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Autore: Mercurionos    21/09/2019    5 recensioni
Ora in corso Episode of Mirk:
I quattro sconosciuti la guardarono terrorizzati. Solitamente, quando sparavano a qualcuno, questi aveva la decenza di riversarsi morente in terra.
“Tu sei un’imperiale?” Le chiese una delle figure a voce alta.
Mirk si voltò verso di lei: era una ragazza, anzi, quasi ancora una bambina, e sotto al sacco che usava come vestito stava palesemente nascondendo un fucile che, con la sua altezza, non avrebbe ancora potuto imbracciare.
“No, non sono un soldato.” Rispose Mirk.
L'Impero Galattico di Freezer, tirannico dittatore di tutto ciò che esiste: un periodo oscuro e inenarrato. Il rinnovato nucleo dell'impero attende tre guerrieri saiyan, gli ultimi della propria specie, predestinati a mostrare il proprio valore all'Universo. A partire dagli ultimi giorni del Pianeta Vegeta, fino a quel fatidico 3 Novembre, e oltre, nel massimo rispetto del magnifico Manga di Akira Toriyama.
Parte di "Dragon Ball: Sottozero", la vita dell'eroe che non abbiamo visto crescere.
Genere: Avventura, Comico, Introspettivo | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Freezer, Nappa, Nuovo personaggio, Radish, Vegeta | Coppie: Bulma/Vegeta
Note: Missing Moments | Avvertimenti: Tematiche delicate, Triangolo, Violenza
Capitoli:
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- Questa storia fa parte della serie 'Dragon Ball - Sottozero'
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GENTILI LETTORI, ATTENZIONE!
Dal momento che EFP funziona male, lo spostamento dei capitoli da parte degli autori purtroppo non ha alcun valore
. Quello che segue non è il primo capitolo, Vi invito quindi a raggiungere il vero capitolo 1 della storia, "Cuore Puro di Rabbia", dalla tendina di selezione capitoli,
qualunque esso sia nel momento in cui leggete questo avviso.
Se dovessi modificare la struttura della storia costringerei gli amministratori a spostare tutte le recensioni, e se cancellassi soltanto questo capitolo per sostituirlo con uno nuovo... cancellerei l'intera storia! La vita dello scrittore è davvero dura! Una volta che pubblicherò la versione definitiva di questa storia prometto che non ci saranno problemi simili!
Grazie di tutto, e Buona Lettura!


Prologo - Minus – 14 Giugno/17 Luglio Anno 739

“Comandante!” Era quasi impossibile sentire qualcosa nel frastuono della battaglia: esplosioni, energia, pezzi di alieno che volavano qua e là. “Cosa c’è, Riku?” Bardack si portò verso il guerriero saiyan che lo accompagnava, schivando un’onda di energia. “Signore, ci è stata ordinata la ritirata! Tutti i saiyan devono fare ritorno sul pianeta Vegeta immediatamente!”. Bardack si stupì: “Cosa?! Per quale motivo?” Eliminati gli ultimi ostacoli, i due uomini si diressero verso una piccola navicella biposto, e partirono per il loro pianeta natale. Si risvegliarono qualche giorno più tardi.

“Ci siamo quasi. È passato un po’ di tempo da quando non torniamo a casa, eh Riku?”. L’altro non rispose, visibilmente infastidito: “Voglio solo sapere qual è il significato di questa situazione. A quanto pare è stato un ordine di quel maledetto di Freezer. Come può ordinare una cosa… eh?” Il soldato si interruppe vedendo che Bardack stava indicando il suo orecchio sinistro. “Ah già, se non tolgo questo dannato scouter ci sentono…”. Con un rapido movimento, Riku tolse lo scouter dall’orecchio sinistro, lo spense e lo gettò di lato. I due combattenti continuarono a parlare, fino a quando Bardack non individuò un punto nello spazio: a poche decine di chilometri dalla loro traiettoria, l’ammiraglia di Freezer si era fermata nell’orbita del pianeta Vegeta.



