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Autore: syila    06/03/2022    3 recensioni
Il Palazzo d'Estate non aveva un centro.
Come il delta di un fiume, una volta oltrepassato il grande portone laccato, si disperdeva in mille rivoli tra padiglioni, terrazze, ponti e giardini che s'inerpicavano sulle pendici della Montagna di Giada fino a perdersi oltre il velo leggero delle nebbie.
La luce crepuscolare in cui era sempre avvolto quel lembo del Reame degli Spiriti lo rendeva ancor più irreale; i suoi edifici galleggiavano nel vuoto, circondati dall'aureola delle lanterne, mentre i drappi delle casate che li avevano abitati nei secoli sventolavano al capriccio della brezza, come grandi vele di seta sfilacciata.
A Leng Ye Xue quel luogo aveva sempre ispirato un senso di decadenza e malinconia, era un'eredità del passato di cui non aveva mai avuto troppa cura; a differenza dei suoi predecessori, non aveva mai fatto nulla per ingrandirlo o abbellirlo.
Era anche abbastanza certo che ci fossero alcune stanze in cui non aveva mai messo piede.
Dei vivaci schiamazzi lo distolsero dalla contemplazione della luce lunare che inargentava i tetti d'ardesia; probabilmente il suo ospite aveva scoperto lo stagno delle anatre.
Genere: Fantasy, Mistero, Romantico | Stato: in corso
Tipo di coppia: Het, Slash
Note: Lime | Avvertimenti: Contenuti forti
Capitoli:
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Capitolo XV°
Anche un coniglio intrappolato è pronto a lottare.

Alaric riprese conoscenza con qualcosa di denso e soffice che gli premeva sulla faccia.
Quando acquisì maggiore lucidità si rese conto che il materiale soffice era pelo; una fitta pelliccia bianca occupava il suo campo visivo e si insinuava nelle narici stuzzicandole.
Il successivo starnuto strappò un'esclamazione simultanea a lui e al proprietario del pelo, che spiccò un balzo e gli finì sul petto. L'apprendista lo afferrò d'istinto, poi cominciò a scrollarlo e a sbraitare.
“Stavi provando a mangiarmi? Sono stanco di finire sul menù di voialtri, succede un po' troppo spesso per i miei standard!”
“Mettimi giù, soffro il mal di mare! Pensavo fossi morto! Sui miei antenati, giuro che non avevo cattive intenzioni!” strepitò a sua volta il candido animale.
Il ragazzo lo fissò, sorpreso e perplesso di avere tra le mani la versione cinese del Bianconiglio di Alice.
Gli diede un'altra scrollata, giusto per sincerarsi che non fosse un pericoloso mutaforma, infine lo mise a terra e provò a recuperare una dignitosa posizione eretta.
“A quanto pare cartello di Proprietà di privata di Ye Feng ha funzionato... Non sono morto, quindi non farai una fottuta medicina alternativa con la la polvere delle mie ossa!”
“Gli Otto Dei Immortali ci scampino, dalle tue ossa al massimo verrebbe fuori del buon concime per i Demoni Fiore.” ribatté la creatura, aggiustandosi lo zucchetto nero che indossava come copricapo.
“Ora che ti prende?” chiese quindi, notando l'atteggiamento sempre più spaventato e preoccupato del mortale, che si guardava attorno come se cercasse qualcuno.
“Ye Feng! Dov'è Ye Feng?” mormorò Alaric ormai pienamente sveglio “E dove sono quelle due carogne vestite di stracci?”
“Oh... alludi al Signore degli Shen... Il pupillo del nobile Leng Ye Xue...” disse il coniglio e il ragazzo assentì convinto.
“Si, si, lui!”
Alaric sperava in una continuazione del discorso, ma l'altro prese a lisciarsi il musetto con le zampe anteriori, disinteressandosi della questione
“Allora?”
“Allora cosa?”
“Dov'è Ye Feng? Lo hai visto?”
“Intendi di recente? Certo, poche ore fa, insieme a te.”
Trattare con le creature del Mondo degli Spiriti richiedeva una dose di pazienza che il francese aveva esaurito da un pezzo, perciò riagguantò il Bianconiglio per la collottola e riprese a scuoterlo.
“Sai cosa dicevano i latini? Repetita Juvant! Vediamo se ripetendo il trattamento riesco a cavarti qualche informazione utile, altrimenti ti venderò al serraglio delle bestie magiche di Mumbai!”
“È questo il modo di trattare uno spirito che ha dieci volte i tuoi anni?”
“Li hai spesi piuttosto male, non sei in grado nemmeno di fornire delle semplici indicazioni stradali! Dov'è Ye Feng? Dove lo hanno portato quelle canaglie?”
“Per tutti i demoni della pioggia, lo hanno immobilizzato e trascinato via! Noi ci siamo nascosti, avevamo paura di due spettri così forti!”
“Eri nascosto, però scommetto che quelle orecchie lunghe ci sentono bene! Hanno detto qualcosa?”
“Che lo avrebbero portato sulla Cima Spezzata e mi rifiuto di parlare ancora se continui a sbatacchiarmi come un tappeto impolverato!”
Alaric lo lasciò andare, ma gli tenne gli occhi addosso, pronto a riacciuffarlo nel caso avesse tentato una mossa falsa.
“Dov'è la Cima Spezzata?”
“Appena oltre il confine di queste terre... È un posto poco raccomandabile, dove in passato venivano eseguiti rituali e sacrifici e oggi offre asilo agli spiriti che vengono banditi dalle altre comunità.”
“Perfetto, è una condizione che conosco bene...”
“Non vorrai andare laggiù, vero?” domandò la creatura vedendo il ragazzo raccogliere lo zaino ed incamminarsi risoluto.
“Puoi scommettere la pelliccia che ci vado, mostrami la direzione da seguire.”
“Aspetta almeno il nobile Leng Ye Xue! Ormai i suoi servi fantasma lo avranno avvisato che qualcuno ha violato i confini!”
“Aspettalo tu se vuoi! Quei due non hanno portato Ye Feng a prendere un tè, vogliono il suo Qi e sembravano piuttosto affamati, non me starò qui ad attendere che lo prosciughino fino ad ucciderlo!”



