"Un ragazzo si sedette accanto a lei. Non gli prestò molta attenzione, ma gli diede un’occhiata con la coda dell’occhio.
Occhi scuri, scurissimi, pelle mulatta, capelli neri, una faccia decisamente dolce. Una cascata di braccialetti al polso. Felpone nero, jeans e Vans dello stesso colore.
Potevano essere gemelli.
«Ciao, io sono Calum.» le disse il razzo accanto a lei, porgendole svogliatamente la mano. Gia si girò, ma solo perché era vestito di nero e perché sembrava farlo solo per un fatto di cortesia quel gesto.
«Gia.» si osservarono, e lei decise che se proprio qualcuno dovesse sedersi accanto a lei, era felice che fosse stato proprio Calum a farlo. Non sembrava particolarmente interessato all’idea di parlare, e questo era solo un altro punto a suo favore."
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