Bardack assunse un’espressione crucciata, scendendo dalla nave: “Temo che ci sia sotto qualcosa di più rispetto a quello che ci hanno comunicato… Uè, Taro, hai sentito niente riguardo al motivo per il quale siamo stati convocati tutti qui?” Un saiyan basso ma corpulento lì accanto si girò di scatto, a quanto pare nervoso: “No. Magari ha trovato un pianeta interessante. I suoi uomini però sono andati in giro chiedendo riguardo ad un super saiyan…” Le ultime parole catturarono l’attenzione di Bardack: “Cosa? Quello della leggenda?”

“Ehi Gine, sono a casa!” “Bardack!” Una giovane e bella donna corse incontro all’uomo e lo strinse a sé. Era più bassa e minuta del guerriero, con folti capelli neri e una liscia coda che spuntava dalla gonna, molto attraente per essere una saiyan. Felice, l’uomo le sorrise. Non lo aveva fatto per mesi: “La città sembra essere in festa – disse guardandosi intorno – Dov’è Radish?”. Anche Gine sorrise: “È già un combattente! È stato mandato su un pianeta lontano con il principe Vegeta.”. Bardack fece una smorfia: “Che fortuna… E Kakarot? È ancora nell’incubatrice?”

Gine sorrise ancor più intensamente, e portò con sé l’uomo nella stanza accanto, accendendo le luci. Una vasca tonda, piena di liquido verde, s’illuminò, mostrando il proprio contenuto: un piccolo bambino, con i capelli scompigliati e la coda arruffata. “Sono passati quasi tre anni, perciò lo farò uscire presto…” La madre guardava il suo bambino con gli occhi lucidi, sorridendo dolcemente e confrontandone l’aspetto con il padre: “Ti assomiglia molto, non trovi? Soprattutto con quella pettinatura particolare.”
Bardack si avvicinò alla vasca, e guardò serio il bambino. Poi si rivolse alla moglie: “Io… Fra qualche settimana andrò a rubare una capsula spaziale. Lanceremo Kakarot verso un altro pianeta.”
“COSA?!?” Fortunatamente nessuno scouter registrò il guizzo involontario di ki nella saiyan, che replicò alle parole del marito: “Perché dovremmo farlo adesso? Essere un bambino di infiltrazione può essere molto pericoloso!” Bardack lasciò sbollire la donna e poi le rispose: “È per la salvezza di nostro figlio…” Gine rimase paralizzata sentendo queste parole. “Freezer sta tramando qualcosa… Avverto la presenza della… morte…”

Qualche settimana più tardi…
“Non è da te preoccuparsi per i tuoi figli.” Gine non lasciava trasparire alcuna emozione, e anche Bardack si sforzava di restare tranquillo: “Avrò preso da te, pappamolle!” “Non possiamo fuggire tutti insieme da qualche parte?” Bardack appoggiò la capsula spaziale per terra e guardò sua moglie: “…No, ci troverebbero con gli scouter. Io sono abbastanza forte e tu hai quei picchi d’ira spaventosamente impressionanti. – si voltò verso la capsula – Ho programmato la capsula per dirigersi verso un pianeta lontano, “Terrà” o qualcosa del genere. Lì c’è un sacco di cibo, però gli umani e le risorse naturali non valgono molto, sarà il posto perfetto per lui.”

Gine, con gli occhi ricolmi di tristezza, si rivolse al figlio nella sfera di metallo: “Se quel genio di tuo padre si è sbagliato, verremo a prenderti non appena ci sarà possibile!” Anche Bardack voleva rassicurarlo in qualche modo: “Ricorda, non devi alzare lo sguardo verso la luna terrana per troppo tempo! Mi raccomando… Devi restare in vita! E stai attento alla pattuglia galattica!”
La navicella si alzò di qualche metro nell’aria notturna e fece qualche giro su se stessa. Poi cominciò ad accelerare verso l’alto, e prese sempre più velocità, fino a scomparire fra le stelle più lontane.

 

“Non ho ancora capito cosa vuoi fare con l’altra capsula.” Tornati a casa in silenzio, Gine indicò una seconda navicella spaziale, che Bardack aveva portato con sé assieme alla prima. “Aspettami qua. Devo tentare di mettere al sicuro anche Radish, ora.” La saiyan rimase in silenzio a guardare il proprio amato allontanarsi nella notte, muovendosi furtivo tra le case, e si accorse che una lacrima le aveva rigato la guancia.

