Film > Frozen - Il Regno di Ghiaccio
Segui la storia  |       
Autore: MiakaHongo    08/01/2021    1 recensioni
NOTA: La Fic si ispira anche agli eventi di FROZEN 2
Elsa e Jack vivono finalmente insieme nella stessa epoca, eppure qualcosa si insinua nuovamente nel cuore di Elsa: la paura.
Pitch si propone di aiutarla, ma è davvero questo il suo piano o nasconde qualcosa di più subdolo?
Jack si ritroverà di punto i bianco catapultato in una situazione senza precedenti, riuscirà comunque ad aiutare Elsa o inizierà a dubitare anche lui del suo futuro?
Genere: Avventura, Introspettivo, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het | Personaggi: Anna, Elsa, Kristoff, Olaf, Sven
Note: Cross-over | Avvertimenti: nessuno
Capitoli:
 <<  
Per recensire esegui il login o registrati.
Dimensione del testo A A A
Cap 13 The next right thing

NOTA: il testo contiene la canzone “Next right thing” riportata in grassetto, che ho reinterpretato come “duetto” in quanto rispecchia esattamente i pensieri dei personaggi di Anna e Jack in questo capitolo.
Vi posto quindi il link sia della versione maschile che femminile della canzone nel caso vogliate sentirle prima o dopo aver letto il testo (io vi consiglio di ascoltarle subito prima di leggere il relativo testo in grassetto per una maggiore immersione, ma a voi la scelta):
Versione Femminile:  Frozen 2 ‘The Next Right Thing’ Official Sing-Along Music Video (NEW 2020) Disney Animation HD - YouTube
Versione Maschile: Next Right Thing (해야할 ) - Frozen2 COVER by Dodobird (male version) - YouTube

 

 

 

Anna teneva tra le sue braccia Olaf mentre lui la fissava pensieroso, quasi come se stesse cercando qualcosa di essenziale, poi il suo viso si illuminò per qualche istante come se avesse trovato la soluzione a ciò che lo turbava.
“Anna, ho trovato qualcosa che non cambierà mai!”
“Che cosa?”
Chiese lei con voce singhiozzante.
Il pupazzo sorrise con le sue ultime forze.
È l’amore”
Anna ricambiò il sorriso mentre una lacrima solcò il suo viso.
“Caldi abbracci?”
“Oh sì: io amo i caldi abbracci!”
Anna strinse il pupazzo di neve e non riuscì più a trattenere le lacrime.
“Ti voglio bene”

ww

Sentì a poco a poco il pupazzo di neve sciogliersi tra le sue braccia ed allo stesso tempo sentiva come se ne stesse andando una parte di lei.
Quando anche l’ultimo fiocco di neve volò via si sentì come svuotata, senza più uno scopo.

I've seen dark before, but not like this
This is cold, this is empty, this is numb
 

Aveva già provato sensazioni simili da piccola quando era stata obbligata a vivere lontano da Elsa ed in solitudine all’interno del palazzo ma questa volta era diverso: questa volta le cose non sarebbero potute tornare come prima, non sarebbero potute più migliorare.
Per la prima volta si sentiva davvero sola e immersa in un’oscurità da cui non si sarebbe potuta rialzare.

 

 

 

 

 

Una volta arrivato sulla riva del mare oscuro Jack rimase letteralmente senza parole: non solo era un mare furioso e tempestoso ma aveva anche un’inquietante colore nero pece.
Il suo cuore mancò un battito quando da quelle acque emerse quello che doveva essere lo spirito dell’acqua ma che adesso assomigliava molto di più ad uno degli incubi purosangue di Pitch. Il cavallo lo fissava minaccioso, come se lo intimasse a non osare fare un’altro passo.
Sentì il battito accelerarsi ed il fiato farsi più corto insieme ad una terribile sensazione di paura che cresceva in lui: Elsa aveva ragione, un umano non poteva affrontare tutto questo.
Quindi era davvero finita?
Pitch aveva raggiunto Elsa e le aveva fatto del male?
Non sarebbe riuscito a salvarla?
No! Non lo avrebbe permesso, a qualsiasi costo.
Alzò lo sguardo in alto e finalmente vide qualcosa che placò il suo stato d’animo: La figura circolare della luna piena si ergeva splendente in cielo, nonostante il mare tempestoso. Inconsciamente le sue labbra si incresparono in un accenno di sorriso, si rivolse quindi a lei.
“Solo ora ho capito, mi spiace! Mi spiace di averti continuamente solo chiesto che tutto tornasse come prima… pensavo davvero che fosse la cosa più importante di tutte. In questo momento però mi sento così stupido ad averlo pensato: era così egoistico e mi è così chiaro adesso che l’unica cosa che conta è che Elsa stia bene! Quindi ti prego aiutami, fa solo che io riesca a salvarla!”
Ovviamente non ebbe risposta ma non se l’aspettava, cercò sulla spiaggia qualcosa di abbastanza robusto per creare una corda, quindi legò il suo bastone dietro la schiena e si tolse le scarpe: fissò il mare ed il cavallo nero con decisione.
Era pronto per affrontare la traversata.