Giunto alla base della montagna il giovane francese riconsiderò l'opportunità di attendere l'arrivo dei rinforzi; non erano tanto i pericoli della scalata a spaventarlo, quanto la loro mancanza.
Il sentiero si snodava agevole in larghe spirali tra ameni boschetti, che costeggiavano i fianchi del pendio, salendo gradualmente fino alla sommità.
Il Bianconiglio, diventato molto più loquace e disponibile dopo l'energica frollatura , gli aveva raccontato che la Cima Spezzata doveva il suo nome ad un fatto successo all'inizio dei tempi: un drago ancestrale aveva urtato il cucuzzolo con la sua coda creando una vasta spianata.
Il luogo fu adibito al ritiro e alla meditazione ed in seguito venne trasformato in altare sacrificale dai reietti che avevano cominciato ad infestare le sue pendici.
Ecco perché il tragitto era così agevole; nessuno avrebbe voluto trascinare le sue vittime su un percorso adatto alle capre di montagna.
Ye Feng era lassù, probabilmente ferito, forse addirittura morto.
In base alle sue spiegazioni il sole sorgeva solo sulle vette più alte del Mondo Degli Spiriti, quindi anche dalla Cima Spezzata si godeva una splendida alba, che poteva essere la prima e l'ultima per il Signore degli Shen.
Con l'orologio fuori uso doveva fidarsi del suo senso magico del tempo ed aveva calcolato che mancavano circa quattro ore all'arrivo del giorno; sufficienti ad affrontare l'ascesa, salvare l'Immortale e portarlo al sicuro.
Tuttavia Alaric, abituato a vedere il bicchiere perennemente mezzo vuoto, sapeva che si trattava di una previsione ottimistica, al netto degli ostacoli ancora celati ai suoi sensi sottili.

Pazienza, affrontiamo un problema alla volta.
In un videogioco non sai cosa ti aspetta al livello successivo e non sai se e quando riceverai degli aiuti o quanto sarà grosso il Boss finale...
Beh! In questo caso un'idea ce l'ho, quindi parto avvantaggiato.




