Questa storia partecipa all’ Antiferragosto challenge 2026 del Gruppo Facebook Hurt&Comfort Italia
Robin Olivieri
Prompt: Al centro; Non mi fermerò
Sara Bondi
Prompt: le tue mani; immagina
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“Non ci riesco! Dannazione!”. Callisto riabbassò l’arco con rabbia, le nocche rigide e serrate intorno all’impugnatura di legno e i fiocchi di neve che gli si posavano addosso incuranti della sua frustrazione.
Aveva provato e riprovato, ma nulla, nessuna freccia aveva centrato il bersaglio.
Sembrava che il giovane stregone e l’arte del tiro con l’arco non fossero proprio compatibili, eppure non sembrava difficile: incoccare la freccia, tendere la corda fino alla guancia, prendere la mira e scoccare.
Quell’inverno la neve era giunta prima sulle montagne, o almeno così gli aveva detto Temistocle, lo stregone che lo aveva salvato dall’isola, e da quell’aguzzino del suo vecchio maestro, portandolo con sé sulla propria nave, lontano, così lontano dal mare e dalle terre dove aveva sempre vissuto, che Callisto avrebbe potuto giurare di non aver mai visto tanto gelo e tanta neve in vita sua scendere sui dolci pendii delle colline e delle montagne che punteggiavano i paesaggi della sua nuova casa, della sua nuova vita.