aveva mai neanche visto. In meno di un anno erano cambiate così tante cose che al solo pensarci le girava la testa, tanto lei quanto Radish avevano sconvolto non solo le loro abitudini ma anche le loro stesse vite pur di non rinunciare l’uno all’altra, pur di essere parte delle reciproche vite. Avevano lottato e insieme vinto quella battaglia ed era bello non guardare più le sue amiche con malinconia mentre parlavano dei propri padri. In cuor suo, Hazel si sentiva di aver stra-vinto alla lotteria, perché senza ombra di dubbio, nonostante i suoi innumerevoli difetti, il suo papà era il migliore.
Non aveva avuto nessuna paura un paio di anni prima a fare coming out con lui e fino ad oggi era stata infatti l’unica persona a sapere questo lato di lei.
 
“Sicuramente ti sentirai meglio ora che me l’hai detto perché deve essere stata dura tenere questo segreto così allungo. Ma, Hazzy, a me non interessa da chi sei attratta. Nocciolina, avresti potuto presentarmi un cacciavite e dirmi che fosse l’amore della tua vita e per me non sarebbe cambiato niente. Sei sempre tu, e da chi sei attratta non cambia questo o qualsiasi altro aspetto di te”
 
“Immagino che il tempo passa e ho semplicemente intrapreso il lungo percorso verso l’età adulta”
“E sono l’uomo più felice del mondo nell’essere al tuo fianco e accompagnarti”

NOTE AUTRICE – CAPITOLO 16

E ovviamente non può mancare un’ultima fanart. Avrei voluto crearne una di Hazel e Lazuli ma non mi piace il risultato, quindi eccovi Hazel con il suo vestito da cerimonia.