The life I knew is over, the lights are out
Hello darkness, I'm ready to succumb

Tirò un profondo respiro che fece trapelare la sua agitazione, ma i suoi passi erano decisi e non lasciavano spazio all’esitazione. Stava per raggiungere l’acqua quando una forte folata di vento improvvisa gli impedì di avanzare: era lo spirito del vento.
“Ehi, che fai? Lo so che è una follia ma non capisci: devo andare. Elsa ha bisogno di me quindi puoi fare solo due cose: o aiutarmi o lasciarmi passare, perché non permetterò a nessuno di fermarmi!”
Il vento sibilò qualcosa che Jack non poteva capire ma c’erano espressioni che non necessitavano di parole per essere comprese.
Il ragazzo annuì deciso ed il vento lo lasciò passare, o meglio, iniziò a soffiare con forza dal basso verso l’alto portandolo il più in alto possibile per tentare di sfuggire alla portata dello spirito dell’acqua.
Il cavallo non appena si accorse della loro manovra evasiva creò un’alta onda di mare nero che li mancò per un pelo.
Jack diede un sospiro di sollievo ed accennò un sorriso.
“Bene, ora sì che ci divertiamo! È solo questo che sai fare?”
Pessima scelta di parole: doveva sapere ormai che è una cosa che non si deve mai dire! Infatti la calma durò poco perché lo spirito dell’acqua mostrò tutta la sua rabbia creando un’onda di altezza decisamente fuori dal normale che lo travolse completamente facendolo cadere in mare.
Quando poté riavere il controllo delle sue azioni si ritrovò in mezzo al mare tempestoso, provò a chiamare disperatamente lo spirito del vento ma la risposta che ottenne non fu quella voluta: dalle acque di fronte a lui si erse la figura del cavallo nero che gli si fiondò contro. Provò ad evitarlo ma non ci riuscì: il cavallo lo travolse portandolo sempre più a fondo nel mare oscuro.
Tentò con tutte le sue forze di toglierselo di dosso ma ogni suo gesto contro di lui era letteralmente come prendere a pugni l’acqua: si agitò e dimenò disperatamente ma niente sembrava funzionare, continuava ad essere trascinato sempre più in profondità.
Il paesaggio intorno a lui si faceva sempre più buio, riusciva a scrutare chiaramente solo la flebile luce gialla proveniente dagli occhi del cavallo: per un attimo quella luce lo aveva quasi ipnotizzato ma la verità era che sentiva le sue forze abbandonarlo sempre di più.

I follow you around, I always have
But you've gone to a place I cannot find
This grief has a gravity, it pulls me down

Ripensò alla sua vita passata, a tutto ciò che aveva fatto per arrivare fino a lì, eppure adesso si sentiva così impotente.
Lo realizzò per la prima volta: non sarebbe riuscito a salvare Elsa.
Fu allora che sentì il cavallo abbandonare la presa che aveva su di lui e nuotare via: probabilmente anche lui aveva capito che era inutile insistere, che ormai non ce l’avrebbe fatta a risalire.
Quel pensiero gettò il suo cuore nel panico: improvvisamente il suo corpo era come se si fosse accorto di ciò che lo circondava.
Era buio e sentiva freddo.
Aveva già provato quelle sensazioni un tempo ed il solo pensiero fece crescere in lui una forte paura.
Sentì mancargli il fiato e la disperazione impadronirsi sempre di più di lui, per un attimo gli sembrò quasi che ci fosse il nulla, finché qualcosa non attirò la sua attenzione: vide un fascio luminoso penetrare dalla superficie fin dove era lui.

ww3

But a tiny voice whispers in my mind

 

La luce sembrò illuminare l’oscurità che lo circondava e dipanare la paura che fino a poco prima lo assaliva.
Vide la sua pelle schiarirsi e sentì il freddo sparire all’improvviso.
I suoi occhi si tinsero di blu mentre i suoi capelli del colore del ghiaccio, una voce gli sussurrò un nome ma lui lo conosceva già.
Era diventato Jack Frost.