“Ehi, c’è nessuno? Toma? Seripa?” Il silenzio dominava la rudimentale casetta, almeno fino a quando Bardack sentì dei passi dal piano superiore. “Chi è?” Una flebile voce femminile scaturì dal buio, e una luce si accese nel salotto. “Pump! Perdonami se ti ho svegliata. Sto cercando i tuoi genitori.” La bambina, assonnata, assunse un’espressione crucciata: “Uffa… Non ci sono. Sono ancora in missione su Kanassa, però dovevano tornare già giorni fa!”
Bardack non sembrava felice di sentirlo: “Capisco… Senti, devi prepararti per un viaggio lungo. Tu sei amica di mio figlio, giusto?”
“Cosa? Di Ra… Di Radish? Sì, ma perché…”
“Mettiti la tuta da combattimento e vieni con me.”
“Cosa succede? Cosa centra Ra-Ra?”
“Senti: devi lasciare il pianeta subito. Freezer sta tramando qualcosa e almeno voi più piccoli dovete rimanere al sicuro. Quindi vai a prepararti e vieni con me. Ora.”
La ragazzina si strinse nelle spalle e, con le labbra contratte, fece un cenno con il capo.

“Hai capito il piano tesoro?” Gine stava mettendo a posto la tuta e i capelli appuntiti della piccola saiyan, attraversandoli dolcemente con le dita. “Sì sì. Vado da Radish e il principe Vegeta sul pianeta Vecoli e poi andiamo sul lontaaano pianeta Luud. Poi dico a Radish che suo fratello è sul pianeta Tera a… Nord, giusto?”
“Terrà”
“Quella lì”
Bardack entrò nella stanza: “Bene, la navicella è pronta al lancio. Andiamo.”
La piccola bambina accompagnò in silenzio i due adulti, che non si scambiarono alcuna parola: caricarono la giovane sulla capsula, la salutarono, fecero partire la nave, e aspettarono che fosse scomparsa nel cielo notturno. Dopo un lungo silenzio, Gine fu la prima a prendere parola: “Ora sii sincero, Bardack: cosa hai intenzione di fare?” Bardack la guardò stanco, fiaccato dalla giornata. Ma soprattutto, sembrava tormentato dai suoi pensieri. Dopo un po’, Bardack le rispose.



La nave ammiraglia di Freezer orbitava ormai da un mese intorno al pianeta Vegeta, silenziosa e immobile. La porta del ponte si aprì di scatto con un sibilo, e Zarbon entrò nella stanza: “Maestà Freezer, con permesso, ma credo che tutto ciò faccia parte delle solite leggende eroiche di cui sentiamo ogni volta.” Freezer non si girò neanche per rispondere alla sua guardia del corpo, ma si limitò a restare nella sua capsula di volo: “Lo so. Ma non posso trascurare nemmeno la minima possibilità. La razza saiyan è troppo orgogliosa per rimanere fedele a me: è giunto il momento di spazzarli via insieme al loro inutile pianeta… Quanti saiyan sono già tornati su Vegeta finora?” Un alieno basso, dalla pelle gialla e la testa ovale fece un passo in avanti, appoggiandosi su un ginocchio: “Lord Freezer, la maggior parte di loro dovrebbe essere ritornata in questo mese. Ma probabilmente ci vorrà un po’ di più per ogni singolo individuo per rientrare.”
“Non posso aspettare così a lungo. Metterò in atto il mio piano al più presto.”
Zarbon prese parola: “Signore, i saiyan superstiti non sospetterebbero di voi?”
“Fufufufu… Basta dire loro che un enorme meteorite è caduto sul pianeta…”

La porta si aprì di nuovo. Un massiccio alieno rosa entrò rapidamente nella stanza, ansimando. Zarbon gli urlò contro: “Dodoria! Cosa sta succedendo?”
“Lord Freezer! Re Vegeta… È qui!”
“COSA? COSA VUOLE?” Freezer era furioso. Ma anche terrorizzato: se i saiyan sapevano del suo piano, potevano fuggire e spargersi per l’universo. E se anche solo uno di loro era il super saiyan della leggenda, oppure quel dio dei super saiyan di cui parlava il dio della distruzione Beerus? Era necessario capire cosa volesse quel ridicolo sovrano primate. “Fatelo entrare! SUBITO! Zarbon, Dodoria, voi restate qui!”