“Ha imboccato il sentiero, molto bene.”
“Siamo ancora in tempo per annullare tutto, posso liberare a-Feng dalle catene mentre lui è svenuto, senza compromettere la nostra copertura...”
“Temi per l'incolumità del tuo pupillo o hai paura che Alaric fallisca?”
“Ad essere sincero... entrambe le cose.”
“Perciò pensi che sia io l'incompetente.”
“Eh?”
“Ritieni che il mio piano sia una follia e metterà a repentaglio le vite di entrambi...”
“Yubi, baobei, io...”
“Tu mi sottovaluti sempre e questo mi fa arrabbiare!” esclamò l'interpellato, investendolo con veemenza.
“È il Talismano del Mutamento che alimenta la tua paranoia.”
Ye Xue prese in consegna dall'amante il bracciale di ematite e lo avvolse in un lembo di stoffa intrisa di potenti incantesimi, prima di farlo sparire tra le pieghe del suo abito.
“La semplice vicinanza stravolge il carattere di una persona; più è pura e gentile, più drastico è il ribaltamento dei suoi valori.”
Il mago sospirò e si massaggiò la fronte, era pallido, quasi cereo ed aveva l'aria stanca.
“Ti avevo avvisato, sono oggetti molto potenti.”
“Non c'era altro modo, un semplice travestimento poteva ingannare Alaric, ma Ye Feng ci avrebbe scoperto subito. Dovevamo essere credibili.”
“Oh fidati baobei, lo siamo stati fin troppo.”
“Abbiamo esagerato?”
“Il mio wanbei è forte, fratture e ferite guariranno in un paio di giorni, ammesso che il ragazzo riesca a liberarlo prima dell'alba. In caso contrario dovremo raccogliere una prugna avvizzita e un cuore infranto.”
“È per questo che lo seguiremo da vicino, noi siamo il Piano B.”
Il Signore degli Shen sorrise e lo prese in braccio trasportandolo con un lungo balzo fino ad una sporgenza di roccia che formava un arco naturale sopra il sentiero .
Da lì era facile tenere sotto controllo i movimenti del giovane, ancora alle prese con la parte iniziale della salita.
“Ricordami cosa prevede il Piano A.”
Yun Bai annuì e prese ad illustrarglielo.
“Ho sistemato dei Lacci Mentali lungo il percorso, si tratta di trappole invisibili, calpestandole Alaric attiverà degli ostacoli che richiederanno prontezza e concentrazione per poter essere superati; sono prove che un apprendista mago è perfettamente in grado di affrontare.”
“Immagino che uno stormo di Gudiao* affamati rientri nel livello di competenza di un apprendista ...” convenne Ye Xue indicando il francese impegnato a difendersi da una decina di sgraziate bestiacce alate, che gli saettavano attorno lanciando assordanti grida stridule.
Il maestro Sheng abbassò lo sguardo e sbiancò.
“Quelli non li ho creati io...”
“Allora presumo che siano il Piano C.”
“È stata la magia nera del mandala ad attirarli.” dedusse il mentalista.
“Stai tranquillo, non permetterò che interferiscano, li disperderò e...”
“No! Aspetta.”
“Vuoi goderti lo spettacolo mentre lo divorano vivo? È il Talismano del Mutamento che influisce ancora sulle tue scelte? Eppure l'ho neutralizzato!” esclamò l'amante, tastandogli la fronte e poi il polso.
Yun Bai crollò il capo e gli fece segno di guardare meglio.
“Si sta preparando a lanciare un incantesimo.”
“Vuole scacciarli col fuoco?” chiese l'Immortale vedendo il francese alle prese con due pietre da cui faceva scoccare alcune scintille “L'idea è buona, ma la resa sembra piuttosto scarsa...”
“Abbi un po' di fiducia nei maghi della Terra Gege!”
“Io sono molto fiducioso, però lui se la prende comoda!”
In quell'istante la parete rocciosa s'illuminò del riverbero di una vivida fiamma bianca, che costrinse i due osservatori a distogliere lo sguardo.
“Diamine... è Magia Sacra?”
Ye Xue dovette gridare per sovrastare lo strepito delle orribili creature, che stavano battendo in ritirata, spaventate e confuse dalla luce accecante.
“Noi la chiamiamo magia Primeva, il principio originario alla base di ogni magia e in questo senso si, è davvero sacra.” rispose Yun Bai.
“Quindi il mascalzoncello ha davvero delle potenzialità...”
“Ha sorpreso anche me in effetti.”