ww2

You are lost, hope is gone
But you must go on
And do the next right thing

Un sorriso si dipinse sul suo volto: forse ora aveva delle possibilità di farcela. Slegò la corda che aveva legato in vita e prese in mano il suo bastone, quindi evocò i suoi poteri che finalmente sentiva nuovamente scorrere in lui (non poteva negarlo era una bella sensazione!), li usò per darsi una spinta e risalire fino alla superficie.
Una volta emerso poté notare che il raggio di luce, come aveva immaginato, proveniva dalla Luna.
“Grazie!”
Sussurrò, quindi richiamò lo spirito del vento ma stavolta tramite i suoi poteri e questo accorse immediatamente.
“Esatto amico mio sono proprio io! Solo con qualche potere del ghiaccio in più… che dici, ci prendiamo una rivincita e sbianchiamo un po' quel cavallo? È troppo nero per i miei gusti!”
Zefiro sibilò in segno di approvazione quindi fece alzare nuovamente Jack in volo.
Lo spirito dell’acqua nitrì furioso nel constatare che Jack fosse ancora vivo, quindi scatenò una serie di onde contro di lui. Questa volta però Jack congelò prontamente le onde con i suoi poteri prima che queste potessero raggiungerlo.
“Ora sì che ci sarà da divertirsi!”
Esclamò Jack con un sorriso beffardo, quindi creò una tavola da surf di ghiaccio sotto i suoi piedi e iniziò ad avanzare tra le onde spinto dal vento.
Lo spirito agitò il mare tentando di sommergerlo ma con il connubio dei suoi poteri con quelli dello spirito del vento riusciva a destreggiarsi abilmente tra le onde, quasi fosse un gioco da ragazzi.
Inutile dire che la cosa fece infuriare ancora di più lo spirito dell’acqua che caricò lui stesso a tutta velocità verso Jack. Il ragazzo tese il bastone verso il cavallo.
Non ancora
Pensò, quindi tese i muscoli in attesa del momento esatto nel quale lo spirito dell’acqua fosse a pochi metri da lui: il cavallo avanzava alla carica e creò delle onde intorno a lui, pronte a scagliarsi verso il suo nemico.
Ora!
Jack usò i suoi poteri per congelare le onde formatosi introno al cavallo e creare una specie di cupola di ghiaccio che lo imprigionasse.
“Sì, ha funzionato!”
Esclamò esultante Jack, quindi si rivolse allo spirito del vento.
“Andiamo! Non lo tratterrà a lungo”
Quindi volò il più velocemente possibile verso Ahtohallan.

 

 

 

 


 

Anna non riuscì a quantificare quanto tempo era stata lì immobile a piangere… minuti? Ore? Neanche il tempo aveva più senso: le sembrava tutto così lontano e distante dalla realtà, relegata ormai alla sola oscurità che sentiva avvolgerla.

 Can there be a day beyond this night?
I don't know anymore what is true

 Non sapeva nemmeno se avrebbe mai più rivisto la luce. Infondo che senso avrebbe avuto? Aveva passato una vita intera alla ricerca di sua sorella ed ormai era sola, che senso aveva tornarci? Che senso aveva continuare a vivere o semplicemente alzarsi da quel pavimento?

I can't find my direction, I'm all alone
The only star that guided me was you

Vivere… se solo Elsa non fosse stata così determinata a scoprire la verità o se lei fosse stata più intransigente, probabilmente anche sua sorella avrebbe potuto continuare a farlo.
La verità.
Il suo sguardo si posò su quello che era rimasto ormai della statua creata dai poteri di Elsa.
Eri in fin di vita, eppure hai rischiato tutto per farmi conoscere la verità… perché?
La risposta ai suoi pensieri in realtà la sapeva già: conosceva sua sorella ed era disposta a tutto per le persone che amava o per quello in cui credeva. Erano molto diverse, eppure quella era sempre stata una cosa che le aveva accomunate!
Sarebbe stato così facile ed allettante restare lì in quell’oscurità, con solo il suo dolore a farle compagnia, l’unico che poteva davvero capire come si sentiva.

ww5

Eppure qualcosa dentro di lei, come una sottile voce, le diceva che c’era qualcosa di sbagliato in tutto ciò: se Elsa aveva davvero messo in gioco la sua stessa vita per quella verità era davvero giusto restare lì senza fare nulla, rendendo futile il suo sacrificio? Piangere e lamentarsi solo di se stessa?
Ripensò alle parole di Granpapà e forse per la prima volta avevano davvero un senso.
Comunque fossero andate le cose Elsa avrebbe sempre fatto ciò che credeva e né lei né Jack avrebbero potuto davvero impedirlo.
Quello che poteva fare realmente adesso era la cosa più difficile: fare la cosa giusta.

 

How to rise from the floor?
But it's not you I'm rising for
Just do the next right thing


Si alzò lentamente in piedi poggiandosi alle rocce, come se il dolore che sentiva dentro di lei le richiedesse un’enorme sforzo per farlo.
Rimase immobile per qualche istante a fissare i suoi piedi, come un bambino incerto ai suoi primi passi.
Prese un profondo respiro, quindi lentamente fece un passo dopo l’altro avanzando verso la luce che indicava l’uscita della grotta.


Take a step, step again
It is all that I can to do
The next right thing

 

Avrebbe mai smesso di stare male? Le cose sarebbero mai migliorate? Sarebbe mai tornata la stessa di prima?
Non aveva una risposta a queste domande ma sapeva che adesso quello che contava era solo trovare un modo per fare la cosa giusta: fare in modo che sua sorella non fosse morta invano.

