...guardò i suoi piedi, addolorato. Sembravano gigli d’oro, tanto erano martoriati e deformati. Eppure, lei sorrideva, felice nella sua danza, sembrava giocare con ogni sguardo di ogni singolo passante e di lui che era lì, immobile, a perdersi nei suoi gesti, nei suoi passi, nel sole di primavera che lei portava negli occhi.
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Parigi, 1884 e un'insolita primavera.