Il punto di vista di Alaric sulla situazione era drasticamente diverso; non aveva tempo da sprecare nell'autocompiacimento, se quegli uccelli erano il comitato di benvenuto chissà cosa lo aspettava al traguardo.
Mentre arrancava in salita passò in rassegna le armi che custodiva in bottega: esplosivi, balestre con dardi incantati, nebbia velenosa, lame lacera-spazio, ombrelli dell'invisibilità...
Non ne aveva portata nessuna, nemmeno la più piccola e rudimentale.
L'incantesimo primevo aveva funzionato, perché nel Mondo degli Spiriti la magia circolava libera in grandi quantità, però non aveva la garanzia di altri successi.
Poteva sbagliare i tempi o le parole, poteva perdere le forze o non riuscire a concentrarsi e il turpiloquio da solo non bastava a superare gli imprevisti.
Assorto in questi ragionamenti si avvide a malapena della frana che aveva portato via una parte del sentiero lasciando integra solo un'esigua fila centrale di rocce malmesse, le affrontò di corsa, saltando con l'agilità di uno stambecco.
Allo stesso modo schivò una caduta di pietrisco e non si lasciò ingannare da un bivio che conduceva all'interno di una caverna promettendo un percorso apparentemente più breve.
“Sta superando tutte le tue trappole illusorie.” disse il Signore degli Shen.
“Come farebbe un mago.” convenne Yun Bai “Usa d'istinto i sensi sottili per risolvere i problemi contingenti, intanto la sua mente è concentrata sull'obiettivo prioritario: salvare Ye Feng.”

Nonostante la relativa facilità della scalata il giovane francese arrivò in cima col cuore che gli balzava in petto, sia a causa della corsa che per l'ansia di trovare l'Immortale.
Un compito piuttosto difficile a giudicare dalla planimetria del luogo.
Lo spiazzo non era pianeggiante come aveva ipotizzato guardandolo dal basso: tra enormi massi sparsi alla rinfusa erano sorti altari, edicole votive e ricoveri di fortuna.
Ovunque crescevano rovi e alberi nodosi tra cui sventolavano bandiere di preghiera, ormai ridotte a lacerti di stoffa scolorita.
In quel labirinto, da qualche parte, c'era Ye Feng.
Dei due spettri invece nessuna traccia, ma questo non significava nulla, avevano ingannato un Immortale figurarsi lui, che era solo uno scalcinato apprendista mago.
Magari erano nascosti nei paraggi, pronti a saltargli addosso e l'idea gli fece sollevare il dito medio della mano destra, in una silenziosa ed eloquente provocazione alla diabolica coppia.
Alzò la testa e notò che il cielo, gonfio di nuvole purpuree, si stava aprendo ad oriente in una sfumatura cinerea; mancava meno di un'ora al sorgere del sole e non poteva sprecarla rivoltando tutti i sassi della spianata.
Infischiandosene di attirare altre bestiacce decise di tentare una delle poche cose in cui riusciva bene: fare casino.
“Ye Feng!” urlò con quanto fiato aveva in gola “Ye-Er-Gege! Bao-Feng! Dove cazzo sei? Rispondimi! Bao-Feng!”
Usare a sproposito il suo nome infilandoci dei vezzeggiativi a caso indispettiva a morte il Signore degli Shen, se era ancora vivo e cosciente avrebbe sicuramente ottenuto una reazione.
Attese che l'eco si disperdesse tra le rocce e subito dopo gli parve di sentire un lontano clangore di catene; forse era lui o magari un altro mostro, valeva comunque la pena di verificare.
Il giovane francese s'infilò senza esitazione in un dedalo di giganteschi monoliti seguendo la debole traccia sonora e arrivò ad uno slargo dove un rozzo gradino di pietra, sovrastato da due imponenti pilastri, fungeva da altare.
Appena oltre il versante della montagna precipitava in una ripida scarpata e non lasciava via di scampo, costituendo la perfetta scenografia per un sacrificio.
La vittima destinata all'offerta rituale giaceva riversa alla base del gradino, assicurata ad esso con robuste catene.
Quando capì di chi si trattava Alaric iniziò a correre, poi ad un certo punto incespicò e cadde lungo disteso.
“Cazzo Ye Feng! Quando ti chiamo degnati almeno di rispondere!” esclamò proseguendo carponi fino a colmare la poca distanza che c'era tra loro “Ehi svegliati! Dobbiamo andare via!”
In preda ad una violenta euforia gli strinse le spalle e cominciò a scuoterlo perché reagisse ed in effetti l'Immortale aprì gli occhi, poi piegò le labbra in una smorfia di disappunto nel riconoscere chi lo stava maltrattando.
“Perché sei venuto?”
L'apprendista lo fissò incredulo.
Alais! Passavo di qui e ho pensato di venire a fare due chiacchiere!” sbraitò “Sono venuto per liberarti razza di idiota!”
“Probabilmente è una trappola e comunque tra poco non ci sarà più niente da salvare...”
L'Immortale tacque e abbandonò il capo contro la pietra.
Sembrava sfinito e aveva vistose ammaccature sul viso tuttavia, a parte il braccio destro che penzolava inerte in un'angolazione innaturale, non c'erano altre ferite degne di nota.
“Fanculo! Non credo alle previsioni del tempo, vuoi che dia retta al tuo pessimismo cronico?”
Alaric gli voltò le spalle e cominciò ad esaminare le catene che lo trattenevano: forse poteva spezzarle se Ye Feng avesse collaborato.
“Smettila di ciondolare e dammi una mano!”
“Riesco a malapena a restare sveglio.” rispose l'interpellato in un fiacco sussurro.
Lo sguardo del francese cadde sui robusti ceppi di legno che intrappolavano i polsi del Signore degli Shen; il legno indeboliva il suo Yin, come il metallo indeboliva il lato Yang di Xue Ge.
Non sarebbe mai riuscito a liberarsi da solo.
E lui non aveva nemmeno una fottuta lima per unghie. “Dov'è quel lavativo che osa definirsi il tuo Mentore?”
“Fuori portata credo, i miei pensieri... non sono lucidi, i sensi stanno svanendo.” sussurrò a fatica l'interpellato.
La replica fece montare la rabbia del ragazzo.
“Siete perennemente in contatto come due fidanzatini appiccicosi e adesso che hai bisogno di lui non è raggiungibile? Venerabile maestro un cazzo, è un bastardo inaffidabile!”