 

 

 

 

 

Quando Jack arrivò ad Ahtohallan fu sorpreso dal trovarsi di fronte ad un ghiacciaio ma molto di più del fatto che l’oscurità lo stesse letteralmente contaminando.
Iniziava davvero a temere cosa stesse accadendo lì, quindi corse il più in fretta possibile all’interno della caverna.
Attraversò interi corridoi e cunicoli fatti di puro ghiaccio, li avrebbe trovati stupendi se non fosse stato completamente concentrato nella disperata ricerca di Elsa.
Più avanzava e più il ghiaccio sembrava farsi nero e la cosa lo terrorizzava, inoltre più si avvicinava e più sentiva delle orribili sensazioni e ciò che lo preoccupava di più era il percepire che non fossero le sue.
Ti prego Elsa dimmi che stai bene!
Pregò tra sé, quindi seguì le zone più oscure sperando di trovarne la fonte e che non fosse troppo tardi.
Arrivò sull’orlo di quello che sembrava un precipizio il cui fondo era talmente oscuro che non si riusciva ad intravederne la fine.
Con un balzo deciso si lasciò cadere e quando arrivò sul suolo notò con orrore che quello che prima gli sembrava vuoto in realtà era ghiaccio diventato ormai nero come la pece, si guardò intorno e sentì mancargli il fiato quando notò il corpo di Elsa inerme a terra.
“Elsa!”
Gridò con voce tremante mentre si precipitò a raggiungerla chinandosi verso di lei: il suo corpo era per buona parte ricoperto dall’oscurità. Avanzò la mano tremante verso di lei con il cuore in gola al solo timore di quale potesse essere la verità.

I won't look too far ahead
It's too much for me to take

Con i suoi poteri poteva percepire quelli di Elsa, e anche se deboli li sentiva ancora latenti ma, prima che potesse fare altro, una glaciale voce alle sue spalle interruppe le sue azioni.
“Jack Frost, immagino! Sai Jack i capelli bianchi ti invecchiano a dire il vero”
Non gli servì girarsi per sapere a chi appartenesse.
“Pitch…tu…TU, cosa le hai fatto?”
L’uomo osservò soddisfatto la pietra tra le sue mani che poco prima aveva assorbito anche il potere del quinto spirito. Portò quindi una mano al petto con fare teatrale.
“Io? Niente di che le ho solo fatto una semplice proposta e lei l’ha rifiutata e tu sai bene che gestisco male i rifiuti, o sbaglio?”
Questa volta Jack si voltò furioso verso di lui.
“Tu lo sapevi… tu hai sempre saputo tutto! Ma come potevi…? Ma certo! Quei fogli con le rune non mi hanno mai convinto, ed in realtà erano una specie di messaggio in codice, o sbaglio?”
“Wow, finalmente ci sei arrivato Jack! Allora infondo sei molto più perspicace di quanto credessi”
Rispose cinico l’uomo nero, chiedendosi comunque come mai il suo io del futuro fosse tanto intimorito da quel ragazzino.
“Non hai risposto alla mia domanda”
“Davvero? Ero sicuro di averlo appena fatto! Forse ho parlato troppo presto quando ho detto che eri perspicace… ma non temere ti illustrerò brevemente la situazione: ho oscurato lo spirito dell’acqua e con lui anche questo luogo, quindi quando Elsa è diventata il quinto spirito le ho proposto di scegliere la parte giusta, che è ovviamente la mia, ma lei ha preferito ‘scoprire la verità’…”
“Elsa è il quinto spirito?”
Pitch alzò gli occhi al cielo a quell’esclamazione di Jack.
“Sì, non mi interrompere GRAZIE! Dicevo, Elsa ha deciso di sprecare in modo futile il suo enorme potenziale e quindi io ho magnanimamente alterato il potere di questo posto con il mio, che ha fatto insinuare l’oscurità in lei e se la avesse accettata adesso sarebbe viva e vegeta ed anche meravigliosamente oscura ma… sembrerebbe aver sprecato anche quest’ultima occasione quindi adesso temo proprio che quando l’oscurità raggiungerà il suo cuore, morirà”
Quelle ultime parole fecero trasalire Jack, il quale puntò furioso il bastone contro di lui.
“PITCH, maledetto! Dimmi subito come posso impedirlo o ti trasformo in un ghiacciolo!”
Pitch alzò le spalle con totale noncuranza.
“Oh giusto i tuoi nuovi poteri di ghiaccio… tremerei di paura ma vedi la verità è che non ho intenzione di nasconderti che non c’è modo di impedirlo: un cuore che si sta oscurando non può essere fermato, lo avrai anche fatto in passato da ciò che mi ha accennato la mia controparte ma ti ricordo che, anche se ci fosse la futile speranza che Elsa si fosse innamorata di questo ‘Jack Overland’, tu ora sei Jack Frost e per lei non esisti, sei solo una futile leggenda per bambini”
“No…”
Esclamò Jack con voce tremante, rifiutandosi di arrendersi ad una simile verità per quanto sembrasse veramente inattaccabile.
“Ed invece sì mio caro Jack!”
Lo stuzzicò nuovamente l’uomo nero con gioia, allibito dal solo pensiero che un moccioso simile avesse potuto dare tanti problemi alla sua controparte.
“Perché? Perché fai tutto questo?”
“Bé sembra tu abbia dato fin troppe noie alla mio io del futuro se si è disturbato tanto per recapitarmi una lettera”
“Non può essere solo questo a te non interessa di nessuno, nemmeno del tuo io del futuro: tu non fai nulla se non sei sicuro di guadagnarci qualcosa!”
Pitch alzò un sopracciglio leggermente seccato da quella affermazione. Avrebbe voluto rivelargli tutto anche solo per il piacere di sbattergli in faccia la sua totale vittoria ma ricordava bene le ultime frasi della lettera del suo io del futuro contenti l’unica richiesta che gli aveva fatto. Nonostante quella richiesta lo avesse fatto innervosire, aveva deciso di rispettarla per il momento e per farlo non poteva accennare alla pietra e quindi per il momento decise di non farlo.
“Hai ragione Jack ma vedi il mio io del futuro altri non sono che io e le sue indicazioni non possono fare altro che indirizzarmi su un futuro più roseo del suo, guarda ad esempio cosa mi ha insegnato: ora so come oscurare i cuori e creare dei magnifici incubi! Cose che avrei imparato molto più in là. Inoltre se per imparare tutto ciò devo anche portare paura e distruzione… bé mi conosci no? Non rifiuto mai un invito ad una festa!”
Il sorriso malevolo di Pitch gli fece definitivamente perdere le staffe.
“Ora ti riduco in ghiacciolo, infondo facendolo potrei porre fine alle tue ombre ed Elsa sarebbe salva!”
Pitch scrollò nuovamente le spalle con un espressione che Jack faticò a non prendere a schiaffi.
“Certo potresti farlo ma quanto ci impiegheresti? Ammesso che vincessi, ed ho i miei dubbi, ci metteresti un po' per farlo e temo che Elsa non abbia tutto questo tempo, anzi gliene è rimasto davvero poco. Non temere però mi sento davvero magnanimo oggi: puoi darle un ultimo saluto prima che inizi il nostro epico duello, io mi godrò la scena da quell’angolo nell’ombra!”
“Tu ‘magnanimo’ non scherziamo nemmeno, non ne saresti capace nemmeno se fossi Nord!”
“Ok, mi hai scoperto, ammetto che l’unico motivo per cui ti concedo di farlo è per vederti cedere alla paura e disperazione, cosa che mi renderà lo scontro ancora più facile oltre al fatto che la scena sarà dannatamente divertente ovviamente! Certo, potresti anche decidere di attaccarmi e combattere subito senza dire nemmeno un addio ad Elsa, uno ‘scusa’ o oscene smancerie simili ma poi se te ne pentirai per il resto della tua eternità non dare la colpa a me!”
Jack in quel momento odiava così profondamente quell’uomo che avrebbe iniziato lo scontro solo per non dargliela vinta ma non riusciva a farlo.
Voltò lo sguardo verso Elsa.
“Ok, hai vinto”
Sbuffò il ragazzo recandosi da lei, mentre Pitch con aria compiaciuta si limitò ad scrutare la scena da lontano.
Jack osservò Elsa: ormai l’oscurità aveva quasi raggiunto il suo cuore.
Si chiese se tutto questo non fosse colpa sua: infondo tempo fa si erano conosciuti a causa della sua curiosità, del voler trovare uno spirito affine al suo e Pitch ovviamente se ne era approfittato.
Forse era davvero colpa sua se Elsa era finita a vivere nella sua epoca e non in questa a cui realmente apparteneva e se il Pitch del passato era ora più forte e pieno di informazioni pericolose, probabilmente anche per gli altri guardiani.
Eppure anche il darsi la colpa non sembrava avere un qualche effetto su di lui: stava male come non mai e dubitava che la cosa sarebbe potuta cambiare.
Copiose lacrime solcarono il suo volto.