Un minuto più tardi.
“Vegeta. A cosa devo l’inaspettato onore?”
“Potente Lord Freezer. Sono venuto da voi per chiedere un chiarimento: il mio popolo vi ha fedelmente ubbidito finora, ma siamo tutti fermi da un mese. La gente ha bisogno di lavorare. Di mangiare. Molti stanno perdendo… la fiducia…”
“Hah! In cosa? In me per caso? E che cosa pensano, Vegeta?”
“Lord Freezer… Il popolo senza lavoro fantastica sul motivo di questo raduno straordinario. I nostri rapporti con l’impero sono ancora giovani… Alcuni hanno ipotizzato anche che voi…”
“Cosa pensano? Forse che ho delle cattive intenzioni? Ad esempio… sterminare la razza saiyan?”
“… Cosa?”

Re Vegeta scattò in piedi pallido, con i pugni stretti. Freezer rispose al gesto scendendo dalla sua capsula, e avvicinandosi al monarca, sfidandolo con uno sguardo gelido. “Hai capito bene, Vegeta. – un sorriso malizioso sì allargò sul viso del tiranno – Siete già morti e non lo sapete.” Vegeta scagliò il suo ki alle stelle e si gettò su Freezer, ma invano. Questi afferrò la mano del saiyan, e la ripiegò su se stessa in modo innaturale. Il re urlò di dolore, e ciò parve piacere immensamente a Freezer: “Oh, povero Vegeta… Secondo te per quale motivo il dio della distruzione Beerus si sarebbe degnato di visitare un granello di sabbia come il tuo pianeta? Ma soprattutto, pensi che dopo averti onorato della sua presenza se ne sarebbe andato senza disintegrare tutto? – il terrore si fece largo tra gli occhi di Vegeta, sempre più minuscolo rispetto al feroce Freezer – E ora, indovina a chi ha concesso di cancellare voi misere scimmie!”

L’alieno minuto si abbassò di scatto, solo per poi proiettarsi velocissimo sul mento dell’avversario con un pugno teso. Vegeta cadde a terra, la bocca spumeggiante di sangue scuro. La tensione che aveva congelato il ponte di comando si allentò solo per pochi secondi: un allarme cominciò ad eccheggiare in tutta la nave e i soldati si precipitarono agli sportelli di uscita. Freezer si avvicinò alla plancia, infastidito e ancora sporco di sangue, e prese lo scouter: un solo potenziale combattivo di alto livello si stava avvicinando all’ammiraglia. Era un saiyan.

 

Note dell’Autore:
Ecco come è cominciato questo assurdo lavoro nel 2016.
Ho deciso di far partire la nostra storia proprio da " Dragon Ball Minus", dagli ultimi giorni di Bardack. Inoltre, grazie al contributo di “Dragon Ball Super: Broly”, ho potuto arricchire la mia visione del mondo di Dragon Ball delle caratteristiche mai esplicitate da Toriyama. E dico “grazie” perché il prologo è forse l’unica parte della fanfiction che non sia stata straziata molteplici volte dalle nuove informazioni contenute in questo film! Molte parti infatti sono state riscritte nel corso degli ultimi anni, ma lascio i dettagli a future uscite.

Finalmente abbiamo deciso di pubblicare la nostra storia, quasi tre anni dopo che ne avessimo parlato per la prima volta. Speriamo che l’idea vi intrighi abbastanza da sopportare la nostra eterna pigrizia!
Per ora non avete letto molto di nuovo, ma si tratta soltanto del prologo. Radish ci sarà sempre. Promesso.
Grazie di aver letto fino a qui, e fateci sapere cosa ne pensate! Ci vediamo nel prossimo capitolo, non perdetelo assolutamente!


Immagine per le 2500 letture complessive, 02/02/20


Immagine per le 1000 letture del prologo, 13/04/20
   
 
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