“Mi odia proprio...”
Nascosti dietro un velo d'illusioni Ye Xue e Yun Bai sentivano e vedevano tutto, pronti ad intervenire nell'ipotesi che le cose fossero precipitate.
“In questo momento odia più sé stesso, perché non è abbastanza forte ed esperto per salvarlo.”
“Ci palesiamo?”
“Diamogli ancora qualche minuto, il sole non è ancora sorto...”
“Yubi mi farai morire di crepacuore!”



“È ora che tu vada via...”
“Sta zitto e lasciami lavorare!”
Alaric continuava a rigirare e tastare i ceppi e le catene; erano artefatti molto vecchi e solidi, però il metallo presentava vistose chiazze di ruggine, mentre il legno era fessurato e tarlato.
Quando credette di aver individuato il punto in cui gli anelli erano più fragili raccolse un sasso e cominciò ad infierire con forza. “Qualunque cosa tu voglia provare è troppo tardi per metterla in atto, Xue Ge... se potesse lui sarebbe già qui.”
“Ma non eri svenuto? Evita di rompere le palle! Ho bisogno di silenzio e concentrazione!”
E magari di un po' di tempo in più...
Pensò guardando l'orizzonte incendiato da una sottile striscia infuocata.
Obiettivamente le sue possibilità si stavano esaurendo; senza gli strumenti del laboratorio aveva le mani legate e gli incantesimi che conosceva rischiavano di peggiorare la situazione, mettendo a in pericolo la vita di Ye Feng.
Potrei costruire un riparo di fortuna...
Sulla spianata c'era parecchio materiale adatto a realizzare una tettoia o una capanna che proteggesse l'Immortale dalla luce del giorno, ma anche per questo serviva tempo, un bene ormai in via di esaurimento.
“Vai via, vattene...”
La richiesta disturbò i suoi febbrili ragionamenti.
“Smettila, le tue lagne mi distraggono!”
“Non capisci? Non voglio che tu sia qui quando succederà! Non voglio che tu mi veda morire!” esclamò il prigioniero, sollevandosi in un disperato tentativo di spingerlo via.
La reazione repentina colse alla sprovvista il ragazzo, che perse l'equilibrio, finì a terra e rinculò in fretta davanti alla sua espressione minacciosa.
“Sparisci!”
Alaric invece si guardò bene dall'obbedire, sogghignò e poi indicò le catene.
“Sono troppo corte, vero? Questo significa che resto finché mi pare.”
“Ostinato come un mulo...” mormorò l'altro.
“Lo considero un complimento detto da te, perché questo mulo non lascerà niente di intentato, riuscirò a liberarti o non mi chiamo più Lafayette!”