Se solo ci fosse un modo per aiutarti! Se solo potessi fermare l’oscurità che sta arrivando al tuo cuore…
Sgranò gli occhi in quanto in quel momento una folle idea si impadronì di lui: sì, era una pazzia ed era estremamente rischioso ma d’altronde era l’unica alternativa che riusciva a vedere.
“Elsa, anche se non puoi sentirmi, mi spiace, per tutto. Credevo di doverti salvare io ma probabilmente non sarò io a fare quest’ultimo passo. Spero solo che funzioni”
Disse con voce tremante.

But break it down to this next breath, this next step
This next choice is one that I can make

Impugnò quindi il suo bastone e lo rivolse verso Elsa. Prima che Pitch potesse chiedersi cosa stesse facendo, Jack utilizzò i suoi poteri sulla ragazza congelandola completamente sotto lo sguardo esterrefatto del suo nemico.
“Che diavolo hai fatto?”
Gli chiese l’uomo nero.
“Ho utilizzato i miei poteri per congelare l’oscurità che hai utilizzato per oscurarle il cuore, in modo da bloccare la sua avanzata: giusto il tempo di sconfiggerti”
“Ma, sempre ipotizzando che tu riesca a fermarmi, lei resterebbe comunque col cuore di ghiaccio!”
Protestò perplesso.
“Sì, ma vedi: un atto di vero amore può sciogliere un cuore di ghiaccio!”
“Ti ho già detto che Elsa non crede in te e quindi tu ormai per lei sei incorporeo e non puoi aiutarla!”
“Vero ma non sarò io a farlo: sarà Anna a salvarla, ne sono sicuro”
“Piano interessante e orribilmente altruista ma patetico! Per attuarlo dovresti prima sconfiggermi e temo che tu non possa farlo”