Suo nonno avrebbe saputo cosa fare in una circostanza del genere, lui aveva sempre una soluzione e spesso la trovava prima che si presentasse il problema.
Affacciandosi al bancone da lavoro Alaric lo vedeva creare praticamente dal nulla oggetti incredibili assemblando materiali poveri ed eterogenei, che tra sue mani esperte diventavano preziosi come oro.
Possedeva l'arte di modellare la materia, di plasmarla a suo piacimento in forme nuove, donandole incredibili proprietà e da bambino passava ore ad osservarlo, dondolandosi in bilico sulle punte dei piedi per tentare di carpire i suoi segreti.
Uno qualsiasi di quegli incantesimi sarebbe stato sufficiente a liberare Ye Feng.
Purtroppo il nonno era morto prima di insegnargli le formule più complesse e non aveva lasciato niente dietro di sé a parte un nipote allo sbando, rottami e macerie fumanti.
Quello che Alaric aveva imparato in seguito era stato frutto di disastrosi fallimenti e scoperte casuali.
Il che andava bene per un giovane artigiano magico, faceva parte del suo processo di formazione, però diventava un problema quando si trattava di salvare in pochi minuti il proprio maestro e amante.
“Cosa fai adesso...”
Il Signore degli Shen aveva rinunciato ad allontanarlo, ormai era troppo debole anche per protestare e si limitava ad osservare il suo affannoso arrabattarsi accanto ai ceppi di legno che gli bloccavano i polsi.
“Provo a trasformare l'acqua in vino!”
“Se fossi cristiano ti accuserei di blasfemia...”
Il francese fece spallucce e continuò i suoi maneggi; aveva la fronte coperta di gocce di sudore e salmodiava in una lingua che all'Immortale parve latino.
Almeno nell'essere sacrilego metteva un certo impegno.



“Basta, è il momento di intervenire! Il ragazzo ha già dimostrato il suo coraggio e le doti di un vero mago, dobbiamo portarli via prima che il sole indebolisca anche me!”
“Tu proprio non capisci vero?”
“Capisco che ti piace il rischio, ma adesso stai esagerando!”
Ye Xue incassò la successiva pacca sul braccio con uno sbuffo contrariato.
“Un mago non si arrende mai.” lo redarguì il mentalista “La sua volontà lo sostiene e lo rende capace di imprese impossibili, a cosa sarebbe servito tutto questo se intervenissimo adesso? Deve trovare in sé stesso le risorse e reagire. Non sempre possiamo contare sull'aiuto altrui o su comode scappatoie e a volte dobbiamo inventare soluzioni a problemi apparentemente insormontabili.”
“Nel frattempo il mio allievo rischia la vita!”
“Ha smesso di rischiarla un attimo fa!” Yun Bai gli appoggiò la mano sulla spalla e lo costrinse a girarsi, la discussione li aveva distratti e non si erano accorti che l'apprendista era finalmente riuscito a liberare Ye Feng e stava cercando di trascinarlo in un anfratto all'ombra.