Mi basterà usare i miei poteri per battere questo marmocchio, non mi scomoderò neppure ad usare la pietra.
“Tu non puoi ricordarlo Pitch ma ti ho già battuto, sarà un vero piacere farlo di nuovo!”
Replicò lui con un sorriso.
“Attento ragazzino, potresti fare una fine più miserabile della tua stessa esistenza!”
Detto questo l’uomo nero lanciò una sequela di attacchi oscuri contro il ragazzo ma questi li bloccò tutti rapidamente con l’uso del bastone, cosa che fece sgranare gli occhi a Pitch per la sorpresa.
“Che c’è Pitch? Il tuo io del futuro si è scordato di spiegarti come combattere?”
Lo canzonò il guardiano.
“Non hai ancora visto niente moccioso!”
Pitch usò i suoi poteri sul pavimento circostante dalle cui ombre iniziarono a spuntare le stesse creature oscure dagli occhi gialli che aveva richiamato per stanare lo spirito del fuoco.
Sotto suo ordine le creature balzarono nella direzione di Jack. Il ragazzo riuscì prontamente a gelare la prima e ad evitare la seconda ma per le altre non fu altrettanto facile: balzarono su di lui da tutti i lati e gli fu impossibile evitarle tutte.
Sentì la loro oscurità cercare di afferrare ed alimentare la sua: si ricordò del suo sogno dove aveva visto il suo io oscuro con i capelli neri e quel beffardo sguardo dagli occhi gialli.

Esisteva davvero?
Era lui che stavano fiutando e che volevano far emergere?

Più tali dubbi si facevano strada nella sua testa e più poteva sentire le ombre avanzare verso il suo cuore.
No!
Non avrebbe permesso all’oscurità di avere la meglio su di lui, quindi cercò di respingerle con tutte le sue forze.
Io non ho paura di voi, andatevene! Non sarò mai come voi.
Con questa convinzione i suoi poteri irradiarono per qualche istante l’area circostante allontanando le creature, le quali gemevano come se fossero state ferite.
“Che cosa diavolo fate? Dovete nutrirvi delle sue paure!”
Chiese Pitch, tanto incredulo quanto seccato.
“Non li rimproverare, non è colpa loro: semplicemente non mi fanno paura, tutto qui!”
Replicò lui con un sorriso sprezzante.
“Ma dovrebbero comunque alimentare e nutrirsi delle tue paure più profonde, tutti ne hanno!”
“Questo è vero: ognuno di noi ha un lato oscuro dentro di sé ed ognuno di noi lotta quotidianamente con se stesso per non farlo emergere. Io ho visto il mio e per quanto a volte possa tentarmi abbandonarmi ad esso, io non voglio diventare così, quindi mi spiace per te ma oggi quella lotta l’ho già vinta io! E poi i capelli neri non mi donano per nulla!”
Disse con un sorriso sbarazzino.

 

So I'll walk through this night
Stumbling blindly toward the light

Pitch offeso da tanta sfacciataggine evocò nella mano destra la sua falce oscura.
“Va bene ragazzino, vuol dire che devo iniziare a dare il mio peggio!”
“Davvero Pitch? Credevo lo stessi già facendo… ora sei tu che deludi me!”
Ironizzò Jack, evitando con un’abile scatto la prima falciata di Pitch.
L’uomo nero si avventò su di lui cercando di non dargli tregua, attaccandolo con numerose falciate ed usando i suoi poteri oscuri: ad ogni attacco Jack rispondeva prontamente o parava utilizzando il suo bastone.
“Sai qual è il tuo problema Pitch? Il nero! Sul serio: quel colore è terribilmente triste ci credo che sei arrabbiato un giorno sì e l’altro pure. Ci penso io ora a schiarire la situazione, tranquillo!”
Jack concentrò tutti i suoi poteri nel bastone, il quale si illuminò dalla base verso la punta, quindi sprigionò una potente onda di energia contrò Pitch.
L’uomo nero usò la falce in posizione difensiva per tentare di bloccare l’attacco, utilizzando i suoi poteri in controbattuta. Eppure, per quanto si sforzasse non riusciva a bloccare l’attacco che iniziò a ferirlo, incredulo fece appello a tutti i suoi poteri per difendersi ma fu inutile: l’attacco lo travolse completamente facendolo gemere dal dolore, lo scaraventò di diversi metri fino a farlo sbattere contro la parete di ghiaccio cadendo inerme a terra.
Jack ne approfittò per creare intorno a lui una gabbia di ghiaccio.
“E siamo a tre: quante volte devo sconfiggerti ancora per farti capire che non hai speranza?”
“Non è possibile… un simile moccioso non può sconfiggere un tale potere!”
“In effetti tempo fa non avrei potuto e soprattutto non da solo ma non hai calcolato che ormai ho anni di esperienza nell’affrontarti: so bene come combattere la tua oscurità e i tuoi stupidi giochetti! Tu invece sapevi ben poco di me ed hai sottovalutato i miei poteri e la mia esperienza”
Con enorme gioia Jack vide il ghiaccio che lo circondava tornare al suo colore naturale e sparire le ombre che attanagliavano Elsa.
“Preferisco decisamente questo colore per il ghiaccio! Ah ti consiglio di abituarti alle sbarre, ne vedrai parecchie anche in futuro… ma se vuoi scusarmi ho un attimo una faccenda da finire”
Esclamò voltandosi per andare nella direzione di Elsa.
Pitch ne approfittò per prendere con la sua mano debole e tremante la pietra.

Non è ancora finita ragazzino! Potrai anche avermi fatto esaurire quasi tutti i miei poteri ma ne ho altri cinque pronti ad aspettarmi
Con sorriso maligno richiamò i poteri della pietra facendoli confluire tutti dentro di lui: sentì le forze tornargli ed enormi poteri insinuarsi dentro di lui.
Il potere distruttivo del fuoco, l’agilità del vento, il feroce scorrere dell’acqua, il tremore della terra ed il potere creativo del ghiaccio.
Più confluivano dalla pietra a lui e più continuavano  a crescere ma iniziò a sentire un forte dolore al petto. I poteri erano sempre più forti.
Troppo forti.
Tentò di bloccare o invertire il processo ma non ci riusciva, sentiva solo i poteri sempre più incontrollabili e il dolore farsi sempre più insopportabile.
Quando non riuscì più a contrastarli il dolore divenne straziante facendolo urlare e cadere senza forze a terra, i poteri tornarono nella pietra che cadde a pochi passi da lui.
Le urla fecero rigirare Jack che corse nuovamente da lui.
“Che cosa è successo, cos’è quella?”
Chiese indicando la pietra, Pitch usò le poche forze che gli erano rimaste per raccoglierla con la mano tremante da terra ma esitò prima di rispondere alla domanda.
In quel momento si ricordo delle ultime righe della lettera che gli aveva scritto il Pitch del futuro, quelle parole che lo avevano fatto innervosire e che riteneva così impossibili, eppure ora sembravano così reali.

Mio caro io del passato, dopo tutte le informazioni che ti ho fornito non ho dubbi nella riuscita della tua impresa ma ti chiedo solo una cosa: nel caso remoto in cui tu dovessi fallire, non rivelare il vero utilizzo della pietra, convoglia sull’ultimo foro sul retro di essa il tuo potere e dalla a Jack dicendogli che serve a rinunciare ai propri poteri ma che funziona solo se è la persona stessa a rinunciarvi, quindi chiedi a lui di farlo. Ma sono convinto che questa è solo una mia stupita precauzione perché non falliremo, giusto?

Pitch del futuro.

In quel momento un terribile dubbio si impadronì dell’uomo nero.
Forse Jack aveva ragione: a lui non importava del suo io del futuro e se fosse stato valido anche il contrario?
Se tutto ciò avesse da sempre fatto parte del piano del suo io del futuro?
Se lui avesse previsto che le cose sarebbero andate in questo modo e se avesse fatto tutto questo solo per un qualche suo vantaggio?
Non poteva essere! Il suo io del futuro era davvero così crudele e furbo?
Temeva di conoscere la risposta, non sapeva se si sarebbe dovuto sentire fiero di se stesso o infuriato, per quello stava esitando.
“Pitch ti ho fatto una domanda!”
Insistette spazientito Jack.
Pitch alzò lo sguardo verso di lui.
Avrebbe detto la verità solo per non darla vinta al suo io del futuro? Solo per vendicarsi del fatto di essere stato usato da se stesso?
La tentazione era forte ma l’incrociare lo sguardo con quell’insolente ragazzino gli ricordò che c’era qualcuno in quel momento che odiava più di se stesso: usò il poco potere che gli era rimasto per farlo confluire dalla sua mano all’ultimo rombo sul retro, che si illuminò di nero.  Jack non poté notarlo perché Pitch era stato attento a coprirlo con la sua mano prima di passagli la pietra.
“Questa pietra serve a rinunciare ad i propri poteri, infatti se vedi brilla proprio dei poteri che ha assorbito finora: speravo si potesse fare anche il processo inverso in modo da usare quei poteri contro di te ma hai visto i risultati…”
Jack osservò la pietra con i vari rombi luminosi, fu Pitch a continuare a parlare.
“Jack potresti usarla: infondo ormai mi hai sconfitto ed avresti tutto quello che vuoi. Torneresti umano e potresti stare per sempre qui con Elsa e tua sorella, no?”
Per quanto lo tentasse tremendamente l’idea sapeva di non poterlo fare.
“No!”
Si limitò a dire prima di mettere la pietra in tasca e tornare ad avanzare verso Elsa.
Pitch lo osservò allontanarsi aggrottando la fronte.

Mio caro Pitch del futuro spero tu avessi previsto anche questo oppure tutta questa fatica è stata vana e spero davvero di essere diventato meglio di così.
Jack arrivò da Elsa, la quale era ovviamente ancora congelata. La cosa non lo preoccupava: sapeva che Anna sarebbe riuscita a salvarla in qualche modo.
Sentiva comunque una morsa al petto ed un senso di vuoto, dovuti dal fatto che ora sapeva qual’era la cosa giusta da fare.