Alaric aveva davvero trasformato l'acqua in vino, spingendosi oltre i suoi limiti era riuscito a manipolare la materia e per pochi secondi il legno dei ceppi aveva ceduto diventando morbido come cera.
Tuttavia aveva speso ogni stilla di energia nell'incantesimo.
Non aveva più forze.
Spostare o trascinare Ye Feng a peso morto era fuori discussione.
Fatti pochi passi si accasciò accanto a lui e lo abbracciò quasi a proteggerlo dalla luce che sorgeva trionfante sulla cima delle montagne.
“Beh... Avevi ragione, è uno spettacolo che vale la pena vedere almeno una volta nella vita, però avrei preferito rimandare.” mormorò stringendolo più forte.
Il Signore degli Shen accennò un piccolo sorriso e chiuse gli occhi, il calore del sole stava già aggredendo il suo corpo e irrigidiva gli arti.
In pochi minuti Alaric avrebbe avuto tra le braccia una sorta di mummia rattrappita, mentre la sua anima, senza altre creature viventi nei paraggi a cui ancorarsi, sarebbe evaporata nell'etere come accadeva a quelli della sua stirpe, espulsi dal ciclo eterno di morte e rinascita.
Lo sapevano entrambi, solo che lui aveva già accettato il suo destino, mentre il ragazzo conservava ancora delle speranze, perché era insito nella natura umana.
“Sei stato bravo prima...” ammise sforzandosi di mettere a fuoco il suo viso “Diventerai un ottimo mago e la gente farà la fila davanti alla tua bottega...”
“Ehi! Cos'è un messaggio di addio? Un testamento spirituale? Risparmia il fiato non ho ancora finito con te, adesso mi riposo un attimo, poi ti porto all'ombra prima che ti trasformi in un umeboshi!”
“Solo ai giapponesi poteva venire in mente di mettere le prugne sotto sale...”
La debole risata di Ye Feng si trasformò in un rantolo, anche il polmoni stavano cedendo e l'apprendista, preso dal panico, provò ripetutamente ad alzarsi ed altrettante volte si afflosciò imprecando tutte le divinità che gli venivano in mente.
“Alaric... Alaric smettila, non sta bene maledire gli dei sul letto di morte di qualcuno...”
“Cazzo perfino in questo stato hai il coraggio di rimproverarmi? Sei proprio una spina nel culo!” esclamò il francese in lacrime prendendo la mano che l'altro aveva sollevato per tentare una carezza “Dimmi qualcosa di carino almeno prima di morire!”
Wo ai ni... Alaric... Il tuo maestro è davvero orgoglioso di te...”

“Nessuno morirà oggi!”
Il ragazzo intercettò un movimento alle sue spalle con la coda dell'occhio, ma prima ancora di pensare ad una reazione venne spinto in avanti e trascinato dentro un tunnel di luce, dove si presentò la sgradevole e ormai familiare sensazione di frantumarsi in miliardi di atomi.

Fine Quindicesima parte


⋆ La voce dell'onniscienza ⋆

Come vi avevo anticipato in questo capitolo succede un po' di tutto, ma soprattutto succede di corsa!
Alaric redivivo e confortato da un riluttante "Signor Coniglio" (che si chiama Xiao Tuzi e lo rivedremo più avanti :D) parte alla riscossa deciso a salvare il suo maestro, tenuto prigioniero sulla cima di un'alta montagna.
Scopriamo anche l'identità dei due nefasti individui che li hanno attaccati e...
Ci sono proprio i senior, opportunamente camuffati, dietro questo trappolone!
Chissà se Gege ha approfittato della circostanza per dare un paio di mazzate in più al suo pedante allievo, noi vogliamo credere che sia stato fatto tutto a fin di bene però :D
L'apprendista francese da fondo a tutte le sue riserve per liberare Ye Feng, compreso l'insultarlo con nomi a caso, alla fine riesce a forzare le catene, però è ormai tardi, il sole è sorto e questo significa che il tempo a sua disposizione è finito, per fortuna i due senior sono nei paraggi e hanno modo di intervenire.
E adesso?
Come giustificheranno il loro ritardo?
Gli altri due mangeranno la foglia?
E last, but not last... Smetteranno di litigare?
Mhhh... ecco per l'ultima domanda forse è più facile provare l'esistenza degli unicorni ^^
Restate sintonizzati sulle frequenze di Palazzo d'Estate per la conclusione di questo movimentato arco temporale :D

Gudiao: creatura mitologica cinese dall'aspetto di un condor con corna sul capo, si nutre di care umana e lancia grida stridule e angoscianti simili al pianto di un neonato
Umebosci: famigerate prugne sotto sale di origine giapponese che compaiono in tanti anime e manga, leggenda vuole che abbiano un sapore che fa accapponare la pelle e aggricciare le dita dei piedi! :D




   
 
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