 

And do the next right thing
And, with it done, what comes then?
When it's clear that everything will never be the same again

Sfiorò delicatamente con la mano il volto di Elsa ed una lacrima scese sul suo viso.

ww4

Aveva appena realizzato che era davvero finita, che niente sarebbe stato più come prima.
Sapeva che era l’unica scelta possibile per il bene di Elsa e dei bambini che avevano bisogno del guardiano del divertimento ma faceva comunque male.
“Lo so che potendo non sapresti scegliere tra me e Anna quindi non ti preoccupare lo farò io per te, porterò io questo fardello per entrambi, serbando per sempre nel cuore i magnifici ricordi del tempo passato insieme”
La sua voce tremava ma le sue parole erano decise.
La fissò per un breve momento che a lui sembrò un’eternità, quindi pronunciò quelle parole che ancora non le aveva detto esplicitamente ma che adesso gli uscirono così spontanee, nonostante avesse l’impressione che ormai fosse troppo tardi per pronunciarle.
“Ti amo”

 

 

 

 

 

 

Uscendo dalla caverna Anna si ritrovò su una montagna, inizialmente fu difficile abituarsi alla luce dell’esterno dopo essere stata al buio così a lungo ma quando ci riuscì poté scorgere il paesaggio circostante.
Foresta, alberi, natura, tutto sembrava così diverso e meno scontato di quanto lo ricordasse, probabilmente nella situazione in cui si trovava adesso poteva vedere le cose da un punto di vista differente.
Si sorprese nel constatare che normalmente non facciamo caso alle cose incredibili che ci circondano ma le iniziamo a notare solo quando siamo sul punto di perderle.
Il suo sguardo si soffermò però sull’unica nota stonata in quel paesaggio naturale: la diga.

ww6

Ma certo: la diga! Ora so qual è la cosa giusta da fare

 

Then I'll make the choice to hear that voice
And do the next right thing

 

 




 

 

Finalmente il nuovo capitolo! Questo capitolo è stato uno a cui tenevo particolarmente in quanto è stato uno di quelli che quando ho ideato mi ha convinta a scrivere la storia. Per questo la sua scrittura è stata un po' travagliata: volevo che venisse bene e spero vi piaccia come l’ho reso.
Se c’è una cosa che nel film non mi è andata proprio giù è che gli spiriti, come la stessa foresta, vogliano che Elsa arrivi a scoprire la verità per salvarli e non mi torna proprio il fatto che Ahtohallan la congeli. Cioè nel film le è andata bene che avesse rintracciato Anna sennò la verità sarebbe stata sepolta insieme a tutto e mi è sembrato davvero un controsenso. Perché faticarsi a chiamare Elsa con la voce del passato per poi congelarla senza darle la possibilità di aiutarli? Quindi come al mio solito ho reinterpretato la cosa nella mia versione inserendo Pitch che interferisce con i poteri di Ahtohallan cercando di oscurare il cuore di Elsa e Jack infine che la congela per impedire che l’oscurità raggiunga il suo cuore.
In questo capitolo ho inserito la mia personale interpretazione a due voci della canzone “next right thing”, spero vi sia piaciuta! Ammetto che nonostante sia una canzone del film un po' bisfrattata secondo me è una delle migliori del film perché porta un importante messaggio: anche nei momenti più bui dove ti sembra di aver perso tutto bisogna trovare il coraggio di andare avanti e fare la cosa giusta. Questa canzone a mio avviso sancisce quello che è il pg con la maggior crescita nel secondo film ovvero Anna. Secondo me nel secondo film ha una vera crescita rispetto al primo e matura prendendo la decisione più giusta per tutti, piuttosto che quella per se stessa.
Nella mia versione vediamo la contrapposizione tra lei e Jack: Anna ha capito che per Elsa non c’è più nulla da fare e che deve andare avanti e fare la cosa giusta, Jack invece non accetta questa realtà, vuole fare il possibile per salvare Elsa ancora una volta e riportarla alla sua epoca.
Solo successivamente Jack si accorge che il suo era un desiderio egoistico e che forse la cosa giusta da fare nel suo caso è sacrificarsi per la felicità di Elsa, nonostante la sua sia negata.
Alla fine sia lui che Anna “maturano” capendo qual è davvero la cosa giusta da fare, molto diversa da quello che credevano inizialmente, perché infondo la vita è così: pensiamo che le cose vadano o debbano andare in un modo ed invece magari vanno in tutt’altro e dobbiamo trovare la forza ed il modo di adeguarci per andare avanti.
Jack infine riesce finalmente a dichiarare i suoi sentimenti ad Elsa anche se lei non può sentirlo *sigh* (no non riesce proprio a dire quelle due parole in una situazione normale)
Piccola nota di “demerito” anche al Pitch del futuro, che ne pensate della sua contromossa? Avrà previsto anche questo?
Ma non è ancora finita, ci vediamo al prossimo capitolo
*distribuisce fazzoletti per l’angst generato*

Ps: per qualche strano motivo le immagini mi sono venute più piccole stavolta nonostante abbia usato lo stesso formato di sempre... ho provato a sistemarle spero siano venute bene adesso e che non siano troppo grandi al contrario

   
 
Leggi le 1 recensioni
Segui la storia  |        |  Torna su
Cosa pensi della storia?
Per recensire esegui il login oppure registrati.
Capitoli:
 <<  
Torna indietro / Vai alla categoria: Film > Frozen - Il Regno di Ghiaccio / Vai alla pagina dell'autore: MiakaHongo